Percorso “Buoni cristiani e onesti cittadini”
Percorso per i giovani – “Buoni cristiani e onesti cittadini”

Percorso per i giovani – “Buoni cristiani e onesti cittadini”
L’avvio dell’Anno Pastorale ICP per il 2022-2023
Si allega di seguito il Cagliero 11 n°213 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Settembre 2026.
“Preghiamo per una gestione giusta e sostenibile dell’acqua, risorsa vitale, perché tutti possano accedervi in modo equo.”
Per la cura dell’acqua.
Cari amici,
l’intelligenza artificiale ci pone una sfida. Siamo chiamati, soprattutto come salesiani, a essere sempre più attenti e disponibili nei confronti dei giovani, che cercano un punto di riferimento in adulti significativi.
In assenza di questi adulti, non ci pensano due volte a chiedere aiuto a ChatGPT, dove trovano consigli e conforto, ma non trovano quel confronto che si può avere solo con persone vere. In un mondo sempre più dominato dall’intelligenza artificiale, dobbiamo trasformare le nostre case, le nostre chiese e i nostri cortili in oasi, dove i giovani possano incontrarsi e trovare educatori attenti, che li aiutino ad affrontare le sfide proprie della loro età.
Continuiamo a seguire le orme di Gesù, alla maniera di Don Bosco, essendo profondamente umani, educando ed evangelizzando con vera intelligenza.
Don Pedro André SDB
Nuovo Direttore dell’ANS – Agenzia iNfo Salesiana
Si allega di seguito il Cagliero 11 n°212 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Agosto 2026.
“Preghiamo perché nelle grandi città, spesso segnate da anonimato e solitudine, riusciamo a trovare nuove forme di annuncio del Vangelo, scoprendo vie creative per costruire comunità.”
Per l’evangelizzazione nelle città.
Cari amici,
oggi l’oratorio ha le dimensioni di una città. Le grandi città sono una delle frontiere più urgenti della missione. In esse incontriamo giovani ricchi di sogni e possibilità, ma anche segnati dalla solitudine, dall’anonimato e dalla ricerca di senso. Proprio lì, nel cuore della vita quotidiana, Dio ci attende.
Come Famiglia Salesiana siamo chiamati a essere una presenza che ascolta, accompagna e costruisce comunità. Don Bosco ci ha insegnato che ogni giovane porta nel cuore un seme di bene, che ha bisogno di essere accolto e accompagnato per poter fiorire.
Evangelizzare nella città significa costruire ponti dove c’è distanza, generare incontri dove prevale l’indifferenza e offrire speranza dove molti hanno smesso di credere nel futuro. Con creatività missionaria e cuore salesiano, continuiamo a rendere visibile l’amore di Cristo nei nuovi cortili in cui vivono e sognano i giovani di oggi.
Maria Ausiliatrice ci accompagni in questo cammino.
Don Rafael Bejarano SDB,
Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile
Ieri un’altra forte scossa di terremoto, ancora molta paura in Venezuela.
Per far fronte alla situazione di grave emergenza i missionari salesiani hanno predisposto un piano di aiuti. Stanno fornendo assistenza umanitaria alle famiglie vulnerabili e al personale delle scuole e dei centri salesiani attraverso la distribuzione di beni di prima necessità, generi alimentari, prodotti per l’igiene, medicine e un sostegno economico di emergenza. Vogliono poter garantire questi aiuti per un periodo di tre mesi, ma hanno bisogno di un nostro aiuto, ora!
Poche ore dopo le prime due potenti scosse, p. Jorge Elías Ghazal Mora, appena nominato Ispettore salesiano a Caracas, ha scritto a Missioni Don Bosco ETS:
“Siamo attenti e solidali con coloro che hanno subìto le conseguenze di questo forte terremoto. Restiamo uniti e preghiamo che Dio ci liberi dalla sventura e ci conceda la grazia e la forza necessarie per dare il nostro contributo”.
“Quando la terra trema bisogna aggrapparsi al cielo e alle mani di chi cammina con noi” ha risposto don Luca Barone, Presidente di Missioni Don Bosco ETS. L’ente salesiano si è mobilitato immediatamente per pregare e per affidare a Dio le persone decedute e quelle rimaste con la sofferenza e la devastazione dei loro beni. Ed ha lanciato l’appello ai benefattori, grazie al quale sono stati raccolti primi 30 mila euro: “vediamo le mani alzate al cielo e quelle di tantissimi che hanno risposto con generosità alla richiesta di aiuto” ha osservato don Barone.
