Paint your classroom, Borgomanero!

L’iniziativa della Scuola Media di Borgomanero denominata “Paint your classroom” ha visto la partecipazione attiva degli studenti nell’operazione di pittura della classe Dante, l’aula di lettere. Ecco il racconto a cura del Bloogle, il blog dei ragazzi dell’Istituto Don Bosco di Borgomanero:

 

Un mercoledì, alcuni alunni di terza si sono fermati a pitturare la classe Dante.

Un pomeriggio di mercoledì, la classe Dante – aula di lettere – dell’istituto Don Bosco di Borgomanero ha avuto una rivoluzione, utile anche per le ispirazioni degli alunni …

In poche parole la classe Dante è stata dipinta! Eh sì, alcuni alunni della classe 3aA hanno dedicato un pomeriggio per pitturare e dipingere, anche nei minimi dettagli, questa classe.

I colori sono ovviamente molto vivaci: azzurro acqua e blu scuro, sembra di essere nel mare, questo cambiamento ci voleva!

Appena siamo saliti, dopo aver mangiato a mensa, ci siamo divisi in due grandi gruppi, c’era chi doveva andare a prendere nello scantinato i pennelli, i rulli, la pittura e i barattoli; invece un altro gruppo si è dedicato a mettere dei grandi pezzi di carta per terra per evitare che la pittura macchiasse il pavimento.
Dopo aver preparato la pittura per essere stesa sulle pareti, ci siamo dati a pennelli, colori, rulli e fantasia e abbiamo pitturato la classe!

Tutto il lavoro è stato coordinato dai prof. Copetti, Ponti, Mora, Sacco e Maffeo, che hanno offerto parte del loro prezioso tempo per rendere gli spazi più belli.

Ecco le testimonianze di un alunno che collaborato: “All’inizio sembravo impedito con i rulli ma poi è arrivato il pittore prof. Mora e mi ha insegnato come si faceva… Adesso la classe avrà questi colori per altri cinquant’anni almeno, ed è una soddisfazione enorme sapere che i prossimi alunni staranno nella classe pitturata da noi con le nostre mani!”

É stata un’esperienza fantastica per tutta la 3°A, perchè non c’era modo migliore di salutare le medie, dicono i pittori.

I liceali si “tassano” le bibite a Borgomanero: “Recuperi i soldi se differenzi”

Si riporta l’artitolo pubblicato da “La Stampa” di Novara, riguardo al progetto dell’istituto Don Bosco per rendere la scuola eco-compatibile. Articolo a cura di Marcello Giordani.
Buona lettura!

Per rendere la scuola più green gli studenti fanno un piccolo sacrificio e accettano di aumentare di cinque centesimi il prezzo delle bibite nelle bottiglie di plastica. Chi però le mette in un apposito compattatore, si vede restituita la somma.

Aumento di 5 centesimi

«EcoDonBosco»: gli studenti del liceo di Borgomanero hanno chiamato così il loro progetto di impegno sociale e ambientale. Su proposta della professoressa di spagnolo Maddalena Neale, gli studenti della seconda liceo economico sociale dell’istituto salesiano hanno prima approfondito, coordinati dalla docente di scienze Michaela Cerri, il tema della sostenibilità del modello di sviluppo e l’inquinamento ambientale. «Dall’informazione – dice il preside Giovanni Campagnoli – si è passati all’azione. Ai ragazzi è stato proposto di fare un salto di qualità: da cittadini consapevoli a cittadini attivi». Hanno ragionato su come rendere più ecologico lo smaltimento dei rifiuti nell’istituto e hanno chiesto al Consorzio Medio Novarese Ambiente i cestini mancanti per completare la raccolta differenziata di carta, plastica e alluminio. Grazie alla disponibilità di Orasesta Spa, alla scuola saranno forniti bidoni per differenziare i rifiuti e un compattatore di plastica che restituisce 5 centesimi per ogni bottiglia inserita. Le bottiglie dei distributori saranno maggiorate di 5 centesimi per incentivare gli studenti a gettarle dopo l’uso nel compattatore.

Stoviglie compostabili

In collaborazione con Novamont il Don Bosco ha deciso di passare all’utilizzo nelle sue mense della bioplastica compostabile. La cena di Natale del 21 dicembre sarà interamente con piatti e stoviglie in bioplastica. Gli studenti sostengono inoltre l’organizzazione statunitense 4Ocean, che finanzia i pescatori di paesi del terzo mondo per ripulire il mare dai rifiuti. Per sostenere i progetti di 4Ocean gli studenti hanno venduto braccialetti realizzati coi rifiuti plastici raccolti in mare. Oltre 300 braccialetti sono già stati venduti nel primo giorno di raccolta.

