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RMG – “Cari Confratelli salesiani, abbiamo bisogni di voi!”

Si riporta l’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS, il 6 settembre 2019, in merito al messaggio del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, per l’ultimo video della rubrica “Cari Confratelli”:

(ANS – Roma) – Per l’ultimo video della rubrica “Cari Confratelli” di questo sessennio, disponibile da oggi in rete, il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, riparte dai giovani e dal grido che è arrivato da tutte le Circoscrizioni Salesiane attraverso le relazioni dei Capitoli Ispettoriali: i giovani hanno bisogno di salesiani, educatori e testimoni, ma devono essere educati a saper fronteggiare le sfide del tempo presente.

Il Rettor Maggiore parla dalla Sala del Consiglio Generale al termine della sessione plenaria estiva, con lo sguardo già proiettato al prossimo grande appuntamento che attende la Congregazione, il Capitolo Generale 28° (CG28).

“C’è un elemento costante che mi affascina: è ascoltare quello che ci dicono i nostri giovani. I quali, semplicemente, ci dicono: cari confratelli salesiani, abbiamo bisogni di voi, della vostra presenza accanto a noi!” afferma il Rettor Maggiore.

I ragazzi e le ragazze non chiedono la presenza di “amministratori o gestori”, ma di Figli di Don Bosco che siano come il loro fondatore, che sappiano farsi accompagnatori nella vita ai giovani:

“Di cos’altro c’è ancora bisogno, dopo un appello fatto con quest’intensità ad indicarci il cammino per questo XXI secolo?” si chiede il Rettor Maggiore.

Successivamente il Successore di Don Bosco tocca anche un secondo tema, le motivazioni che lo hanno portato alla scelta del motto per la Strenna del Rettor Maggiore per il 2020 – “Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra” (Mt 6,10). “BUONI CRISTIANI E ONESTI CITTADINI”. Una formula, osserva Don Á.F. Artime, che racchiude la “politica del Padre Nostro”.

Sono due elementi inscindibili:

“Siamo nati per essere educatori alla fede dei giovani, per accompagnarli all’incontro di Gesù”. Ma, aggiunge il Rettor Maggiore, l’educazione salesiana non può essere svincolata dalla realtà sociale e globale: “Non possiamo educare i nostri giovani a starsene tranquilli, chiusi in casa, senza dare fastidio a nessuno… No! Dobbiamo preparali alla vita… A servire gli altri, a impegnarsi per il prossimo, a non essere indifferenti alle grandi sfide mondiali di oggi, ad essere sensibili alla difesa dei Diritti Umani, specialmente dei minori, e anche ad essere aperti ad un possibile impegno nel mondo della politica, secondo la propria sensibilità e la propria fede”.

Il video di “Cari Confratelli” è disponibile già in 25 lingue sul canale ANSChannel di YouTube.

Strenna 2020 – “Buoni cristiani e onesti cittadini”: per essere all’altezza delle sfide di un mondo che cambia

Riportiamo dal sito dei Salesiani Don Boscosdb.org – il lancio ufficiale della Strenna 2020 che ha compiuto il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime:

“Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra”
(Mt 6,10)

“Buoni cristiani e onesti cittadini”

Nota: Mentre presentavo il commento alla Strenna 2019 a Torino Valdocco alla Famiglia Salesiana, alcuni già chiedevano la bozza della Strenna 2020, in modo da poterla avere per l’inizio dell’anno educativo pastorale in alcune parti del mondo.

Faccio questo con gioia ma insistendo che qui si delinea solamente uno schema, una bozza con i punti essenziali che svilupperò quando preparerò una riflessione ponderata, interiorizzata, tranquilla e, per quanto possibile, profonda e comprensibile allo stesso tempo.

Mi piacerebbe che la Strenna continuasse ad aiutarci ad avere un filo conduttore nella guida pastorale del nuovo anno in ogni parte del mondo. Vi benedico tutti.

