Calendari Ispettoriali 2019-2020

Online tutti gli appuntamenti 2019/2020 dei vari settori della Pastorale Giovanile, sincronizzabili attraverso il calendario di Google Calendar.

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Saranno inoltre disponibili da quest’anno anche le agende del calendario Salesiani Italia 2019/2020.

Don Bosco Casale: festa dei centri estivi 2019 nella Diocesi di Casale Monferrato

Giovedì 4 luglio 2019, presso il Sacro Monte di Varallo Sesia, si è tenuta la tradizionale festa dei centri estivi della Diocesi di Casale Monferrato. Il tema scelto per la giornata è stato “Portatori di promesse, in cammino con Maria”, in continuità con la riflessione proposta dal Papa durante la GMG di Panama.

Una vera “festa-pellegrinaggio”con il cammino per raggiungere il santuario mariano in compagnia del Vescovo di Casale Monferrato Gianni Sacchi, un’occasione di incontri e di condivisione con un migliaio di bambini, ragazzi e giovani provenienti dalle diverse realtà di oratorio della Diocesi.

Presso l’Istituto Alberghiero G. Pastore, i diversi gruppi hanno animato il cortile cimentandosi nelle prove più svariate: giochi di abilità, musica, attività espressive e artistiche, balli, inni e grandi festeggiamenti per l’assegnazione dei premi alle squadre vincitrici. Il Vescovo Gianni ha poi salutato affettuosamente tutti i presenti, felice della numerosa e gioiosa partecipazione dei tanti centri estivi.

Dopo il pranzo, la giornata è proseguita con un allegro corteo tra le strade del centro cittadino fino a giungere in pellegrinaggio al Sacro Monte, con un momento di preghiera e affidamento alla Madonna.

«Solo facendo silenzio in noi possiamo ascoltare la voce del Signore e comprendere la sua chiamata. Dio ci invita a partecipare al suo progetto di felicità»

ha spiegato il Vescovo ai giovani in ascolto durante la preghiera.

Ancora il Vescovo Sacchi:

«Se rispondo alla chiamata trovo la felicità vera, come ha fatto Maria a suo tempo. Noi siamo capaci di dire “sì” come ha fatto lei?»

A conclusione del momento riflessivo, sono state recitate dieci Ave Maria dai bambini e dai rappresentanti degli oratori, con il volo in cielo di palloncini colorati, come segno dell’affidamento a Maria.

Dopo il saluto finale, si è passati alla visita del Sacro Monte per poi dirigersi verso il percorso di discesa e di rientro, con tutti i bambini e i ragazzi ricolmi della gioia dell’incontro e della festa vissuta insieme durante la giornata.

GIOVANI, PERIFERIE: il circolo vizioso che moltiplica il disagio

Si riporta l’interessante ricerca condotta da Mauro Zangola, economista esperto nel mercato del lavoro, in merito alla situazione dei giovani e del disagio sociale nella città di Torino.

I quartieri «fragili» concentrano più disagi nello stesso territorio; e in cui sono maggiori le difficoltà di vita e di lavoro per fasce diverse della popolazione. Mauro Zangola (economista e esperto nel mercato del lavoro) ha elaborato per la diocesi di Torino una ricerca complessa e ricca di dati per portare in evidenza alcuni elementi del disagio, giovanile e non solo, nella città di Torino. L’incrocio dei «numeri» sui giovani con quelli del disagio economico delle famiglie, dell’invecchiamento della popolazione, della scolarità permette di costruire un quadro inedito della frastagliata realtà torinese.

Il metodo di raccolta delle informazioni seguito da Zangola parte da due indicatori principali:

  • 94 aree statistiche in cui l’Istat ha suddiviso il territorio della Città;
  • 23 quartieri «storici» in cui Torino era articolata, negli anni ’70 e ’80 (al tempo dei Coordinamento dei Comitati spontanei di Quartiere).

Attraverso queste due «griglie» Torino rivela una quantità di dettagli che le analisi condotte sull’intero territorio comunale non possono cogliere con la stessa precisione.

Se in generale lo studio di Zangola conferma gli argomenti di lettura delle «due città», contiene anche una indicazione «politica» precisa: conoscendo meglio le situazioni, è anche possibile elaborare interventi mirati, e andare a sostenere progetti che trovino rispondenze concrete nelle necessità della popolazione, in particolare dei giovani e delle famiglie.
Lo studio ha raccolto anche un «indice» della presenza delle istituzioni (Comune, Regione, Chiesa, Terzo settore) nei quartieri con il maggior disagio giovanile.