La situazione più difficile è quella di La Guaira, la città vicina al mare, con moltissimi palazzi distrutti. Sono parecchie le case salesiana colpite: Sarri, Altamira, La Dolorita. Le strutture hanno subìto danni ma nessuna è crollata.
Il Rettor Maggiore dei salesiani, don Fabio Attard, ha espresso sua vicinanza, dicendo:
“Seguiamo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Venezuela. Desidero esprimere la mia vicinanza personale e quella di tutta la Congregazione Salesiana ai confratelli, ai giovani e alle famiglie colpite”.
A cinque giorni dall’evento catastrofico, purtroppo scendono le probabilità che i dispersi siano ritrovati ancora vivi, ma la speranza è concreta grazie a salvataggi avvenuti e in corso. Cresce invece il bilancio dei danni e delle necessità delle famiglie che hanno perso tutto.
Don Barone riferisce quanto raccolto nei ripetuti scambi telefonici e via e-mail con i confratelli a Caracas. Osserva “una nazione dove i giovani stanno diventando i primi protagonisti di una catena di solidarietà che si è attivata rapidamente”. In questa dinamica, un ruolo importante è quello degli oratori e delle scuole.
“La rete salesiana del Paese sta garantendo la sicurezza dei nostri invii di aiuti sul campo, e io mi faccio voce per ringraziare chi, anche in questa occasione, è stato pronto a darli”.
La relazione di Missioni Don Bosco ETS con la comunità salesiana del Paese sudamericano si è rinforzata nell’ultimo decennio a seguito dell’acutizzarsi della grave crisi economica e sociale. La stessa attività dei Figli di Don Bosco ha risentito pesantemente dell’impoverimento generale, fra la popolazione che ha patito ripetute crisi alimentari e sanitarie. Alla debolezza dei servizi sociali, la rete dei religiosi ha cercato di garantire accoglienza, cibo e cure alle famiglie delle parrocchie e ai ragazzi degli oratori, nelle città come nelle aree rurali. Anche in questi giorni la gente è andata a trascorrere la notte nelle strutture salesiane disponibili. La situazione già difficile per il popolo venezuelano, con questo evento rischia di diventare disastrosa.
“Dopo aver vissuto questi momenti di tensione e angoscia, ringraziamo Dio che stiamo tutti bene” commenta p. Mora. Il presidente di Missioni Don Bosco ETS rilancia l’appello a chi voglia essere “un pezzo di cielo sicuro, lì dove la terra non lo è stata“.
Il tuo contributo ci permetterà anche di fornire generi alimentari essenziali a 10 comunità salesiane e sostegno economico a 200 membri del personale dei Centri:
Si allega di seguito il Cagliero 11 n°211 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Luglio 2026.
“Preghiamo per il rispetto e la difesa della vita umana in ogni sua tappa, riconoscendola come dono di Dio.”
Per il rispetto della vita umana.
Cari amici,
l’opera missionaria inizia con l’incontro e l’ascolto, come ci ha insegnato Don Bosco. La tecnologia e i social media favoriscono in modo significativo la comunicazione e l’evangelizzazione, raggiungendo rapidamente i giovani, diffondendo ampiamente il Vangelo e colmano le distanze. Tuttavia, in vero stile salesiano, nulla può sostituire l’incontro personale.
Una volta, un anziano missionario mi disse: “I giovani possono essere stimolati da video, progetti o messaggi online, ma ricordano quando li abbiamo ascoltati, chiamati per nome, quando abbiamo giocato con loro e camminato al loro fianco”. Questi gesti creano fiducia, amicizia e apertura verso Dio.
Questa è la comunicazione salesiana: la presenza. Don Bosco ha conquistato i cuori attraverso l’amicizia, la gentilezza, la compagnia gioiosa e lo spirito di famiglia dell’Oratorio – per poi educare a Cristo. Oggi gli strumenti digitali sono preziosi, ma la vicinanza umana viene prima di tutto. I giovani non cercano solo informazioni, ma comprensione, accoglienza e compagnia. Prima di ogni post o progetto, diamo priorità a un cuore pronto all’incontro.
Cari amici, utilizziamo la tecnologia con saggezza, ponendo al centro della nostra missione l’incontro salesiano – come Don Bosco – con la presenza, la gentilezza e l’amore per i giovani più poveri.
