Lettera dell’Ispettore – Giugno 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di giugno 2026.

Torino-Valdocco, 28 giugno 2026

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Mentre le nostre case e attività continuano a essere affollate di ragazzi (Estate Ragazzi, esami, campiscuola e quant’altro), prosegue anche il rinnovamento della composizione delle comunità religiose ed educativo-pastorali per il prossimo anno.

I processi di cambiamento sono delicati: cambiare comunità, città, tipologia di servizio educativo-pastorale, è comunque e sempre un piccolo o grande passaggio esodale; si lascia qualcuno e qualcosa a cui si è affezionati, abituati, su cui ci si è modellati; per andare verso un nuovo orizzonte almeno in parte ignoto. La tentazione di voler rimanere su un terreno conosciuto, il timore di perdere le proprie sicurezze, o di non riuscire ad affrontare le nuove sfide, è sempre possibile e in agguato; come è altrettanto possibile – e presente in tanti – il desiderio di rinnovarsi, di ricevere una nuova opportunità, di riformularsi in base a una nuova comunità e missione, di lasciarsi plasmare dallo Spirito che invia e chiede di fidarsi e camminare da pellegrini, indicando una nuova terra, nuovi compagni di viaggio e nuovi destinatari.

Se sono delicati i processi legati alle obbedienze, sono ancor più delicati i processi che stanno attraversando le opere di Cumiana e di Vercelli, dove – come già vi scrivevo in maggio – a partire da settembre verrà sospesa la comunità salesiana. Tutti i confratelli e diversi laici sono coinvolti direttamente in questo passaggio di consegne: vorrei però ringraziare in modo particolare per il loro servizio i direttori salesiani di Cumiana e Vercelli, don Pietro Migliasso e don Claudio Giovannini; e contestualmente desidero augurare buon lavoro al Prof. Mauro Pace, per tanti anni docente e preside a Valsalice, a cui è stata affidata la futura direzione dell’opera di Cumiana: grazie per aver accolto questa nuova sfida. Per l’opera di Vercelli al momento abbiamo nominato il nuovo direttore del CFP nella persona del Prof. Roberto Battistella, attualmente direttore del CFP di Vigliano Biellese; non abbiamo però ritenuto al momento opportuno nominare un “direttore di Opera”, analogamente a quanto avviene negli altri nostri CFP di Saluzzo, Savigliano e Serravalle, dove non è presente una comunità salesiana.

Aggiungo ai ringraziamenti anche quello per don Enrico Bergadano: nella lettera in cui indicavo le nuove nomine avevo commesso una dimenticanza e non lo avevo citato tra i direttori che concludono il loro mandato; ma don Enrico per sei anni ha servito i confratelli ammalati di Casa Beltrami con un lavoro infaticabile. Per questo non posso che ringraziarlo di cuore.

Un altro doveroso ringraziamento è il seguente: tra i compiti di animazione che a breve vedranno un avvicendamento, c’è anche quello dell’Animatore Missionario; ringrazio perciò sentitamente don Marco Cazzato, che termina il suo servizio, svolto in questi anni con grande passione e competenza; e ringrazio allo stesso modo don Riccardo Frigerio, che volentieri assume questo nuovo compito.

Passiamo dai ringraziamenti alle richieste di preghiera.

La prima richiesta riguarda naturalmente la preghiera per il carissimo don Giorgio Degiorgi, che nella mattina del 18 luglio, durante l’Eucaristia celebrata nella basilica di S. Maria Ausiliatrice e presieduta dal nostro Regionale don Juan Carlos Perez Godoy, inizierà il suo mandato di Ispettore ICP. Saremo presenti tutti dalle nostre comunità religiose e CEP per ringraziarlo della sua disponibilità e per affidare al Signore lui e l’Ispettoria, in questo nuovo tratto del suo cammino.

Una seconda richiesta di preghiera, di tutt’altro tipo, riguarda un evento doloroso: siamo invitati ad unirci al cordoglio della comunità salesiana di Schio e della Ispettoria del Nord Est per la morte (e immediata nascita al Cielo, speriamo con tutto il cuore) di don Francesco Andreoli – incaricato dell’Oratorio di Schio – e di Alberto Fioretto – giovane animatore sedicenne – coinvolti in un incidente stradale giovedì scorso, durante una gita della Estate Ragazzi. Preghiamo perché il dolore dei loro cari, dei confratelli, dei giovani, possa essere foriero di consolazione e fecondo di nuove vocazioni al dono di sé.

