Oratorio Rebaudengo: Il progetto FUORI ONDA

L’Oratorio Rebaudengo, in collaborazione con la Scuola media Bernardo Chiara, presenta una novità con il progetto “FUORI ONDA”, rivolto a tutti i ragazzi e le ragazze che frequentano le scuole medie.

Il progetto “FUORI ONDA” offre:

  • Accompagnamento scuola/oratorio
  • Sala per la consumazione del pranzo
  • Spazio compiti assistito
  • Sala giochi e spazi all’aperto
  • Attività e laboratori

Il progetto sarà attivo a partire da lunedì 7 ottobre 2019 fino a venerdì 29 maggio 2020, con eventuali tempi supplementari per i ragazzi di terza media.

L’iscrizione può essere effettuata con due modalità:

  • Part time (fino a 3 giorni settimanali programmati all’iscrizione con i genitori)
  • Full time (5 giorni)

Informazioni:

oratorio@rebaoratorio.org

389.50.42.754

Oratorio: crescere insieme, nella comunità, sul territorio – il frutto del terzo Happening nazionale (H3O)

Si riporta l’articolo redatto da Umberto Folena e pubblicato da Avvenire il 7 settembre scorso in merito ai risultati e alle conclusioni del terzo Happening nazionale degli oratori che si è tenuto a Molfetta dal 4 al 6 settembre 2019.

L’incontro. L’oratorio ha un progetto: crescere insieme, nella comunità, sul territorio.

Si è concluso a Molfetta il terzo Happening nazionale. Don Falabretti a sacerdoti e animatori: abbiate a cuore l’intera comunità.

All’ultimo atto del terzo Happening degli Oratori (H3O), ormai il titolo calembour “Facciamo fuori l’Oratorio” dovrebbe essere chiaro. E proprio all’ultimo atto, nella chiesa del Seminario regionale pugliese di Molfetta che ha ospitato i 500 tra giovani, preti e suore, rappresentanti dell’immenso variegato popolo degli oratori italiani, don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, lo ricorda, lo ribadisce, lo incide nelle menti e nei cuori affinché non ci sia possibilità di equivoco.

“Far fuori” significa dare più importanza alle persone, che fanno oratorio, che ai muri dell’edificio oratorio. Non significa andare chissà dove, perché non si tratta di una questione meramente geografica; e comunque sarà il “fuori” a venirci incontro. Significa piuttosto rimanere in ascolto e modulare il progetto educativo sulla base delle voci – sussurri e grida di speranza o disperazione, interesse o indifferenza – che giungono da “fuori”.

Falabretti si fa aiutare da un amico antico, un salesiano bergamasco morto ancor giovane, 15 anni fa, quando era da poco vescovo a Belluno-Feltre, uno che l’oratorio e la passione per i giovani li aveva nel sangue: Per don Vincenzo Savio l’oratorio dovrebbe essere come una tenda. Leggero, che si possa spostare, perché se oratorio sono innanzitutto le persone, allora si può “fare oratorio” ovunque. Sottile come una tenda anche per un altro motivo:

«La tenda ti permette, mentre ci stai dentro, di cogliere le voci di chi sta fuori».

“Far fuori”, conclude Falabretti, significa dunque

«ascoltare questo nostro tempo. Abbiamo delle certezze? Certamente. Ma non sono un gabbia, un “circolo” da cui nulla esce e in cui nulla entra. La Chiesa non ha mai avuto paura di incontrare le persone per ciò che sono, mai avuto paura di cambiare».

Lo ripete più volte:

«Gli altri non saranno mai esattamente come noi li vorremmo. “Far fuori” significa incontrarli per ciò che sono”, comodi o scomodi, gratificanti o ruvidi. “Far fuori” è “il coraggio di cambiare ciò che va cambiato».

È la storia dell’oratorio. Don Bosco creò una novità, partendo dalla scuola, dando parole e numeri a ragazzi che ne erano privi e a cui nessun altro avrebbe pensato. L’oratorio, negli anni a venire, avrebbe dato musica, teatro e sport a chi altrimenti ne sarebbe stato privo:

«Sapeva intercettare i bisogni umani», e da qui parlare all’anima. «Il mondo bussa alla nostra porta», non lo sentiamo?

