Savio Club al Colle Don Bosco: prossimo appuntamento sabato 14 novembre!
/in In Evidenza, MGS, Notizia ispettoriale/da PG Don BoscoPagine di una missione: Lituania
/in Animazione Missionaria, In Evidenza, MGS, Notizia ispettoriale/da PG Don BoscoDopo il rientro dalle missioni estive, i gruppi coinvolti condividono esperienze, incontri e riflessioni maturate durante il percorso.
Di seguito, il racconto di Irene Salvatore, che dal 20 luglio al 10 agosto ha vissuto un’esperienza di missione in Lituania.
Pagine di una missione
Telsiai, dove ho imparato a cambiare sguardo
Il primo impatto
Quest’estate sono partita per tre settimane a Telsiai, una piccola cittadina della Lituania, a circa tre ore dalla capitale. Eravamo in otto e ad accoglierci c’erano due preti della città, che si sono presi cura del Summer Camp nel quale avremmo trascorso la maggior parte del nostro tempo e da cui eravamo ospiti.
La prima settimana ci ha messo subito alla prova: ancora non conoscevamo i ragazzi e, ad aspettarci, abbiamo trovato soprattutto freddo e pioggia. Telsiai è proprio come ci si potrebbe immaginare la Lituania: verde, piena di boschi e laghetti, con ritmi e abitudini molto più lenti dei nostri. Per le strade si incontrava poca gente, se non qualche bambino che giocava nei parchi e saltava nelle pozzanghere.
Alla fine della prima settimana abbiamo finalmente conosciuto gli animatori con cui avremmo vissuto il Summer Camp. Anche l’inizio con loro non è stato semplice: più che accolti, ci siamo sentiti un pò intimoriti…Poi, però, qualcosa è cambiato. Giorno dopo giorno abbiamo iniziato a conoscerci, a ridere insieme e a creare legami, fino ad sentire: «Non so come farò quando andrete via». Inaspettatamente, quei ragazzi che all’inizio sembravano così lontani sono diventati una parte importante della nostra esperienza.
Incontri e scoperte
Io ho scelto di stare con i ragazzi delle medie, i cosiddetti valdokas. Molti animatori erano solo di qualche anno più grandi di loro e quasi nessuno voleva stare con loro… Avendo avuto poco tempo per l’organizzazione, abbiamo deciso che ogni giorno ci trovavamo un paio d’ore prima dell’inizio del camp per giocare, ballare, correre e semplicemente stare insieme. L’idea era quella di far sentire loro, per primi, voluti bene e che non eravamo lì solo per animare i bambini, ma anche per condividere qualcosa con loro e poi soprattutto, farli un pò mettere mano in ciò che avremmo fatto con i bimb
Con i ragazzi, però, le cose non sono state subito facili. I più piccoli accoglievano i miei compagni di missione con abbracci, braccialetti e traduzioni, mentre gli adolescenti erano molto più distaccati. E poi c’era anche la lingua: nonostante molti ragazzi parlassero inglese perfettamente, noi riuscivamo a capire forse un decimo di quello che veniva detto.
È proprio in questo contesto che ho incontrato Kevinas, un ragazzo di undici anni che difficilmente dimenticherò.
Kevinas stava sempre un pò per le sue, solitamente con qualche ragazzo della squadra dei più grandi si metteva nell’angolo della sala, partecipava poco ai momenti condivisi e ai giochi, sembrava solo che sapeva di dover stare li e attendeva che il tempo passasse. Un giorno, però, si è staccato dal suo angolino e si è seduto vicino a me.
Kevinas non conosceva l’inglese, cosa molto rara tra i più giovani della Lituania, lì conoscono quasi tutti un inglese perfetto tanto che molte volte venivamo corretti da bimbi di 7 anni… Dopo il film, di solito si dicevano due parole di introduzione al momento formativo, e sarà che mi ha vista un pò persà o altro, si alza, si siede vicino a me, apre il Traduttore e inizia a tradurmi tutto, dal lituano all’italiano. Quel gesto, così piccolo, mi è rimasto dentro. Anche perchè, da quel momento, ogni volta che poteva, Kevinas cercava di stare vicino a me. Per convincerlo a giocare inventavamo delle sfide e, durante gli spostamenti, non smetteva più di parlare, lui che mi insegnava il lituano, io l’italiano, e grazie all’aiuto di un suo amico, comunicavamo.