Vi segnalo infine una nuova emergenza, che richiede la nostra preghiera e solidarietà: sapete bene che il Venezuela nei giorni scorsi è stato scosso da un terribile terremoto: tanti sono i morti e tante le necessità di aiuto. Al momento non risultano vittime nelle nostre case, ma ci sono ingenti danni alle strutture e c’è bisogno di aiutare la popolazione provata dalla catastrofe subita. La nostra Procura missionaria – Missioni Don Bosco – si è subito attivata; e potete trovare nel link posto qui sotto alcune informazioni sulla situazione e un modo concreto e immediato per poter inviare aiuti. Vi ringrazio in anticipo per la vostra generosità.

www.missionidonbosco.org/progetti/emergenza-terremoto-in-venezuela

 

Maria Consolata, Consolatrice e Ausiliatrice possa assistere e confortare quanti in questo momento sono nella prova. A noi l’invito sollecito a dare una mano per quello che è nelle nostre possibilità.

 Con grande affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Lettera dell’Ispettore – Aprile 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di maggio 2026.

Valdocco, 31 maggio 2026
Solennità della SS. Trinità

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Siamo alla fine del mese di maggio, durante il quale abbiamo vissuto tanti appuntamenti  importanti, culminati nella solennità di S. Maria Ausiliatrice, quest’anno “abbracciata” dalla solennità  di Pentecoste.  

Mentre chiudiamo il mese con la solennità della SS. Trinità, siamo concentrati sul termine dell’anno  scolastico e formativo, dell’anno catechistico e parrocchiale; pronti per iniziare scrutini, esami, prove di  qualifica… e attività estive: Estate Ragazzi, campiscuola ispettoriali e locali; e chi più ne ha più ne metta. 

In questo periodo certamente si concentrano momenti di verifica dell’anno trascorso e di  progettazione di quello che inizierà a settembre. Anche a livello ispettoriale avviene questo. Ogni  anno comunità, opere, e l’intera ispettoria (anche la stessa Italia salesiana), si ridisegnano, si riprogettano  in modo nuovo; tengono conto di decisioni che, prese a diversi livelli, vanno a trasformare il volto di  opere e istituzioni. 

Per quanto riguarda l’ispettoria il 2026-2027 sarà caratterizzato da alcuni cambiamenti di notevole  importanza. La nostra presenza salesiana di Vercelli vedrà il ritiro della comunità salesiana e la  riconsegna alla Arcidiocesi delle 3 parrocchie e dell’oratorio. Il CFP invece continuerà il suo percorso salesiano, rimanendo come presidio carismatico su questo territorio. Anche la nostra opera di Cumiana vedrà una trasformazione notevole: dal 1° settembre 2026 continuerà a offrire il proprio servizio  educativo, culturale e pastorale, ma verrà affidata a una gestione laicale. 

Sappiamo che queste decisioni – dettate dalla necessità di ridurre il numero di comunità religiose,  perché diminuisce il numero dei confratelli; ma anche dalla consapevolezza che tanti laici corresponsabili  sono maturi, capaci e disponibili a continuare la missione salesiana – non sono mai facili; e, anche se  siamo convinti che si tratta di decisioni necessarie, portano spesso sofferenza e disorientamento. Sento perciò il bisogno di ringraziare di cuore i confratelli di Vercelli e di Cumiana, sia per il servizio educativo-pastorale appassionato, competente e generoso che hanno svolto finora, sia per l’equilibrio, l’intelligenza e la delicatezza con cui stanno affrontando questi particolari momenti di transizione. Ringrazio di cuore anche i laici che si stanno assumendo la responsabilità di continuare la missione salesiana, sia a Vercelli che a Cumiana. Il Signore possa rendere merito agli uni e agli altri. Contestualmente ricordo che abbiamo accolto dall’Arcidiocesi di Torino la proposta di guidare l’unificazione delle parrocchie di Cascine Vica, (ad experimentum, per tre anni). Si tratta di una sfida  che richiede e richiederà preghiera, capacità di ascolto, di comunione e di costruzione di una unica  comunità educativo-pastorale in questo territorio.

