Servizio Civile: Formazione dei selettori SC a Roma

Allenarsi ad affrontare i colloqui con i volontari del Servizio Civile attraverso il gioco. È quello che stanno apprendendo oggi, al Sacro Cuore di Roma, i sedici selettori del Servizio Civile provenienti dalle Ispettorie italiane e dagli enti ed associazioni che fanno parte della rete di Salesiani per il Sociale APS, guidati da Paolo Moretto, formatore di Torino che spiega:

“Il gruppo dei formatori è pieno di interesse, tutti hanno già affrontato dei colloqui. Usare la tecnica del gamification aumenta la produttività perché ognuno di noi giocando ha imparato qualcosa, e anche da adulti è possibile: sono pronto a scommettere che si avranno colloqui migliori.

Ci stiamo occupando del processo di lavoro del colloquio con la tecnica del gamification: prepariamo il gioco e iniziamo a giocare, con il presupposto che giocando si apprende meglio. Alle prime giocate il formatore deve cercare di capire la strategia migliore per vincere, e per vincere ha bisogno di capire le buone e le cattive pratiche per la selezione”.

In merito alla formazione dei selettori, il Presidente di Salesiani per il Sociale APS, don Roberto Dal Molin, aggiunge:

“Il processo di selezione nel servizio civile è una fase delicata che richiede attenzione e competenze specifiche perché si tratta di individuare il candidato più adatto rispetto al progetto, ai destinatari con i quali lavorerà e all’ambiente nel quale si inserirà. È per questi motivi che come Salesiani per il Sociale abbiamo sentito il bisogno di organizzare questo percorso formativo per i selettori dei nostri enti”.

Servizio Civile con i Salesiani 2019: 133 posti disponibili in Piemonte e Valle d’Aosta

Si comunica che Salesiani per il Sociale APS mette a disposizione 1.149 posti per i giovani tra i 18 e i 28 anni che vorranno svolgere il Servizio Civile in 90 progetti, tra Italia ed estero. In particolare, per quanto riguarda l’ Ispettoria ICP (Piemonte e Valle d’Aosta), i posti disponibili saranno 133 per 56 sedi.

Come fare per iscriversi?

  • Gli aspiranti operatori volontari dovranno presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domande on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo:

  • Le domande di partecipazione devono essere presentate entro e non oltre le ore 14.00 del 10 ottobre 2019 SOLO ON LINE.
  • Per accedere alla piattaforma è necessario avere le credenziali SPID

Progetti disponibili

I progetti dell’Ispettoria del Piemonte e Valle d’Aosta hanno tutti una durata di 12 mesi per un monte ore annuale di 1145 ore (compresa formazione specifica e generale, tutoraggio). Ogni progetto prevede l’attuazione di una misura aggiuntiva: un periodo di Tutoraggio e orientamento al mondo del lavoro durante gli ultimi 3 mesi di Servizio, gestito da un Ente Certificato.

  • Progetto EDUGIO’ (Oratori Città di Torino)
  • Progetto FRISBEE (Oratori del Piemonte)
  • Progetto OPPORTUNITY ( Accoglienze Comunitarie MSNA)
  • Progetto HARAMBEE (Comunità Harambee, Casale Monf.to)
  • Progetto UNI.TE.BI ( Biblioteca IUSTO)
  • Progetto PLUG-IN (CFP)
  • Progetto LINK – OLTRE LA RETE (Scuole Secondarie di primo e secondo grado)
  • Progetto IL CIELO E’ DI TUTTI (Scuole dell’Infanzia)

Si segnala anche che vi saranno due appuntamenti di orientamento per il Servizio Civile:

  • INFODAY MATINÉE giovedì 12 settembre ore 10 – Pastorale Giovanile, Via Maria Ausiliatrice 32 Torino

  • INFODAY APERITIVO mercoledì 18 settembre ore 17.30 – Caffetteria della Basilica, Via maria Ausiliatrice 32 Torino

Iscrizione obbligatoria, agli appuntamenti sopra citatati, compilando il seguente modulo: 

Link utili

 

Calendari Ispettoriali 2019-2020

Online tutti gli appuntamenti 2019/2020 dei vari settori della Pastorale Giovanile, sincronizzabili attraverso il calendario di Google Calendar.

Per informazioni sul come sincronizzare le agende clicca sul bottone qui sotto!

Saranno inoltre disponibili da quest’anno anche le agende del calendario Salesiani Italia 2019/2020.

Servizio civile – Pochi fondi, un quarto di volontari in meno

L’allarme alla presentazione del XVIII Rapporto Cnesc in merito al rischio di una contrazione del Servizio civile.

Si riporta l’articolo pubblicato su Avvenire mercoledì 3 luglio 2019, a cura di Luca Liverani.