Don Fidel Orendain SDB,
Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale
Si allega di seguito il Cagliero 11 n°210 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Giugno 2026.
“Preghiamo affinché lo sport sia uno strumento di pace, incontro e dialogo tra culture e nazioni, e perché promuova valori come il rispetto, la solidarietà e il miglioramento personale.”
Per i valori dello sport.
Carissimi e carissime,
il mondo odierno è sempre più invaso dalla tecnologia. Non sorprende nessuno che viviamo in un ambiente iperconnesso. I nuovi media digitali ci forniscono ogni giorno più informazioni, ma ciò non significa che riceviamo un’interpretazione corretta e adeguata della realtà che ci circonda. Il paradosso di tutto ciò è che abbiamo più informazioni e meno comunicazione.
Il significato profondo della comunicazione è legato a due concetti: communio, cioè mettere in comune, e communitas, il senso di comunità. L’essere umano è essenzialmente un comunicatore, siamo stati creati per mettere in comune le nostre visioni e cercare di svelare la realtà del mondo che ci circonda. Ma abbiamo anche la sfida di costruire una comunità, di stabilire legami che vadano oltre le superficialità.
Cari fratelli e sorelle, come cristiani, non dimentichiamo la nostra missione: comunicare la nostra esperienza con il Signore risorto, che ci comunica la verità del Padre e ci unisce nella grazia del suo Spirito.
Don Carlos Mendez SDB,
Membro del Settore per la Pastorale Giovanile
Si allega di seguito il Cagliero 11 n°209 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Maggio 2026.
Preghiamo affinché ciascuno, dai grandi produttori ai piccoli consumatori, si impegni per evitare gli sprechi di alimenti e perché ogni persona abbia accesso a un’alimentazione di qualità.
Per un’alimentazione per tutti.
Cari amici,
Siamo a maggio. Lasciamo che ad ispirarci sia la prima ad andare in fretta, a portare il VERBO FATTO CARNE nella casa di Elisabetta, che aveva bisogno del suo aiuto. È un’icona evangelica che ci accompagna in ogni Ave Maria, fino a quell’ora per cui sempre chiediamo a lei di pregare per noi, l’ora dell’AMEN che concluderà la nostra missione sulla terra.
Quando in Nigeria in questo mese facevamo a piedi un pellegrinaggio di una cinquantina di chilometri tra Ondo e Akure, al santuario dell’Ausiliatrice. Quasi un migliaio di ragazzi e giovani, camminando, danzando, cantando tutta la notte: una lode “no stop” per e con la madre di tutti, cattolici e non. Maria è la prima a partire: per lei ci sono solo figli e figlie, fratelli e sorelle; sarà anche la prima ad aspettarci nell’ora dell’AMEN.
Lasciamoci accompagnare come Giovanni, nel sogno dei nove anni, dalla Patagonia a Pechino, fino all’ultimo respiro.
Don Silvio Roggia SDB,
Consigliere Generale per la Formazione
Si allega di seguito il Cagliero 11 n°208 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Aprile 2026.
Preghiamo per i sacerdoti che stanno affrontando momenti di crisi nella loro vocazione: perché trovino l’accompagnamento di cui hanno bisogno e perché le comunità li sostengano con comprensione e preghiera.
Per i sacerdoti in crisi.
Cari amici,
questo mese celebriamo la festa più importante di tutte: la Pasqua.
Al centro della nostra fede c’è una verità semplice ma di grande impatto: Cristo è risorto. Questo singolo evento ha cambiato il mondo e ha spinto persone comuni a compiere azioni straordinarie. Da una tomba vuota è iniziata una missione che ancora oggi ci commuove.
La Pasqua non è solo un ricordo del passato, è un fuoco vivo nel cuore. È la gioia che rifiuta di rimanere privata. Come Paolo e i missionari, siamo spinti ad attraversare i confini – geografici, culturali e personali – con un unico messaggio: Gesù è vivo.
Perché andiamo? Perché rimaniamo missionari, anche quando la strada è lunga e impegnativa? Perché la gioia pasquale arde dentro di noi.
Possa questa gioia riempire la nostra vita quotidiana – nella nostra missione, nelle nostre comunità, nelle nostre amicizie – dal mattino alla sera. Possa la nostra vita proclamare silenziosamente ciò in cui crediamo con tutto il cuore: Cristo è risorto. Veramente risorto.
Don Sathish Paul SDB,
Membro del Settore Comunicazione Sociale