Animazione Missionaria: concerto benefico per la Romania

Il gruppo missionario del percorso Nel Cuore del Mondo, in partenza quest’estate per la Romania, organizza un concerto benefico con lo scopo di raccogliere fondi a sostegno della comunità salesiana che accoglierà loro a Ciresoaia.

L’evento, ad offerta libera, si terrà il 27 maggio 2022 alle 20.45, presso la Chiesa San Maurizio, in Via Arduino 105 (Ivrea).

I canti e le letture saranno a cura dei ragazzi del gruppo missionario ed ispirati alla Vergine Maria, invocata dai giovani per aiutarli ad aprire il cuore verso tutti coloro che incontreranno.

AM: Mandato Missionario 2022

Domenica 8 maggio si è svolto, presso la casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice di piazza Maria Ausiliatrice a Torino, il sesto incontro del “Percorso nel Cuore del Mondo” 2021/2022.

Il tema dell’incontro è stato la vita di gruppo in missione: nella prima parte della giornata i gruppi hanno lavorato sulla conoscenza di sé e sul riconoscersi in Gesù, modello di missionarietà e primo missionario. Nel pomeriggio hanno ricevuto alcuni consigli pratici da parte di don Fabio Mamino e altri giovani partiti negli scorsi anni.

La giornata si è conclusa con un momento molto importante: la celebrazione del mandato missionario, presieduta dall’ispettore don Leonardo Mancini e con l’intervento dell’ispettrice suor Emma Bergandi. Durante la celebrazione è stata consegnata la croce missionaria ai 20 membri dei tre gruppi che partiranno quest’estate per la Lituania, la Romania e l’Albania. 

Commentando il Vangelo, don Leonardo ha ricordato ai gruppi che, come pecorelle del gregge del Signore siamo chiamati ad ascoltare e seguire Gesù e che, proprio per questo, non saremo strappati alle Sue mani e non dovremo temere nulla. Suor Emma invece ha invitato ad un cambio di prospettiva verso la missione: non una partenza per “fare qualcosa” ma per ricevere ed accogliere la ricchezza senza fine che viene dall’incontro.

Cari confratelli e laici corresponsabili,

spinti dalla luce e forza che proviene dal Cristo Risorto, nonostante le incertezze  legate alla guerra in Ucraina, accompagnati da Maria Ausiliatrice, guardiamo all’estate che arriva con speranza. 20 ragazzi e 5 accompagnatori partiranno nel periodo a cavallo fra luglio e agosto  in tre gruppi destinati in Albania, Lituania e Romania. Li affidiamo alle vostre preghiere.

(don Theo)

 

Pagina instagram dell’Animazione Missionaria

È arrivata la pagina instagram dell’Animazione Missionaria salesiana di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. Un modo per aiutarci ad allargare il nostro sguardo e a riflettere sulle tematiche dell’animazione missionaria, con la semplicità e la velocità dei social, senza perdere il senso profondo di ciò che sentiamo e viviamo. 

Ci proponiamo di offrire una diversa visione del Mondo attraverso lo sguardo della missionarietà salesiana; il racconto delle attività del percorso “Nel cuore del mondo” e delle missioni estive della nostra ispettoria; testimonianze di vita donata e molto altro!

Primo incontro partenti 2022 – Percorso Nel cuore del mondo

Domenica 13 marzo 2022 al Colle don Bosco, al termine degli Esercizi Spirituali, i ragazzi del percorso Nel Cuore del Mondo hanno vissuto un importante momento insieme. 

Per la prima volta, infatti, dopo l’annuncio online di qualche settimana fa, i gruppi partenti per le missioni estive si sono incontrati di persona. La condivisione della preghiera, vissuta come consapevolezza di essere dei “mandati”, ha preparato il terreno per accogliere le prime informazioni sulle destinazioni e sulle attività che verranno svolte nei vari luoghi di missione. 

 

Alla scoperta del VIS con Michela Vallarino

Il VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) è un’organizzazione non governativa che, con un occhio di riguardo per i bambini e i giovani più in difficoltà, promuove progetti di cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale; oltre a questo, promuove progetti come agenzia educativa, organizzando attività di sensibilizzazione, educazione e formazione. L’organizzazione, che ha all’attivo 83 progetti di cooperazione internazionale, opera in 40 paesi nel mondo.

La mission consiste nel “promuovere lo sviluppo e l’ampliamento delle capacità di ogni persona – intesa come individuo e come membro di una comunità – ponendo particolare attenzione alle bambine, ai bambini e ai giovani più svantaggiati e vulnerabili, fornendo loro opportunità educative, formative e di inserimento socio-professionale, nonché strumenti per la promozione e la tutela dei propri diritti”.

Nell’ambito del programma TV “Un caffè con”, in onda dal lunedì al sabato su Rete 7, è stata intervistata Michela Vallarino, presidente del VIS, che ha raccontato alcuni tra i modi in cui questa organizzazione, in stile salesiano, è realmente presente nei bisogni dei Paesi più vulnerabili, specialmente nella zona dell’Africa, Asia e America Latina. L’attenzione verso ai giovani di Don Bosco si declina nel perseguimento di obiettivi come la protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, e della formazione personale, in prospettiva di una continuità in ambito lavorativo.