Nulla però accade da sé, nulla è automatico. Nelle tre giornate di H3O una delle parole-chiave è stata “progetto”. L’oratorio ha bisogno di

«un progetto legato al territorio in cui viviamo, il territorio geografico e soprattutto umano, territorio sempre diverso in Italia. Solo così l’immutabile Vangelo potrà essere declinato in tanti modi diversi».

Da qui la necessità di dare spessore al profilo dell’educatore, colui al quale per primo è affidato il progetto, mai cavaliere solitario perché il progetto appartiene alla comunità, di cui l’educatore è interprete.

Il mosaico manca ancora di una tessera, il ruolo “politico” dell’oratorio. Falabretti guarda negli occhi i giovani uno per uno:

«Quando la città non ha più tempo né voglia di prendersi cura dei più piccoli, ci siete voi, con un servizio fatto di legami, custodia e servizio, che non ha prezzo».

E questa è politica, in senso lato ma lo è perché interessa la polis.

«Voi non animate solo i ragazzi. Voi animate una comunità intera».

anche nella più remota delle periferie, l’oratorio può essere il centro.

Editrice Elledici: Grande successo per il primo Convegno Nazionale di Passodopopasso

Grande entusiasmo e partecipazione al primo Convegno Nazionale del Progetto catechistico “Passodopopasso” a Valdocco.

Oggi, sabato 7 settembre 2019, si è tenuto il primo Convegno Nazionale dedicato al sussidio catechistico edito da Elledici “Passodopopasso“, il nuovo progetto che accompagna le famiglie nell’educazione cristiana dei figli di 7-12 anni.

Progetto catechistico Passo dopo Passo – il seminario (Valdocco))

@passodopopasso A breve il seminario del Progetto catechistico Passo dopo Passo! Editrice Elledici

Publiée par Editrice Elledici sur Vendredi 6 septembre 2019

Editrice Elledici #PassoDopoPassoIn diretta … Celebrare i sacramenti con arte! Progetto catechistico Passo dopo Passo.

Publiée par Editrice Elledici sur Samedi 7 septembre 2019

L’evento ha avuto inizio alle ore 9.00 presso la Sala Sangalli di Valdocco con i saluti di don Valerio Bocci ai partecipanti, più di 100 tra catechisti e catechiste.

Dopo una breve preghiera introduttiva (“Semina la speranza”) con il Segno della Croce cantato, la parola è passata a don Valter Rossi, direttore della rivista Elledici dedicata alla formazione dei catechisti, “Dossier Catechista“. Nel suo intervento, don Valter ha presentato le principali novità e caratteristiche della rivista mensile, proiettando alcune slide dedicate alle parti interne di Dossier Catechista.

Successivamente, la parola è poi passata al Direttore dell’Ufficio Catechistico di Cuneo, don Gabriele Mecca, il quale ha esplicitato le linee guida del progetto: l’orizzonte, la mappa e i soggetti coinvolti e da coinvolgere.

Invito tutti ad essere audaci e creativi nel ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi di evangelizzazione delle proprie comunità. Dietro al lavoro di Passodopopasso si possono ritrovare questi elementi.

L’intervento è proseguito con la presentazione dei 3 tipi di catechesi che occorre tenere in considerazione nel loro complesso:

  • Catechesi parrocchiale;
  • Catechesi celebrativa e comunitaria;
  • Catechesi familiare;

Tali tipologie di catechesi sono state analizzate dalle tre Catechiste coinvolte nel progetto: Federica, Maria e Nives, delle diocesi di Cuneo e Fossano. In ogni intervento, sono state così approfondite le principali caratteristiche e specificità di ciascuna tipologia di catechesi, mettendo in luce non soltanto le difficoltà che oggi i catechisti si trovano ad affrontare, ma anche le principali sfide e potenzialità che ne possono emergere, nonché alcuni utili accorgimenti e strumenti da utilizzare.

