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CFP Fossano: Pietro Panero va in pensione

Si riporta di seguito l’articolo oggi pubblicato dal Centro di Formazione Professionale di Fossano in merito al pensionamento dell’animatore spirituale Pietro Panero.

Pietro Panero va in pensione

Il nostro Pietro Panero se ne va in pensione, dopo 38 anni presso il Centro CNOS-FAP di Fossano dove ha ricoperto svariati incarichi al servizio del Centro e dei ragazzi.

Negli ultimi anni era diventato l’animatore spirituale, colui che guidava le numerose occasioni di preghiera, le confessioni, i ritiri. Era lui a ricordarci l’importanza del cammino spirituale oltre a quello professionale.

Quando un collega va in pensione coloro che restano perdono sempre qualche pezzo: le cose fatte insieme, l’esperienza che se ne va, il supporto alle iniziative, si perde una persona con cui si sono condivise iniziative, emozioni, settimane, stagioni. Il tempo è trascorso ma pare che nessuno se ne sia accorto ed è strana la sensazione di chi rimane perché se per qualcuno è finito un ciclo, per chi resta quel ciclo perdura nella continuità: si continueranno a svolgere quelle attività che si svolgevano prima, ma con un punto di riferimento in meno.

Pietro Panero va verso nuove giornate – sicuramente piacevoli e serene – e noi che restiamo vogliamo augurargli la massima contentezza possibile, la più alta soddisfazione

Vorremmo dire a Pietro che è fortunato, ma ci è difficile. Non perché andare in pensione sia una sventura, ma perché dopo tanti anni trascorsi in mezzo ai ragazzi della formazione professionale l’addio ha forse un sapore meno raggiante. Si torna padroni assoluti del proprio tempo, è vero, indubbiamente è stato raggiunto un traguardo onorevole, ed è giusto anche questo. Ma al tempo stesso chi se ne va perde la vita in aula, la proiezione dei filmati, l’emozione interiore del raccoglimento durante le funzioni e anche il vigoroso schiamazzo durante le ricreazioni, la vitalità della vita che cresce, che si sta formando.

Salutiamo Pietro con un occhio triste e uno sereno. Porteremo avanti i valori che lui ha visto crescere e sappiamo di poter contare sul suo aiuto e appoggio.

CFP Fossano: “è la passione che ti arde in cuore” – la testimonianza dei ragazzi 1° Elettro

Gli allievi della 1° Elettro del CNOS-FAP di Fossano hanno provato a raccontare le loro passioni, aspettative e fatiche nell’affrontare questi primi mesi di scuola. Di seguito l’articolo oggi pubblicato sul sito dell’opera.

“È la passione che ti arde in cuore”

Un canto oratoriano di qualche anno fa, citava questa frase “…è la passione che ti arde in cuore, è quella stella che ti fa sognare…”, per descrivere la passione educativa di Don Bosco per i suoi ragazzi.

Ora, gli allievi della 1° Elettro del CNOS-FAP di Fossano hanno provato a raccontarci le loro passioni nell’affrontare questi primi mesi di scuola, caratterizzati da attività di laboratorio e formazione a distanza (la cosiddetta FAD). Seguono alcune risposte significative tratte da un elaborato scritto che fa emergere non solo queste passioni, anche le loro aspettative e le loro fatiche.

Pensa a un anno fa, quali erano le tue aspettative per il futuro? Cosa ti ha portato a scegliere questo indirizzo di studio?

Le mie aspettative erano di fare l’elettricista perché mi piace collegare i cavi e vedere che da un interruttore si può accendere una lampadina. Un anno fa ho un po’ faticato a trovare il settore o la scuola che volevo fare ma alla fine l’ho trovata. E la scelta mi è stata anche più semplice perché mio fratello era anche venuto nella stessa scuola e si era trovato benissimo. 

Un anno fa avevo l’idea molto chiara su questo settore perché venendo a visitare la scuola mi ha interessato molto, ma anche meccanica industriale mi aveva interessato molto, ma alla fine mi è piaciuto più il settore elettrico. In particolare per le ore di laboratorio, ho sempre preferito lavorare che studiare.

Da sempre mi appassiona montare e smontare gli apparecchi elettrici e mi ha sempre attirato vedere l’elettricista quando faceva lavori a casa mia.  