Affidiamo a Maria, Madre della Chiesa e Ausiliatrice dei Cristiani, sia le presenze di Vercelli e  Cumiana, sia la presenza di Rivoli-Cascine Vica, nella certezza che ci aiuterà a rendere un servizio  pastorale e carismatico adatto alle necessità del popolo di Dio e in particolare dei giovani. A Lei affidiamo  dunque la vita dei ragazzi, quella di ogni confratello e dei tanti collaboratori e corresponsabili della  missione; quella delle famiglie e di tutte le persone che entrano nelle nostre opere. A Lei chiediamo che  ci aiuti a renderci disponibili al soffio dello Spirito; che ci insegni a disporre il cuore perché esso si lasci  abitare, plasmare e ritmare dal Respiro di Dio: il cuore nostro e “quello” delle nostre comunità religiose,  delle nostre famiglie, delle nostre CEP, dell’intera ispettoria.  

Prima di salutarvi vi ricordo le imminenti Ordinazioni Diaconali del 13 giugno, alle 15.00, nella  Basilica di Maria Ausiliatrice. Preghiamo il Signore per i futuri diaconi, e in particolare per i nostri Tomas  Kivita e Alessio Moretto

Buon mese entrante! 

 Con grande affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

5×1000 ai Salesiani: non è solo una firma. È un tratto di strada percorso insieme.

C’è un gesto semplice, quasi quotidiano, che però può cambiare il cammino di molti. Una firma. Un tratto di penna che dura un secondo, ma che racconta molto di più: racconta fiducia, responsabilità, desiderio di futuro.

Per i Salesiani di Don Bosco, camminare accanto ai giovani non è uno slogan. È un modo di vivere. È scegliere di esserci soprattutto quando un ragazzo ha bisogno di ascolto, quando una famiglia cerca un appoggio, quando un’adolescente non sa più in quale direzione andare. È in quei momenti che la presenza educativa diventa decisiva.

Il valore di un gesto che sostiene percorsi reali

Destinare il proprio 5×1000 all’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio (AGS per il Territorio), significa entrare concretamente in questa storia di accompagnamento. Significa sostenere progetti educativi e sociali che ogni giorno aiutano bambini, adolescenti e famiglie a ritrovare fiducia, a rialzarsi dopo una caduta, a scoprire talenti che non sapevano di avere.

Nei nostri oratori, nei centri di formazione professionale, nei doposcuola, negli spazi di ascolto e nei progetti di strada, una firma può trasformarsi in:

  • accoglienza per chi vive momenti di fragilità
  • scuola per chi ha bisogno di un metodo, di un sostegno, di una seconda possibilità
  • oratorio per chi cerca un luogo sicuro dove crescere e fare esperienza di comunità
  • lavoro per chi sogna un futuro possibile e ha bisogno di qualcuno che creda in lui

Ogni giorno, grazie al contributo di tanti, questi luoghi diventano casa, rete, opportunità. Per questo diciamo che non è solo una firma: è un tratto di strada percorso insieme. È un modo concreto per dire “ci sono”, per sostenere chi educa, chi accoglie, chi costruisce comunità.

Come destinare il tuo 5×1000

Nella dichiarazione dei redditi, nella sezione dedicata al 5×1000, basta inserire il codice fiscale di AGS per il Territorio ETS:

  • C.F. 97585800010

Un gesto semplice, che diventa possibilità. Grazie per scegliere di camminare con noi.

Festa di Maria Ausiliatrice 2026: Valdocco abbraccia la sua gente

Il cuore della casa di Don Bosco ha battuto ancora una volta all’unisono con quello di migliaia di persone. La Festa di Maria Ausiliatrice, appuntamento centrale per la Famiglia Salesiana e per la città di Torino, ha trasformato nella giornata del 24 maggio 2026 le vie del quartiere in un grande pellegrinaggio di fede, gratitudine e affidamento.

Fin dalle prime ore della giornata, la Basilica si è riempita di volti, passi, preghiere. Famiglie, giovani, anziani, gruppi provenienti da tutta Italia e dall’estero: una moltitudine che, come ogni anno, si ritrova attorno a Maria per dire grazie, chiedere forza, rinnovare una promessa.