Dopo una breve pausa, i partecipanti al convegno sono stati suddivisi in 4 gruppi per l’attivazione dei laboratori attivi dedicati a quattro differenti argomenti del progetto:

  • Temi e strumenti;
  • Attività;
  • Celebrazioni;
  • Coinvolgimento dei genitori.

Ciascun gruppo ha avuto così modo di “mettere le mani in pasta” cimentandosi concretamente in alcune attività utili per far proprio il progetto catechistico di Passodopopasso nella propria realtà.

I laboratori sono così proseguiti anche nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, fino alle ore 17.15.

L’ultima parte del convegno ha riguardato la tematica dei sacramenti,”Celebrare i sacramenti con arte“, a cura di don Gabriele Mecca.

Infine, dopo uno spazio dedicato alle domande, il convegno si è concluso con la valutazione del percorso formativo intrapreso e la preghiera finale con i saluti.

L’Editrice Elledici ringrazia tutti coloro che hanno partecipato all’iniziativa e hanno permesso la buona riuscita dell’evento. Per l’organizzazione di un seminario dedicato a Passodopopasso nelle singole diocesi, gli uffici dell’Editrice sono a disposizione per verificarne la possibilità e progettare l’incontro. Sul sito Elledici verranno presentate le eventuali repliche con le modalità di iscrizione.

Salesiani Lombriasco – Giro in bici 2019

I salesiani di Lombriasco, in occasione del 40° anno della morte di 3 confratelli Salesiani coadiutori, morti in un terribile incidente stradale a Povolaro Vc (17 giugno 1979), hanno come di consueto organizzato un giro in bici in memoria di Giuseppe Scremin, Leonardo Defend e Giovanni Bernardi, durante l’estate. Attraverso le parole di Ottavio Forzatti, che ringraziamo per l’articolo, ecco il racconto dell’iniziativa.

In tutti i nostri 36 giri per l’Italia e l’Europa siamo sempre andati alla ricerca di mete finali o intermedie significative per far riflettere tutti i partecipanti: giovani e adulti. Quest’anno ricorreva il 40° della morte di 3 confratelli Salesiani coadiutori, morti in un terribile incidente stradale a Povolaro Vc (17 giugno 1979). Erano in 5 confratelli e dopo aver partecipato a Candiana, al funerale di un Exallievo, visitano i loro parenti, poi scendendo da Bassano del Grappa verso Vicenza, per prendere l’autostrada, vengono investiti da un giovanotto (ubriaco… che al bar aveva bisticciato con la sua ragazza, la quale scappa a casa, lui beve ancora…) arrabbiato vuol raggiungerla e in una leggera curva, a tutta velocità, si scontra frontalmente con i nostri.
Giuseppe Scremin, Leonardo Defend, Giovanni Bernardi: muoiono sul colpo, si salvano i due a lato dietro: Rino Brotto e Giuseppe Orlando e dopo mesi di ospedale possono tornare al Colle Don Bosco.

Giovanni Bernardi (detto Nane) mi diceva in continuazione:

“Dobbiamo fare un giro in bicicletta fino a Venezia (lui era di Salzano), ma come faceva Don Bosco nelle passeggiate autunnali e cioè far divertire e faticare i ragazzi, per toglierli dall’ozio dell’estate”.

Questa intuizione mi è sempre rimasta come impegno morale-formativo e finalmente dopo 3 anni abbiamo realizzato il sogno di Nane, non solo andando in bici a tappe fino a Venezia, ma andando a trovare le loro famiglie e visitando le loro tombe: a San Giacomo di Romano d’Ezzelino, Salzano e a San Vito al Tagliamento. Da loro siamo tornati dopo 10-20-30 anni e quest’anno dopo 40 anni dalla loro morte, sempre accolti dai loro familiari in modo incredibilmente affettuoso e riconoscente  per il ricordo dei loro cari in questa maniera giovanile e ardita come voleva Don Bosco.