L’allarme alla presentazione del XVIII Rapporto Cnesc. Licio Palazzini: nel 2019 ci saranno 12 mila ragazzi in meno. Titti Postiglione, capo dell’Ufficio servizio civile: incrementeremo i fondi.

Con il fondo nazionale per il servizio civile di quest’anno, inferiore a quelli del 218, il contingente di giovani nel 2019 si ridurrà quasi di un quarto. L’allarme arriva dalla Conferenza degli enti di servizio civile, alla presentazione del XVIII Rapporto annuale. Ma dall’Ufficio nazionale per il Servizio civile universale arrivano rassicurazioni: è in preparazione un emendamento per riportare la dotazione economica a livelli sufficienti ad avviare in servizio lo stesso numero di volontari e volontarie.

A segnalare il rischio di una forte contrazione del servizio civile è Licio Palazzini, presidente della Cnesc, l’organismo che riunisce 23 tra i più grandi enti che gestiscono progetti negli ambiti dell’assistenza sociale, della cultura, dell’educazione, della salvaguardia dell’ambiente e dei beni artistici (tra gli altri Acli, Anpas, Papa Giovanni XXIII, Avis, Caritas, Cnca, Confcooperative, Misericordie, Diaconia Valdese, Salesiani per il sociale, Focsiv, Don Calabria, Unitalsi). «Con i fondi attualmente disponibili – sottolinea Palazzini – partiranno circa 12 mila volontari in meno posti rispetto al 2018, per questo chiediamo anche di recuperare le risorse non attivate lo scorso anno». Oggi il fondo nazionale del servizio civile può contare su risorse per circa 230milioni di euro, risultato della somma dei 189 milioni stanziati per quest’anno più un residuo di altri 40 dell’anno scorso. L’anno precedente il fondo arrivava a 300 milioni. Dai 53 mila volontari del 2018 si scenderebbe dunque a soli 41 mila.

Il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Vincenzo Spadafora, con delega per il servizio civile, ha già reso nota la volontà di riportare, nel prossimo bando di fine agosto, il contingente dei volontari allo stesso livello di quello dell’anno scorso. E l’annuncio che il governo non intende ridurre il numero dei volontari arriva dalla coordinatrice dell’Ufficio nazionale del Servizio civile universale: Titti Postiglione, da un paio di mesi alla guida dell’Ufficio dopo una lunga esperienza ai vertici della Protezione civile, assicura che

«è in corso l’iter per la presentazione di un emendamento a uno dei provvedimenti in discussione in questi giorni in Parlamento, per incrementare il fondo nazionale del servizio civile, al fine di garantire un maggior numero di giovani per il prossimo bando. Saremo attentissimi a seguirne ogni passaggio».

Dal XVIII Rapporto Cnesc emergono le dimensioni del contributo dei tanti enti della Conferenza alle buone pratiche di cittadinanza attiva: nel 2017 i volontari hanno prodotto oltre 19 milioni 357 mila di ore di servizio, di cui 18 milioni 606 mila in Italia e 751 mila all’estero. Una mole di servizi che i fondi destinati dallo Stato agli enti nemmeno copre completamente. Lo stanziamento pubblico per i progetti di servizio civile degli enti Cnesc approvati sono stati più di 83 milioni di euro per rimborso forfettario per la formazione, assegni mensili ai giovani, assicurazioni. Ma gli enti hanno speso quasi 96 milioni tra costi diretti, figurativi e di valorizzazione del lavoro gratuito

Altre difficoltà potrebbero arrivare per i giovani stranieri “arruolati” nei progetti di servizio civile, possibilità confermata nella riforma del Servizio civile universale. Chi perde il permesso di soggiorno infatti è costretto ad abbandonare il servizio in cui prestava la sua opera di volontario. Le Acli segnalano un caso a Frosinone, ma potrebbe non essere l’unico, dato che al momento non vengono sempre rese note le motivazioni di un eventuale abbandono. Il decreto sicurezza infatti ha operato una stretta sul rinnovo del “permesso umanitario”, quello che veniva rilasciato dalle Commissioni a chi faceva domanda di protezione internazionale e non aveva sufficienti titoli per il permesso per asilo politico o per protezione sussidiaria. Diversamente da prima, ora può essere rinnovato solo in sei casi (gravi motivi di salute, calamità nel paese d’origine, atti di valore civile, vittime di tratta, violenza domestica, grave sfruttamento). Altrimenti non c’è rinnovo e lo straniero diventa irregolare. Anche se sta svolgendo il servizio civile volontario, utile al Paese ospitante e come percorso di integrazione.