Dopo l’incontro della Consulta mondiale della Famiglia Salesiana del mese di maggio a Torino, ho pensato di proporre per la Strenna del 2020 un tema che, sotto forma di un binomio, incarni l’essenza della nostra educazione salesiana. L’abbiamo ricevuto dallo stesso Don Bosco: aiutare i nostri ragazzi, ragazze e giovani a essere «buoni cristiani e onesti cittadini». Dobbiamo approfondire sempre più la nostra identità di evangelizzatori ed educatori della fede.

Ecco le parole del X successore di Don Bosco per introdurre il tema:

C’è una crescente fragilità, e talvolta incapacità, nell’essere apostoli e missionari dei giovani. E allo stesso tempo c’è il rischio di non educare i nostri giovani a un forte senso di cittadinanza, giustizia sociale e valori evangelici che portino a interiorizzare, come programma di vita, il servizio agli altri, l’impegno nella vita pubblica, l’onestà personale e l’“allergia” a tutti i tipi di corruzione, la sensibilità verso il mondo della migrazione, verso il creato e la “casa comune” che ci è stata donata, nell’impegno per la tutela degli indifesi, di quanti non hanno parola, e che vengono scartatati.

Mi domando: se non riusciamo a educare a questi valori, cosa stiamo ottenendo? E quale evangelizzazione nel nome di Gesù stiamo portando avanti?

Pertanto, questo impegno educativo è oggi espressione della parola di Gesù:

«Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra».

Questa è e continuerà ad essere la vera “politica del Padre nostro” di Don Bosco.

Sussidi Nazionali 2019/2020 – Contenuti Extra

I Sussidi Nazionali 2019/2020 si completano con una seria di materiali scaricabili online, degli strumenti aggiuntivi per affrontare al meglio le tematiche proposte. In particolare per i Fanciulli, i Preadolescenti e gli Adolescenti.

I contenuti extra saranno raggiungibili dai due siti nazionali dei salesiani:

Puoi essere santo #lìdovesei. È questo il tema della proposta pastorale salesiana per l’anno 2019/2020 che si traduce in sussidi divisi per fasce di età: fanciulli, preadolescenti, adolescenti e giovani. Si tratta di tracce lasciate all’intraprendenza di formatori e animatori da adattare al proprio ambiente educativo.

Il tema Puoi essere santo #lìdovesei nasce dalla Strenna 2019 del Rettor Maggiore “Perché la mia gioia sia in voi (Gv 15,11). La santità anche per te” . Nel testo della Strenna don Ángel Fernández Artime si è ispirato all’Esortazione Apostolica Gaudete et exsultate. In essa il Papa indica la santità come “autentica fioritura dell’umano” e come chiamata che il Signore rivolge a tutti: il riferimento biblico è quello delle Beatitudini dell’evangelista Matteo. Il Sinodo ha invitato a guardare particolarmente alla “giovinezza dei santi” (n° 114 Instrumentum Laboris): “Tutti i santi sono passati attraverso l’età giovanile e sarebbe utile ai giovani di oggi mostrare in che modo i Santi hanno vissuto il tempo della loro giovinezza”.

Se tutti sono chiamati alla santità, ciascuno la realizza nel tempo senza omologazioni ma con una risposta personale e inedita, frutto di una vita cristiana non anonima.

Scarica qui i contenuti extra:

Andranno i miei figli per me

Si riporta la notizia pubblicata da InfoANSAgenzia iNfo Salesiana – in data 15 maggio 2019, che riporta il messaggio del Rettor  Maggiore dei Salesiani, Don Angel Fernandez Artime, rispetto alla sua esperienza in Goa (India):

SAN FRANCESCO SAVERIO E DON BOSCO. DUE IMMENSI MISSIONARI DI IERI E DI OGGI. Un mese fa ero a Goa, in India. Goa è un gioiello incastonato nel maestoso continente indiano. Qui ci sono le spiagge di sabbia più belle del mondo e i panorami marini più incantevoli. Tra le palme che ricamano l’orizzonte, intravedevo le chiese costruite nei secoli XVI e XVII.