Quest’anno lungo le varie tappe abbiamo fatto anche altre belle esperienze e visite:

  • Casale Monferrato: per la conoscenza del problema dell’inquinamento dall’amianto-eternit.
  • Treviglio: visita della fabbrica italiana dei trattori SAME.
  • A San Vito al Tagliamento, dopo aver incontrato i parenti di Leonardo Defend, siamo stati ricevuti in municipio dal Sindaco con tuti gli onori del caso e il giorno dopo abbiamo trascorso una giornata di riposo e relax al mare di Bibbione.
  • Longarone: per la conoscenza della tragedia del 1963, con la visita alla diga e al cimitero-museo.
  • Vervio (il mio paese natale): siamo raggiunti da una decina di nostri amici pedalatori con le loro famiglie e dopo la faticosa salita del Mortirolo, il giorno dopo col Trenino Rosso Svizzero (patrimonio dell’Unesco) da Tirano siamo saliti fino al Bernina, ma poi in bici: Livigno, passo del Foscagno, passo dell’Eira, Isolaccia, Semogo, Bormio e ritorno a Vervio.
  • Il giorno dopo, prima di arrivare a Usmate Velate, siamo saliti al Santuario del Ghisallo,
    la Madonna protettrice dei ciclisti.
  • All’ultima tappa coi saluti e gli arrivederci…: Asti – Colle Don Bosco – Lombriasco.

Il gruppo eterogeneo, come età e nazionalità, perciò molto ricco di potenzialità, autosufficiente in tutto, infatti a noi bastava un posto al coperto per mangiare e dormire era composto da: per lo più italiani, un ragazzo slovacco, uno ucraino e una stupenda famiglia belga, mamma e figlio con gravi disabilità, ma felici di poterci seguire con il loro furgone guidato dal papà.

A tutti erano affidati dei compiti ben precisi lungo la giornata… viaggiando a gruppetti di 4-5 con un capogruppo. I vari gruppi distanti tra loro 200 metri: in questa maniera non si intralcia il traffico, favorendo soprattutto ai tir di sorpassarci con facilità. Per ogni evenienza dietro di noi sempre il furgone della meccanica e ogni 40-50 km sosta con spuntino… Al mattino prima di partire una breve preghiera, con alcuni spunti per riflettere nella prima mezz’ora, dove facciamo silenzio e ognuno a secondo le sue capacità riflette e prega.

Alla sera prima di cena, la partecipazione libera alla celebrazione della Santa Messa. Dopo ogni incontro a casa delle famiglie dei tre confratelli coi saluti e ricordi, sempre la visita ai loro cimiteri, con tutti i familiari ancora viventi e pranzo insieme. A Castello di Godego, gli Exallievi, ci offrono una buonissima pizza, a San Vito una gustosa grigliata con tutti i parenti di Leonardo Defend, a Vervio non poteva mancare il piatto tipico della Valtellina i “pizzocchieri” con verdure e formaggio di casera.

Insomma il giro è stato una gioiosa festa insieme a tutti coloro che ci hanno ospitati nelle varie tappe del nostro percorso-pellegrinaggio! A tutti costoro un “grazie” sincero da tutti noi partecipanti: pedalatori, cuochi, e autisti dei mezzi.

Grazie ai nostri “sponsor”: Don Bosco, Maria Ausiliatrice e i 3 confratelli deceduti nell’incidente, tutto è andato bene con la soddisfazione di tutti.

PEDALARE INSIEME PER COSTRUIRE INSIEME è il nostro motto fin dal primo giro: la bici, la strada, i km, la fatica… sono solo dei mezzi per costruire nel gruppo: l’amicizia, il rispetto, l’aiuto tra i partecipanti, migliorando il proprio carattere, la propria volontà: per allenarsi ad affrontare e superare le difficoltà che la vita riserverà a ciascuno…

In tutti i nostri giri abbiamo cercato di seminare questi valori importanti per tutti i partecipanti… a suo tempo qualcuno ne raccoglierà i frutti!!!

Ottavio Forzatti (Salesiani di Lombriasco)

Don Bosco San Salvario: …e da Settembre a Giugno cosa si fa in oratorio?