Si un anno fa sapevo già di scegliere questa scuola perché mio padre ha una ditta di impianti elettrici ed io ho intenzione di continuare questo percorso perché è un lavoro interessante e in continuo sviluppo…

A poco più di un mese dall’inizio delle lezioni, cosa ti coinvolge e appassiona maggiormente?

La cosa che mi ha appassionata di più è stato il cablaggio della centralina perché un giorno sono venuta nel laboratorio dei salesiani e mi hanno fatto provare a fare un impianto ma sbagliai tutto. Ora che ci capisco qualcosa in più, è più bello!!!

Mi sono appassionato all’impianto dello sgabuzzino che abbiamo fatto con il prof. in laboratorio, perché è stato un progetto completo dalla progettazione su carta fino al montaggio.

Quello che mi ha appassionato maggiormente è stato il primo pannello di elettro dove siamo partiti dalle basi collegando la centralina ad un interruttore unipolare ad una lampadina e poi anche ad una presa.

Dopo questo mese di scuola mi ha appassionato un giorno di laboratorio dove ho finito di montare il primo impianto, quando ho acceso la lampadina è stata la mia prima emozione. 

Quali sogni hai nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è quello di diventare un bravo ed esperto elettricista e lavorare nelle abitazioni, fare impianti elettrici e risolvere problemi delle persone.

Il mio sogno nel cassetto è avere una bellissima famiglia, un bel lavoro (da elettricista) e una villa; lo so che chiedo un po’ troppo però sarebbe una cosa bellissima.

Un giorno mi ricordo che dissi a mio papà che da grande volevo una macchina come la sua e lui mi rispose che se la voglio devo impegnarmi e lavorare molto, questa cosa mi ha fatto riflettere molto.

Abbiamo la speranza che la passione per il settore elettrico emersa in questi elaborati, possa essere sempre più solida e solidale, non concentrata solo sul successo professionale ma finalizzata al bene comune.  Auguriamo a questi giovani di poter proseguire con serenità e impegno il cammino da loro incominciato, convinti che ogni giovane che entra in una casa salesiana goda sempre della protezione della nostra Madre del Cielo.

CFP Fossano: “Live the dream”

Live the dream” (Vivi il sogno): questo lo lo slogan installato nel Centro Professionale di Fossano dai ragazzi della terza agricola e che domina il cortile del centro. Di seguito l’articolo pubblicato ieri sul sito dell’opera.

“Live the dream”, ovvero “Vivi il sogno”: da oggi questa scritta domina il cortile del nostro centro.

Essa riprende l’invito della proposta pastorale salesiana per il 2020-21 a far sempre più nostro il sogno dei 9 anni di Giovannino Bosco, sogno che segnò tutta la vita e la missione del futuro “santo dei giovani” e di cui nel 2024 ricorrerà il bicentenario.

Nonostante le innumerevoli fatiche di questo inizio di anno formativo, è evidente che il nostro continuare imperterriti a dare e fare il massimo è segno di essere pienamente dentro questo sogno, il sogno del carisma salesiano, che oggi passa attraverso di noi, formatori, ragazzi e tutti i vari collaboratori.

Come formatori, in particolare, ci impegniamo ad aiutare ciascuno dei ragazzi del centro a vivere il sogno di una vita piena, felice, impegnata, donata…live the dream!

P.S. Grazie agli splendidi ragazzi della terza agricola che hanno collaborato all’installazione della scritta!

CFP Fossano: una divisa per fare squadra

Gli allievi del corso di Termoidraulica del CNOS-FAP di Fossano ringraziano l’Idroterm per il costante supporto e per le divise ricevute in dono ed indossate con orgoglio da futuri installatori.

Anche se “l’abito non fa il monaco,” sicuramente in questo caso, conferisce ai giovani allievi un’immagine concreta in cui credere e a cui ispirarsi per la propria crescita personale e professionale. Un nuovo tassello nella costruzione di un rapporto di scambio e collaborazione che potrà proseguire in futuro quando gli allievi entreranno da protagonisti nel mondo del lavoro.

(pubblicato sul sito del CFP di Fossano il 14 ottobre)

CFP Fossano: l’iniziativa “A colloquio con la professione”

Il Centro di Formazione Professionale di Fossano è partner del progetto Città dei Talenti, un progetto selezionato da Impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e cofinanziato dalla Fondazione CRC.