«Il requisito richiesto agli stranieri che vogliono fare il servizio civile – spiega il capo dell’Ufficio Titti Postiglione – è che siano regolarmente soggiornanti: con uno sforzo interpretativo abbiamo stabilito che se il permesso scade mentre il giovane straniero, avendo presentato domanda, è in attesa della risposta, resta in lista. Se però la domanda di rinnovo viene respinta, perde il requisito».

Intervista a Titti Postiglione, capo dell’Ufficio per il Servizio civile universale

Si riporta un utile articolo in merito al prossimo bando del Servizio Civile, pubblicato sul magazine Vita il 25 maggio 2019 a cura di Lorenzo Maria Alvaro, con l’intervista a Titti Postiglione, capo dell’Ufficio per il Servizio civile universale.

Servizio civile, a settembre il bando per 41mila volontari
di Lorenzo Maria Alvaro – 25 maggio 2019

Intervista a Titti Postiglione, capo dell’Ufficio per il Servizio civile universale:

«12mila posti in meno rispetto al 2018? Per ora non arriveremo ai 300 milioni dello scorso anno ma siamo impegnati costantemente a ricercare nuove risorse».

La programmazione triennale?

«Abbiamo aperto un tavolo con gli enti e i rappresentanti dei giovani che da febbraio si è già riunito sette volte»

La programmazione triennale, la dotazione finanziaria e l’adeguamento del Dipartimento. Queste sono le tre questioni principali che stanno togliendo il sonno agli enti di Servizio Civile. Ne parliamo con Titti Postiglione, capo dell’Ufficio per il Servizio civile universale del Dipartimento per le politiche giovanili.

Ci dà la fotografia del servizio civile oggi?

In questo momento abbiamo 50mila ragazzi che sono impegnati in quasi 6mila progetti di servizio civile in tutta Italia e all’estero. Operano in settori che vanno da quello ambientale alla protezione civile, dai beni culturali all’assistenza, dall’educazione alla promozione della pace. Più di 700 di loro stanno realizzando progetti in 68 diversi Paesi del mondo. La fotografia di oggi è di un servizio civile vivo, operativo ed efficiente. È una macchina, intesa non certo solo come Dipartimento ma come “sistema”, composto da Stato, Regioni e Province Autonome, enti e ragazzi, che funziona bene.

Per l’ultimo bando, quello del 20 agosto 2018 erano arrivate quasi 124mila domande, per 53.363 posti disponibili. Quali sono i tempi e numeri del prossimo bando?

Contiamo di mantenere la tempistica dello scorso anno, quindi bando per la selezione dei volontari in uscita il prossimo settembre. Stiamo infatti ultimando, con le Regioni e le Province Autonome, il lavoro di valutazione dei progetti 2018 presentati dagli enti di servizio civile. Usciranno le graduatorie e sulla base delle risorse disponibili per il 2019 si stabilirà quanti progetti verranno finanziati e per quanti volontari totali.

A quanto ammontano le risorse disponibili e per quanti volontari?

Ad oggi il Fondo ha a disposizone quasi 232 milioni di euro, per circa 41mila posti

Sono circa 12mila ragazzi in meno dell’anno precedente. Come mai?

Nella programmazione triennale di bilancio del precedente Governo erano stati previsti per il 2019, circa 152 milioni di euro che sono diventati, grazie ad un primo intervento di recupero di risorse da parte del Sottosegretario Spadafora, circa 188 milioni nella legge di bilancio 2019. A tale cifra avremmo dovuto sottrarre circa 12 milioni per un accantonamento preventivo in risposta agli ordinari tagli di bilancio operati anche sulle strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questo il punto di partenza. Oggi, proprio grazie all’impegno promesso, il Fondo ha a disposizione questi 232 milioni di euro. Sono state individuate, infatti, risorse finanziarie aggiuntive, inizialmente destinate ad altre finalità, e si è riusciti, novità dell’ultima ora, anche ad evitare il taglio previsto. Un risultato importante dunque, 80 milioni in più. E poi ricordiamo che ai 300 milioni del 2018 si è arrivati con variazioni di bilancio in corso d’opera e con avanzi di esercizio degli anni precedenti. In ogni caso l’impegno del Sottosegretario prosegue ed eventuali nuove risorse saranno tutte destinate a sostenere l’avvio in servizio di giovani volontari.

Il sottosegretario Spadafora però aveva promesso che avrebbe pareggiato la capienza dell’anno precedente…

Si è impegnato a trovare altri fondi con quell’obiettivo ed è quello che ha fatto e sta continuando a fare. La volontà è quella di raggiungere quella quota. Chiaramente tendiamo all’universalità del Servizio Civile. Ma il Paese è quello che è e la situazione è complessa. Quindi speriamo che avvenga, ma non è detto che ci riusciremo. Ma quello delle risorse non è l’unico tema sul tavolo quando si parla di servizio civile universale.

Cosa intende?