 

Cumiana – Visita al museo storico Nazionale d’artiglieria

Mercoledì 28 novembre le classi terze si sono recate a Torino per la visita al Museo Storico Nazionale d’Artiglieria.
L’occasione dei 100 anni dalla fine della Grande Guerra ha portato l’attenzione sugli scenari bellici di inizio novecento. La visita al Museo, tra i più ricchi al mondo per quantità e qualità di reperti, è stata resa entusiasmante grazie alla disponibilità del personale dell’Esercito e dell’Associazione Amici del Museo Storico Nazionale d’Artiglieria, che hanno permesso di toccare letteralmente con mano i pezzi che hanno fatto la storia della guerra negli ultimi secoli.
La cavalcata storica delle evoluzioni delle armi da fuoco dal 1300 fino ai giorni nostri è stato un interessante ed affascinante riscontro di quanto la tecnologia abbia cambiato gli scenari bellici nel corso dei secoli.

 

Lombriasco sul podio dei migliori istituti tecnologici della provincia torinese

Per il secondo anno consecutivo, l’istituto tecnico agrario salesiano di Lombriasco ottiene un risultato decisamente positivo nella graduatoria per la provincia di Torino. Si colloca, infatti, al secondo posto fra gli istituti tecnici tecnologici, portando ai vertici della “classifica” un istituto agrario. Ecco l’articolo scritto dal direttore della casa di Lombriasco:

Scuola agraria salesiana Lombriasco: tradizione e innovazione.

La graduatoria fatta dalla Fondazione Agnelli con l’iniziativa di Eduscopio ha confermato la nostra scuola al secondo posto fra tutti gli istituti tecnologici della provincia di Torino. Un riconoscimento che colloca l’istituto tecnico agrario fra le eccellenze della formazione non solo in ambito agrario, ma nel panorama torinese degli istituti tecnici.

Cosa propone la scuola salesiana di Lombriasco che ha nella sua tradizione formativa una schiera di affezionati exallievi provenienti da tutto il territorio piemontese, ma anche da altre regioni?

Un percorso in cinque anni con alcune sottolineature e novità interessanti quali: i corsi per il pilotaggio droni, l’alternanza scuola lavoro all’estero con una rete di scuole agrarie salesiane in particolare in Francia ed Argentina, le sperimentazioni nell’azienda agricola della scuola in diversi ambiti. La realizzazione di convegni con dimostrazioni in campo nella collaborazione con diversi enti, fanno della nostra scuola un ambiente aperto al territorio ed inserito pienamente nell’attività produttiva agraria delle provincie di Torino e Cuneo, ma non solo.

Inoltre la possibilità di convitto in ambienti accoglienti dal lunedì al venerdì, lo studio assistito e guidato dai docenti nel pomeriggio, varie iniziative di formazione con corsi ed attività extra-didattiche per arricchire il percorso formativo.

Il valore aggiunto della nostra scuola? Il riferimento quotidiano all’esperienza educativa di don Bosco che continua oggi attraverso una comunità educativa al passo con i tempi per una formazione integrale che si prenda a cuore la crescita dei ragazzi sotto tutti i punti di vista.

I risultati eccellenti raggiunti da molti allievi al termine del percorso quinquennale confermano la positività dell’ambiente educativo salesiano che si propone ancora oggi affiancando la tradizione di quasi 80 alle innovazioni per mantenere la formazione al passo con i tempi.

Nei “porte aperte” di domenica 16 dicembre 2018 e di sabato 19 gennaio 2019 è possibile venire a verificare di persona tutto questo incontrando docenti, allievi ed exallievi, visitando gli ambienti e assaporando una proposta formativa che si vuole ancora oggi offrire per un’agricoltura moderna. Vi aspettiamo anche in altri momenti previo appuntamento con la direzione.

Da straordinari educatori a meravigliosi professori

Ecco l’intervista rivolta ai neo-insegnanti del Don Bosco di Borgomanero a cura della Redazione di Bloogle dei ragazzi della Scuola Media, buona lettura!

Tra le tante gradite novità di quest’anno, due fantastici educatori del Don Bosco sono diventati insegnanti. Chiara e Roberto ci raccontano la loro esperienza…

Come ogni anno, ci piace intervistare i nostri insegnanti per scoprire qualcosa in più della loro personalità. Abbiamo pensato di cominciare da due nuovi professori, che, come studenti e poi educatori hanno conosciuto bene e apprezzato tanto la nostra scuola, da desiderare di diventare a loro volta docenti. Si tratta dei prof. Chiara Cavagnetto e Roberto Ferrucci, docenti alle prime armi ma pieni di talento e passione per le proprie materie e per i ragazzi.