A “COLLOQUIO CON LA PROFESSIONE” è un’iniziativa del progetto volta a aiutare i genitori a esplorare il mondo delle professioni con gli occhi di chi è operativo sul campo. L’obiettivo è consentire a queste figure, molto coinvolte nei processi di scelta dei figli, di ottenere indicazioni sulle evoluzioni dei vari settori lavorativi, raccogliere i bisogni relativi alla ricerca delle figure professionali, oltre che riflettere – con gli esperti – sulle competenze ed abilità oggi fondamentali, in ogni ambito di lavoro.

Supportare i ragazzi nella ricerca del loro talento è fondamentale…significa aiutarli a diventare una sorgente di acqua sempre nuova.

Le attività si terranno il 20 ottobre alle ore 17.45 presso la Città dei Talenti in via San Luigi Gallo n°1, Cuneo.

Iscrizioni entro il 16 ottobre a info@cittadeitalenti.it – specificando la data dell’incontro.

CFP Fossano: “andiamo avanti, con allegria e caparbietà”

La ripresa delle attività al Centro di Formazione Professionale di Fossano con alcune novità nel rispetto delle norme Covid-19. Di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’opera il 7 ottobre.

Andiamo avanti, con allegria e caparbietà

Il 21 Settembre, una settimana dopo l’inizio della scuola pubblica, anche noi del CNOS abbiamo ripreso l’attività formativa. È stato un tormento di leggi, regolamenti, consigli e divieti sanitari. Abbiamo fatto riunioni su riunioni (ecco perché siamo partiti un po’ dopo) istruzioni, esercitazioni per gestire le numerose novità. Non ci nascondiamo che sarà un anno impegnativo, difficile, resistente.

Abbiamo messo in atto numerose novità: intervalli suddivisi per classi, aree di ritrovo e ricreazione, certificati, dispenser di liquido disinfettante, mascherine, termometri frontali, eccetera. Seguiamo i protocolli nazionali e regionali, seguiamo le indicazioni del medico e del responsabile della sicurezza, stiamo lontani, abbiamo anche rivisto l’impostazione delle aule.

Insomma, noi vogliamo fare bene il nostro lavoro che è quello di formare ragazze e ragazzi alle professioni che inseriscano prontamente nel mondo del lavoro. Per farlo vi abbiamo e ci siamo sottoposti a limitazioni complesse e anche fastidiose che richiedono tempo per essere adempiute.

Purtroppo questo inizio di anno (che per noi è sempre un momento di festosa accoglienza) è stato impoverito della sua consueta allegria. Ma abbiamo imparato a tenere duro e faremo ogni sforzo per resistere al ritorno del Covid-19.

Vi chiediamo di essere nostri alleati in questa opposizione al virus. Per noi non è difficile immaginare che siano settimane, mesi, difficili anche per ogni singola famiglia, per ogni nostro allievo. Ognuno si porta dentro le proprie paure e speranze: la paura di non essere sufficientemente formato al mondo del lavoro e la speranza di ritornare a una normale vita di studio e di laboratorio, la paura di ammalarsi e la speranza di trascorrere momenti di allegria insieme agli altri e alle altre.

Sono confermati i corsi triennali dell’Istruzione e Formazione Professionale nell’ambito del benessere (acconciatura e estetica), della termoidraulica, nel settore elettrico, della meccanica industriale e automotive (con carrozzeria e meccanica agricola).

Si conferma anche la collaborazione con l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Ernesto Guala di Bra per il quarto e quinto anno, finalizzati a ottenere il diploma di maturità.

A questi corsi si aggiungono, come sempre, numerosi progetti di accompagnamento all’inserimento lavorativo, corsi di formazione continua per occupati e corsi per apprendisti, svolti in collaborazione con le aziende del territorio.

Proseguono le attività dello sportello di Servizi al Lavoro (SAL) per fornire un aiuto sia a chi è in cerca di impiego, sia a chi vuole comprendere meglio verso quale carriera o indirizzo produttivo orientarsi.

Quest’anno ci sono tre novità significative che merita approfondire

La prima è un corso per conseguire la qualifica di OSS (Operatore Socio-Sanitario) di cui c’è forte richiesta da parte del mondo dell’assistenza e della cura della persona.