Immaginiamo di avere miracolosamente risorse per coprire tutte le 124 mila domande dello scorso anno. Che vuol dire avere oltre 700 milioni di euro, cosa evidentemente inimmaginabile. Ma anche qualora fosse possibile, il punto è avere progetti in grado di ospitare tutti questi ragazzi. È molto difficile soprattutto dal momento che vogliamo progetti in cui i ragazzi vengano seguiti nel modo giusto. Cioè progetti di qualità come quelli cui ci hanno abituato gli enti in questi anni, al netto di qualche esperienza non particolarmente riuscita. Il sistema non è evidentemente pronto oggi per questo tipo di dimensioni. Solo per fare un esempio, lo scorso anno i progetti valutati positivamente e non finanziati riguardavano poco meno di 2.000 ragazzi. Torno comunque a dire: i numeri sono importantissimi ma lo è anche, e direi soprattutto, la qualità. Se ci fosse anche qualche numero in meno, ma riuscissimo a lavorare di più su una qualità che è già eccellente, ma che può essere incrementata, sarebbe comunque un ottimo risultato.

Come incrementerete la qualità?

Ad esempio finalmente abbiamo introdotto una prima forma di riconoscimento e valorizzazione delle competenze acquisite dai ragazzi con il Servizio Civile. È una novità prevista dal decreto legislativo 40 del 2017 cui non si era ancora data attuazione. Fino a ieri i volontari ricevevano solo un documento che testimoniava come avessero prestato servizio in un determinato ente, su un generico progetto. Andiamo invece verso un attestato che enumera le competenze che il ragazzo ha avuto la possibilità di acquisire nel corso del suo servizio, che tra le altre cose prevede anche una fase intensa di formazione generale e specifica. Non è ancora una certificazione delle competenze vera e propria, per cui non solo il sistema di servizio civile ma tutti quelli che si occupano di apprendimento non formale non sono ancora pronti. Noi lavoriamo sulle cosiddette soft skills, che non solo rappresentano l’esito di una esperienza personale straordinaria, ma che tutte le ricerche ci dicono essere le competenze cui anche le aziende guardano oggi maggiormente.

Gli enti hanno espresso più volte l’idea che il Dipartimento oggi debba essere potenziato visto che si è visto accentrare tante mansioni che prima erano delegate ad altri organi. State immaginando di riorganizzarvi?

Non posso non dare loro ragione. Ma se andiamo a vedere il decreto legislativo 40 scopriamo che si dice che la Riforma del Servizio Civile si attua non solo senza nuovi oneri per la finanza pubblica ma anche senza variazione di dotazione organica alle struttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. È evidente che sia un problema. È un’esigenza quella dell’adeguamento che sentiamo noi prima ancora degli Enti.

Come si risolve questo rebus?

Stiamo cercando delle modalità. Intanto il Dipartimento da qualche settima ha una nuova organizzazione interna per rispondere strutturalmente meglio ai nuovi impegni anche sul tema più ampio delle politiche giovanili. Quello che posso poi dire è che, ad esempio, la legge apre in realtà molti spazi in termini di funzioni e competenze. Ad esempio è vero che il Dipartimento ha in capo la valutazione di tutti i progetti e non solo quelli di competenza nazionale. Ma la legge dice anche che lo fa con il coinvolgimento delle Regioni. E così su diversi punti. Per noi il ruolo delle Regioni e le Province Autonome continua ad essere essenziale su tanti punti – ispezioni, formazione, valutazione ad esempio – e ne stiamo discutendo proprio con loro, perché la collaborazione e il sostegno siano pieni e sostenibili.

L’ultimo tema sul tavolo è la programmazione…

In questo momento sono partiti alcuni “pezzi” previsti dalla riforma, come ad esempio il nuovo Albo di Servizio Civile Universale, senza però che si fosse prima costruito il “pilastro” della Riforma stessa, cioè il piano triennale, la programmazione appunto. Proprio su questo è attivo da febbraio un tavolo di lavoro con la Consulta nazionale del Servizio civile, che si è già riunito sette volte e che presiedo, dove siedono i principali enti e le loro rappresentanze ma anche i rappresentanti dei volontari. Stiamo ragionando per immaginare insieme le basi del piano triennale. E lo stesso stiamo facendo con le Regioni e Province Autonome e abbiamo iniziato a fare con le Amministrazioni competenti per i diversi settori in cui opera il servizio civile. Sarebbe stato più semplice per noi scrivere il piano in autonomia e poi sottoporlo a pareri e intese formali. Ma siamo convinti che vada invece costruito insieme, perché solo così potrà essere davvero efficace, soprattutto in una fase così delicata di passaggio dove bisogna tener conto anche della sostenibilità delle scelte. L’idea di fondo della programmazione è che ci siano meno interventi “spot” e più interventi coerenti con un disegno generale, all’interno di una cornice unica che risponda ai bisogni e alle priorità del Paese e dei territori.