Cominciamo dalla professoressa Cavagnetto, docente di italiano in ID e di storia e geografia in IA, IB e IIB.

1) Com’è stato diventare da educatori a Prof?
É una sfida perché molti ragazzi di 2ab mi hanno sempre vista come educatrice e ora sono ‘’passata di ruolo’’. Sono contentissima di questo passaggio e spero di fare bene.

2) Era più bello fare l’educatore o il professore?
Entrambi i ruoli sono gratificanti e non si escludono, perché un insegnante è prima di tutto un educatore.

3) Quali materie e a quali classi insegna?
Insegno italiano in 1aD storia e geografìa in 1aA,1aB e 2aB.

4) Preferisce di più italiano o geostoria?
Mi piacciono entrambi ma italiano un pochino di più.

5) Si occupa di qualche laboratorio?
Si, collaboro con la prof. Margherita Fontaneto, la prof. Cecilia Ponti e la prof.Federica Copetti ai laboratori di musical e studio guidato con la mia 1aD.

6) Siete contenti di essere qua al Don Bosco?
Sono felicissima perché ormai è diventata la mia seconda casa.

Ecco, invece, le parole del professor Roberto Ferrucci, docente di educazione fisica in ID e IIB.

1) Com’è stato diventare da educatori a Prof?
É stata una piacevolissima sorpresa, ma allo stesso tempo una grande occasione per dimostrare la mia passione per lo sport da trasmettere ai miei allievi.

2) Era più bello fare l’educatore o il professore?
Sono due progetti di vita stimolanti e affascinanti; la mia fortuna è quella di aver provato prima esperienza da educatore che adesso posso trasmettere mentre insegno e non solo.

3) Quali materie e a quali classi insegna?
Insegno Scienze motorie alla 1D e alla 2B e scienze “di come si sta al mondo” a tutti.

4) Preferisce fare il prof. di motoria o il mister?
Devo essere sincero: mi fortifica di più essere prof. in questo meraviglioso mondo. Però fare il mister a me serve per termini di pazienza e spirito creativo.

5) Si occupa di qualche laboratorio?
Insegno al laboratorio di basket, volley e studio guidato. Anche per queste ore sono davvero fortunato; ho degli allievi simpaticissimi e molto disponibili ad imparare.

Ad entrambi chiediamo se sono felici di essere al Don Bosco. Non esitano a dire che sono stra-soddisfatti. Solo vedere il sorriso dei ragazzi dà loro voglia di mettersi in gioco in un mestiere che amano moltissimo.

1/12: secondo open day Don Bosco Borgomanero

Si inizierà alle 15 con la presentazione dei Licei e alle 16 con la presentazione delle Medie. Dopo di che le famiglie saranno accompagnate da docenti e studenti a visitare la scuola, scoprendo non soltanto i locali (dalla mensa interna al FabLab) ma anche l’offerta formativa e i servizi che la traducono in realtà: dallo studio pomeridiano assistito agli sportelli di recupero e di eccellenza, fino ai laboratori extradidattici espressivi e sportivi. Chi non potesse essere presente quel giorno ma desiderasse conoscere il Don Bosco, può prenotare una visita personalizzata sul sito della scuola
(www.donboscoborgo.it) o contattando la segreteria (0322-847211).

I Licei “Don Bosco” tra le migliori scuole piemontesi per inclusione e media dei voti al primo anno d’Università