Una di queste è la Basilica del Buon Gesù, che è diventata un centro di pellegrinaggio, soprattutto per i cristiani e i credenti di altre religioni, perché custodisce le spoglie di San Francesco Saverio, il missionario navarrese discepolo di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti, che evangelizzò l’Estremo Oriente. San Francesco Saverio morì in Cina nel 1552, ma le sue reliquie rimangono in questa bellissima basilica, situata accanto alla cattedrale e alla chiesa di San Francesco d’Assisi. Questo edificio per ospitare i suoi resti mortali fu eretto tra il 1594 e il 1605. Qui è conservato il suo corpo, che fu prima sepolto in una cassa piena di calce e due anni dopo trasportato, miracolosamente integro e intatto, prima a Malacca e poi a Goa, dove è ricordato e venerato in modo incantevole. E lì ho avuto il privilegio, accompagnato da altri salesiani e laici, di celebrare l’Eucaristia sull’altare e sul sepolcro di questo grande santo missionario gesuita.

E ho chiesto di celebrare la Messa in onore di San Giovanni Bosco, chiedendo a Don Bosco la sua intercessione. Perché?

Francesco Saverio è stato, probabilmente, il più grande missionario della storia. Vissuto appena 46 anni, compì in 10 anni un lavoro missionario incredibile. Qui a Goa diede inizio al suo apostolato in un modo molto “donboschiano”: cominciò dalle carceri e dai bambini. Percorreva le strade e le piazze, invitando i bambini a venire in chiesa. In chiesa, insegnava ai bambini il catechismo con delle canzoncine facili e allegre, che lui stesso aveva composto.

Nella storia della Chiesa, Don Bosco è senza dubbio un altro grande missionario. Per questo la mia celebrazione eucaristica è stata semplice, commovente e spiritualmente sentita. Ho presentato al Signore con la mediazione di San Francesco Saverio e di Don Bosco, la missione salesiana nel mondo e la nostra scelta preferenziale per i ragazzi, le ragazze e i giovani del mondo, specialmente i più poveri.

«Andranno i miei figli per me»

Qualcuno potrebbe chiedersi perché presento Don Bosco come grande missionario anche se in realtà non è mai stato missionario “ad gentes”. Don Bosco mandò i suoi figli salesiani in capo al mondo, ma personalmente non fu mai missionario in terre lontane pur avendolo desiderato tanto. Innumerevoli sono le lettere in cui don Bosco scrive che il suo desiderio più ardente era sempre stato quello di partire missionario. «Andranno i miei figli per me» diceva.

È una verità straordinaria: don Bosco ha trasmesso il suo forte impulso e il suo fervore missionario allo spirito della Congregazione.

Per parlare del grande cuore missionario di Don Bosco, può bastare questo semplice dato: quando Don Bosco morì, il 31 gennaio 1888, noi salesiani sdb eravamo in quel momento 754. In quel momento don Bosco aveva già inviato come missionari in America il 20 per cento dei suoi salesiani, 153 in totale.

Se questa non è una vera passione missionaria!

In quella chiesa antica di Goa respiravo la forza dell’ispirazione missionaria e ringraziai il Signore per il miracolo della missionarietà. Lo Spirito Santo ha guidato e accompagnato il lavoro di evangelizzazione in tutta l’Asia con i primi missionari francescani, domenicani e gesuiti… e anche con i figli e le figlie di Don Bosco. Oggi sono 2.786 i salesiani sdb in India e diverse migliaia le nostre sorelle consacrate di diverse congregazioni (Figlie di Maria Ausiliatrice, Suore Missionarie di Maria Aiuto dei Cristiani, Suore Catechiste di Maria Immacolata Ausiliatrice, ecc ) Una vera gigantesca operazione dello Spirito.