Questo per dire che gli enti saranno già al corrente dei cambiamenti e dai documenti da poi da presentare?

È chiaro che ci sia la preoccupazione degli enti rispetto ad un sistema in cambiamento, soprattutto in relazione all’accelerazione che abbiamo voluto dare per far decollare la riforma nel suo nucleo principale. Ma in effetti costruendolo insieme questo percorso non ci saranno sorprese. Certo bisognerà fare tutti uno sforzo in più, a partire da noi.

E con che tempi pensate di arrivare a un avviso presentazione progetti con le nuove regole?

Il nostro proposito è che entro l’anno possa essere pubblicato l’ avviso agli enti per la presentazione di programmi di intervento e progetti sulla base del Piano triennale. Che quindi dovremmo poter aver definito nelle sue linee principali entro la fine dell’estate.

Servizio civile con Salesiani per il Sociale: l’esperienza dei primi 4 mesi

Si pubblica il resoconto di Rosanna Todisco dell’Ufficio per il Servizio Civile di Salesiani per il Sociale, in merito ai  primi 4 mesi di Servizio Civile.

SERVIZIO CIVILE CON SALESIANI PER IL SOCIALE IN PIEMONTE E VALLE D’AOSTA
Facciamo il Punto dei primi 4 mesi di Servizio – progetti, sedi, operatori volontari

Sono 53.363 i posti di Servizio Civile resi disponibili con il Bando del 23 agosto 2018 e per il quale sono state presentate oltre 121.000 domande. Salesiani per il Sociale aps, ente nazionale accreditato di primo livello, ha partecipato al bando ordinario di Servizio Civile Nazionale con 104 progetti, di cui 6 sperimentali e 6 per l’estero. I posti disponibili erano 1214, di cui 40 per i progetti all’estero e 24 per quelli sperimentali. Sono 269 gli enti legati da accordi di partenariato e da vincoli associativi a Salesiani per il Sociale per il Servizio Civile.

In Piemonte e Valle d’Aosta, abbiamo offerto ai volontari 124 posti di Servizio Civile per i quali sono state presentate 143 domande (66 maschi/77 femmine) di cui 15 candidati stranieri (13 extra
UE / 2 UE)
I giovani hanno avviato la loro esperienza il 15 gennaio 2019.
Gli operatori volontari del Servizio Civile con i Salesiani sono presenti in 25 Comuni del Piemonte e 1 Comune della Valle d’Aosta per un totale complessivo di 53 sedi di attuazione progetto.
La nostra proposta si rivolge principalmente a minori e giovani e privilegia in particolare il settore dell’Educazione e Promozione – centri di aggregazione giovanile, oratori, centri di formazione professionale, scuole, servizi culturali – e quello dell’Assistenza – Comunità educativa residenziale per minori e Centri di accoglienza per minori stranieri non accompagnati.

Sono 7 i progetti attivi per questo Bando di cui 2 sperimentali
Crescere bene insieme: progetto nei CAM, Centri Aggregativi per Minori, della città di Torino per supportare i processi di crescita dei minori e sostenere la genitorialità dei loro nuclei familiari. Ready pronti via: progetto negli oratori che intende rispondere agli specifici fenomeno di esclusione giovani della fascia di età 11-25 anni.

Qui ci sono anch’io: progetto per migliorare il rendimento formativo e il successo scolastico dei giovani che frequentano i Centri di Formazione Professionale Salesiani e per aumentare la loro capacità di instaurare relazioni positive.

Tu sì che vali 2.0: progetto che intende intervenire sul disagio adolescenziale e sulle problematiche connesse allo sviluppo identitario, relazionale e cognitivo delle ragazze e dei ragazzi che frequentano le Scuole Superiori di I e II grado, con particolare riferimento all’utilizzo inconsapevole dei Nuovi Media.

Cer Crescere Educare Condividere: progetto che intende incrementare le occasioni di relazione, formale e informale, degli ospiti della Comunità Harambee di Casale Monferrato, per sostenerli in un percorso di autonomia e sviluppo relazione/affettivo.

Abitare il futuro. Percorsi di tutela per minori stranieri non accompagnati: progetto che intende intervenire sul problema del Trauma migratorio connesso al mandato migratorio familiare dei minori stranieri non accompagnati favorendo percorsi di crescita. Ridefinire e ricontestualizzare le conseguenze del trauma migratorio al fine di concorrere al benessere integrale del minore straniero non accompagnato.

Uni.te – Università e Territorio si incontrano in biblioteca: progetto che intende promuovere e sostenere iniziative culturali sul territorio della Circoscrizione 6 di Torino, valorizzando la Biblioteca Universitaria Mario Viglietti e potenziare iniziative volte ad un pubblico giovanile e universitario.