Il momento centrale della mattinata è stata la Solenne Messa delle ore 11.00, presieduta da S. Em. Card. Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, accompagnata dalla Corale della Basilica.

Alle 18.30, la Basilica ha accolto invece la Messa dei giovani del Movimento Giovanile Salesiano, presieduta dal Rettor Maggiore don Fabio Attard e animata dal coro dell’Oratorio di Vigliano Biellese. Un momento vibrante, carico dell’entusiasmo tipico dei giovani che seguono Don Bosco: canti, preghiera, testimonianze e un clima di gioia contagiosa che ha preparato il cuore alla grande processione serale.

La Processione dell’Ausiliatrice: un popolo in cammino

Il momento più atteso è stato, come sempre, la grande processione con il Carro dell’Ausiliatrice. Accolto da una folla immensa e con la presenza del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo e delle Autorità, il Carro ha attraversato le vie di Valdocco illuminando il quartiere con la sua presenza maestosa e familiare. Le strade illuminate, i canti, gli sguardi rivolti a Maria: tutto parlava di una devozione che attraversa le generazioni e continua a rinnovarsi.

A conclusione della serata, il cielo sopra Valdocco si è acceso con uno spettacolo di fuochi d’artificio che ha illuminato la Basilica e il quartiere.

Una festa che unisce e rinnova

Anche quest’anno, Valdocco ha mostrato il suo volto più autentico: un luogo dove la fede diventa incontro, dove la tradizione si intreccia con la vita quotidiana, dove ogni persona trova spazio per il proprio grazie.

Lettera dell’Ispettore – Aprile 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di aprile 2026.

Valdocco, 30 aprile 2026
Memoria di San Giuseppe Benedetto Cottolengo

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Superata da poco la domenica del Buon Pastore, ci accingiamo a entrare nel mese di maggio. Poiché  quest’anno lo stiamo dedicando in modo particolare al consolidamento della animazione vocazionale locale, è bello  e opportuno ricordare – essendo da poco trascorsa la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni,  coincidente appunto con la IV domenica di Pasqua – che la promozione di tutte le vocazioni, e in  particolare delle vocazioni “apostoliche”, richiede alcune attenzioni fondamentali: richiede 

riflessione e progettazione da parte di ogni comunità educativo-pastorale (lavorando sulla dimensione  vocazionale del PEPS); richiede l’elaborazione e la realizzazione di itinerari di educazione alla fede che  conducano alla maturazione di atteggiamenti che favoriscono nei giovani il dialogo con Dio e specialmente  l’ascolto di Dio (nella Sua Parola, nella storia, nei piccoli e nei poveri, nei doni ricevuti…); richiede  l’accompagnamento personale, oltre che di ambiente e di gruppo, per aiutare il discernimento su se stessi;  e richiede – naturalmente – la preghiera: La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della  messe perché mandi operai per la sua messe (Lc 10,2). 

La Visita straordinaria che abbiamo vissuto a fine 2024 ci ha ricordato che la “sfida vocazionale” è  per noi una grande priorità. È fondamentale rinsaldare la nostra personale vocazione; ma è altrettanto  fondamentale ravvivare i nostri sforzi per donare a ogni giovane, a ogni persona, la consapevolezza che  ciascuno custodisce in sé un sogno di Dio unico e originale, una chiamata, una missione, il mandato  di realizzare con la propria vita un capolavoro di grazia.  

Lo avevano capito bene 150 anni fa quei salesiani che si sono sentiti chiamati a partire per una grande  avventura nella Prima Spedizione Missionaria, e che abbiamo commemorato insieme il 25 aprile scorso – ricordando il Cardinal Cagliero – , durante la Festa ispettoriale vissuta a Ivrea, festa preparata con grande  cura dalla Comunità Educativo Pastorale locale. 

E lo capiamo bene anche noi; ma, in una cultura spesso non favorevole o comunque indifferente al  Vangelo, oggi sappiamo che c’è bisogno di esplicitare maggiormente, in modo più chiaro e più  “caldo”, questo aspetto del tesoro contenuto nel messaggio evangelico. 