Davanti alle candide spiagge di Goa pensavo all’antifona della Festa di don Bosco: «Il Signore gli ha donato sapienza e prudenza, e un cuore grande come la sabbia che è sulla spiaggia del mare».

Dopo la celebrazione dell’Eucaristia, quello stesso giorno ha avuto il volto concreto di miei quattro fratelli sdb che accompagnavano un gruppo di bambini salvati dalla vita randagia sulla strada. Un gruppo di 40 ragazzi, tra i 10 e i 15 anni, con i quali abbiamo trascorso una bella mattinata. I loro occhi brillavano di una luce speciale. Questi ragazzi con i salesiani si sentono a casa. Vanno a scuola, stanno ricevendo una formazione e un’istruzione che aprirà davanti a loro un ottimo futuro. Ragazzi che sorridevano e cantavano magnificamente. Avevano imparato a dire in spagnolo: «Hola y Hasta la vista!» Al termine ci siamo salutati con calore, affetto vero e un’immensità di foto ricordo.

I ragazzi di Valdocco, 170 anni prima, a Torino, facevano le stesse cose con il nostro amato Don Bosco. E il suo cuore missionario continua a battere, oggi nel cuore dei suoi figli e delle sue figlie, perché i ragazzi del mondo possano trovare un altro Valdocco e un altro Mornese.

Davanti alle candide spiagge di Goa pensavo all’antifona della Festa di don Bosco: «Il Signore gli ha donato sapienza e prudenza, e un cuore grande come la sabbia che è sulla spiaggia del mare». Ed è tutto vero. Il cuore di don Bosco e dei suoi figli non ha confini.

Oggi, con la grazia della comunione tra la Chiesa già in paradiso, la Chiesa trionfante, e la Chiesa che continua a camminare, che siamo noi, quaggiù, i nostri santi missionari, San Francesco Saverio e Don Bosco, continuano a benedire la missione e a far vivere il Signore per questi popoli, e per questi ragazzi e ragazze, futuri cittadini del Regno.

A Goa, ho vissuto e ho sentito che il ricordo delle imprese passate non svanisce con il tempo ma spinge come vento nelle vele degli aspetti essenziali e più autentici della vita e dell’evangelizzazione. Con una formidabile continuità.

In questo mese dedicato a Maria, chiediamo alla nostra Madre Ausiliatrice di continuare ad accompagnare la missione nel nome del Signore in tutto il mondo. E che la missione salesiana possa continuare ad essere fedele oggi come è stata sempre.

Novena Mondiale a Maria Ausiliatrice

Si ripete anche in questo 2019, 15-24 maggio, l’esperienza della novena mondiale a Maria Ausiliatrice, con testimonianze sulla santità della Famiglia Salesiana e il commento del Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, Don Ángel Fernández Artime.

L’iniziativa, lanciata per la prima volta nel maggio del 2018, a motivo del 150° anniversario di consacrazione della Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, viene ripetuta anche quest’anno, che ha visto celebrarsi il 150° anniversario di fondazione dell’Associazione di Maria Ausiliatrice e che ha già in programma nel prossimo mese di novembre l’VIII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice (a Buenos Aires, Argentina).

Se l’anno scorso il tema guida erano i sogni di Don Bosco, quest’anno la novena approfondisce “le beatitudini della Famiglia Salesiana”, presentate del Rettor Maggiore alle ultime Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana (clicca qui per saperne di più). In questo modo la novena, oltre ad essere un omaggio a Maria Ausiliatrice e uno strumento di unità devozionale tra i tutti gruppi della Famiglia Salesiana, rilancia ancora il tema centrale della Strenna 2019: la santità del quotidiano.

La struttura della novena prevede per ogni giorno un video diverso, nel quale verranno presentati:

  • una delle beatitudini salesiane;
  • un motto riferito al Magnificat di Maria;
  • una testimonianza da parte di un membro della Famiglia Salesiana su una figura di santità salesiana;
  • il commento del Rettor Maggiore;
  • la preghiera finale.