L’Oratorio è casa che accoglie, Chiesa che evangelizza, cortile per incontrarsi fra amici, scuola che avvia alla vita.

Riprendono le attività dell’Oratorio di Don Bosco San Salvario, in particolare al San Luigi in via Ormea n°4 e al Santi Pietro e Paolo in via Giacosa n°8.

Appuntamenti:

Per maggiori informazioni:

  • Cellulare 338.725.71.05
  • Email oratorio@sanluigitorino.org

Salesiani Cuneo: le Settembriadi – il “recupero” di Estate Ragazzi

Prima che riprenda la scuola, i Salesiani di Cuneo riaprono i battenti con un “recupero” di Estate Ragazzi grazie alle “Settembriadi“,  un modo per ritrovare i tanti amici con cui si è condiviso giugno e luglio e cominciare con il sorriso l’anno scolastico imminente.

Da lunedì 2 a venerdì 6 settembre 2019 l’appuntamento è previsto presso l’oratorio dei Salesiani di Cuneo con il seguente orario: inizio attività ore 9, pausa pranzo alle 12,15, ripresa attività alle 14,30 e chiusura alle 17,30. L’oratorio in ogni caso sarà aperto dalle 7,30 del mattino fino alle 19, per chi ne avesse necessità.

Il programma prevede giochi, laboratori, compiti, tornei, gare sportive, la visione di un film a tematica sportiva (quest’anno sarà “Herbie – il super maggiolino!”).

. Mercoledì 4 settembre, passeggiata con partenza dai Sale e ritorno nel pomeriggio (pranzo al sacco per tutti!)

. Venerdì 6 settembre si chiude il periodo di Estate Ragazzi con la gita alle Cupole.

Per chi non si fosse ancora iscritto, vi è ancora la possibilità di farlo lunedì mattina (non oltre le 9,30).

Campo 4 2019 – Colle don Bosco

In ripresa delle attività pastorali, ecco un altro appuntamento da non perdere: il Campo 4. Un’ultima proposta che va a concludere i percorsi con i campi animatori, rivolta a tutti i ragazzi dalla 5° superiore in sù e per coloro che hanno già terminato il cammino, per approfondire il nuovo tema pastorale: “Puoi essere Santo #lidovesei”. Un forte momento di aggregazione e di confronto, un tempo per la restituzione del lavoro di conoscenza e confronto, di condivisione di domande, obiezioni e curiosità.

Quest’edizione delle attività del Campo 4 si svolgerà da giovedì 19 settembre a domenica 22 settembre 2019 presso la struttura del Colle don Bosco. Si consiglia vivamente di portare: quaderno ad anelli, biro, sacco a pelo/lenzuola, abbigliamento per giocare, scarpe comode e il pranzo al sacco per la giornata di giovedì.

Sabato 21, inoltre, vi sarà un incontro volto alla formazione dei giovani dell’MGS, agli Sdb (Salesiani di don Bosco) ed alle Fma (Figlie di Maria Ausiliatrice). Sarà possibile partecipare all’intero week-end oppure solo al ritiro della domenica, ecco il programma:

  • h 9.00 – Ritrovo,
  • h 9.30 – don Enrico Stasi,
  • h 12.30 – Pranzo (costo 7€),
  • h 13.30 – Proposte anno pastorale,
  • h 15.00 – Santa Messa.

Le iscrizioni dovranno essere fatte presso il proprio responsabile del centro di provenienza.

Per informazioni:

  • Don Stefano Mondin – stefano.mondin@31gennaio.net,
  • Suor Carmela Busia – pastorale@fma-ipi.it

Scarica qui le locandine per la stampa nei due formati:

 

Alice a Sanca, paese di Meraviglie

Il racconto dello spettacolo teatrale “Alice a Sanca, paese di Meraviglie”, tenutosi presso l’oratorio San Cassiano, nelle parole dell’animatrice Livia Popa a cui va il ringraziamento della redazione.

Venerdì 26 luglio i ragazzi dell’”Estate all’Oratorio” di S. Cassiano in Riva, hanno offerto alle loro famiglie e agli amici un simpatico spettacolo di mezza estate che riproponeva le tematiche educative messe in atto durante questo periodo.