Uno sguardo che cambia
Non è per niente facile entrare e stare in una cultura diversa dalla propria, soprattutto quando si parte con il desiderio di fare del bene e ci si trova davanti a difficoltà che limitano un pò le proprie certezze. Eppure, proprio queste difficoltà mi hanno permesso di cambiare il mio sguardo.
Sono partita con uno sguardo un po’ intimorito e forse anche con l’idea di essere lì per dare qualcosa.
Sono tornata con la consapevolezza di aver ricevuto molto più di quanto pensassi. Ho imparato a guardare oltre la distanza culturale e oltre la povertà materiale, riconoscendo che esistono forme di povertà più nascoste, che hanno bisogno della stessa cura e dello stesso amore. E forse ho imparato anche a riconoscere le mie. E tutto questo mi ha dato l’occasione di cambiare davvero sguardo verso il prossimo, a guardare con occhi nuovi l’altro, ad accorgermi di chi mi sta accanto, che forse anche qui c’è qualcuno che ha bisogno di essere accolto, ascoltato e amato.
MGS Day 2026 e Professioni Perpetue: un cantiere a cielo aperto al Colle Don Bosco
/in In Evidenza, MGS, Notizia ispettoriale, Parrocchia ed Oratorio/da PG Don BoscoIl 12 settembre 2026 il Colle Don Bosco ha accolto ragazze e ragazzi del Movimento Giovanile Salesiano per l’MGS Day, la giornata che apre il nuovo anno e lancia il tema della Proposta Pastorale 2026/2027: “Operosi nella carità”.
Per un giorno il Colle si è trasformato in un vero “cantiere a cielo aperto”: caschetti, pettorine, segnali, attrezzi e materiali da lavoro hanno dato forma a un’immagine capace di raccontare il tema dell’anno. Perché essere operosi nella carità significa prima di tutto rendere concreto l’amore attraverso le proprie mani, il servizio e il lavoro.
Un’immagine che affonda le sue radici nella storia stessa dell’Oratorio. Nelle Memorie dell’Oratorio, Don Bosco racconta la nascita dei primi laboratori: non offrì ai ragazzi soltanto un luogo in cui stare, ma si mise all’opera per insegnare loro un mestiere e dare loro la possibilità di costruire il proprio futuro. Una vera bottega di vita.
Ed è proprio da qui che è partita la giornata: “Siamo cantieri a cielo aperto”, persone ancora in costruzione chiamate ad allenarsi ogni giorno alla carità. Durante l’accoglienza, divisi in piccole squadre, i ragazzi hanno affrontato stand e sfide dedicate allo sguardo, all’ascolto, alla pazienza, alla collaborazione, all’empatia e all’attenzione verso gli altri. A ogni prova superata ricevevano un “Punto Paradiso”, sotto forma di sticker, da collezionare passando da uno stand all’altro. Un allenamento alla carità fatto di piccoli gesti e capacità da mettere in pratica, insieme.
L’MGS ha poi incontrato Antonio Squillace, uno dei quattro giovani salesiani che nel pomeriggio avrebbero pronunciato la Professione Perpetua. Attraverso la sua testimonianza, Antonio ha ripercorso alcuni degli snodi più importanti della sua storia: l’incontro con Don Bosco e i Salesiani, le esperienze e le persone che hanno segnato il suo cammino, senza nascondere fatiche e dubbi che hanno accompagnato la ricerca della propria strada. Un percorso che lo ha portato a scegliere di dire “sì per sempre”e che è diventato occasione per lasciare ai ragazzi una domanda: che cosa significa rimanere “vivi” senza accontentarsi di “vivacchiare”?
