Si è conclusa oggi con successo la prima fase di “M’interesso di te”progetto avviato lo scorso anno per contenere il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati che sono fuori dai circuiti di accoglienza, i cosiddetti “invisibili”. Le attività, sostenute grazie al fondo beneficenza di Intesa SanPaolo, si sono svolte nelle sedi di Torino, Napoli e Catania nei quartieri limitrofi alle grandi stazioni.

Il Progetto

Il progetto, promosso da Salesiani per il Sociale – Federazione SCS/CNOS, ha sostenuto il lavoro di rete da educatori di strada, psicologi e volontari che hanno garantito a ciascun ragazzo intercettato, sostegno e protezione. «Il progetto – ha affermato la dott.sa Elisabetta Dodi, Università Cattolica di Milano – nelle sue diverse fasi, ha rappresentato una modalità per dare applicazione concreta alla legge 47/2017, non solo quindi una tutela formale ma anche una tutela sostanziale. Dalle testimonianze raccolta da educatori e operatori è emerso che non ci si può rivolgere esclusivamente a minori ma vanno coinvolti anche quei neo-maggiorenni (18-25 anni) che spesso si trovano ad interrompere i loro percorsi formativi perché la legge non li può più tutelare».

Il Seminario

La conferenza, tenutasi nel giorno della festa di Don Bosco – 31 gennaio, è stata ospitata nella sede dell’Autorità Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

La dott.sa Filomena AlbanoAutorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza – che ha voluto porgere un saluto a tutti i presenti:

«Più volte in questi giorni mi è stato detto che esistono dei “diritti in contrasto”. Mi sento di confermare che non esistono diritti in contrasto perché i diritti sono di tutti. E il riconoscimento di un diritto è anche la base per prendere coscienza dei doveri. Ringrazio i Salesiani per il Sociale per la strada intrapresa insieme (anche per la formazione dei tutori volontari). Mi avete insegnato a gestire le situazioni non solo con la testa ma soprattutto con il cuore».

Le Testimonianze

Durante la mattinata di lavori sono intervenuti diversi ragazzi seguiti in questi mesi e strappati dalla strada come Ossman Saidy, nato in Gambia e approdato nel 2017 in Sicilia. Dopo aver vissuto per 8 mesi nelle strade di Torino è stato intercettato dagli educatori del centro.

«Mentre vivevo per strada un amico mi ha telefonato per conoscere delle persone che potevano aiutarmi. Così ho incontrato Giulia, gli ho parlato della mia situazione e lei stessa mi ha suggerito di andare in Oratorio. Grazie all’aiuto degli altri operatori mi sono iscritto a scuola per prendere la terza media e adesso sto svolgendo un tirocinio come addetto per lo stampaggio».

Altre due testimonianze da parte di Alieu Jallow, dalla sede di Catania, e di Adam Coulibaly, dalla sede di Napoli.

A portare la loro testimonianza sono stati anche alcuni educatori di strada chiamati ad intercettare i minori soli.

«Quando ci siamo ritrovati in strada – ha raccontato Simone, educatore di strada -eravamo un po’ spaventati e ci siamo subito chiesti: dove li troviamo? Come li approcciamo? Dopo un anno di progetto la situazione è cambiata e oggi sono proprio loro a riconoscerci e a fermarci perfarsi aiutare. Nelle periferie di Catania c’è ancora tanto bisogno dei nostri interventi, si fidano dinoi, si affidano a noi».

Gli interventi

Un progetto che ha investito sull’integrazione anche per il presidente di Intesa SanPaolo, Gian Maria Gros-Pietro:

«Siamo orgogliosi di aver contribuito a realizzare un progetto che restituisce speranza e fiducia a ragazzi che arrivano da soli nel nostro Paese. La formazione professionale di questi ragazzi favorisce l’integrazione e la coesione sociale, andando così nella direzione di un impegno per i più fragili, che è diventato parte del piano industriale della banca».

A seguire gli interventi da parte della Dott.ssa Mariella De Santis, Funzionario Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, e della dott.ssa Elisabetta Dodi, Centro di ricerca sulle relazioni interculturali – Università Cattolica di Milano.

A chiudere la giornata è stato l’intervento di Don Giovanni D’Andrea, presidente di Salesiani per il Sociale, che ha confermato che il progetto verrà rifinanziato per un altro anno.

«“M’interesso di te” ha voluto concretizzare l’amorevolezza che Don Bosco trasmetteva a quei ragazzi che affollavano le carceri di Torino. Ha tratto spunto anche dall’articolo 3 della “Convenzione sui diritti dell’infanzia” – quest’anno se ne celebrerà il trentennale – dove si evidenzia “il superiore interesse del minore”.

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