Savio Club

Terza media

Le Relazioni

Aiutare i ragazzi ad accogliere la propria famiglia per quello che è, provando a vivere questi passaggi: accoglienza, perdono e gratitudine, partecipazione attiva. Aiutare i ragazzi a confrontarsi con la famiglia di Gesù e con il suo modo di vivere la figliolanza

#day1

Primo Giorno

La tua famiglia

La famiglia perfetta non esiste! Ogni famiglia ha la sua storia, è il luogo in cui si cresce, in cui ci si sente protetti, ma in cui si vivono anche delle fatiche e sofferenze. E’ importante metterci il proprio contributo per aiutare a costruire un clima che permetta a tutti di sentirsi a “casa”.

Traccia per la riflessione

  1. Descrivi la tua famiglia e associa per ciascun componente tre caratteristiche.
  2. In quali momenti della giornata ti sembra più faticoso stare in famiglia?
  3. Come reagisci tu dopo un litigio?
  4. Come puoi trasformare i momenti difficili in momenti di serenità? (Es. concreti spreparo la tavola, tengo in ordine la camera, non tengo il muso, non mi chiudo sul telefono)
  5. Quali sono i momenti in cui mi sento più sereno con la mia famiglia?

#day2

Secondo Giorno

La famiglia di don Bosco

Il video presenta il dialogo tra don Bosco e un ragazzo difficile. Nella relazione si coglie come don Bosco abbia riletto la sua esperienza famigliare e ne abbia fatto tesoro per il bene dei giovani.

Ci ricordiamo che don Bosco rimase orfano di padre a 2 anni; in casa c’erano mamma Margherita, Giovanni e i suoi due fratelli Antonio (figlio del primo matrimonio del padre) e Francesco. Inoltre viveva con loro nella piccola casa la nonna paterna, semiparalizzata, di cui mamma Margherita si occupò con sacrificio e dedizione.

Negli anni della sua fanciullezza, Giovanni visse in conflitto aperto con il fratello Antonio. Per il bene della famiglia venne mandato come mezzadro nella cascina di alcuni conoscenti e quindi allontanato dalle sue relazioni più importanti.

I primi anni di vita di Giovanni sono infine segnati da una grande carestia nelle campagne piemontesi (lunga siccità e limitatissimi raccolti) e da conseguenti notevoli difficoltà economiche.

#day3

Terzo Giorno

Famiglia reale

La testimonianza di una famiglia “reale”: Laura e Fabrizio (genitori), Giulia e Gabriele (figli).

In coda, un video con una breve riflessione e un invito a ringraziare per il dono della propria famiglia

#day4

Quarto Giorno

La Sacra famiglia

Quanto da 1 a 10 riesco a mettere in pratica le tre parole (GRAZIE, SCUSA E PERDONO) di Papa Francesco?

Da oggi provo a impegnarmi a vivere queste tre parole.

Materiale aggiuntivo

da utilizzare dopo le giornate dei Savio Club

Attività 1

  1. Domanda: pensando al rapporto con la mia famiglia penso/scrivo almeno tre ricordi belli che ho.
  2. Tecnica del “se fosse…” (vedi allegato 1) : i ragazzi compilano questa scheda chiedendosi: Se mio papa fosse un animale, oppure un film….quale animale e film sarebbe? Cosi per tutti i soggetti.
  3. Condivisione in gruppi. Ogni ragazzo condivide un solo se “fosse” per categoria di persone (es. film per la mamma, sport per il papà, animale per il fratello…..)

Attività 2

Video intervista a mamma Margherita.

  1. Come si svolge la tua giornata
  2. Da quanto tempo sei qui? Perché? (chi te l’ha fatto fare?)
  3. Qual è la cosa più bella che vedi in don Bosco?
  4. In che cosa dovrebbe migliorare don Bosco?

Traccia per la condivisione in classe:

  1. Dall’intervista fatta, che cosa hai scoperto di nuovo e che cosa ti ha sorpreso?
  2. Per cosa ringrazi?

Attività 3

Prima parte dell’attività:

  • recupera gli oggetti per formare kit del buon figlio! (guarda bene il video per scoprire cosa dovrai recuperare).

Seconda parte dell’attività: la spiegazione degli oggetti.

  • spazzolino (simboleggia un microfono): un buon figlio COMUNICA, racconta che cosa ha vissuto, sa chiedere aiuto e si fa aiutare, capisce i bisogni degli altri e fa il primo passo;
  • pigiama: un buon figlio SI FA IL LETTO quindi impara ad essere responsabile delle sue cose, non usa la mamma come “Schiavetta” ma collabora attivamente;
  • pantofola (oggetto che attesti l’esistenza di un altro individuo in casa): un buon figlio SI ACCORGE DI NON VIVERE DA SOLO ma è consapevole di vivere delle relazioni che bisogna curare. Prova a ragionare sul Noi e non solo sull’Io;
  • libro con titolo che inizia con “b”: un buon figlio FA BENE IL SUO DOVERE, si impegna nel suo dovere quotidiano: lo studio….
  • selfie allo specchio: un buon figlio NON SI CHIUDE, quindi non compare solo ai pasti e non usa la sua stanza come il suo piccolo ma inaccessibile mondo
  • foto da piccolo con parente: un buon figlio SI RICORDA DI ESSERE FIGLIO, quindi dipende dai suoi genitori, li rispetta per quello che fanno per lui e per la famiglia, li ringrazia e si preoccupa per loro.

Domanda: su quale punto devi camminare/migliorare per aiutare la tua famiglia a vivere bene?

Attività 4

I ragazzi, a gruppetti di tre, provano a:

  • condividere tra di loro due consigli: uno rivolto ai genitori, e uno rivolto ai figli;
  • a partire dalle condivisioni, creano due ashtag (uno per i genitori, l’altro per i figli) che riassumano i vari consigli e li inviano sulla piattaforma Mentimeter, oppure si scrivono su fogli A4 e vengono mostrati dalla telecamera
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