Uno degli obiettivi più attuali di VIS è creare delle opportunità alternative alle migrazioni, soprattutto nell’ambito dell’educazione, per permettere ai giovani di avere un’occasione di crescita e realizzazione della propria persona nel Paese di origine.

Un fronte d’azione su cui il VIS sta lavorando è l’Etiopia, Paese che si trova in una silenziosa ma grave situazione di emergenza, specialmente per quanto riguarda la zona Nord (regione del Tigray). Le loro forze si stanno concentrando anche verso un progetto di educazione inclusiva nel Paese, da attuare sia in scuole etiopi salesiane che pubbliche.

Consapevoli che l’educazione, sulla scia di Don Bosco, sia la chiave di volta nella vita di ogni giovane, siamo contenti di poter operare in questa direzione in un Paese significativo per l’attuale situazione di guerra e instabilità politica.

L’attività del VIS, come quella di molte altre organizzazioni, mira alla sensibilizzazione della opinione pubblica e, contemporaneamente, punta a complementare il lavoro svolto nei diversi Paesi.

Questo vale sia per quanto riguarda le attività di educazione alla cittadinanza globale, sia per le attività di advocacy, cioè di interlocuzione con le istituzioni rispetto alle politiche da cui si generano le problematiche che si cercano di contrastare.

L’augurio finale che Michela Vallarino ha regalato è stato quello di iniziare la giornata con la sensazione di essere e sentirsi cittadini del mondo, partendo proprio da chi ci sta attorno.

 

Incontro partenti 2021 – Percorso Nel cuore del mondo

Sabato 12 febbraio si è tenuto a Valdocco un incontro per i ragazzi partiti in missione la scorsa estate.

Nella prima parte del pomeriggio il gruppo è stato accompagnato da don Enrico Lupano in una lettura in chiave missionaria di alcuni ambienti del Museo Casa Don Bosco, per poi vivere un momento di riflessione, confronto e condivisione. È stato un momento intenso ed importante, a sei mesi dal ritorno a casa, per ritornare con la memoria alle missioni estive, che a volte nel trambusto della vita da “tornati” vengono un po’ dimenticate, e confrontarsi con chi ha condiviso lo stesso percorso. Inoltre, è stata una grande occasione per vivere del tempo di comunità e di famiglia, che ha ricordato che la prima missione che ciascuno è chiamato a vivere è quella del quotidiano, del curare le relazioni con chi abbiamo intorno ogni giorno. 

Avere la possibilità di prendere del tempo per fermarsi, aprire il cuore ai compagni di percorso ed ascoltare le parole degli altri è stato un dono. La visita al museo casa don bosco, con la guida di Don Enrico, mi ha permesso di mettere nuovamente a fuoco le priorità e gli stili di vita sulle orme di Don Bosco. Una boccata d’aria fresca per l’anima, davvero! (Alessandro) 

 

 

Quinto incontro del Percorso Missionario

Domenica 13 febbraio si è svolto, presso la casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice di piazza Maria Ausiliatrice a Torino, il quinto incontro del “Percorso nel Cuore del Mondo” 2021/2022.

Il tema dell’incontro è stato l’interculturalità, un viaggio alla scoperta che, in un mondo inevitabilmente multiculturale, siamo chiamati a fare un passo in più verso l’altro per scoprirne la ricchezza. Durante la mattinata Pierluigi Dovis – direttore della Caritas diocesana – ha raccontato al gruppo l’interculturalità attraverso il brano biblico della Torre di Babele (Genesi 11, 1-9), lanciando la sfida a vedere l’altro come “traghettatore verso la completezza del mio io”. Dopo il pranzo e il gioco insieme il gruppo ha avuto la possibilità di ascoltare una testimonianza di vita concreta sul tema: quella di suor Lidia, suora FMA missionaria per 24 anni in Tunisia e che ora lavora all’Ufficio Pastorale Migranti della diocesi di Torino, che ha condiviso la sua esperienza, semplice e quotidiana, di incontro costate con altre culture.

Ogni incontro è sempre tanto “potente”, apre nuove strade e mette in discussione le nostre certezze! (Elena)

 

 

Tutto pronto per il quinto incontro del Percorso Missionario

Domenica 13 febbraio si terrà presso la casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice (piazza Maria Ausiliatrice 35) a Torino il quinto incontro del “Percorso nel cuore del mondo” 2021/2022.

Il tema dell’incontro è L’interculturalità: un itinerario alla scoperta di una diversità che diventa ricchezza, alla ricerca di un autentico movimento verso l’Alt(r)o.

La giornata sarà guidata dalle parole di accompagnatori e testimoni che, con la loro vita, rappresentano un manifesto di umanità e fraternità.

