“Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare” dice la donna vestita di luce al piccolo Giovanni Bosco nel sogno dei nove anni, di cui nel 2024 ricorrerà il bicentenario.

L’esperienza della missione cambia il significato che diamo alle parole. Essa lascia il segno, va in profondità nel cuore delle persone, tanto da arrivare a modificare il valore ed il significato di termini che prima sembravano comuni.

Campo da pallavolo

Il sogno dei 9 anni può passare da un semplice campo di pallavolo, perché durante una esperienza come quella vissuta in 3 settimane di missione, proprio su quel campo da gioco si è potuto fare conoscenza con sguardi e sorrisi differenti, passando del tempo prezioso insieme che sarà difficile dimenticare.

Murales

Il sogno di Don Bosco oggi passa attraverso un murals, che può essere anche diverso da come si era pensato di realizzare in partenza! Questo può insegnarci che la chiave della missione è proprio togliersi “dal centro”, dando spazio alle persone che incontriamo, lasciando che ci trasformino, come hanno fatto con il murals. La chiave della missione non è quanto fai ma chi incontri.

Affetto

Il sogno dei 9 anni passa attraverso l’affetto che i bambini possono donare in una esperienza di missione come quella vissuta: un affetto incondizionato e reciproco che rimane duraturo nonostante le piccole divergenze che possono nascere nella quotidianità.

Luogo della formazione

Il sogno di Don Bosco può passare attraverso lo spazio dedicato alla formazione: un luogo che può sembrare apparentemente molto semplice, ma può essere davvero il posto dove si conoscono in profondità i ragazzi, le loro storie, il loro vissuto. Un elemento emerso dal confronto è stato quello dell'”impotenza”: è importante affidare la propria storia di vita al Signore e lasciare che possa agire Lui anche nelle situazioni più difficili.

Talitakum

Il sogno di Don Bosco oggi continua passando attraverso alla frase “Talitha kum” – “Fanciulla, alzati” (Marco 5,41-42). Questo è l’invito che Gesù rivolge a ciascuno di noi, per farci alzare dalla nostra comfort-zone in modo da metterci in cammino. Questo è il grido vissuto durante l’esperienza missionaria e che i ragazzi hanno sussurrato con la loro vita.

Strada

Il sogno di Don Bosco oggi continua passando attraverso la strada. Camminare in salita non è sempre semplice, però è l’unico modo per raggiungere la Verità. Le settimane in missione hanno permesso di imparare ad abitare nelle proprie fragilità, a riuscire a stare anche nella scomodità perché questo è l’unico modo per raggiungere il cielo: bisogna dare la propria vita per gli altri, la nostra missione è consumarci per i giovani.

Teatro

Il sogno di Don Bosco passa anche attraverso al teatro della scuola, dove iniziano e si concludono le giornate scolastiche dei ragazzi tra canti, balli e dove gli animatori insieme a loro condividono un’unica gioia, nello spirito di Don Bosco. Proprio attraverso gli sguardi e i sorrisi dei ragazzi possiamo trovare noi stessi: nelle piccole cose si trova infatti lo sguardo di Dio.

Frigo

Il sogno di Don Bosco oggi può passare anche attraverso ad un semplice frigo vicino ad una finestra: il luogo dove si riuniscono i ragazzi per ricevere la merenda. Questo può far riflettere sull’attenzione ai dettagli: affinché tutto possa andare bene, occorre lavorare anche un po’ nascosti, senza farsi troppo notare, ma curando tutti gli aspetti, per la gioia dei bambini che vale più della nostra.

Campo da gioco

Il sogno di Don Bosco passa attraverso al campo da gioco: il luogo per eccellenza dove i bambini giocano e si mettono in gioco, si affezionano agli altri bambini e agli animatori, scherzano e ridono in un clima di sana allegria. Tutto questo può portarci a migliorare, a “metterci in gioco” anche noi. Lo spirito di Don Bosco può permettere di essere una “famiglia” ancora prima di conoscersi.

Camera

Il sogno di Don Bosco oggi continua passando attraverso la camera: non soltanto un luogo di riposo ma anche un posto dove si può dialogare in tranquillità, ascoltando l’altro con attenzione nelle sue esperienze di vita e di carisma salesiano. Il Signore ci chiede di camminare nella virtù dell’ascolto e della condivisione.