 

IL COMMENTO DI MONS. CESARE NOSIGLIA
Arcivescovo di Torino

L’inchiesta che ho sollecitato il dott. Zangola a realizzare era volta a conoscere meglio la situazione con dati oggettivi in modo da attivare insieme alle altre componenti istituzionali una strategia di coordinamento e promozione di percorsi unitari. Per la Chiesa di Torino conoscere e affrontare il disagio dei giovani è un fattore decisivo: a noi tocca di «uscire» a incontrare queste persone nei contesti dove vivono – contesti territoriali e urbani, ma anche culturali e psicologici. Il lavoro è la prima «soluzione»: e il contesto in cui il lavoro c’è o si crea è la questione politica centrale di questo nostro tempo, in questa nostra città. per questo i dati raccolti dal dott. Zangola sono molto interessanti, realistici e preoccupano non poco anche se l’impegno della città, della Regione, della Chiesa e del terzo settore non è secondario e nemmeno superficiale o di pura risposta alla emergenza.

Mi ha colpito molto constatare che nei luoghi della città dove più ampio ed esteso è il disagio sociale, le periferie appunto, altrettanto esteso e ancora più profondo è il disagio giovanile soprattutto per quanto attiene alla formazione al lavoro e a uno sbocco professionale appropriato. Questo fatto, insieme ai dati sull’invecchiamento generale della popolazione torinese, e alla «fuga» dei figli del ceto medio, completa il quadro non facile della vita della città. E aiuta a comprendere, a mio parere, l’opportunità e la necessità di intervenire con tutte le forze disponibili per combattere la povertà e l’impoverimento. Altrimenti quello scenario, più volte evocato, delle «due città», rischia di consolidarsi: ma nessuno di noi ha bisogno di una città di benestanti contrapposta alle «città» degli esclusi!

Nella direzione della città «riunita» va l’impegno della Chiesa: parrocchie, unità pastorali e diocesi, istituti religiosi, associazioni del terzo settore assicurano una capillare presenza sul territorio delle periferie con una serie di servizi religiosi ovviamente ma anche culturali e sociali. Penso ai 44 Centri di ascolto che accolgono decine di migliaia di persone al giorno, a una serie articolata di sportelli per il lavoro che offrono soprattutto informazioni. Anche il Centro di ascolto per imprenditori presso l’ufficio di pastorale del lavoro promuove un servizio concreto di orientamento e sostegno a imprenditori in difficoltà. Abbiamo poi la Migrantes che si occupa degli immigrati e rifugiati e attiva percorsi di inclusione sociale che comprendono il lavoro quando è possibile assicurare a queste persone il permesso di soggiorno. E infine la pastorale del lavoro con diversi laboratori che sui territori si rivolgono principalmente ai neet. La fondazione Operti poi che è collegata strettamente con la Diocesi promuove ogni anno centinaia di sostegni lavorativi mediante sia le borse lavoro che il microcredito. Anche la fondazione san Matteo sull’usura opera egregiamente a favore di persone che vivono situazioni di questo genere.

Occorre dunque promuovere un adeguato ed efficace coordinamento per condividere una Mappa dei servizi che curi anche la formazione degli operatori oltre che il rapporto con i giovani. Ci vuole insomma una progettualità condivisa per ottimizzare le risorse e le proposte. Si propone di attivare un Comitato permanente con la partecipazione di tutte le realtà che operano sul campo in questo ambito del lavoro dei giovani sul territorio.

In conclusione. Credo che questa tema delle periferie meriti un supplemento di responsabilità da parte di tutte le componenti cittadine. Purtroppo assisto impotente a scelte che vanno in senso contrario come è successo recentemente con la scuola elementare Vidari del quartiere Mirafiori nord che ha deciso di chiudere la prima classe e pertanto in prospettiva di chiudere la scuola stessa. Malgrado la popolazione, i sindacati, la parrocchia e la Diocesi abbiano chiesto un ripensamento investendo i massimi livelli fino al Ministero, non si è ottenuto niente. La voce della gente non ha voce, contano le regole generali che si applicano indipendentemente dalla realtà territoriale e dalle concrete esigenze della gente che le abita.

L’estate all’oratorio, don Michele Falabretti (CEI): “È una scuola di vita”

Tempo di estate, tempo di esperienza estiva all’oratorio. Famiglia Cristiana ha intervistato don Michele Falabretti, responsabile del Servizio Cei per la pastorale giovanile (Snpg) e membro della Direzione di Note di Pastorale Giovanile.

di Chiara Pelizzoni – Famiglia Cristiana

Gli ultimi dati confermano la partecipazione di circa due milioni di bambini agli oratori estivi. Un’esperienza, che per tradizione, spicca in Lombardia (più del per cento) ma è rappresentata in tutta Italia. Don Michele Falabretti, 51 anni, responsabile del Servizio Cei per la pastorale giovanile (Snpg) ci racconta l’ importanza di un percorso unico nel suo genere. “Tanto che, anche laddove non c’è un vero e proprio oratorio estivo le regioni e le diocesi si sono attrezzate per fare una proposta per la stagione calda”.