Alle 17.00, nella Basilica del Colle Don Bosco, il momento centrale della giornata: le Professioni Perpetue dei quattro giovani salesiani, che hanno pronunciato il loro “sì” definitivo nella Congregazione Salesiana. La celebrazione è stata presieduta dal Rettor Maggiore dei Salesiani, don Fabio Attard, e accompagnata dal brano evangelico scelto per le Professioni: «Io sono la porta» (Gv 10,7).
Nell’omelia, don Fabio ha ricordato che la professione non nasce anzitutto dalla promessa che una persona fa a Dio, ma da una promessa che Dio, per primo, fa sulla sua vita. Al centro, l’immagine evangelica del Buon Pastore e di Cristo come porta: «Io sono la porta. Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». Una porta che apre alla libertà e richiama ciascuno alla verità della propria chiamata.
Un invito anche a riconoscersi per ciò che si è realmente. Non uomini “di bronzo”, forti e perfetti, ma vasi di creta: fragili, eppure capaci di custodire qualcosa di molto più grande di loro. Perché, come ha ricordato il Rettor Maggiore, la potenza straordinaria viene da Dio e non da noi, e proprio dentro questa fragilità la vita di Gesù può manifestarsi.
Da qui una consegna che riguarda i quattro giovani salesiani, ma che può parlare a tutti: “Credo, perciò mi consegno”. Lasciarsi cercare da Dio, riconoscere la verità della propria chiamata e scegliere di mettere la propria vita nelle sue mani e al servizio degli altri.
L’MGS Day ha così aperto un nuovo anno pastorale tenendo insieme relazioni, servizio e vocazione. Un cantiere che non chiede persone già “finite”, ma giovani e adulti disposti a lasciarsi costruire e a costruire insieme.
Perché essere operosi nella carità significa proprio questo: mettere i propri doni al servizio di un bene che si costruisce insieme, un giorno alla volta.
Torna il Campo 4 al Colle Don Bosco!
/in In Evidenza, MGS, Notizia ispettoriale/da PG Don BoscoDal 17 al 20 settembre 2026 torna al Colle Don Bosco il Campo 4, un appuntamento atteso da tanti giovani impegnati nel cammino di formazione e servizio. Quattro giorni per ritrovarsi, condividere esperienze e approfondire il cuore della carità pastorale e del Sistema Preventivo, pilastri dello stile educativo di Don Bosco.
- Ritrovo: giovedì alle 9.45 al Colle Don Bosco
- Conclusione: domenica con la Messa e il pranzo
- Dal sabato pomeriggio sono invitati anche i giovani che hanno già concluso la triennalità del Campo 4, per vivere insieme un tempo di fraternità e confronto
Costi e iscrizioni
- Quota campo: 110 €
- Pasti: 10 € ciascuno
- Pernottamento: 20 € a notte
Le iscrizioni si effettuano presso il responsabile del proprio centro entro lunedì 14 settembre.
Cosa portare
Bibbia, quaderno, sacco a pelo, abiti adatti per due camminate (giovedì mattina e sabato pomeriggio) e tanta voglia di mettersi in gioco!
Percorso “Buoni cristiani e onesti cittadini”
/in Animazione Missionaria, Animazione Vocazionale, In Evidenza, MGS, Pastorale Giovanile/da PG Don BoscoPercorso per i giovani – “Buoni cristiani e onesti cittadini”
Avvio anno Pastorale 2026-2027
/in AGS, Animazione Missionaria, Animazione Vocazionale, Centri Universitari Salesiani, Formazione Professionale, In Evidenza, Lectio divina, MGS, Parrocchia ed Oratorio, Pastorale Giovanile, Per pensare/da PG Don BoscoL’avvio dell’Anno Pastorale ICP per il 2022-2023
Da Santiago a Monaco: l’estate in cammino dell’MGS
/in In Evidenza, MGS, Notizia ispettoriale/da PG Don BoscoOgni estate all’MGS viene proposta un’esperienza di pellegrinaggio, un’occasione per mettersi in cammino e vivere insieme alcuni giorni di condivisione e fede.