Refettorio

Il sogno di Don Bosco oggi continua passando attraverso il refettorio dove ci si trova insieme per condividere i pasti. Questo semplice gesto quotidiano di condivisione può permettere di sperimentare il senso di fraternità che lega ciascuno di noi. A volte bastano piccoli gesti concreti per avvicinare qualcuno e per lasciare qualcosa di importante nelle relazioni che viviamo tutti i giorni.

Chiesa

Il sogno di Don Bosco passa attraverso la chiesa, in questo caso una piccola cappella, in cui tutte le mattine e le sere ci si trova a pregare in fraternità, scegliendo di rimanere in preghiera tutti insieme nonostante la diversità linguistica che può verificarsi in terra di missione: la preghiera comune è capace di unire andando oltre a queste differenze.

Campo

Il sogno di Don Bosco oggi continua passando attraverso il campo da gioco dei bambini, dove loro stessi imparano a stare e a camminare insieme agli altri. Si può giocare e gioire insieme anche se non si parla la stessa lingua o non ci si conosce a fondo, perché il vocabolario della felicità e della fede è comprensibile a tutti. È importante a fine giornata non tanto chiedersi quante attività si è riusciti a svolgere, ma in che modo abbiamo vissuto le attività e se si sono vissute con il cuore.

Piscina

Il sogno di Don Bosco oggi continua passando attraverso un bambino che ci corre incontro dicendoci: “Ti stavo cercando da tanto tempo!”. Questo può portarci a riflettere su due domande: Io, chi cerco? Per chi sono chiamato ad essere?
L’esperienza di missione ci aiuta a capire che si può rispondere a queste domande solamente nella misura in cui ci si dona agli altri, perché la vera felicità è tale soltanto se viene condivisa.

Tavola

Il sogno di Don Bosco passa attraverso la tavola attorno alla quale ci si riuscire non soltanto per gustare un buon cibo ma anche per imparare a convivere nella quotidianità, intessendo legami e ascoltando testimonianze. Nella condivisione si può crescere nella fraternità e nell’affidamento al Signore mettendosi a servizio, provando così a dare un senso alla realtà che ci circonda.

Muro

Il sogno di Don Bosco oggi può passare attraverso un muro pieno e confuso di scritte ma che fa spazio all’immagine chiara e illuminata di Don Bosco. Tra i tanti dubbi e pensieri che posso sorgere prima della partenza, l’esperienza di missione aiuta a fare spazio a ciò che conta e si vuole essere, facendo proprio il compito affidato al Santo dei giovani: farsi umili, forti e robusti per la vita degli altri.

Cortile

Il sogno di Don Bosco oggi continua passando attraverso il cortile dove si attendono e si riuniscono i ragazzi. Il Signore parla attraverso i più piccoli, i più poveri, gli scartati. La virtù che ciascuno di noi può coltivare è data dalla capacità di saper ascoltare i bambini, sapendo farsi vicini a loro, senza giudicare.

Parco

Il sogno di Don Bosco oggi continua passando attraverso il parco dove si gioca con i bambini, sperimentando sulla propria pelle quanto è bello amare e lasciarsi amare. È questo il campo dove si può imparare ad incontrare e lasciarsi incontrare, non soltanto dai giovani che ci sono stati affidati, ma anche da Dio.

Campo da calcio

Il sogno di Don Bosco oggi continua attraverso un campo di calcio, perché anche se si presentano dei bambini che all’inizio vogliono giocare usando la violenza e il litigio, stando insieme a loro per un po’ di giorni, si può riuscire a renderli docili e felici nello stare insieme giocando in armonia.

Oratorio

Il sogno di Don Bosco oggi continua passando attraverso l’oratorio dove si ritrovano tutti i giorni i ragazzi. Durante la missione si può comprendere quanto sia importante farli sentieri amati e accolti con entusiasmo, anche solo con un semplice sorriso o un abbraccio. Nel momento in cui i ragazzi ritornano a casa, con il viso gioioso, ci permette di constatare che la gioia piena e contagiosa non può che derivare dall’incontro con il Signore.

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