Alice e un ragazzo che rappresenta gli animatori del centro estivo, si sono persi in un paese strano, fatto di giochi di ogni genere, con tanti personaggi della saga di Lewis Carrol. Come uscirne? Naturalmente attraverso giochi ai quali ci si deve adattare e vincere…Ma il cammino è molto arduo, perché non è facile vincere il Re degli Scacchi o la Regina di Cuori. .. I nostri eroi ci riusciranno, con impegno e fatica, perché alla fine è comunque bello sapersi mettere in gioco e superare gli ostacoli che sovente la vita mette davanti!

Si è ripercorsa quindi l’avventura di una bella e simpatica estate che l’oratorio sta ancora vivendo e che durerà fino all’inizio dell’anno scolastico. La storia, più che raccontata e recitata, è stata cantata e soprattutto danzata con le coreografie dei nostri ragazzi e bambini, preparate dagli stessi giovanissimi animatori che si sono distinti per impegno e professionalità non comuni.

Il “Piccolo Coro “ dell’oratorio è stato diretto da Maria Scotellaro, la parte recitata da Chiara Ogliaro e Livia Popa, mentre le splendide coreografie sono di Alessio Iervasi, Annachiara Franco e Linda Guiati. Alla consolle, luci, musiche e parte tecnica Roberto Ragazzo con una folta schiera di super-giovanissimi aiutanti. Alla regia Simone Trada e Chiara Ogliaro. La parte fotografica e video, preparata da Livia Popa, ha ripercorso gli episodi più belli di un’estate, vero “Paese delle Meraviglie”, che ha messo tutti quanti in gioco, a partire dall’ esperienza del soggiorno alpino a Doues (AO), ai giochi d’acqua di Cigliano e Lessona, alle corse nei parchi , alla fantastica “apericena” con i genitori il giovedì 11 luglio.

E non è finita: questa prima parte si chiude venerdì 2 agosto e si riprenderà dal 19 agosto fino al 6 settembre, con la fantastica avventura delle “Olimpiadi ‘19” . Un’occasione da non perdere per tutti i ragazzi e bambini che amano lo sport che unisce.

Lo spettacolo di Sanca è terminato con il coro di ragazzi e genitori che hanno cantato insieme il tormentone di questa estate, composto ben 51 anni fa da un ragazzo che frequentava l’oratorio salesiano di v. Gluck a Milano.

E il cielo di Sanca si è colorato di Azzurro!

Un successo il Centro Estivo a Vilnius

Anche a Vilnius, in Lituania, è tempo di Estate Ragazzi con la passione di don Bosco, come racconta direttamente don Alessandro Barelli.
“Possiamo essere tutti amici di Gesù qui in terra e in Paradiso. La santità è a portata di tutti!”. Così l’8 di luglio è iniziato il Centro Estivo nell’oratorio della parrocchia di san Giovanni Bosco a Vilnius, in Lituania. Le tre settimane, concluse il 26 luglio con una grande festa, hanno visto l’iscrizione di ben 486 bambini e adolescenti, che nei giorni lavorativi letteralmente “riempivano” tutti gli ambienti della casa salesiana. La frequenza quotidiana era di 280 bambini. Tre salesiani a tempo pieno, 32 animatori, alcuni genitori disponibili ad aiutare: questa la comunità educativa impegnata non solo ad occupare il tempo libero estivo, ma anche a fornire valori di base per molti che altrimenti non metterebbero mai piede in chiesa. La fiducia dei genitori verso la comunità educativa salesiana locale si è notata anche nei vari segni di riconoscenza manifestati al termine delle attività: regalini, bigliettini di ringraziamento, offerte per l’oratorio.
La preghiera quotidiana sul tema della santità