I video della novena saranno resi disponibili in sei lingue (italiano, inglese, spagnolo, francese, portoghese e polacco) su vari canali:

Anche i giovani sdb di Nave hanno realizzato una Novena in preparazione a M. Ausiliatrice:

 

“Gesù e Don Bosco hanno bisogno di voi”: il messaggio del Rettor Maggiore ai giovani dell’MGS

Da Mestre, il Rettor Maggiore ha voluto mandare un saluto a tutti i giovani del Movimento Giovanile Salesiano. Lo commenta Elena Marcandella, coordinatrice dell’MGS Italia:

“Gesù ha bisogno di voi, don Bosco ha bisogno di voi!”.

Con queste parole il Rettor Maggiore ci invia, nuovamente, concretamente, in Missione. Ci invita a non perdere di vista l’obiettivo di essere luce, esempio per i giovani che vengono dopo di noi e che camminano insieme a noi! Insieme abbiamo una meta stupenda, il Paradiso! Come rifiutare un invito così?! Ci saranno sfide e difficoltà, certo, ma il sogno che Dio ha messo in ognuno di noi, giovani di don Bosco, è grande e può portare ad un solo destino: la felicità.

messaggio del Rettor Maggiore al MGS Italia

Il messaggio del Rettor Maggiore ai giovani del Movimento Giovanile Salesiano Italia, durante un incontro con la consulta Nazionale in quel di Mestre!#MGSItalia#PerLaVitaDegliAltri

Publiée par Movimento Giovanile Salesiano sur Mardi 19 mars 2019

Don Ángel Fernández Artime – “Cari confratelli”

Si evidenzia l’articolo proveniente da ANS, che riporta le parole del Rettor Maggiore dei salesiani – Don Ángel Fernández Artime – per la rubrica trimestrale dal titolo: “Cari Confratelli”.

Guarda il video qui sotto:

(ANS – Roma) – È disponibile in rete a partire da oggi, giovedì 28 febbraio, l’ultimo video registrato dal Rettor Maggiore per la rubrica trimestrale “Cari Confratelli”. Realizzato durante la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Panama, è un caloroso appello ai salesiani a vivere, sull’esempio di Don Bosco, nella totale dedizione ai giovani.

Parlando dalla Basilica di Don Bosco a Città di Panama, proprio davanti all’urna contenente una reliquia insigne del Santo dei Giovani, Don Ángel Fernández Artime osserva la bellezza dello spettacolo giovanile in scena in quei giorni con la GMG:

“Che opportunità meravigliosa che abbiamo! Perché i nostri giovani, pur ciascuno con le sue difficoltà, continuano ad esserci vicino, continuano ad avere bisogno di noi”.

Per questo, secondo le esigenze di ciascun ragazzo e ragazza, alle volte intervenendo come un amico, altre volte come un fratello maggiore, altre ancora come un padre, ciascun salesiano è invitato dal Successore di Don Bosco “a trasformare in realtà i sogni di Dio per i nostri giovani… a percorrere, in modo molto semplice, un cammino di santità salesiana che si realizza nel quotidiano”.

Il video “Cari Confratelli” è disponibile su ANSChannel, nelle due versioni originali in italiano e spagnolo, e sottotitolato in inglese, francese, portoghese e polacco.

Come solito, nelle prossime settimane verranno resi disponibili anche i video sottotitolati in numerose altre lingue parlate nella Congregazione.

 

Don Artime: “finito il tempo dell’indottrinamento” – #synod2018

Si pubblica l’articolo a cura del SIR – Servizio Informazione Religiosa riguardo le considerazioni del Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, a margine del Sinodo dei Giovani.

