2018 Campo 4 – Studio, lavoro e discernimento

L’appuntamento annuale del campo 4, che si è svolto dal 5 ottobre al 7 ottobre 2018 presso il Colle Don Bosco, è giunto a termine. E’ stato un momento importante per tutti i ragazzi e ragazze che vi hanno partecipato, per riflettere su tre tematiche: Studio, lavoro e discernimento. 

Temi non da poco per dei giovani universitari e per quanti si sono appena affacciati nel mondo lavorativo.
Tasti concreti che possono, anzi, debbono essere toccati e affrontati per rendere più adulta una persona. Per abilitare un ragazzo a crescere, ad assumersi le proprie responsabilità e a scoprire la propria strada.

Non ci poteva essere, dunque, argomento migliore per il campo 4 di questi giorni, proprio in concomitanza con l’apertura del sinodo dei vescovi su questi medesimi interrogativi.

Ed esempio carismatico per eccellenza, il giovane Giò Bosco, è diventato il protagonista del nostro cammino.
Procedendo gradualmente sui passi della sua vita a Chieri, scoprendo come ha stretto legami di amicizia sana, come ha saputo affrontare lo studio e il lavoro, ha reso possibile ai giovani di rispecchiarsi in un loro coetaneo che ha fatto della sua vita un capolavoro.
Perché anche il nostro padre spirituale potrebbe essere definito ‘il santo della porta affianco’, come direbbe papa Francesco. Un santo del quotidiano, che ha saputo rendere l’ordinario, straordinario.
E non c’è prospettiva più bella di quella che insegna a scoprire la straordinarietà delle qualità presenti in ognuno, mettendosi in gioco nello studio e nel lavoro.
E’ proprio nell’ordinarietà del quotidiano la sfida del discernimento che mette in discussione il proprio essere in modo da scoprire in maniera più chiara alla domanda che spesso tutti ci poniamo: “Chi sono?”. Ma soprattutto ‘per chi siamo’. Perché non possiamo parlare di soggetto, se non in una comunità. Perché non c’è io, senza un tu.
Solo così si può realizzare pienamente che “siamo una missione in questa vita”. Che dal nostro si, dipende la felicità dell’altro e che dalla qualità delle nostre conoscenze o delle nostre abilità lavorative dipende la pienezza del nostro oggi.

Ricordando che dal connubio di gratuità, responsabilità e grazia si forma la nostra più vera identità…
#perlavitadeglialtri

 

Si ringrazia Elena Scavino per la redazione dell’articolo.

 

“NOI PER. Unici, solidali creativi”

Si pubblica il Discorso di Papa Francesco durante l’incontro dei giovani con lui ed i Padri Sinodali in occasione della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi del 6 ottobre 2018.

“NOI PER. Unici, solidali creativi”

INCONTRO DEI GIOVANI CON IL SANTO PADRE E I PADRI SINODALI

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Aula Paolo VI
Sabato, 6 ottobre 2018

Qui ci sono le domande scritte… Le risposta le daranno i Padri sinodali. Perché se io dessi le risposte qui, annullerei il Sinodo! Le risposte devono venire da tutti, dalla nostra riflessione, dalla nostra discussione e, soprattutto, devono essere risposte fatte senza paura.

Io mi limiterò soltanto – rispetto a tutte queste domande – a dire qualche cosa che possa servire, qualche principio.

A voi, giovani, che avete parlato, che avete dato la vostra testimonianza, che avete fatto una strada, dico: questa è la prima risposta. Fate la vostra strada. Siate giovani in cammino, che guardano gli orizzonti, non lo specchio. Sempre guardando avanti, in cammino, e non seduti sul divano. Tante volte mi viene da dire questo: un giovane, un ragazzo, una ragazza, che sta sul divano, finisce in pensione a 24 anni: è brutto, questo! E poi, voi lo avete detto bene: che mi fa trovare me stesso non è lo specchio, il guardare come sono. Trovare me stesso è nel fare, nell’andare alla ricerca del bene, della verità, della bellezza. Lì troverò me stesso.

Poi, in questa strada, un’altra parola che mi ha colpito è l’ultima. E’ stata forte quell’ultima, ma è vera… Chi l’ha fatta?… Tu. È stata forte: la coerenza. La coerenza di vita. Faccio un cammino, ma con coerenza di vita. E quando voi vedete una Chiesa incoerente, una Chiesa che ti legge le Beatitudini e poi cade nel clericalismo più principesco e scandaloso, io capisco, io capisco… Se sei cristiano, prendi le Beatitudini e mettile in pratica. E se sei un uomo o una donna che hai dato la vita, l’hai consacrata; se sei un prete – anche un prete che balla [si riferisce a una testimonianza] –, se sei un prete e vuoi vivere come cristiano, segui la strada delle Beatitudini. Non la strada della mondanità, la strada del clericalismo, che è una delle perversioni più brutte della Chiesa. Coerenza di vita. Ma anche voi [si rivolge ai giovani], dovete essere coerenti nella vostra strada e domandarvi: “Io sono coerente nella mia vita?”. Questo è un secondo principio.

C’è poi il problema delle diseguaglianze. Si perde il vero senso del potere – questo vale per la domanda sulla politica –, si perde quello che Gesù ci ha detto, che il potere è il servizio: il vero potere è servire. Altrimenti è egoismo, è abbassare l’altro, non lasciarlo crescere, è dominare, fare schiavi, non gente matura. Il potere è per far crescere la gente, per farsi servitori della gente. Questo è il principio: sia per la politica, sia per la coerenza delle vostre domande.

