«Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine».

Gv 13,1-20

«Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato».

Dal libro del profeta Isaia (53)

Frase

3

Il centro dell’anno Liturgico

Un percorso di approfondimento del Triduo Santo grazie alle  parole di don Cristian Besso, già rettore della Basilica Maria Ausiliatrice e docente della facoltà teologica salesiana di Torino.

Tutta la Chiesa quando celebra è come se guardasse a questi tre giorni: nella liturgia noi andiamo a toccare questi spazi, questi tempi, queste atmosfere, che sono state quelle di Gesù di Nazaret nei giorni del suo dono di se.

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Il giovedì Santo

Messa «in Cena Domini»

O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la santa Cena nella quale il tuo unico Figlio, prima di consegnarsi alla morte, affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio, convito nuziale del suo amore, fa’ che dalla partecipazione a così grande mistero attingiamo pienezza di carità e di vita.

La lavanda dei piedi

Gesù lava i piedi ai suoi: è un gesto di amore

E’ significativo il fatto che Giovanni, nel riferire le ultime ore di Gesù con i suoi discepoli e nel raccogliere nei «discorsi dell’ultima cena» i temi fondamentali del suo vangelo, non riferisca i gesti rituali sui pane e sul vino come gli altri evangelisti: eppure era questo un dato antichissimo della tradizione, riportato in una forma ben definita dal primo documento che ne parla, la lettera di Paolo ai Corinzi (prima lettura).

Giovanni richiama l’attenzione sul gesto di Gesù che lava i piedi ai suoi e lascia, come suo testamento di parola e di esempio, di fare altrettanto tra i fratelli. Non comanda di ripetere un rito, ma di fare come lui, cioè di rifare in ogni tempo e in ogni comunità gesti di servizio vicendevole — non standardizzati, ma sgorgati dall’inventiva di chi ama — attraverso i quali sia reso presente l’amore di Cristo per i suoi («li amò sino alla fine»). Ogni gesto di amore diventa così «sacramento», cioè visibilizzazione, incarnazione, linguaggio simbolico dell’unica realtà: l’amore del Padre in Cristo, l’amore in Cristo dei credenti.

Viverlo in Famiglia

  • Adibendo un luogo nelle proprie abitazioni o camere, in cui c’è un segno bello, perché vero, del nostro essere cristiani.
  • Tenendo aperto in quel luogo, magari sotto la Croce, la Sacra Scrittura al capitolo 13 di Giovanni, la Lavanda dei piedi, e iniziare e concludere la giornata leggendo con calma questi 17 versetti.

Il venerdì Santo

Oggi la comunità cristiana non celebra l’Eucaristia perché il clima di festa non si addice all’evento che riempie il suo ricordo e motiva il suo digiuno (cf Mc 2,19-20): la morte del suo Signore e Sposo. L’azione liturgica è dominata dalla croce; manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia, la croce lascia spazio solo al silenzio e alla contemplazione.

O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore ci hai liberati dalla morte, eredità dell’antico peccato trasmessa a tutto il genere umano, rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio; e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita, l’immagine dell’uomo terreno, così per l’azione del tuo Spirito, fa’ che portiamo l’immagine dell’uomo celeste.

La forza del sangue di Cristo

Dalle « Catechesi » di san Giovanni Crisostomo

Se vuoi comprendere ancor più profondamente la forza di questo sangue, considera da dove cominciò a scorrere e da quale sorgente scaturì. Fu versato sulla croce e sgorgò dal costato del Signore. A Gesù morto e ancora appeso alla croce, racconta il vangelo, s’avvicinò un soldato che gli aprì con un colpo di lancia il costato: ne uscì acqua e sangue.
L’una simbolo del battesimo, l’altro dell’eucaristia. Il soldato aprì il costato: dischiuse il tempio sacro, dove ho scoperto un tesoro e dove ho la gioia di trovare splendide ricchezze.
«E uscì dal fianco sangue ed acqua» (cfr. Gv19,34). Carissimo, non passare troppo facilmente sopra a questo mistero. Ho ancora un altro significato mistico da spiegarti. Ho detto che quell’acqua e quel sangue sono simbolo del battesimo e dell’eucaristia. Ora la Chiesa è nata da questi due sacramenti, da questo bagno di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito santo per mezzo del battesimo e dell’Eucaristia. E i simboli del battesimo e dell’Eucaristia sono usciti dal costato. Quindi è dal suo costato che Cristo ha formato la Chiesa, come dal costato di Adamo fu formata Eva.

Vedete in che modo Cristo unì a sé la sua Sposa, vedete con quale cibo ci nutre. Per il suo sangue nasciamo, con il suo sangue alimentiamo la nostra vita. Come la donna nutre il figlio col proprio latte, così il Cristo nutre costantemente col suo sangue coloro che ha rigenerato.

Viverlo in Famiglia

  • Riscoprendo il crocifisso di Famiglia e dandogli il giusto risalto. Dov’è il crocifisso di famiglia?
  • Offrendo un momento di Adorazione alla croce e, magari, terminandola con un bacio a fine giornata. L’adorazione della croce ha la stessa intensità dello stare presso il tabernacolo – San Carlo Borromeo.

Il sabato Santo

Il Sabato santo, «la Chiesa sosta presso il sepolcro del Signore meditando la sua passione e morte, astenendosi dal celebrare il sacrificio della Messa (la mensa resta senza tovaglia e ornamenti) fino alla solenne Veglia o attesa notturna della risurrezione»

Il silenzio, la preghiera e l’attesa

Un giorno, dunque, di sosta silenziosa e orante nella memoria della sepoltura del Signore. Mentre la celebrazione eucaristica viene sospesa in attesa di gustarla nuovamente nella notte pasquale non cessa la laus perennis attraverso la liturgia delle Ore che, con antifone, inni, salmi e letture, contribuisce a definire i contorni di questo giorno. È il giorno del grande silenzio.

Le parole cedono il posto allo stupore della contemplazione perché Cristo si è fatto solidale con la storia umana di tutti i tempi e porta la salvezza a tutti coloro che lo hanno atteso e hanno preparato il suo avvento.

Viverlo in Famiglia

  • Tenendo chiuso il Vangelo e ponendoci sopra la Croce.
  • Mettendosi in attesa di aprire nuovamente il Vangelo e di riappendere la Croce, riprendendo la vita cristiana attraversata dalla bellezza della Resurrezione.