Le Costituzioni Salesiane ci indicano nell’articolo 11 che nella lettura del Vangelo siamo più sensibili a certi  lineamenti della figura del Signore; e il primo di questi lineamenti è la gratitudine al Padre per il dono della  vocazione divina a tutti gli uomini

L’articolo 37, intitolato Orientamento alle scelte vocazionali, ci ricorda in che modo siamo chiamati a tradurre  in azione pastorale per tutti “la gratitudine al Padre per il dono della vocazione divina”: Educhiamo i giovani a sviluppare la loro vocazione umana e battesimale con una vita quotidiana  progressivamente ispirata e unificata dal Vangelo. 

Il clima di famiglia, di accoglienza e di fede, creato dalla testimonianza di una comunità che si dona con  gioia, è l’ambiente più efficace per la scoperta e l’orientamento delle vocazioni. 

Quest’opera di collaborazione al disegno di Dio, coronamento di tutta la nostra azione educativa  pastorale, è sostenuta dalla preghiera e dal contatto personale, soprattutto nella direzione  spirituale.

E l’articolo 28 infine, intitolato I giovani chiamati per un servizio nella Chiesa, ci richiama alla cura un po’ più  attenta – tra tutte le vocazioni – di alcune, quelle definite “apostoliche”

Rispondendo alle necessità del suo popolo, il Signore chiama continuamente e con varietà di doni a seguirlo per il  servizio del Regno. 

Siamo convinti che tra i giovani molti sono ricchi di risorse spirituali e presentano germi di vocazione apostolica. Li aiutiamo a scoprire, ad accogliere e a maturare il dono della vocazione laicale, consacrata,  sacerdotale, a beneficio di tutta la Chiesa e della Famiglia salesiana

Con pari diligenza curiamo le vocazioni adulte. 

Carissimi/e, questi articoli non hanno bisogno di grandi spiegazioni. La nostra missione, in ordine alla  dimensione vocazionale, è molto chiara. A noi mettere in atto tutte quelle iniziative, a cominciare  dalla fedeltà alla propria vocazione (consacrata, sacerdotale, laicale), che possano mettere i  giovani (e anche gli adulti) in condizione di scoprire, accogliere e maturare il dono della vocazione  divina.  

Mentre oggi rendiamo grazie al Signore per tutti i confratelli di cui abbiamo festeggiato date giubilari nella  recente festa ispettoriale, rendiamo contemporaneamente grazie per quanti tra i laici corresponsabili dei  nostri ambienti quest’anno festeggiano date giubilari del proprio matrimonio. E mentre preghiamo per chi  si prepara ad unirsi nel vincolo matrimoniale, preghiamo per quei giovani confratelli che si avvicinano a  tappe più o meno decisive della loro vita: il chierico Antonio Squillace, che domenica 3 maggio a Roma  riceverà il ministero dell’Accolitato; don Giorgio Ramundo, che sabato 16 maggio riceverà, nella basilica  di S. Maria Ausiliatrice, l’ordinazione sacerdotale per l’imposizione della mani e la preghiera consacratoria di Mons. Alessandro Giraudo; i chierici Alessio Moretto e Tomas Kivita che sabato 13 giugno, sempre a  Maria Ausiliatrice, riceveranno il diaconato insieme con i loro compagni della Crocetta. Partecipiamo  volentieri a questi eventi con la preghiera, con l’affetto e anche con la presenza! 

Accompagniamo nello stesso tempo, con grande affetto e con la nostra preghiera, il giovane Riccardo  Naviglio, che, dopo un discernimento serio e attento, in accordo con il Maestro, ha lasciato il Noviziato di  Colle Don Bosco per continuare il suo cammino di sequela del Signore. Lo affidiamo – e ci affidiamo  anche noi -, sul limitare del mese di maggio, all’intercessione materna di Maria Ausiliatrice. 

 Con grande affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

MGS Day 2026: a Valdocco una giornata per scoprire che davvero “Tutto è possibile”

Il 19 aprile 2026 Valdocco, nel cuore dell’oratorio salesiano, ha accolto con entusiasmo più di 400 ragazzi per l’appuntamento ispettoriale dell’MGS Day, una giornata intensa di incontro, festa e spiritualità vissuta all’insegna del tema Tutto è possibile.