Nei progetti del bando 2018 sono impegnati 53 OLP, adulti preparati a livello educativo e professionale che accompagnano l’esperienza e supportano i giovani volontari nel raggiungimento
degli obiettivi del progetto. Tra l’Olp e il ragazzo in servizio civile, si crea un rapporto da “apprendista” a “maestro”.

Sono state erogate 140 ore di formazione generale, un percorso didattico ed educativo che offre agli operatori volontari gli strumenti e le chiavi di lettura necessari per affrontare l’esperienza del servizio e costituisce una valida occasione di trasmissione e promozione ai giovani dei valori e dei diritti universali dell’uomo.
Ogni operatore volontario ha frequentato 50 ore di formazione generale.

Un servizio importante, di transizione all’età adulta, che si pone obiettivi che vanno nella direzione di acquisire autonomia personale, assumersi responsabilità, conseguire abilità tecnico-professionali, affermare un proprio ruolo di cittadini attivi e responsabili.

Le motivazioni che guidano un giovane a fare la domanda per il Bando di Selezione al Servizio Civile sono le più disparate. Alcuni vedono nel Servizio Civile una connessione tra il percorso di studi e il mondo del lavoro. Altre volte viene considerato come un’occasione di crescita professionale per ampliare il proprio bagaglio culturale e maturare diverse abilità. Altri presentano la domanda come per un qualsiasi altro posto di lavoro, trovano il bando, magari anche per caso, e ci provano, senza avere alcuna consapevolezza. Altri ancora, non hanno ancora le idee ben chiare su cosa “fare da grande”, terminati gli studi universitari o superiori, si concedono un anno sabbatico di riflessione. Ma tra le varie motivazioni che portano a presentare la domanda, c’è anche la volontà di avvicinarsi al mondo del sociale, o avere la possibilità di dare il proprio contributo allo sviluppo dell’empowerment di una comunità. Invece, giovani che conoscono il mondo salesiano, perché ex allievi o perché hanno esperienza dell’Oratorio, motivano la scelta con la possibilità di offrire un supporto alla propria realtà conoscendone le problematiche e i bisogni delle persone. Una delle motivazioni che incentivano quest’ultima categoria di giovani è il senso di gratitudine verso la “famiglia salesiana”: sentono di aver ricevuto tanto da quell’ambiente e desiderano “restituire” sotto forma di un servizio strutturato. Entusiasmo e voglia di mettersi in gioco sono gli elementi trainanti di questi primi 4 mesi di Servizio Civile. I giovani operatori sono testimoni di come il Servizio Civile sia un tempo generoso della loro vita donato all’altro, un tempo prodigo dedicato ad un progetto per il bene della comunità, un’esperienza che lega valori ad azioni concrete che hanno più direzioni. La prima, di formazione culturale, sociale e civica delle nuove generazioni, la seconda verso gli Enti che accolgono il giovane e lo accompagnano, la terza verso i destinatari dei progetti di Servizio Civile nelle loro varie situazioni di precarietà. In tal senso il Servizio Civile è un percorso necessario per creare legami di solidarietà, recuperare il senso della coesione del tessuto sociale, laceratosi in questi ultimi anni, attraverso la riscoperta del senso di appartenenza. Un processo che concorre alla formazione di nuovi cittadini consapevoli che lo spirito di servizio verso gli altri resta la più alta attività umana che si traduce in un vero e proprio stile di vita aperto ai problemi della realtà.

Salesiani per il Sociale aps  è un’organizzazione non profit voluta e guidata dai Salesiani d’Italia come strumento civilistico a sostegno della dimensione pastorale del disagio  e della povertà educativa; si ispira a San Giovanni Bosco, sacerdote torinese che dedicò la sua vita ai giovani poveri ed emarginati. Si occupa di coordinare anche il Servizio Civile delle organizzazioni associate su base Nazionale -enti ecclesiastici, organizzazioni di volontariato, associazioni e cooperative sociali.

 

Alcune testimonianze degli operatori in Servizio civile:

Con il Servizio Civile sto imparando che vale davvero la pena mettersi in gioco: dedicandomi ai ragazzi che seguo giorno dopo giorno, ho scoperto in me qualità che non pensavo di avere, e mettendomi a servizio ho capito che l’aiuto che ciascuno di noi può dare a chi ha più bisogno, per piccolo che sia, è sempre prezioso.

Federico, progetto Abitare il futuro, sede Oratorio Salesiano San Paolo – Torino

Dopo alcuni anni di animazione in Oratorio, il Servizio Civile mi permette di mettermi alla prova con un ruolo diverso. Essere a contatto con i bambini in un periodo continuativo, mi permette di conoscere diversi punti di vista anche distanti dalla mia realtà. Tutto ciò mi sta aiutando, sia per una mia crescita personale sia per una scelta futura in questo ambito educativo.

