Lettera n.5 dell’Ispettore don Giorgio Degiorgi
Si riporta di seguito la quinta lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Giorgio Degiorgi.
Assisi, 4 Novembre 2026
Memoria di San Carlo Borromeo
Nomi scritti nel Cielo
Cari confratelli,
cari laici corresponsabili,
il mese di novembre si è aperto ponendo davanti ai nostri occhi il volto luminoso del Cielo: la solennità di tutti i Santi e la memoria dei fedeli defunti ci invitano a sostare e a riorientare la nostra vita verso la meta ultima.
- «CARI SALESIANI, SIATE SANTI!»
La santità è la vocazione di tutti, la misura ordinaria della vita cristiana alla quale nessuno può sentirsi estraneo. Come ci ricorda l’esortazione apostolica Gaudete et exultate, il Signore chiama ciascuno di noi a scoprire i «santi della porta accanto», quella «classe media della santità» fatta di pazienza, di piccoli gesti quotidiani e di amore fedele.
Una delle più belle lettere di don Pascual Chávez, che consegnò a tutta la Congregazione, aveva questo titolo: «Cari Salesiani, siate santi!». Un appello che più che un augurio è l’indicazione della prima e fondamentale priorità pastorale. Don Chávez ci ricordava con chiarezza che il dono più grande che possiamo fare ai giovani non sono le belle strutture, la nostra organizzazione e i nostri progetti, ma la qualità della nostra vita interiore, la radicalità della nostra consacrazione e l’autenticità del nostro essere testimoni del Risorto.
I giovani, spesso disorientati o in cerca di senso, non chiedono efficienza, cercano uomini “di Dio”, capaci di trasmettere la gioia e la bellezza dell’Incontro. In questo senso, Gaudete et exultate ci esorta a «non aver paura di puntare in alto», permettendo allo Spirito di plasmare in noi quelle Beatitudini che costituiscono la vera e propria carta d’identità del discepolo.
Questa visione della santità come meta accessibile e quotidiana è l’intuizione profonda di don Bosco. Per il nostro Fondatore, la santità non era un traguardo eccezionale riservato a pochi, ma la trama semplice della vita quotidiana: compiere bene i propri doveri, vivere in grazia di Dio, stare allegri e donarsi senza riserve agli altri. A Valdocco la santità si respirava nei cortili, nelle aule, nei laboratori e nella preghiera comune. Don Bosco ha dimostrato che si può diventare santi insieme, come famiglia, trasformando il lavoro e le relazioni in un continuo atto di amore.
Durante l’incontro dei giovani francesi con Leone XIV allo stadio, davanti agli occhi di migliaia di ragazzi sfilavano e venivano evocati i volti e le figure dei grandi santi della Francia: da Martino di Tours a Giovanna d’Arco, da Vincenzo de’ Paoli fino a
Teresina di Lisieux e al Curato d’Ars. Vedendo passare idealmente questa grande «nube di testimoni», papa Leone ha ricordato ai giovani che la santità non appartiene a un museo di ricordi, ma è una fiamma viva consegnata nelle loro mani. Al passaggio dei santi della loro terra, il Papa ha invitato i ragazzi a non rimanere spettatori sugli spalti della vita, ma a diventare essi stessi i santi di oggi, capaci di scrivere con il proprio entusiasmo la storia presente della Chiesa.
- APPASSIONATI DI DIO
Il 20 novembre apriremo il 12° Capitolo Ispettoriale, nel quale siamo chiamati a verificare l’attuazione del 29° Capitolo Generale: «Appassionati per Gesù Cristo, dedicati ai giovani» e a compiere delle scelte importanti per la nostra Ispettoria.
Le decisioni pastorali, i processi di riorganizzazione e la revisione della nostra vita comunitaria emersi dal CI12 trarranno forza e fecondità solo da un cuore appassionato del Signore. Senza la ricerca sincera della santità, che significa prima di tutto conversione di persone e ambienti, ogni rinnovamento strutturale corre il rischio di rimanere sterile; con essa, invece, la dedizione ai giovani diventa testimonianza profetica.
In questo mese di novembre, mentre ricordiamo anche i tanti confratelli che ci hanno preceduto e che hanno consumato la loro vita nelle nostre case, lasciamoci interrogare da questo ideale e dagli impegni capitolari che ci attendono.
Ci accompagni oggi il ricordo e l’esempio di San Carlo Borromeo, figura gigante della riforma cattolica e della carità pastorale. San Carlo è stato anche per Don Bosco un modello luminoso di zelo per le anime, di disciplina interiore e di totale dedizione al popolo di Dio. Alla sua intercessione affidiamo il nostro cammino e l’attuazione degli orientamenti capitolari, chiedendo il dono di un cuore pastorale grande e generoso, capace di consumarsi per il bene dei giovani e della Chiesa
In Don Bosco, con affetto fraterno,
Don Giorgio Degiorgi
Ispettore