Alle 8.15 gli animatori hanno preparato gli spazi, trasformando l’oratorio in un grande “giardino” simbolico in cui ciascuno era chiamato a crescere e a fiorire. Il filo conduttore della giornata è stato l’immagine dell’acqua, segno di vita e di fiducia: ciò che permette al seme di diventare pianta.

L’accoglienza si è svolta come una vera e propria scuola di giardinaggio, in cui i ragazzi hanno affrontato “esami” legati alla fiducia, alla collaborazione e alla cura reciproca: dall’irrigazione di squadra alle prove di orientamento bendati, fino a sfide di equilibrio, precisione e coordinazione.

Alle 10.25 il gruppo si è spostato in teatro, trasformato in una grande esperienza immersiva: tra simboli di acqua, lavatrice e “macchie”, il gioco ha aiutato a rileggere la propria vita come qualcosa che può essere rinnovato e rialzato. In questo clima è statà introdotta la testimonianza di Valentina e Carlotta, dell’Associazione Nuovi Orizzonti.

Nuovi Orizzonti è una realtà internazionale impegnata nel contrasto al disagio sociale e nella promozione della dignità della persona, attraverso percorsi di accoglienza, formazione e reinserimento rivolti in particolare a giovani e situazioni di fragilità, con l’obiettivo di accompagnare esperienze di rinascita umana e spirituale.

Il suo racconto ha riportato al centro il tema della fiducia e della possibilità di rinascere. Colpiscono in particolare le parole condivise da un’animatrice:

“Non puoi dare quello che non hai incontrato e testimoniare quello che non hai sperimentato. L’amore con cui sono stata accolta ha cambiato la mia vita.”

E ancora:

“Essere voluta bene così come ero mi ha fatto scoprire la bellezza della vita cristiana e il desiderio di diventare a mia volta presenza per gli altri.”

Alle 12.30 la giornata è proseguita con la Santa Messa in Basilica, vissuta con intensità e partecipazione, momento centrale per affidare il cammino personale e comunitario.

Il pomeriggio si è aperto con un grande momento in piazza adiacente alla Basilica, arricchito da un segno significativo: l’esposizione e la venerazione della reliquia di Carlo Acutis in Basilica, occasione di preghiera e di incontro con la testimonianza di un giovane capace di vivere la fede nella quotidianità con radicalità e semplicità.

Le attività del pomeriggio si sono svolte in due turni alternati. Un gruppo ha vissuto un tempo in Basilica davanti alla reliquia, seguito da un momento di condivisione nel primo cortile, mentre l’altro ha partecipato all’incontro in teatro con le ragazze della comunità Nuovi Orizzonti, attraverso uno spazio di domande.

Alle 16.30 il teatro ha ospitato il momento conclusivo della giornata, con un ultimo sguardo condiviso su quanto vissuto, tra canti, saluti e gratitudine.

L’MGS Day si è confermato così un’esperienza capace di unire gioco e profondità, simboli semplici e contenuti forti, dove la fiducia diventa il terreno su cui cresce la vita. Perché, alla fine, davvero tutto è possibile quando si impara a lasciarsi irrigare.

Una notte di luce con Carlo Acutis: veglia di preghiera MGS

Sabato 18 aprile, alle 21.00, i giovani del Movimento Giovanile Salesiano si ritroveranno per una veglia di preghiera speciale nella Basilica Maria Ausiliatrice di Valdocco. Un appuntamento che vuole essere più di un semplice momento spirituale: un invito a fermarsi, ad ascoltare, a lasciarsi toccare dal Vangelo attraverso parole, silenzi e testimonianze che parlano al cuore.

Con la predicazione di Fra Rosario Gugliotta, frate minore di Assisi, la serata sarà resa ancora più significativa dall’esposizione della reliquia di San Carlo Acutis, il giovane santo che ha saputo vivere l’ordinario in modo straordinario, lasciando che l’Eucaristia diventasse la sua “autostrada per il cielo”.

E il giorno dopo… MGS Day!

Un’occasione preziosa per ritrovarsi, pregare insieme, lasciarsi illuminare. Perché la notte, quando è abitata da Dio, diventa sempre promessa di un’alba nuova.

