Pagine di una missione: Lesotho
/in Animazione Missionaria, In Evidenza, Notizia ispettoriale/da PG Don BoscoDopo il rientro dalle missioni estive, i gruppi coinvolti condividono esperienze, incontri e riflessioni maturate durante il percorso.
Di seguito, il racconto di Andrea Milone, che dal 3 al 27 agosto ha vissuto un’esperienza di missione in Lesotho.
Pagine di una missione
Lesotho, oltre quello che mi aspettavo
Il primo impatto
Ciao sono Andrea Milone e quest’estate sono andando in missione in Lesotho. È stata un esperienza molto formativa, eravamo un gruppo di 9 persone provenienti dal Piemonte. Siccome era nuova come destinazione missionaria, non sapevamo bene cosa aspettarci, io pensavo fosse una realtà molto piccola anche come spazi, e la mia paura era di non avere l’opportunità di fare qualcosa nel pratico per i ragazzi e per la comunità.
Invece mi sbagliavo, infatti i salesiani dove siamo stati comprendono la scuola dalla materna alle superiori e un bell’oratorio, frequentati da moltissimi ragazzi e bambini.
Uno sguardo che cambia
Tra questi una persona che mi è rimasta impressa è sicuramente un ragazzo di nome Jon che ci ha accolto in casa sua con sua nonna e i suoi fratelli e sorelle, in una casa formata da due piccole stanze, molto povere, ed erano in 6 ad abitare li.
Nonostante questa profonda povertà di questa famiglia mi ha colpito il loro amore e l’accoglienza che ci hanno donato. Sicuramente mi porto a casa lanche tutte le persone che ho conosciuto e l’amore che ho sperimentato e ricevuto in queste tre settimane.
Pagine di una missione: Lituania
/in Animazione Missionaria, In Evidenza, MGS, Notizia ispettoriale/da PG Don BoscoDopo il rientro dalle missioni estive, i gruppi coinvolti condividono esperienze, incontri e riflessioni maturate durante il percorso.
Di seguito, il racconto di Irene Salvatore, che dal 20 luglio al 10 agosto ha vissuto un’esperienza di missione in Lituania.
Pagine di una missione
Telsiai, dove ho imparato a cambiare sguardo
Il primo impatto
Quest’estate sono partita per tre settimane a Telsiai, una piccola cittadina della Lituania, a circa tre ore dalla capitale. Eravamo in otto e ad accoglierci c’erano due preti della città, che si sono presi cura del Summer Camp nel quale avremmo trascorso la maggior parte del nostro tempo e da cui eravamo ospiti.
La prima settimana ci ha messo subito alla prova: ancora non conoscevamo i ragazzi e, ad aspettarci, abbiamo trovato soprattutto freddo e pioggia. Telsiai è proprio come ci si potrebbe immaginare la Lituania: verde, piena di boschi e laghetti, con ritmi e abitudini molto più lenti dei nostri. Per le strade si incontrava poca gente, se non qualche bambino che giocava nei parchi e saltava nelle pozzanghere.
Alla fine della prima settimana abbiamo finalmente conosciuto gli animatori con cui avremmo vissuto il Summer Camp. Anche l’inizio con loro non è stato semplice: più che accolti, ci siamo sentiti un pò intimoriti…Poi, però, qualcosa è cambiato. Giorno dopo giorno abbiamo iniziato a conoscerci, a ridere insieme e a creare legami, fino ad sentire: «Non so come farò quando andrete via». Inaspettatamente, quei ragazzi che all’inizio sembravano così lontani sono diventati una parte importante della nostra esperienza.
Incontri e scoperte
Io ho scelto di stare con i ragazzi delle medie, i cosiddetti valdokas. Molti animatori erano solo di qualche anno più grandi di loro e quasi nessuno voleva stare con loro… Avendo avuto poco tempo per l’organizzazione, abbiamo deciso che ogni giorno ci trovavamo un paio d’ore prima dell’inizio del camp per giocare, ballare, correre e semplicemente stare insieme. L’idea era quella di far sentire loro, per primi, voluti bene e che non eravamo lì solo per animare i bambini, ma anche per condividere qualcosa con loro e poi soprattutto, farli un pò mettere mano in ciò che avremmo fatto con i bimb
Con i ragazzi, però, le cose non sono state subito facili. I più piccoli accoglievano i miei compagni di missione con abbracci, braccialetti e traduzioni, mentre gli adolescenti erano molto più distaccati. E poi c’era anche la lingua: nonostante molti ragazzi parlassero inglese perfettamente, noi riuscivamo a capire forse un decimo di quello che veniva detto.