Quali sono i temi su cui si lavora?

Diversi in ogni parte del Paese. Il tema è un pretesto, è qualcosa che “viene messo prima” appunto, che aiuta a realizzare un’esperienza. Crea le condizioni per realizzare l’esperienza. C’è un grande lavoro di progettazione attorno ai temi dell’estate che dice della scoperta che, grazie ai pensieri, si costruisce la vita. Un esercizio un po’ carente durante l’anno, in cui si tende ad andare con inerzia, e molto più spiccato nel periodo caldo.

Che opportunità è l’oratorio?

È un’opportunità su diversi fronti. Per le famiglie, di avere uno spazio che non è commerciale. Ha costi ridicoli rispetto ad altre esperienze e non punta a guadagnare. Mentre ci sono realtà associative che fanno cose egregie a costi stratosferici. Ma non è solo il costo basso che lo rende un’opportunità non commerciale. Ma anche che all’oratorio corrisponde una tensione, un desiderio di un ambiente educativo. Garanzia per i genitori.

E poi?

È un’opportunità per i ragazzi. che vivono un’esperienza fortissima, strutturata, per nove mesi come la scuola. Il fatto che esistano i centri estivi in cui si sta insieme, ma in modo più destrutturato (senza campanella o registro) è una grande risorsa. Le due realtà coesistono. Esattamente come accade nella vita. E poterle vivere entrambe, per bimbi e preadolescenti, è davvero interessante.

Un’occasione anche per gli adolescenti?

La terza opportunità è per loro che fanno gli educatori: si responsabilizzano, si sento importanti per qualcuno; essere utili, poi, li spinge a essere meno narcisisti, meno concentrati su di loro. È un’esperienza che li mette a confronto col mondo e, in cui, imparano a fare. E in cui imparano la dedizione, la cura e il senso della gratuità. Un’esperienza molto formativa. Considerati tutto l’anno dei problemi, d’estate diventano una risorsa. Perché senza di loro il centro estivo non si fa. E questa è un’opportunità che nessun altro dà loro.

La preghiera che ruolo ha?
La preghiera c’è ed è quello che dovrebbe essere nella vita. È importante, a volte rapida e veloce, ma molto intensa. Se fatta bene un momento di riflessione e rilancio come nella vita. Noi non viviamo per pregare, ma dobbiamo imparare a pregare per vivere.

Cosa vorrebbe per l’oratorio estivo?

Che passasse dall’essere un mondo da favola a poter ispirare la realtà quotidiana. Perché l’oratorio è una grande scuola di vita che ha da insegnare a grandi e piccini.

5×1000: Insieme per un grande risultato

Destinando il tuo 5×1000 ad AGS per il territorio potrai aiutare tanti ragazzi che hanno bisogno di essere accompagnati nelle fatiche della loro vita. AGS per il territorio si occupa di aiutarli nello studio, nella formazione, nella crescita. Dona il tuo 5×1000 per un sogno.

 

Cos’è il 5×1000?

La legislazione italiana prevede la possibilità di destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a sostegno del volontariato, delle organizzazioni non a scopo di lucro e delle associazioni di promozione sociale come la nostra. La scelta non è alternativa all’8 per mille.

 

Come donare

Apponi la tua firma in uno dei riquadri del tuo modello di dichiarazione (CU, 730/1, redditi persone fisiche) e il nostro

 

CF 97585800010

 

AGS per il territorio?

AGS per il Territorio: un’associazione di promozione sociale che raggruppa enti no profit, enti religiosi, associazioni e cooperative della Famiglia Salesiana che operano nella Città Metropolitana di Torino.

Ordinazione presbiterale di don Paolo Francesco Pollone SDB

L’Ispettoria salesiana Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania è lieta di comunicare che il Salesiano don Paolo Francesco Pollone sarà ordinato sacerdote sabato 11 maggio 2019 alle ore 15.00 per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S.E.Rev.ma Mons. Cesare Nosiglia Arcivescovo di Torino, presso la Basilica di Maria Ausiliatrice.

Don Paolo terrà la sua prima Messa domenica 12 maggio 2019 alle ore 11.00 presso Rivalta di Torino nella Cappella di San Vittore e Santa Corona.

Condividiamo insieme la gioia e la lode al Signore per il suo dono di Grazia.

Per l’occasione, la nostra Redazione ha avuto il piacere di ottenere una breve intervista da don Paolo Francesco Pollone in onore della sua prossima ordinazione:

Don Paolo, perché hai scelto di diventare sacerdote salesiano sotto la guida di don Bosco?