Proroga del Bando di Servizio Civile Universale 2026: c’è tempo fino al 16 aprile

È stata ufficialmente prorogata al 16 aprile 2026 alle ore 14.00 la scadenza per presentare la domanda di partecipazione al Bando di Servizio Civile Universale 2026. Una nuova opportunità per tutti i giovani tra i 18 e i 28 anni che desiderano vivere un anno di crescita personale, professionale e di impegno concreto a favore della comunità.

Perché partecipare

I progetti dei Salesiani per il Sociale Piemonte e Valle d’Aosta offrono:

  • 165 posti disponibili in 66 sedi del territorio
  • un contratto di 12 mesi per 25 ore settimanali flessibili
  • un contributo mensile di € 519,47
  • 102 ore di formazione generale e specifica
  • 21 ore di tutoraggio e accompagnamento al lavoro
  • riserve per giovani con minori opportunità

I settori di intervento spaziano dall’educazione alla promozione culturale, dal sostegno ai minori alla valorizzazione delle competenze digitali, fino alla tutela dei diritti e alla costruzione di comunità inclusive.

Come candidarsi

Per partecipare è necessario:

  • essere in possesso di SPID o CIE (per cittadini UE/extra-UE: credenziali DOL + permesso di soggiorno)
  • presentare la domanda entro le ore 14.00 del 16 aprile 2026 sulla piattaforma Domanda on Line (DOL)

Supporto e orientamento

È attivo lo sportello di orientamento via WhatsApp o in presenza presso l’Ufficio Servizio Civile di Torino-Valdocco (Via Maria Ausiliatrice 32), su appuntamento scrivendo a:

Scopri i nostri progetti e tutte le informazioni su come partecipare nella landing page dedicata:

Lettera dell’Ispettore – Marzo 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di marzo 2026.

Valdocco, 31 Marzo 2026
Martedì Santo

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Siamo ormai nell’imminenza della Pasqua; mentre ringraziamo ancora il Signore per la nomina di don  Giorgio come futuro ispettore della ICP e preghiamo per lui (come lui stesso ci ha chiesto di fare), desidero  farvi giungere i miei auguri pasquali. 

Il mondo attorno a noi si presenta in modo spesso contraddittorio: ci sono tante situazioni che ci parlano  di pace e di vita; ma anche tante altre che purtroppo ci parlano di guerra e di morte. In particolare queste  ultime, in alcuni casi ci sembrano lontane fisicamente e affettivamente; in altri casi forse le sentiamo molto  vicine, perché abitano le nostre case, o addirittura il nostro stesso cuore. E sappiamo bene che il male si  accanisce più facilmente sui piccoli e i poveri, perché sono quelli che hanno meno possibilità di difendersi.  

La domanda sul perché questo capiti e ancor di più sul che cosa siamo chiamati a fare in queste situazioni,  sorge spesso in noi. E il Signore, attraverso il tempo liturgico in cui stiamo camminando, ci risponde  dicendo che in queste, come in altre situazioni, siamo chiamati comunque e sempre a fare Pasqua, e cioè a  vivere con sempre maggiore radicalità il nostro Battesimo. 

Ci può aiutare a questo proposito l’articolo 60 delle Costituzioni salesiane; esso recita così:  

  1. Con la professione religiosa intendiamo vivere la grazia battesimale con maggior pienezza e radicalità. Seguiamo Gesù Cristo il quale, «casto e povero, redense e santificò gli uomini con la sua obbedienza» e partecipiamo più strettamente al mistero della sua Pasqua, al suo annientamento e alla sua  vita nello Spirito

Aderendo in modo totale a Dio, amato sopra ogni cosa, ci impegniamo in una forma di vita che si fonda interamente  sui valori del Vangelo. 

L’articolo ci ricorda che la vocazione stessa dei consacrati è un segno della Pasqua, è un modo di fare  Pasqua, di testimoniare la Pasqua al mondo. Quando la nostra vita è caratterizzata dalla sequela sincera e  generosa di Gesù, noi viviamo il mistero della Pasqua.  