È proprio in questo contesto che ho incontrato Kevinas, un ragazzo di undici anni che difficilmente dimenticherò.
Kevinas stava sempre un pò per le sue, solitamente con qualche ragazzo della squadra dei più grandi si metteva nell’angolo della sala, partecipava poco ai momenti condivisi e ai giochi, sembrava solo che sapeva di dover stare li e attendeva che il tempo passasse. Un giorno, però, si è staccato dal suo angolino e si è seduto vicino a me.
Kevinas non conosceva l’inglese, cosa molto rara tra i più giovani della Lituania, lì conoscono quasi tutti un inglese perfetto tanto che molte volte venivamo corretti da bimbi di 7 anni… Dopo il film, di solito si dicevano due parole di introduzione al momento formativo, e sarà che mi ha vista un pò persà o altro, si alza, si siede vicino a me, apre il Traduttore e inizia a tradurmi tutto, dal lituano all’italiano. Quel gesto, così piccolo, mi è rimasto dentro. Anche perchè, da quel momento, ogni volta che poteva, Kevinas cercava di stare vicino a me. Per convincerlo a giocare inventavamo delle sfide e, durante gli spostamenti, non smetteva più di parlare, lui che mi insegnava il lituano, io l’italiano, e grazie all’aiuto di un suo amico, comunicavamo.
Uno sguardo che cambia
Non è per niente facile entrare e stare in una cultura diversa dalla propria, soprattutto quando si parte con il desiderio di fare del bene e ci si trova davanti a difficoltà che limitano un pò le proprie certezze. Eppure, proprio queste difficoltà mi hanno permesso di cambiare il mio sguardo.
Sono partita con uno sguardo un po’ intimorito e forse anche con l’idea di essere lì per dare qualcosa.
Sono tornata con la consapevolezza di aver ricevuto molto più di quanto pensassi. Ho imparato a guardare oltre la distanza culturale e oltre la povertà materiale, riconoscendo che esistono forme di povertà più nascoste, che hanno bisogno della stessa cura e dello stesso amore. E forse ho imparato anche a riconoscere le mie. E tutto questo mi ha dato l’occasione di cambiare davvero sguardo verso il prossimo, a guardare con occhi nuovi l’altro, ad accorgermi di chi mi sta accanto, che forse anche qui c’è qualcuno che ha bisogno di essere accolto, ascoltato e amato.
Percorso “Buoni cristiani e onesti cittadini”
/in Animazione Missionaria, Animazione Vocazionale, In Evidenza, MGS, Pastorale Giovanile/da PG Don BoscoPercorso per i giovani – “Buoni cristiani e onesti cittadini”
Avvio anno Pastorale 2026-2027
/in AGS, Animazione Missionaria, Animazione Vocazionale, Centri Universitari Salesiani, Formazione Professionale, In Evidenza, Lectio divina, MGS, Parrocchia ed Oratorio, Pastorale Giovanile, Per pensare/da PG Don BoscoL’avvio dell’Anno Pastorale ICP per il 2022-2023
Cagliero 11 – “Acqua” – Settembre 2026
/in Animazione Missionaria/da PG Don BoscoSi allega di seguito il Cagliero 11 n°213 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Settembre 2026.
Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.
“Preghiamo per una gestione giusta e sostenibile dell’acqua, risorsa vitale, perché tutti possano accedervi in modo equo.”
Per la cura dell’acqua.
Cari amici,
l’intelligenza artificiale ci pone una sfida. Siamo chiamati, soprattutto come salesiani, a essere sempre più attenti e disponibili nei confronti dei giovani, che cercano un punto di riferimento in adulti significativi.
In assenza di questi adulti, non ci pensano due volte a chiedere aiuto a ChatGPT, dove trovano consigli e conforto, ma non trovano quel confronto che si può avere solo con persone vere. In un mondo sempre più dominato dall’intelligenza artificiale, dobbiamo trasformare le nostre case, le nostre chiese e i nostri cortili in oasi, dove i giovani possano incontrarsi e trovare educatori attenti, che li aiutino ad affrontare le sfide proprie della loro età.