La preghiera quotidiana sul tema della santità

Le attività si svolgevano quattro giorni alla settimana presso la casa salesiana, per poi spostarsi in un parco cittadino di Vilnius per la gita di un giorno. In casa i bambini si dedicavano ai grandi giochi per fasce di età, e ai laboratori sportivi, canori e di attività manuali. Al termine della giornata vi era sempre un momento di preghiera e riflessione legato al tema della Strenna 2019 “La santità è per tutti”: ogni giorno l’incaricato dell’oratorio presentava la vita e l’esempio di una santo diverso. Molto successo hanno riscontrato san Tarcisio, santa Lucia, san Filippo Neri e naturalmente san Giovanni Bosco… Un gelato gratuito per tutti concludeva la giornata.
Per le gite, alla scarsità delle risorse a disposizione si è provveduto con l’inventiva: le tre gite si sono svolte non con autobus noleggiati, ma con i mezzi pubblici di linea (ovviamente dividendo i bambini su linee diverse). Al lago, al fiume, con tanto chiasso, tanta gioia e l’acqua gelata… 
Sono già 17 anni che durante il mese di luglio si svolge il centro estivo presso la casa salesiana di Vilnius, e anche senza tanta pubblicità esteriore, sono moltissime le famiglie che mandano i propri figli, e che poi restano legate all’opera e all’oratorio anche durante l’anno scolastico. (don Alessandro Barelli SDB)
Nel fiume Vilnele, con l'acqua fredda

Nel fiume Vilnele, con l’acqua fredda

Gita al parco. Tutti in fila!

Gita al parco. Tutti in fila!

San Salvario House – Il benvenuto ai primi ragazzi che lo abitano

San Salvario House, l’housing sociale inaugurato nel mese di giugno presso la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Torino (in San Salvario), accoglie e dà il benvenuto ai primi giovani che entrano ad abitarci. Ecco la notizia pubblicata su donboscosansalvario.it:

 

Da alcune settimane i primi giovani risiedono all’housing. Don Mauro e il gruppo di famiglie volontarie hanno celebrato insieme la S. Messa di ringraziamento e di affidamento per il cammino che si sta intraprendendo. Il vangelo ha ricordato come il Signore semina sempre il buon seme, ma che questo dovrà imparare a crescere anche vicino al maligno. Così sarà per l’avventura dell’housing, saper accogliere tutti i giovani che arrivano come segno di Dio e resistere alle tante tentazioni che potranno arrivare. Dopo la celebrazione le famiglie hanno condiviso la cena con i giovani e hanno iniziato a conoscersi. Chi sono questi ragazzi:

Moussa, 18 anni, senegalese, lavora come operaio per Astelav-rigenerazione di elettrodomestici, ha vissuto nel centro accoglienza dell’oratorio San Luigi.

Mansour, 21 anni, senegalese, lavora come panettiere, ha vissuto nel centro accoglienza dell’oratorio San Luigi, ha provato l’indipendenza di vivere da solo con amici e ora ha deciso di iniziare questa nuova convivenza.

Dame, 22 anni, senegalese, lavora come operaio per Stige-addetto allo stampaggio, ha vissuto nel centro accoglienza dell’oratorio San Luigi, poi si è trasferito in altre regioni per alcuni anni dove aveva un lavoro mal retribuito e così è tornato a chiedere aiuto, è stato inserito nei corsi organizzati dal progetto M’Interesso di Te e di è guadagnato con l’impegno un posto di lavoro.

Carlos, 19 anni, ecuadoreño, lavora come cameriere e aiuto cuoco presso Savourè, ha vissuto nel centro accoglienza dell’oratorio San Luigi e grazie all’oratorio è riuscito a trovare lavoro, per un periodo ha vissuto con un amico capendo quante difficoltà ci sono per diventare indipendenti ed ha così deciso di essere ancora accompagnato per un periodo vivendo nell’housing.

Ale, 18 anni, senegalese, lavora come cameriere con una borsa lavoro.

Desai, 25 anni, indiano, studia ingegneria al Politecnico.

Abdulkarim, 20 anni, senegalese, lavora come operaio per Stige-addetto allo stampaggio.

Nei prossimi mesi vi saranno nuovi inserimenti, tra questi alcuni di essi studenti italiani. Per chi fosse interessato a conoscere meglio la realtà può contattare Luca al 3667763601