La seconda è un IV anno per il conseguimento del diploma professionale di Tecnico delle energie rinnovabili, una delle tante figure richieste dal mondo del lavoro green. È rivolto a ragazzi che abbiano già conseguito una qualifica professionale, ma intendono proseguire gli studi. Si tratta quindi di un titolo di studio riconosciuto dal mondo del lavoro, che permette un passo avanti nell’attività professionale rispetto al titolo di “operatore” rilasciato con la qualifica professionale.

La terza novità è rappresentata dal corso IFTS sulle tecniche per la progettazione e lo sviluppo di applicazioni informatiche per la formazione di uno “Specialista in tecnologie informatiche” volto a sviluppare soluzioni informatiche a supporto dei processi produttivi e amministrativi aziendali. Il corso è ancora in attesa di approvazione e finanziamento dalla Regione, ma a giorni dovremo avere riscontri.

Non ci siamo lasciati abbattere l’umore e la voglia di futuro. Auguriamo a tutti e a noi stessi un caparbio e ottimistico Buon inizio di anno formativo!

La scuola ai tempi del Covid: la testimonianza del CFP di Fossano

Pubblichiamo un articolo de “La Fedeltà” dove si riporta l’organizzazione del CFP di Fossano per la gestione degli alunni in base alle disposizioni anti Covid-19.

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FOSSANO. Le disposizioni anti-contagio in vigore, con cui il Governo riferisce di voler prevenire una seconda ondata di Coronavirus, hanno modificato profondamente la vita  quotidiana. E questa rivoluzione si osserva con evidenza nelle scuole, dov’è necessario  “gestire”, all’interno di spazi generalmente non enormi, una quantità elevata di persone. “Scuole” abbiamo scritto, ma sarebbe più corretto scrivere “Scuole e pertinenze”: il presidente  della Regione Piemonte Alberto Cirio ha firmato un’ordinanza con cui ha introdotto l’obbligo,  dallo scorso lunedì, di indossare la mascherina anche all’aperto, “in tutte le aree pertinenziali  delle scuole di ogni ordine e grado o antistanti ad esse, ad esempio parcheggi, giardini,  piazzali e marciapiedi davanti agli ingressi e alle uscite degli istituti, nonché in tutti i luoghi di  attesa, salita e discesa del trasporto pubblico scolastico”.

Il provvedimento di Cirio è  intervenuto su una situazione che sollevava inevitabilmente delle perplessità. Mentre  all’interno delle scuole si applicano norme molto rigide – e ciò richiede un impegno non trascurabile di insegnanti e personale Ata -, all’esterno si osservavano spesso capannelli di genitori e studenti, in attesa dell’entrata o subito dopo l’uscita, che non si curavano di distanziamenti e mascherine: peraltro scenari simili, di giovani ammassati senza dispositivi di protezione individuale, si sono osservati per tutta l’estate (“senza che ciò abbia provocato un’ecatombe”, fanno notare quanti denunciano presunti eccessi nelle misure di contenimento). Se per il controllo della movida il Governo sarebbe pronto a servirsi anche dell’Esercito, per quanto riguarda gli spazi esterni alla scuola c’è ora, in Piemonte, l’ordinanza del governatore albese.

Sulla vita nelle scuole al tempo del Covid, “la Fedeltà” ha raccolto una testimonianza locale. È quella del Cnos-Fap, che ci spiega come riesce a gestire la situazione. Al Cnos-Fap di Fossano l’alto numero di studenti che frequentano l’Istituto non ha spaventato il Cnos-Fap di Fossano. Al Centro di formazione professionale salesiana di via Verdi, guidato dal direttore don Bartolo Pirra, “si riesce a gestire la situazione com’era stato pianificato” , spiega la coordinatrice Cristina Calvo. Al mattino, l’accesso degli studenti alla struttura non avviene attraverso la portineria, dove lo spazio a disposizione – inevitabilmente limitato – farebbe emergere il rischio di assembramenti, ma attraverso il cancello, da cui si prosegue nel cortile. Qui ogni classe ha uno spazio ad essa dedicato, nel quale gli studenti attendono con la mascherina il proprio insegnante; quest’ultimo verifica che ragazze e ragazzi abbiano l’autocertificazione sulla misurazione della temperatura corporea (in caso contrario, sono a disposizione dei termoscanner) e visiona le giustificazioni per eventuali assenze ( “I controlli sono più rigidi: in caso di dubbio, si contattano le famiglie” ). In seguito, seguendo “percorsi diversi, pianificati”, si raggiungono aule e laboratori. Aule e laboratori che, essendo ampi, garantiscono il distanziamento sociale anche per classi numerose; l’insegnante, a sua volta, può rimuovere visiera e mascherina soltanto quando tiene lezione alla cattedra. Nel corso della mattinata sono previsti tre intervalli, ciascuno per un gruppo diverso di classi: con questa scelta il Cnos-Fap fa sì che ad ogni intervallo accedano in cortile non più di sette classi. Come in passato, chi ha il rientro pomeridiano mangia in struttura: i pasti vengono consumati nelle aule e nei laboratori, o in cortile quando il meteo lo consente. Qualche assembramento si formava all’esterno, lungo i portici di via Verdi dove si radunavano gli studenti in vista dell’ingresso. Ma ora, dice ancora Calvo, “un salesiano fa entrare nel cortile gli studenti”.