Continuiamo a seguire le orme di Gesù, alla maniera di Don Bosco, essendo profondamente umani, educando ed evangelizzando con vera intelligenza.
Don Pedro André SDB
Nuovo Direttore dell’ANS – Agenzia iNfo Salesiana
Cagliero 11 – “Evangelizzazione” – Agosto 2026
/in Animazione Missionaria/da PG Don BoscoSi allega di seguito il Cagliero 11 n°212 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Agosto 2026.
Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.
“Preghiamo perché nelle grandi città, spesso segnate da anonimato e solitudine, riusciamo a trovare nuove forme di annuncio del Vangelo, scoprendo vie creative per costruire comunità.”
Per l’evangelizzazione nelle città.
Cari amici,
oggi l’oratorio ha le dimensioni di una città. Le grandi città sono una delle frontiere più urgenti della missione. In esse incontriamo giovani ricchi di sogni e possibilità, ma anche segnati dalla solitudine, dall’anonimato e dalla ricerca di senso. Proprio lì, nel cuore della vita quotidiana, Dio ci attende.
Come Famiglia Salesiana siamo chiamati a essere una presenza che ascolta, accompagna e costruisce comunità. Don Bosco ci ha insegnato che ogni giovane porta nel cuore un seme di bene, che ha bisogno di essere accolto e accompagnato per poter fiorire.
Evangelizzare nella città significa costruire ponti dove c’è distanza, generare incontri dove prevale l’indifferenza e offrire speranza dove molti hanno smesso di credere nel futuro. Con creatività missionaria e cuore salesiano, continuiamo a rendere visibile l’amore di Cristo nei nuovi cortili in cui vivono e sognano i giovani di oggi.
Maria Ausiliatrice ci accompagni in questo cammino.
Don Rafael Bejarano SDB,
Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile
Missioni Don Bosco: la risposta salesiana al terremoto in Venezuela
/in Animazione Missionaria, In Evidenza/da PG Don BoscoIeri un’altra forte scossa di terremoto, ancora molta paura in Venezuela.
Per far fronte alla situazione di grave emergenza i missionari salesiani hanno predisposto un piano di aiuti. Stanno fornendo assistenza umanitaria alle famiglie vulnerabili e al personale delle scuole e dei centri salesiani attraverso la distribuzione di beni di prima necessità, generi alimentari, prodotti per l’igiene, medicine e un sostegno economico di emergenza. Vogliono poter garantire questi aiuti per un periodo di tre mesi, ma hanno bisogno di un nostro aiuto, ora!
Poche ore dopo le prime due potenti scosse, p. Jorge Elías Ghazal Mora, appena nominato Ispettore salesiano a Caracas, ha scritto a Missioni Don Bosco ETS:
“Siamo attenti e solidali con coloro che hanno subìto le conseguenze di questo forte terremoto. Restiamo uniti e preghiamo che Dio ci liberi dalla sventura e ci conceda la grazia e la forza necessarie per dare il nostro contributo”.
“Quando la terra trema bisogna aggrapparsi al cielo e alle mani di chi cammina con noi” ha risposto don Luca Barone, Presidente di Missioni Don Bosco ETS. L’ente salesiano si è mobilitato immediatamente per pregare e per affidare a Dio le persone decedute e quelle rimaste con la sofferenza e la devastazione dei loro beni. Ed ha lanciato l’appello ai benefattori, grazie al quale sono stati raccolti primi 30 mila euro: “vediamo le mani alzate al cielo e quelle di tantissimi che hanno risposto con generosità alla richiesta di aiuto” ha osservato don Barone.
La situazione più difficile è quella di La Guaira, la città vicina al mare, con moltissimi palazzi distrutti. Sono parecchie le case salesiana colpite: Sarri, Altamira, La Dolorita. Le strutture hanno subìto danni ma nessuna è crollata.
Il Rettor Maggiore dei salesiani, don Fabio Attard, ha espresso sua vicinanza, dicendo:
“Seguiamo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Venezuela. Desidero esprimere la mia vicinanza personale e quella di tutta la Congregazione Salesiana ai confratelli, ai giovani e alle famiglie colpite”.
