Siamo noi

  • Suor Anna Bailo

  • Caterina Accardi

  • Alessia Melano

  • Lara Mensio

  • Simona Rovere

Appunti di viaggio

  • Dove

    Benin – Cotonou

    11 agosto – 31 agosto

  • Comunità

    Comunità FMA Cotonou

  • Luoghi

    Cotonou (Foyer, Mercato di Dantokpa, Maison de l’Esperance, Maison du Soleil), Ouidah (porta degli schiavi)

  • Servizio svolto

    Laboratori manuali,

“Ritorniamo a casa arricchite da ciò che l’incontro con le persone ci ha lasciato nel cuore, scoprire e riscoprire la gioia delle piccole cose che abitano il nostro quotidiano.
La sfida ora sarà rendere il ritorno una nuova partenza.”

B E N I N 2 0 1 9

Giorno 1 – 2

12 – 13 agosto 2019

Primi incontri

Atterrare su terra africana nel mezzo della notte. Il buio e la stanchezza non ci permettono di vedere granché ma subito si percepiscono odori diversi da quelli a cui siamo abituate. Percepiamo già di essere noi i diversi, occhi che ci guardano e ci scrutano.

Siamo partite senza sapere cosa avremmo visto, con i nostri schemi e un’idea di Africa e della povertà che in realtà fin da subito ci viene stravolta, come tutte le idealizzazioni quando incontrano la realtà. La miseria di alcuni quartieri è subito di impatto e la povertà in generale la vediamo camminando per le strade, tutte di terra e sabbia. Le baracche fatte di legno e lamiera sono indistintamente case e/o negozi, per chi vive qui non c’è differenza tra il momento lavorativo della giornata e la vita personale. Si può trovare chi recupera divani usati e riusati per farne zaini e chi con una vecchia macchina da cucire crea abiti su misura e nella stessa stanza ha il letto per dormire.

Ad un primo impatto sembra di tornare indietro nel tempo, si trovano in circolazione vecchi modelli di auto e moto scartati dai paesi più ricchi.

Giorno 3

14 agosto 2019

Le bambine del Foyer

Fin da subito incontriamo le bambine e le ragazze che vivono nel Foyer, una casa predisposta all’accoglienza di Vidomegon, ragazze vittime di violenza o abuso oppure tolte dalla tratta. Qui vengono ospitate, aiutate ad essere inserite in una rete sociale attraverso scolarizzazione di base o percorsi professionali; quando possibile, ricongiunte alla famiglia. Con loro svolgiamo ogni giorno attività ricreative ed educative cercando di conoscerle e creare una relazione.

Giorno 4

15 agosto 2019

Le Marché de Dantokpa

Uscite dal nostro quartiere ci avventurano, nel vero senso della parola, nel più grande mercato dell’Africa occidentale: le Marché de Dantokpa. Per le strade c’è un caos indescrivibile, è pieno di moto guidate da tizi in giallo che scopriamo essere i nostri futuri taxisti. Entrate nel mercato il primo impatto è il disgusto: lo sporco, gli odori, il caos ci fanno sentire di essere come in un mondo parallelo. Ci avviciniamo ad un container che potrebbe avere dimensione 5×3 e subito veniamo abbracciate e travolte da ragazze che vanno dai 5 ai 16 anni, ci coinvolgono subito con giochi di mani perché capirsi è difficile siccome la maggior parte di loro parla soltanto il Fon, la lingua locale. La prima ragazza con cui proviamo a parlare è incinta, fa la prostituta e non ha casa. La sua unica famiglia è il papà da cui non vuole andare perché dice di litigarci troppo. Vive appoggiata alla baracca, di notte dorme lì.

Giorno 5

16 agosto 2019

La Maison de l’Esperance e la Maison du Soleil

Altra tappa di questi primi giorni ci introduce in 2 realtà: la Maison de l’Esperance e la Maison du Soleil.

La prima è un centro di formazione professionale che accoglie giovani provenienti da situazioni di bisogno e affrontano un percorso per apprendere un mestiere e inserirsi nel mondo del lavoro. 2 volte a settimana con questi giovani svogliamo attività culturali, di svago e divertimento.

La seconda invece è una casa che ospita ragazze madri con il loro o i loro bambini, alcune sono molto giovani, poco più che adolescenti. Qui passiamo alcune mattinate a tenere i bambini mentre le mamme riposano o vanno a studiare/lavorare. Con quelle che rimangono proviamo a iniziare un dialogo non sempre semplice.

Settimana 2

19 – 20 agosto 2019

Sapore di semplicità

Siamo alla seconda settimana. Inizia una condivisione di vita ordinaria più intensa nel quotidiano; mattina e pomeriggio sono scandite dalle diverse attività nelle diverse opere. Ci dividiamo in 2 gruppi che ruotano sempre, per permetterci di imparare a lavorare insieme per poterci conoscere e condividere di più. 

Ormai iniziamo a conoscere i luoghi e i visi, ma tutto appare ancora davvero surreale. Quel che ci colpisce è la semplicità di queste bambine che si esaltano nel colorare un banale disegno o nel fare braccialetti o semplicemente sembrano apprezzare con grande gioia il nostro STARE in mezzo a loro. Questo talvolta è anche una difficoltà per noi che pensiamo di non fare abbastanza, perché abituate ai nostri ritmi e ai nostri giochi complicati e pieni di regole. Questo ci insegna il valore delle cose semplici, piccole e spontanee, come passare una serata a cantare in cerchio, giocare a prendersi e a rotolarsi nella sabbia, mangiare gli spaghetti con le mani.