Poi, altre domande… Vi dirò una cosa. Per favore, voi, giovani, ragazzi e ragazze, voi non avete prezzo! Non siete merce all’asta! Per favore, non lasciatevi comprare, non lasciatevi sedurre, non lasciatevi schiavizzare dalle colonizzazioni ideologiche che ci mettono idee nella testa e alla fine diventiamo schiavi, dipendenti, falliti nella vita. Voi non avete prezzo: questo dovete ripetervelo sempre: io non sono all’asta, non ho prezzo. Io sono libero, sono libera! Innamoratevi di questa libertà, che è quella che offre Gesù.

Poi ci sono due cose – e vorrei finire con questo – tra le idee che voi avete detto e alle quali i Padri sinodali risponderanno dialogando con le vostre domande. La prima è sull’uso del web. È vero: l’interconnessione con il digitale è immediata, è efficace, è rapida. Ma se tu ti abitui a questo, finirai – e questo che dirò è reale – finirai come una famiglia dove, a tavola, a pranzo o a cena, ognuno sta con il telefonino e parla con altre persone, o fra loro stessi comunicano col telefonino, senza un rapporto concreto, reale, senza concretezza. Ogni strada che voi farete, per essere affidabile, dev’essere concreta, come le esperienze, tante esperienze che voi avete detto qui. Nessuna delle testimonianze che voi avete dato oggi era “liquida”: tutte erano concrete. La concretezza. La concretezza è la garanzia per andare avanti. Se i media, se l’uso del web ti porta fuori dalla concretezza, ti rende “liquido”, taglialo. Taglialo. Perché se non c’è concretezza non ci sarà futuro per voi. Questo è sicuro, è una regola della strada e del cammino.

E poi, questa concretezza anche nell’accoglienza. Tanti dei vostri esempi, che avete fatto oggi, sono sull’accoglienza. Michel ha fatta questa domanda: “Come vincere la mentalità sempre più diffusa che vede nello straniero, nel diverso, nel migrante, un pericolo, il male, il nemico da cacciare?”. Questa è la mentalità dello sfruttamento della gente, di fare schiavi i più deboli. È chiudere non solo le porte, è chiudere le mani. E oggi sono un po’ di moda i populismi, che non hanno niente a che vedere con ciò che è popolare. Popolare è la cultura del popolo, la cultura di ognuno dei vostri popoli che si esprime nell’arte, si esprime nella cultura, si esprime nella scienza del popolo, si esprime nella festa! Ogni popolo fa festa a suo modo. Questo è popolare. Ma il populismo è il contrario: è la chiusura di questo su un modello. Siamo chiusi, siamo noi soli. E quando siamo chiusi non si può andare avanti. State attenti. È la mentalità che ha detto Michel: “Come vincere la mentalità sempre più diffusa che vede nello straniero, nel diverso, nel migrante un pericolo, il male, il pericolo da cacciare?”. Si vince con l’abbraccio, con l’accoglienza, con il dialogo, con l’amore, che è la parola che apre tutte le porte.

E alla fine – ho parlato di concretezza – ognuno di voi vuole fare la strada nella vita, concreta, una strada che porti dei frutti. Grazie a te [Giovanni Caccamo] per la foto con tuo nonno: è stata forse, quella fotografia, il più bel messaggio di questa serata. Parlate con i vecchi, parlate con i nonni: loro sono le radici, le radici della vostra concretezza, le radici del vostro crescere, fiorire e portare frutto. Ricordate: se l’albero è solo, non darà frutto. Tutto quello che l’albero ha di fiorito, viene da quello che è sotterrato. Questa espressione è di un poeta, non è mia. Ma è la verità. Attaccatevi alle radici, ma non rimanete lì. Prendete le radici e portatele avanti per dare frutto, e anche voi diventerete radici per gli altri. Non dimenticatevi della fotografia, quella con il nonno. Parlate con i nonni, parlate con i vecchi e questo vi farà felici.

Grazie tante! Questi sono orientamenti. Le risposte, a loro! [indica i Padri sinodali] Grazie, grazie!

Fonte: Libreria Editrice Vaticana

#Giovani&Chiesa: tagga il Sinodo!

#Giovani&Chiesa è un progetto di pastorale digitale voluto per incoraggiare parrocchie, scuole e seminari, a seguire attivamente i lavori del Sinodo 2018: una proposta di piattaforma web che auspica la partecipazione di esperti di pastorale, pur rimanendo potenzialmente aperta a tutti. Promotore del progetto è il Centro di Orientamento Pastorale (COP), d’intesa con il Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile della CEI ed in partnership con la diocesi di Sora – Cassino – Aquino – Pontecorvo. 

#Giovani&Chiesa è ricco di riferimenti allo «Strumento di lavoro del Sinodo», il documento sul quale poggerà la discussione sinodale, e si prefigge di amplificare nel continente digitale i messaggi dal Sinodo, affinché tutti possano sentirsi «uditori». A partire da quei messaggi, l’obiettivo del progetto è quello di far esprimere attese, opinioni e storie.

La piattaforma web, in lingua italiana, è accessibile dal sito del COP. Essa comprende «Messaggi dal Sinodo» e «Sinodo 2018» e l’ambito laboratoriale «La tua voce», suddiviso in «Voci dalla parrocchia» – per le realtà giovanili parrocchiali –, «Voci dalla scuola» – principalmente per le III, IV, V classi delle scuole superiori –, «Voci dal seminario» – per gruppi di seminaristi –, e «Forum di pastorale» – per esperti –. Ci si può iscrivere anche prima dell’inizio dei lavori sinodali.

Il progetto #Giovani&Chiesa, unitamente alla piattaforma ha previsto l’utilizzo del canale social Twitter, per un’apertura della proposta a più ampio raggio. La visibilità dei contenuti sarà pubblica.

Fonte:
SERVIZIO NAZIONALE
PER LA PASTORALE GIOVANILE CEI