A cinque giorni dall’evento catastrofico, purtroppo scendono le probabilità che i dispersi siano ritrovati ancora vivi, ma la speranza è concreta grazie a salvataggi avvenuti e in corso. Cresce invece il bilancio dei danni e delle necessità delle famiglie che hanno perso tutto.
Don Barone riferisce quanto raccolto nei ripetuti scambi telefonici e via e-mail con i confratelli a Caracas. Osserva “una nazione dove i giovani stanno diventando i primi protagonisti di una catena di solidarietà che si è attivata rapidamente”. In questa dinamica, un ruolo importante è quello degli oratori e delle scuole.
“La rete salesiana del Paese sta garantendo la sicurezza dei nostri invii di aiuti sul campo, e io mi faccio voce per ringraziare chi, anche in questa occasione, è stato pronto a darli”.
La relazione di Missioni Don Bosco ETS con la comunità salesiana del Paese sudamericano si è rinforzata nell’ultimo decennio a seguito dell’acutizzarsi della grave crisi economica e sociale. La stessa attività dei Figli di Don Bosco ha risentito pesantemente dell’impoverimento generale, fra la popolazione che ha patito ripetute crisi alimentari e sanitarie. Alla debolezza dei servizi sociali, la rete dei religiosi ha cercato di garantire accoglienza, cibo e cure alle famiglie delle parrocchie e ai ragazzi degli oratori, nelle città come nelle aree rurali. Anche in questi giorni la gente è andata a trascorrere la notte nelle strutture salesiane disponibili. La situazione già difficile per il popolo venezuelano, con questo evento rischia di diventare disastrosa.
“Dopo aver vissuto questi momenti di tensione e angoscia, ringraziamo Dio che stiamo tutti bene” commenta p. Mora. Il presidente di Missioni Don Bosco ETS rilancia l’appello a chi voglia essere “un pezzo di cielo sicuro, lì dove la terra non lo è stata“.
Aiutaci a sostenere le prime 450 famiglie sfollate
Il tuo contributo ci permetterà anche di fornire generi alimentari essenziali a 10 comunità salesiane e sostegno economico a 200 membri del personale dei Centri:
- Con 30€ contribuisci ad acquistare un kit di primo soccorso
- Con 80€ aiuti le famiglie sfollate, ora accolte nelle case salesiane
- Con 200€ garantisci generi alimentari per 5 persone per un mese!
Cagliero 11 – “Umanità” – Luglio 2026
/in Animazione Missionaria/da PG Don BoscoSi allega di seguito il Cagliero 11 n°211 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Luglio 2026.
Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.
“Preghiamo per il rispetto e la difesa della vita umana in ogni sua tappa, riconoscendola come dono di Dio.”
Per il rispetto della vita umana.
Cari amici,
l’opera missionaria inizia con l’incontro e l’ascolto, come ci ha insegnato Don Bosco. La tecnologia e i social media favoriscono in modo significativo la comunicazione e l’evangelizzazione, raggiungendo rapidamente i giovani, diffondendo ampiamente il Vangelo e colmano le distanze. Tuttavia, in vero stile salesiano, nulla può sostituire l’incontro personale.
Una volta, un anziano missionario mi disse: “I giovani possono essere stimolati da video, progetti o messaggi online, ma ricordano quando li abbiamo ascoltati, chiamati per nome, quando abbiamo giocato con loro e camminato al loro fianco”. Questi gesti creano fiducia, amicizia e apertura verso Dio.
Questa è la comunicazione salesiana: la presenza. Don Bosco ha conquistato i cuori attraverso l’amicizia, la gentilezza, la compagnia gioiosa e lo spirito di famiglia dell’Oratorio – per poi educare a Cristo. Oggi gli strumenti digitali sono preziosi, ma la vicinanza umana viene prima di tutto. I giovani non cercano solo informazioni, ma comprensione, accoglienza e compagnia. Prima di ogni post o progetto, diamo priorità a un cuore pronto all’incontro.
Cari amici, utilizziamo la tecnologia con saggezza, ponendo al centro della nostra missione l’incontro salesiano – come Don Bosco – con la presenza, la gentilezza e l’amore per i giovani più poveri.
Don Fidel Orendain SDB,
Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale



