Questo vale per i consacrati, ma analogamente vale per tutti i battezzati: pur non avendo emesso i voti  ogni battezzato è chiamato comunque a seguire Gesù, amato sopra ogni cosa; e nel vivere i valori del  Vangelo anche lui testimonia la Pasqua del Signore, il Suo mistero di Morte e Risurrezione. Viene in aiuto alla nostra riflessione anche l’articolo 63 delle Costituzioni salesiane; esso dice così: 

  1. L’offerta della propria libertà nell’obbedienza, lo spirito di povertà evangelica e l’amore  fatto dono nella castità fanno del salesiano un segno della forza della risurrezione. I consigli evangelici, configurando il suo cuore tutto per il Regno, lo aiutano a discernere e ad accogliere l’azione di  Dio nella storia; e, nella semplicità e laboriosità della vita quotidiana, lo trasformano in un educatore che annuncia ai giovani «cieli nuovi e terra nuova», stimolando in loro gli impegni e la gioia della speranza.

L’articolo ribadisce che quando viviamo con amore e fedeltà i consigli evangelici e siamo perciò coerenti  con la nostra vocazione consacrata, noi diventiamo segni della forza della Risurrezione. Lo siamo quando  viviamo veramente l’obbedienza, la povertà e la castità. È così che quotidianamente facciamo Pasqua, è  così che quotidianamente viviamo da risorti: se accettiamo di attraversare la Passione e la Morte.  

Ritengo che anche qui si possa estendere la riflessione, pur nella diversità tra le vocazioni laicali e quelle  consacrate, a tutti i battezzati. I consacrati certamente rimangono più attenti ad annunciare ai giovani “cieli  nuovi e terra nuova”; i laici rimangono più attenti a costruire il regno di Dio in questo mondo. Ma tutti,  proprio tutti, possono essere, nella loro e con la loro vita quotidiana, segni della forza della Risurrezione. 

Carissimi/e, queste giornate – in particolare quelle del Triduo Santo – ci aiutano a mettere a fuoco il  Mistero della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù. Ci fermiamo in preghiera, in contemplazione, in  comunione con il Signore Crocifisso e Risorto. Sostiamo volentieri con Lui, non rinunciamo a vivere  intensamente la ricchezza che la liturgia in questi giorni ci offre. Ma nello stesso tempo ricordiamoci che  quanto adesso celebriamo, lo renderemo vivo e testimoniante per gli altri con la nostra sequela quotidiana  del Signore. 

Preghiamo gli uni per gli altri perché, ciascuno secondo la propria vocazione specifica, possiamo essere  nella vita quotidiana, per i giovani e gli adulti a noi affidati, segni della forza della Risurrezione. 

Concludo con tre notizie di famiglia: l’11 aprile verranno conferiti a Torino-Crocetta i ministeri  del Lettorato e dell’Accolitato a diversi confratelli studenti di Teologia; il 25 aprile a Ivrea si svolgerà  la Festa Ispettoriale; il 16 maggio don Giorgio Ramundo riceverà l’ordinazione sacerdotale nella  Basilica di S. Maria Ausiliatrice.  

Partecipiamo volentieri a questi eventi con la preghiera, con l’affetto e anche con la presenza! 

Vi auguro di cuore
una serena e santa Pasqua di Risurrezione 

 Con grande affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

MGS Day a Valdocco il 19 aprile!

Torna l’appuntamento dell’MGS Day, stavolta nella cornice di Valdocco: vi aspettiamo domenica 19 aprile dalle 09:30 alle 16:30 per i ragazzi e le ragazze del Movimento Giovanile Salesiano che inizieranno dalla prima alla quinta superiore.

Con la testimonianza della Comunità Nuovi Orizzonti e una reliquia di San Carlo Acutis presente in Basilica, scopriremo che Tutto è possibile!

Programma:

  • Ore 9.30: Arrivi e Accoglienza
  • Ore 10.20: Con Ospiti in Teatro
  • Ore 11.30: Gioco
  • Ore 12.30: S. Messa
  • Ore 13.30: Pranzo al Sacco
  • Ore 14.15: Gioco
  • Ore 15.00: Testimonianze e Preghiera davanti alla Reliquia di San Carlo Acutis
  • Ore 16.30: Momento finale
  • Ore 16.45: Saluti

Informazioni:

Don Alberto Goia – alberto.goia@31gennaio.net
Suor Anna Balio– pastorale@fmapiemonte.it

Costo:

€ 5 euro per l’intera giornata.

Iscrizione:

Entro il 15 aprile presso il responsabile del proprio centro.