L’ha certificato Eduscopio, della Fondazione Agnelli

Eduscopio, della fondazione Giovanni Agnelli, valuta da anni la qualità degli istituti scolastici italiani. Recentemente ha pubblicato i dati dell’edizione 2018, che certificano l’eccellenza dei Licei “Don Bosco” di Borgomanero. Il Liceo Classico è infatti ai vertici, nel Piemonte Nord-Orientale per inclusione e per livello di preparazione dei suoi diplomati. Su 100 studenti che s’iscrivono al primo anno del Liceo Classico, ben 87 terminano il percorso cinque anni dopo, regolarmente. Ma tutto questo senza “abbassare l’asticella”, al contrario: i diplomati del Don Bosco ottengono tra i voti più alti agli esami del primo anno d’Università (27,14). La missione dell’istituto salesiano, da sempre, è prestare attenzione a ogni singolo ragazzo, accompagnandolo il più possibile nel percorso, senza rinunciare al livello di preparazione e di competenze richieste. Il Liceo Classico risulta pure, in questi parametri, il migliore Liceo Classico paritario del Piemonte.
Anche il Liceo Economico Sociale, (oggi nei due indirizzi Liceo del Gusto e Liceo dell’Innovazione) conferma l’eccellenza in questi aspetti, risultando al quarto posto in tutta la Regione, inclusi anche gli istituti statali.
«In questi  ultimi anni tutta la scuola ha puntato a un’innovazione significativa – spiega don Giuliano Palizzi, direttore dell’istituto – dal cooperative learning, alle aule per materie, alle sezioni digitali, ai laboratori degli indirizzi Gusto e Innovazione; dall’acquisto di materiale tecnologico e di banchi 3.0 all’attrezzatura sportiva».
«Tutto questo – prosegue don Giuliano – ma soprattutto la partecipazione sempre più carica di passione educativa da parte del corpo docente rinnovato e l’apertura della scuola al pomeriggio con sportelli e sostegno e potenziamento hanno sortito notevoli miglioramenti nell’apprendimento, nella partecipazione  e nella soddisfazione di frequentare questa scuola da parte degli allievi».
Offrire a tutti l’occasione dell’eccellenza: una sfida che al Don Bosco si raccoglie ogni giorno.

Articolo a cura di Matteo Leonardi,
Collegio “Don Bosco” Borgomanero

Torino a confronto: buone pratiche di tutta Italia sulla qualità della vita per le persone con disabilità

41 relazioni e 48 relatori
Convegno Nazionale Uneba

“Disabilità, fragilità, vulnerabilità e qualità della vita”
Giovedì 22 e Venerdì 23 Novembre 2018

“Disabilità, fragilità, vulnerabilità e qualità della vita”, questo il titolo del convegno nazionale organizzato da Uneba, l’organizzazione di categoria del settore sociosanitario e assistenziale, assieme alla Scuola superiore di scienze dell’educazione San Giovanni Bosco e all’Istituto Universitario Salesiano Rebaudengo di Torino,  presso la sede IUSTO di Piazza Conti di Rebaudengo 22. L’iniziativa nasce con lo scopo di accrescere la qualità della vita per le persone con disabilità, mediante la condivisione di esperienze e buone pratiche raccolte su tutto il territorio nazionale.
L’apertura del convegno è per le ore 14.30 di Giovedì 22 Novembre 2018 con i saluti del presidente nazionale Uneba, Franco Massi, del presidente di Uneba Piemonte, Severino Cantamessa, poi don Carmine Arice, padre generale della Piccola Casa Divina Provvidenza Cottolengo; don Enzo Barbante; presidente Fondazione don Carlo Gnocchi e Alessio Rocchi, direttore generale dell’Istituto Universitario Salesiano Rebaudengo.
A portare il saluto delle istituzioni ci saranno l’assessore alle politiche sociali della Regione Piemonte, Augusto Ferrari, Ivan Raimondi, vicedirettore dell’Ufficio di pastorale della salute dell’Arcidiocesi di Torino, rappresentanti del Comune di Torino. I lavori del convegno proseguiranno fino alle 19 affrontando lo sviluppo dei servizi sanitari o sociosanitari per la disabilità, modelli terapeutici ed assistenziali, la relazione con le
persone con disabilità, con gli interventi dei presidenti di Aris, Fand e Società Italiana di Pediatria e relatori di Irccs Stella Maris, Inail, centro Nemo, Cottolengo, Consorzio Zenit, oltre ad Uneba e Scuola San Giovanni Bosco.
Venerdì 22 Novembre 2018 dalle 9.00, sei workshop sui temi del convegno, e dalle 14.30 la sessione finale, dedicata in particolare alle prospettive di cooperazione tra istituzioni private e pubbliche nel nome del benessere della persona con disabilità.

Inaugurazione del XIII° anno accademico IUSTO – 14 novembre 2018

Si è volta la cerimonia di Inaugurazione del nuovo Anno Accademico di IUSTO – Istituto Universitario Salesiano Torino; dopo la celebrazione della S. Messa presso la Cappella interna dell’Istituto, l’uditorio è stato accolto nell’Aula Magna, con il saluto di don Enrico Stasi, Presidente IUSTO e Ispettore Salesiani Piemonte e Valle d’Aosta, poi la prolusione del prof. Pier Cesare Rivoltella dal titolo”Leggere e scrivere al tempo del digitale” e, a seguire, gli interventi di studenti, laureati e docenti del Dipartimento di Scienze dell’Educazione e del Dipartimento di Psicologia.