 

CFP Fossano: un sapere antico per ripulire il presente con uno sguardo al futuro

Gli allievi della terza annualità del corso di Termoidraulica del CNOS-FAP di Fossano, hanno progettato e realizzato alcuni porta – dispenser per l’igienizzazione delle mani che sono stati posizionati all’interno del Centro in cui studiano.

La realizzazione degli oggetti li ha visti impegnati in un lavoro manuale molto articolato; tubi di rame lavorati ed assemblati secondo tecniche tradizionali che conferiscono, con la loro linearità e semplicità, un tocco di eleganza ed originalità agli ambienti in cui sono stati inseriti.

(Articolo pubblicato il 29 settembre 2020 sul sito CFP Fossano)

CFP Fossano: la collaborazione di CNOS-FAP con Arproma

Il Centro di Formazione Professionale CNOS-FAP di Fossano ha partecipato alla 62a Assemblea di Arproma. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato ieri sul sito dell’opera.

La collaborazione di CNOS-FAP con Arproma

Sabato mattina 18 luglio presso i locali della Confartigianato a Cuneo si è svolta la 62a Assemblea di Arproma (Associazione Revisori e PROduttori Macchine Agricole) dal titolo “Agricoltura e Innovazione”.

Il centro di formazione professionale CNOS-FAP di Fossano ha partecipato all’evento con il Responsabile dell’area cuneese, Dho Gianluca, i formatori Paolo Mellano e Alessio Tallone referenti del corso di meccanica agricola, nato due anni fa grazie proprio al supporto di Arproma.

Arproma, auspica al prosieguo della collaborazione, per promuovere sul territorio e potenziare il percorso formativo “Operatore alla riparazione dei veicoli a motore – Manutenzione e riparazione di macchine operatrici per l’agricoltura e l’edilizia e di pneumatici”.

Il prossimo anno formativo 2020–21 si qualificheranno i primi 25 ragazzi che hanno intrapreso due anni fa il percorso triennale e che entreranno quindi nel mondo del lavoro con competenze nuove e sicuramente ancora tanta voglia di crescere nel settore.

Per esprimere la nostra riconoscenza abbiamo consegnato un piccolo manufatto commemorativo, due frontali di automobile realizzati e decorati dai nostri ragazzi. Il primo è stato consegnato al Presidente di Confartigianato Imprese Cuneo, Joseph Meineri, il secondo al Presidente di Arproma, Luca Crosetto.

La Direzione e il personale del centro di formazione di Fossano ringraziano di cuore l’organizzatore e Segretario di Arproma, Fabio Erba, per la disponibilità e il supporto.

CFP Fossano: “Il portone al 22” – riflessione di fine anno

Si riporta di seguito la riflessione di fine anno formativo pubblicata oggi dal Centro di Formazione Professionale di Fossano in merito alla qualificazione degli allievi nonostante le difficoltà vissute durante il periodo di emergenza sanitaria.

Il portone al 22

Tre anni fa, era settembre del 2017, lo ricordiamo molto bene, circa 150 ragazze e ragazzi sono entrati per la prima volta nel Centro CNOS-FAP di Fossano con un obiettivo: diventare professionisti in un mestiere. Erano quattordicenni, qualcuno già quindicenne, e sono entrati dal portone di Via Verdi 22 con timore, curiosità, speranza (ma anche, perché no? con un pizzico di spavalderia) perché volevano compiere il primo passo che li avrebbe portati a entrare nel mondo del lavoro e diventare adulti indipendenti. Avevano un progetto, anche se non ne erano pienamente consapevoli.