Settimana 2

21 – 23 agosto 2019

Il peso della vita

Il sentimento che si fa sempre più forte in noi è quello di sentirci costantemente così impotenti. Incapaci di cambiare le cose, di rendere giustizia a ragazze a cui è rubata l’infanzia e la giovinezza, costrette a farsi carico di responsabilità troppo grandi per la loro età, costrette a diventare forti, incattivite per riuscire a procurarsi da vivere. Questa è la povertà che ci ha stravolto, una povertà brutta che non corrisponde affatto a quella idealizzata e per la quale noi non possiamo nulla, nulla se non provare a donare loro mezz’ora di spensieratezza, colorando un disegno, prima di caricarsi in testa il peso della vita. Se pensiamo a quante possibilità abbiamo avuto noi… Preoccupate di pensare ad attività che coinvolgano ragazzi della nostra età, ci domandiamo come questi momenti di incontro e condivisione possano far crescere loro e noi stesse. Soltanto conoscendoli capiamo di trovarci con persone con la nostra stessa età anagrafica ma con un’età di vita diversa. Diversi sono anche gli obbiettivi e le aspettative, e ciò ci insegna che ogni cosa è relativa al contesto in cui si trova. 

Anche accettare che ragazze così giovani generino vita rinunciando a parte della propria è difficile. Nonostante non manchino sorrisi e momenti felici, nei loro occhi si vedono tanto dolore e rabbia e reggere questo sguardo mentre giochiamo con i loro bambini, che allontanano dopo aver allattato, ci fa riflettere sulla fortuna che abbiamo e sulla difficoltà di amare un figlio nato dal dolore.

Settimana 2

24 – 25 agosto 2019

Immersione culturale – Ouidah, Porta degli schiavi

Ouidha città del voodo, città degli schiavi. Iniziamo con la visita di una cattedrale di fronte ad un tempio voodo, chiamato “il tempio dei pitoni”. In questa giornata, grazie alla guida locale e a ciò che abbiamo visto, siamo entrate più profondamente nella cultura del luogo. La via degli schiavi inizia in una piazza, è il mercato dove venivano radunati gli schiavi per essere venduti e intraprendere il “cammino del non ritorno”. La strada, che noi abbiamo fatto in macchina, è segnata da alcuni elementi: statue e due alberi voodo, l’albero “dell’oblio” e l’albero “del ritorno”. Nella loro credenza, si girava intorno al primo albero per dimenticare il proprio passato e poter partire come schiavi, e intorno al secondo per garantire, dopo la morte, il ritorno dell’anima a casa, in Africa. Oggi ci sono dei monumenti che sono stati costruiti sopra i luoghi del dolore per non dimenticare, ma per perdonare.
La via termina con l’immagine di una porta che si apre sull’oceano, che una volta oltrepassata non lasciava più tornare indietro. Motivo per cui nello loro cultura il mare non è un logo di svago, ma un posto che spaventa.

Settimana 3

26 – 27 agosto 2019

Uno sguardo diverso

È ora di tornare a casa. Bisogna salutare le persone che abbiamo incontrato e con cui abbiamo condiviso la vita queste tre settimane. 

Abbiamo visto cose che non ci saremmo mai immaginate, abbiamo incontrato una realtà diversa dalla nostra, abbiamo scoperto una povertà che non era come ce l’aspettavamo, cruda, che porta l’uomo ad essere talvolta più animale che essere umano. Ci hanno raccontato di violenza, di mancanze, di difficoltà, ma in tutto questo non ci siamo mai sentite così ben accolte come qui, volute così bene soltanto per un semplice esserci nel momento presente per loro, per ridere, giocare, imparare. Non abbiamo mai ricevuto così tanti abbracci, così tanto affetto gratuito. 

La lingua, che a un primo impatto poteva apparire l’ostacolo più grande ci ha permesso di scoprire forme di comunicazione più semplici e profonde. 

Siamo state portate a mettere in discussione il nostro modo di pensare e di strutturare le attività.

Settimana 3

28 – 29 agosto 2019

Io sono nessuno

L’incontro con bambini e ragazzi chiede di tornare ad essere piccoli e ci offre la possibilità di smontare certi nostri schemi culturali e di lasciarci cambiare imparando a guardare qualcosa che pensavamo di conoscere con occhi nuovi. 

La lezione più dura con cui ci siamo confrontate è stata quella di riscoprirci piccole e limitate, impotenti a risolvere situazioni che ogni giorno si mostravano ai nostri occhi, risultato di decisioni politiche ed economiche su scala globale. La sfida più grande è ricordarci ogni giorno che noi possiamo fare del bene per quanto ci è possibile, ma possiamo arrivare soltanto fino ad un certo punto, oltre il quale ci viene chiesto di affidarci.

Settimana 3

30 – 31 agosto 2019

Dal tramonto all’alba

Ritorniamo a casa arricchite da ciò che l’incontro con le persone ci ha lasciato nel cuore, scoprire e riscoprire la gioia delle piccole cose che abitano il nostro quotidiano.

La sfida ora sarà rendere il ritorno una nuova partenza. Cercare di capire che cosa abbia cambiato in noi questo viaggio, come l’incontro con il povero ci abbia insegnato a dare il giusto valore alla vita, al nostro quotidiano e alle nostre relazioni.