 

Il cuore dell’Interculturalità è allora riconoscersi tutti figli, e dunque fratelli: in questa prospettiva, non ci sono dei prossimi da aiutare, ma siamo chiamati a diventare gli uni i prossimi degli altri.

(Dall’incontro sullo stesso tema dello scorso anno)

Agnelli: “Buona Notte”missonaria di Piero Ramello

L‘istituto salesiano Agnelli di Torino riporta una testimonianza di Piero Ramello in cui viene descritta la situazione in Pakistan partendo dai lati positivi come l’accoglienza semplice e generosa fino a giungere infine ai lati più negativi come il tasso basso di alfabetizzazione e i problemi politici e terroristici.

Di seguito l’articolo.

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I Salesiani in Pakistan sono arrivati poco più di vent’anni faIl pioniere è stato don Pietro Zago. Attualmente abbiamo due presenze.

A Quetta vi sono due confratelli, una scuola con circa cinquecento allievi e convitto.

A Lahore siamo tre confratelli. Abbiamo scuola, centro di formazione professionale, convitto e aspirantato per un totale di oltre quattrocento ragazzi.

Del Pakistan ammiro soprattutto tre cose: la religiosità diffusa, la popolazione estremamente giovane e la sua capacità di offrire un’accoglienza semplice e generosa.

Sarà, forse, che l’Asia meridionale ha una lunga tradizione di interiorità e di vita spirituale, il fatto è che qui ogni cosa porta a riferirsi a Dio. Anche i giovani con cui vivo pregano spesso e volentieri; quando pregano, sono molto concentrati. Ciò mi fa un gran bene. Riguardo ai giovani, poi, c’è da dire che sono veramente numerosi. Più della metà degli abitanti del Pakistan sono sotto i 19 anni. Per strada si vedono bambini, ragazzi e giovani dappertutto. Tutti sono molto gentili e accoglienti.

Il Pakistan non è un paese tranquillo. Ci sono alcuni nodi problematici, come l’instabilità politica, il terrorismo, la povertà, le tensioni interne e un tasso di alfabetizzazione del 49,9%. Rimane irrisolta la questione Kashmir: India e Pakistan si odiano da quando sono nati. Un altro nodo è la tensione settaria tra sciiti e sunniti. Inoltre, il vicino Afghanistan crea problemi di profughi e infiltrazioni terroristiche. In Pakistan la religione islamica è praticata dal 96,5% della popolazione. I cristiani sono l’1,5%, per metà cattolici e metà protestanti.

Quanto a fatiche e a difficoltà, per me la maggiore è la barriera linguistica. Il mio livello di Urdu è ancora a livello pre-infantile. In ogni caso, i ragazzi tra di loro parlano in punjabi. A scuola i ragazzi studiano urdu e inglese dalle elementari. Pochissimi, però, sono in grado di sostenere una conversazione anche semplice in inglese, e non parlo solo dei ragazzi delle classi inferiori. Come insegnante di Fisica, sinceramente non ho grandi soddisfazioni, a parte il calore del rapporto umano con i ragazzi. In classe ho l’insegnante di sostegno (non per i ragazzi, ma per me!) che traduce in urdu. Trovo che la scuola pakistana, per come la conosco, dia troppa importanza all’aspetto mnemonico (basta sfogliare i libri di testo) trascurando le competenze. Il livello di apprendimento è molto basso sorattutto perché la frequenza non è assidua. Un giorno capita di avere in classe ventiquattro allievi; il giorno dopo, magari, soltanto nove. Ogni tanto spunta qualche nuovo allievo e, purtroppo, qualcun altro abbandona la scuola.

Una delle lezioni che sto apprendendo dal Pakistan è la disponibilità al cambiamento e alla precarietà. Imparo che i programmi possono essere modificati all’ultimo momento, magari senza un minimo preavviso, che basta un’interruzione della corrente elettrica (non infrequente) per dover reinventare sull’istante un’attività, che la qualità dei rapporti con le Autorità è legata alle disposizioni di animo (mutevoli) di una singola persona. Al riguardo, ultimamente la precarietà è vissuta anche nei confronti della possibilità, per i missionari, di rimanere in Pakistan. Pure in passato l’attesa per il visto di ingresso era lunga, ma il rinnovo annuale veniva concesso senza grosse difficoltà. Ultimamente il rinnovo del visto per i missionari comincia ad essere rifiutato o, per lo meno, come nel mio caso, arriva con molto ritardo ed ha la durata di sette mesi.

Nonostante la precarietà della situazione, il sostegno dei miei confratelli e, in particolare, dei ragazzi, mi spingono a dare il meglio. Nella nostra scuola e nel convitto abbiamo dei ragazzi d’oro. Tra gli exallievi, poi, vi è Akash Bashir, un giovane che nel 2015, mentre era in servizio d’ordine presso la parrocchia del nostro quartiere, non ha esitato a sacrificare la propria vita per impedire ad un attentatore di entrare in chiesa per compiere una strage.

Conto sulla preghiera di tutti voi. Anch’io prego per la mia ex ispettoria.

Un abbraccio.

Piero Ramello.