Fin da piccolo ho avuto il desiderio di diventare sacerdote. Ho iniziato un cammino di discernimento per diventare presbitero diocesano. Ho capito però che Dio mi chiamava a far parte di una comunità. Mi sono sentito subito a casa quando ho cominciato il percorso di discernimento a Valdocco. Gli imprevisti di Dio mi hanno portato qui.
Emblematico è stato per me andare alla scuola salesiana di Cumiana che è stata una “seconda casa”: così mi sono sentito subito accolto quando ho scelto di proseguire la mia vocazione nella famiglia guidata da don Bosco.

“Io sono la porta” (Gv 10,7) è la frase del Vangelo che hai scelto per gli auguri della tua ordinazione. Perché?

Ho avuto l’ispirazione grazie ai miei compagni che si preparavano alla loro Professione perpetua. Per fare i loro auguri avevano scelto come passo del Vangelo Giovanni 10, “il buon Pastore”.  Anche io ho voluto far mio questo passo come augurio della mia ordinazione, soffermandomi però sulla parte in cui Gesù dice “Io sono la porta”. Mi sono rifatto ad una riflessione di Papa Benedetto XVI in cui commentava proprio questa parte del brano evangelico. La frase l’ho sentita subito mia. Essere un sacerdote, un salesiano, che non passa attraverso quella porta che è Gesù Cristo, non porterebbe da nessuna parte. Gesù infatti dice: “chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante” (Gv 10,1). Il Pastore allora entra per quella porta, con coloro che gli sono affidati.

 

 

Aperte le iscrizioni ad H3O, l’Happening degli Oratori: Molfetta e la Puglia ci attendono

Dopo qualche anno di sosta, dovuto agli impegni per GMG di Cracovia e Sinodo dei giovani, torna l’esperienza dell’Happening degli Oratori, dal 4 al 6 Settembre 2019.

Finalmente, dopo aver sostato al Nord e al Centro Italia, l’esperienza raggiunge il Sud, in una terra – quella di Puglia – che ha vitalità e vivacità di presenza oratoriana e che ha una tradizione di accoglienza ben nota a tutti.

Ci sono tutti gli ingredienti importanti: la disponibilità e l’entusiasmo di chi accoglie, un luogo e un tempo attraente per i destinatari, la volontà di ritrovarsi per scambiarsi esperienze, offrendo le proprie competenze e andando alla ricerca del nuovo che è nel cuore e nella vita degli altri.

In preparazione all’evento, sono state ufficialmente aperte le iscrizioni all’Happening degli Oratori. Il form è disponibile sul nuovo sito del Forum degli Oratori (Clicca QUI) e va compilato dai responsabili degli oratori. L’evento nazionale di Molfetta è offerto a tutte le realtà oratoriane italiane e prevede un programma per gli animatori a partire dai 17 anni, insieme ad appositi spazi di formazione per coordinatori e responsabili e a momenti di preghiera e di festa in comune. Presto sarà disponibile un programma dettagliato mentre sono già state rese note le Diocesi pugliesi che offrono l’opportunità di gemellaggi fra il 31/8 e il 4/9 prima di radunarsi tutti insieme a Molfetta per alcuni giorni assembleari.

La segreteria organizzativa di H3O è a cura del Servizio Regionale

per la Pastorale Giovanile della Puglia
mail: giovanipuglia@gmail.com – tel 3280229330

 

E se la fede – Venuti al mondo per gioire

Si è svolto giovedì 4 aprile 2019 l’ultimo incontro del percorso di “E se la fede”. Don Luca Ramello, delegato della Pastorale Giovanile diocesana, ha condotto e predicato l’incontro dal tema: “Venuti al mondo per gioire?”.

Qui in allegato la diretta:

 

“Christus vivit” – Esortazione Apostolica di Papa Francesco

«Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo!».
(Inizio dell’Esortazione Apostolica postsinodale)

Si rende noto che è stata resa pubblica l’esortazione apostolica postsinodale di Papa Francesco, frutto del Sinodo dei giovani svoltosi nell’ottobre scorso. Firmata lunedì 25 marzo nella Santa Casa di Loreto e indirizzata “ai giovani e a tutto il popolo di Dio” è composto di nove capitoli divisi in 299 paragrafi.

Il Papa spiega di essersi lasciato “ispirare dalla ricchezza delle riflessioni e dei dialoghi del Sinodo” dei giovani, celebrato in Vaticano nell’ottobre 2018.

Don Rossano Sala, Segretario speciale del Sinodo dei giovani, introduce
“Christus vivit”:

Clicca qui sotto per saperne di più:

 

Dal 9 aprile 2019 sarà disponibile in libreria presso la casa editrice salesiana Elledici:

L’Editrice Elledici propone il testo al prezzo speciale di € 2,50, con l’invito alla lettura di don Michele Falabretti, Direttore del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile della Conferenza Episcopale Italiana, e la Guida alla lettura e rilancio del cammino a cura di padre Giacomo Costa e don Rossano Sala, Segretari Speciali del Sinodo dei Vescovi.

Editrice Elledici