Sara, progetto Ready pronti via, sede Opere Salesiane don Bosco, Vercelli

Questa esperienza è per me fondamentale. Non solo per l’occasione di entrare in un contesto lavorativo dinamico e ricco di stimoli, ma soprattutto per il contatto con il contesto educativo, facendomi soffermare su quanto importante sia per una crescita e uno sviluppo integrale del ragazzo, la figura degli insegnanti e quella degli educatori in un’istituzione come la scuola.  Grazie al Servizio Civile!

Gabriele, progetto Tu sì che vali 2.0, Scuola Secondaria di primo grado “don Bosco”, Torino

Per me il Servizio Civile è la possibilità di sperimentare e sperimentarmi mettendomi a disposizione degli altri. È crescere insieme agli
altri, giorno dopo giorno.

Eleonora Boda, progetto Cer Crescere Educare Condividere, Comunità Educativa Residenziale per minori “Harambee”, Casale Monferrato

Il Servizio civile è un percorso che mi sta permettendo di crescere professionalmente e umanamente. Per me si sta rivelando come un vero e proprio cammino verso la riscoperta della Fede. Scopro ogni giorno il valore della frase “Divieni ciò che sei!”.

Andrea Marzia Casagrande, progetto Crescere bene insieme, Pastorale giovanile Salesiana, Torino

Il servizio civile, mi sta veramente spronando ad andare avanti nel mio cammino, non solo per la nuova esperienza vissuta ma soprattutto perché sto scoprendo nuove cose su di me, sto crescendo come uomo e come cristiano nella mia quotidianità.Ogni giorno mi rendo conto che la sfida più difficile è lo stare, l’esserci veramente.

Davide Delogu, progetto Ready Pronti Via, Venaria

Incontro delle segreterie del Servizio Civile Universale

Si riporta qui di seguito il Comunicato Stampa proveniente da Salesiani per il Sociale relativo all’incontro che, lunedì 20 maggio, si è svolto a all’istituto Sacro Cuore di Roma tra le segreterie del Servizio Civile Universale del mondo salesiano, coordinate dal centro nazionale di Salesiani per il sociale APS.

(Roma, 24 maggio 2019) – Il 20 maggio, all’istituto Sacro Cuore di Roma, si sono riunite le segreterie del Servizio Civile Universale del mondo salesiano, coordinate dal centro nazionale di Salesiani per il sociale APS.

La giornata è stata un’occasione di confronto per la gestione del Servizio civile, di formazione e aggiornamento per le novità introdotte dalla Riforma del Terzo Settore per il SCU. Hanno partecipato cinque segreterie ispettoriali, il Movimento per la Vita, Consorzio Zenit, Emmaus Foggia.

Il presidente di Salesiani per il Sociale APS, don Roberto Dal Molin ha introdotto i lavori con un focus sull’accompagnamento educativo dei ragazzi in servizio civile, nell’ottica della Pastorale Giovanile. La formazione è proseguita con gli interventi dell’ufficio nazionale di Servizio Civile.

Si è anche discusso degli interventi urgenti proposti dalla Conferenza nazionale Enti per il Servizio civile al governo. Pur valutando positivamente la volontà del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con la delega al Servizio Civile, l’onorevole Vincenzo Spadafora di dare attuazione alla riforma che si pone come orizzonte il garantire a tutti i giovani l’opportunità di fare l’esperienza del SCU e che si basa sulla loro volontarietà, ripropone la necessità di alcuni interventi urgenti, condivisi da tutti i soci:

– Accreditamento all’albo unico del SCU

– Programmazione triennale

– Ruolo del Dipartimento politiche giovanili e Servizio Civile Universale

– Contingente 2019

– Misure innovative

– Riordino normativo

 

Incontro di Formazione generale per gli operatori di Servizio Civile

Lunedì 3 giugno, presso il Teatro Crocetta di Torino, via Piazzi 25, si terrà l’ ultimo incontro di Formazione generale per gli operatori di Servizio Civile, con orario 9 – 17.
Sarà un incontro plenario con tutti gli OPERATORI dei progetti con i Salesiani organizzato dal TESC, Tavolo enti Servizio Civile, al quale parteciperanno anche operatori di altri Enti del Piemonte.

Programma della giornata:

 – Mattina –
Proiezione del film “Dove bisogna stare” di Daniele Gaglianone| trailer
a seguire, l’incontro dibattito con il regista;

–  Pomeriggio –
Incontro con la Delegazione dei Rappresentanti;

Sal Day Angelli – 21 maggio 2019

Si segnala l’appuntamento in occasione della Giornata Nazionale dedicata ai Servizi al Lavoro, i Sal Day, che si svolgerà presso il Centro di Formazione Professionale Cnos-Fap Agnelli (Corso Unione Sovietica 312, Torino) martedì 21 maggio 2019 alle ore 18.30.