“Il Sinodo ha insegnato a guardare al mondo giovanile in modo radicalmente diverso da quello usato spesso nella Chiesa; è finito il tempo dell’indottrinamento, dell’imporre agli altri ciò che è giusto e ciò che è sbagliato’”. Lo ha detto don Angel Fernandez Artime, rettore maggiore dei Salesiani, ieri, durante l’assemblea Usg ad Ariccia. “Il Sinodo ha insegnato che i giovani non sono solo i destinatari – ha aggiunto -, ma anche i protagonisti della missione all’interno della Chiesa; ha invitato tutti, cioè, ad essere ‘giovani per i giovani e con i giovani’”. Don Artime ha evidenziato, inoltre, come “il Sinodo ha ricordato che la vita consacrata ha un valore unico, profetico, per il mondo, per la Chiesa e anche per i giovani”. “Ha invitato tutti i religiosi e religiose a fare scelte forti, chiare e decise nella difesa soprattutto dei bambini, degli adolescenti e dei giovani. Non è più tollerabile la violenza esercitate nelle forme più diverse: nell’ambito della coscienza personale, in campo economico, nella criminalità organizzata, nella tratta di esseri umani, nella schiavitù e nello sfruttamento sessuale, nell’emarginazione e nell’esclusione sociale sofferta da molti giovani a causa di aborti forzati, in tutte le varie forme di dipendenza”. Parola anche a padre Michael Brehl, superiore generale dei Redentoristi, che già prima del sinodo aveva avuto modo di incontrare poco meno di un migliaio di giovani, in varie parti del mondo. “Non sono tanto il ‘futuro’ della Chiesa, ma sono soprattutto il suo ‘presente’ e proprio per questo vogliono spazi dove prendere insieme le decisioni più importanti”.

Don Ángel Artime per le strade di San Salvario: le impressioni della gente

La Parrocchia Santi Pietro e Paolo di Torino ha realizzato un video-racconto con le impressioni di tutti coloro che si sono riversati per le strade del quartiere San Salvario e del Parco Valentino per rivolgere il proprio benvenuto e conoscere personalmente il Rettor Maggiore, Don Angel Artime. Ecco com’è andata:

Arte di Giò: meraviglia e successo di pubblico

Tre spettacoli e 2700 spettatori nell’arco di due giorni: sono questi i numeri che definiscono il grande successo dello spettacolo teatrale “L’arte di Giò”, che è stato presentato venerdì 19 e sabato 20 al Teatro Grande di Valdocco, in occasione della visita del Rettor Maggiore in Piemonte e dell’MGS Day.

Ma oltre ai numeri c’è molto di più: la meraviglia vera di questo spettacolo è il lavoro svolto per realizzarlo dai giovani di Anima MGS. Per diversi mesi, infatti, guidati da quattro professionisti, i ragazzi hanno sperimentato le proprie abilità nel ballo, nella recitazione, nella costruzione di scenografie e nella grafica. I laboratori, realizzati grazie al contributo della Fondazione Agnelli, avevano come obiettivo quello di far sperimentare ad ogni giovane le proprie abilità e capacità artistiche.

Lo spettacolo “L’arte di Giò”, ideato dalla compagnia teatrale “I Retroscena”, è una sfida alla società odierna, che divide in compartimenti stagni la vita dei giovani e che vuole farli entrare in un sistema di regole, spesso senza tenere conto del valore della singola persona. La speranza portata da don Bosco ai giovani nell’800 è ancora attuale e rivive nelle parole e nei gesti di Giò: mettersi in gioco, con il sostegno degli adulti, può ricreare quell’alleanza educativa che oggi sembra invece frantumata, per valorizzare le capacità e i talenti di ognuno. Non è un cammino facile: è lo stesso Giò a ripeterlo durante lo spettacolo, ma la certezza è che vale pena spendere la propria vita per qualcosa di bello e di grande.

Al termine dello spettacolo, il Rettor Maggiore ha voluto lasciare il pensiero della buonanotte, dicendo ai giovani:

siate protagonisti della vostra vita, grazie a voi tutto il mondo può avere un futuro: i sogni sono possibili, bisogna soltanto crederci”.