Erano invece consapevoli che avrebbero dovuto sedersi in un banco e imparare alcune nozioni. Erano anche fiduciosi di applicarsi praticamente in un laboratorio meccanico, estetico, termoidraulico… e apprendere le basi del lavoro che avevano scelto per il loro futuro.

Hanno frequentato il primo anno, poi il secondo. Tutto bene. Alti e bassi, certo, qualche piccolo contrattempo, ma tutto bene. Poi nell’autunno del 2019 avevano iniziato il terzo anno. L’ultimo, finalmente! Tre, quattro, cinque mesi e, arrivati a carnevale, iniziavano a vedere la meta finale. “Tieni duro che ce l’hai quasi fatta” dicevano a se stessi.

Ma è arrivato il virus con il suo bagaglio di angoscia e di devastazione. Sembrava che tutto si sarebbe fermato. Nei ragazzi, ma anche nei formatori, anche nei genitori, la sensazione prevalente era l’incertezza: cosa sarebbe successo? Cos’era quella faccenda chiamata FAD, che cosa ne sarebbe stato di loro? Come avrebbero potuto terminare il cammino iniziato tanto tempo prima? Cadere è brutto, ma lo è ancora di più quando la meta finale è ormai in vista e sembra di poterla toccare. Se il traguardo è prossimo e scompare all’improvviso ti sembra che il destino si sia divertito alle tue spalle.

Non possiamo far finta che Covid-19 sia stato una passeggiata. Troppo dolore, troppe lacrime. Ha fatto tanti danni, non dovremo mai negarlo.

Però oggi dobbiamo gridare forte, affinché ci sentano tutti i virus, i batteri, le amebe e anche i protozoi: noi non ci siamo fermati. Ci siamo presi uno schiaffone che ci ha lasciati confusi e incerti, abbiamo girovagato per un po’ come pugili suonati. Ma non siamo andati giù. Ci siamo ripresi, ci siamo riorganizzati e siamo passati al contrattacco. Non abbiamo sconfitto il virus, purtroppo, ma gli abbiamo impedito di metterci il bastone tra le ruote.

Oggi 150 ragazze e ragazzi sono usciti dal portone di Via Verdi 22 con una qualifica in mano. Nonostante la forza del virus sono riusciti a diventare acconciatrici e acconciatori, meccanici industriali, elettricisti, carrozzieri, estetiste, termoidraulici e meccanici dell’autoveicolo.

È stata dura. Molti hanno perso l’occasione dello stage in un’azienda; tutti sono rimasti chiusi in casa e hanno dovuto capire che andare a scuola non è la cosa più brutta che c’è. La quarantena al chiuso è molto peggio. Non poter vedere i compagni di classe è molto peggio. Parlare e ascoltare tramite un monitor è molto peggio. Il virus ci ha insegnato quanto sia importante frequentare le lezioni insieme a tanti compagni e ad alcuni insegnanti. È una lezione da non dimenticare.

Quindi, cari ragazzi, care ragazze, dovete essere fieri. L’esame è finito. Siete dei professionisti. La strada è ancora lunga, ma avete fatto un grande passo avanti. È stato emozionante rivedervi con la camicia stirata, con il project work stampato a colori, con la cartella piena di libri da restituire, con mamma o papà che aspettavano fuori dal Centro la fine dell’incubo.

Per questo vi abbiamo fatto delle foto. Per ricordarci di un momento che quest’anno si è ripetuto come tutti gli altri anni, ma è stato diverso. La qualifica di quest’anno vale come le qualifiche di tutti gli anni precedenti, Ma ha un significato diverso.

È una qualifica pienamente meritata, avete lottato su un terreno difficile. È stata una fatica, però ce l’avete fatta. Avremmo voluto abbracciarvi, stringervi le mani, fare festa con voi, ma il distanziamento sociale non ce l’ha permesso. Pazienza. Ci ricorderemo a lungo di quest’annata malevola ma ancor di più ci ricorderemo che “quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare”.

Se un giorno avrete bisogno di un consiglio o di un conforto, se vorrete raccontarci cosa vi è accaduto, quali novità ci sono nella vostra vita, tornate a trovarci. Saremo ancora qui. E la porta sarà sempre aperta. Via Verdi 22. All life long.