L’incontro sarà un’occasione per ringraziarvi per la vostra disponibilità e collaborazione e per presentare alcune attività dello Sportello Servizi al Lavoro in vista del nuovo anno formativo 2019-2020, e in particolare:

– I Corsi di Formazione Continua Individuale per lavoratori occupate

– L’apprendistato Duale

– Nuovi bandi, opportunità e incentivi per le aziende.

Dopo l’incontro ci sarà un breve rinfresco.

Se siete interessati, Vi informiamo inoltre della possibilità di partecipare alle ore 16,30 al nostro Speed Date, finalizzato a conoscere potenziali candidati per l’inserimento lavorativo o in tirocinio presso le vostre realtà aziendali.
Se siete alla ricerca di personale avete la possibilità di incontrare e fare un breve colloquio con gli Allievi che a fine anno si qualificheranno in Meccanica Industriale, Meccanica Auto e Saldatura.

Vi prego di dare conferma di adesione entro e non oltre il 14 maggio, specificando anche se desiderate aderire allo Speed Date.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Grazie per la collaborazione che ci prestate, buon lavoro e cordiali saluti

La Direzione del CFP e lo Staff Servizi al Lavoro

 

 

“Salesiani per il Sociale” approva il nuovo Statuto, cambia nome ed elegge il nuovo Presidente

Si riporta l’articolo pubblicato dall’Agenzia di informazione Salesiana ANS relativo all’elezione del nuovo Presidente di “Salesiani per il Sociale APS“, don Roberto Dal Molin, a cui vanno i migliori auguri da parte della nostra Ispettoria.

(ANS – Roma) – Presso l’Istituto Salesiano Sacro Cuore di via Marsala 42, il 16 aprile 2019 si è svolta l’Assemblea ordinaria e straordinaria dei soci di Salesiani per il Sociale. Una giornata importante per l’associazione che ha approvato il suo nuovo Statuto (recependo le indicazioni della riforma del Terzo Settore) ed eletto il nuovo presidente, don Roberto Dal Molin, a seguito delle dimissioni di don Giovanni D’Andrea.

Il nuovo Statuto, approvato all’unanimità dai soci presenti, è stato adeguato alle indicazioni della “Riforma del Terzo Settore, dell’Impresa Sociale e del Servizio Civile Universale” (legge 106/2016) ed in particolare al “Codice del Terzo Settore” (Decreto Legislativo 117/2017 e conseguenti modifiche). Tra le novità del documento il cambio della denominazione dell’ente in “Salesiani per il Sociale APS”.

“È un avvenimento che ci farà ulteriormente crescere consentendoci di saper stare nel mondo ampio del Terzo Settore in maniera qualificata ed efficace rappresentando con orgoglio e responsabilità il carisma di Don Bosco – ha ribadito il presidente uscente Don Giovanni D’Andrea – negli ultimi due anni come Assemblea Nazionale abbiamo riflettuto e studiato cosa la Riforma del Terzo Settore ed i conseguenti decreti attuativi proponevano. L’adeguamento statutario e la veste giuridica che assumeremo è anche frutto dell’apporto dell’Assemblea che ha messo in atto il sano principio della partecipazione dal basso”.

Eccezionalmente l’Assemblea ha espresso il suo voto per il rinnovo della carica presidenziale a seguito delle dimissioni anticipate di Don Giovanni D’Andrea, presentate per un nuovo incarico affidatogli dalla Congregazione Salesiana presso l’Ispettoria Sicula.

Il nuovo Presidente di “Salesiani per il Sociale APS” è don Roberto Dal Molin, 51 anni di origini venete. Dal 2012 al 2018, ha ricoperto la carica di Superiore dei Salesiani dell’Ispettoria Italia Nord-Est San Marco a Venezia, precedentemente è stato Delegato per la pastorale giovanile ispettoriale e Direttore del post-noviziato salesiano di Nave (BS). Attualmente è presidente del Centro Nazionale Opere Salesiane (CNOS) e Coordinatore Nazionale di Pastorale Giovanile.

“Quella di ‘Salesiani per il Sociale APS’ è una realtà associativa molto varia e articolata sul territorio nazionale – ha affermato il neo presidente. – Come associazione è importante camminare insieme, arricchendosi degli apporti di ciascuno; nello spirito di Don Bosco abbiamo il comune obiettivo di sostenere i ragazzi che si trovano nelle situazioni più disagiate”.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito: https://www.salesianiperilsociale.it/