L’apertura ufficiale del XIII Anno Accademico è stata a cura del Preside e fondatore, prof. Ezio Risatti, con la premiazione dei laureati triennali e magistrali.

La mattinata è stata accompagnata dagli interventi musicali a cura di Elisa Porta (voce), Maurizio Gioè (voce) e Alfredo Matera (piano).

 

Dal Don Bosco di Borgomanero ad Abu Dhabi per imparare la politica internazionale

Si riporta il racconto degli otto studenti del Don Bosco di Borgomanero, che hanno partecipato all’iniziativa promossa dall’Associazione Diplomatici:

Otto studenti del Don Bosco, sette di Seconda Liceo Classico e uno di Prima Liceo Classico, sono volati negli Emirati Arabi Uniti, tra il 7 e il 14 novembre, per partecipare alla simulazione dei lavori delle Nazioni Unite e approfondire la conoscenza dei fenomeni geopolitici internazionali. Una formazione che apre ai grandi temi del presente e introduce alla conoscenza dei processi decisionali
internazionali, anche nella prospettiva di possibili carriere nel settore. Il progetto ha visto la partecipazione di circa 400 studenti tra liceali e universitari impegnati nei lavori di simulazione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite. Sei studenti del Don Bosco hanno preso parte alla General Assembly, il cui tema era quello del turismo e il cambiamento climatico, mentre due erano nel Security Council, il cui tema era il cyber terrorismo. Ciascun partecipante ha dovuto seguire dei webinar in cui ha ricevuto tutte le informazioni necessarie a crearsi una posizione riguardo al
tema della propria commissione e che fosse in linea con la linea di pensiero dello Stato affidatogli in modo da produrre un position paper e di aver ben chiaro con quale posizione allinearsi durante i lavori. La simulazione si è protratta per quattro giorni nell’Art Center della New York University di Abu Dhabi. Alla cerimonia di apertura dei lavori hanno preso la parola il presidente dell’Associazione Diplomatici Claudio Corbino, l’ambasciatore italiano negli Emirati Arabi Liborio Stellino, l’ex magistrato antimafia Giuseppe Ayala, il già direttore del Sole24 Ore Salvatore Carrubba e la campionessa di tuffi Tania Cagnotto. Durante i lavori i nostri ragazzi si sono distinti per entusiasmo e dedizione, tanto che Matilde Gioira, del Don Bosco, si è guadagnata una menzione d’onore come migliore delegazione nell’Assemblea Generale rappresentando Singapore. La cerimonia di chiusura ha visto la testimonianza del campione del mondo Marco Tardelli e si è sancito la chiusura dei lavori con un concerto-evento di Francesco De Gregori a cui a partecipato quasi l’intera comunità italiana di Abu Dhabi.

In una mezza giornata libera dai lavori in commissione i ragazzi hanno anche avuto modo di visitare i luoghi più significativi di Abu Dhabi, tra i quali spicca la Grande Moschea dello Sceicco Zayed.

Gli ultimi giorni di viaggio sono stati dedicati ad una visita turistica della città di Dubai di cui si è potuto ammirare i suoi grattacieli simbolo, Burj Khalifa e Burj Al Arab. Ultimo evento, forse il più impresso nella memoria, l’escursione nel deserto, terminata con una cena tipica in un villaggio beduino.

La mia esperienza negli Emirati Arabi è stata entusiasmante – commenta Valentina Vecchi, tra i partecipanti – ho potuto conoscere una nuova cultura e riportare le giuste opinioni sul paese che mi era stato attribuito nell’assemblea a cui ero stata assegnata. Mi ha interessato parlare di argomenti di cui non si può discutere approfonditamente ogni giorno con persone della mia età. È un’opportunità che io consiglio a chiunque, dal momento che aiuta a capire il fine del lavoro di un delegato”.

Gabriele Cerutti ed io siamo stati ambasciatori del Kazakistan nel Consiglio di Sicurezza – aggiunge Leonardo Baraggia – e, con gli altri Stati membri, abbiamo cercato di trovare una soluzione al problema mondiale del cyber-terrorismo. Qui ho trovato spunti, idee e un confronto molto stimolante per il mio futuro: ho capito che vorrei intraprendere una carriera diplomatica internazionale. A questo progetto hanno partecipato studenti provenienti da tutto il mondo, dando vita ad un confronto multiculturale davvero fantastico”.

(Articolo a cura di Silvia Nicolini)