Quest’anno le mete sono state due: Santiago de Compostela, dal 27 luglio al 3 agosto con l’MGS Plus, e Monaco di Baviera, dal 9 al 13 agosto con l’MGS Triennio e Giovani.
Due strade diverse, che abbiamo scelto di raccontare attraverso le parole di due ragazzi.
Santiago: “Non puoi prevedere cosa il Signore ha in serbo per te”
A Sarria si ritrovano in 45. Dal 27 luglio le giornate iniziano presto, intorno alle 5 del mattino: preparazione, colazione, zaino in spalla e i primi chilometri ancora nel buio. Con le prime luci dell’alba, il gruppo si ritrova per le Lodi e per conoscere, giorno dopo giorno, qualcosa in più della figura di San Giacomo. Poi ognuno riparte con il proprio passo.
Lungo i 120 chilometri nascono presto anche piccole abitudini. Una su tutte: la merenda di metà tappa al camper della famiglia Franco, appuntamento particolarmente atteso, soprattutto dalla coda del gruppo. Poi l’arrivo all’ostello, la doccia, il riposo, la Messa, la condivisione e la cena insieme, spesso preparata proprio dalla famiglia Franco.
Dalla terza tappa, però, il ritmo cambia. Un dolore improvviso alla gamba rende ogni chilometro più faticoso e costringe a rallentare. Un imprevisto che diventa anche uno degli insegnamenti più importanti del Cammino: non tutto può essere previsto e, proprio nei momenti di difficoltà, si scopre il valore di avere accanto persone pronte a rallentare, aiutare e condividere la fatica. Da qui nasce una delle consapevolezze più forti di questa esperienza:
Mi porto a casa un senso di gratitudine verso le persone che il Signore ci mette a fianco nella nostra vita e la consapevolezza che nessuna situazione avviene per caso.
Monaco: “Gli incontri di questo viaggio sono stati davvero una scossa”
Questa volta l’appuntamento dell’MGS è alle 6.30 a Valdocco, destinazione Monaco di Baviera. Nel gruppo ADMA sono in 26, “un bell’assortimento di grandi e piccoli”, tra musica sempre accesa e chiacchiere durante il viaggio
Al centro del viaggio ci sono soprattutto le persone e le storie incrociate lungo la strada: amici di lunga data, volti nuovi e figure del passato capaci ancora oggi di interrogare il presente. Esperienze vissute senza maschere, alle quali si aggiunge quella più profonda dell’incontro con Dio.
Anche le tappe del pellegrinaggio diventano parte di questo percorso: i ragazzi della Rosa Bianca, con la loro ricerca della verità e della libertà; Dachau, con il peso della sofferenza e della memoria; e Altötting, con l’invito a rimanere sotto la Croce di Cristo, fiduciosi nella Risurrezione.
Questo pellegrinaggio mi ha proprio regalato un po’ di verità, un po’ di luce in più
Da Santiago a Monaco, ogni strada ha lasciato qualcosa da portare a casa: la gratitudine per chi ha condiviso un tratto di cammino, la capacità di riconoscere un significato anche nella fatica e la consapevolezza di non essere soli.
Esperienze diverse, accomunate dalla scoperta di una presenza che accompagna. E forse è proprio questa l’immagine che meglio racchiude entrambi i pellegrinaggi:
Una Luce costante splende attraverso le tenebre.
Tutte le foto dai Campi Animatori 2026
/in In Evidenza, MGS, Notizia ispettoriale/da PG Don BoscoI Campi Animatori 2026 hanno dato il via all’estate con giorni intensi di condivisione, gioco e crescita in stile salesiano. Sono disponibili le gallery del Campo Base 1, Campo Base 2 e Campo 1:
Campo Base 1 – Cesana (17-21 giugno)
Per i giovani che hanno terminato la prima superiore, il Campo Base 1 a Cesana ha offerto cinque giorni di attività, giochi e momenti di riflessione condivisa.
Un’esperienza intensa di gruppo, vissuta con entusiasmo e accompagnata dagli animatori più grandi.
Campo Base 2 – Pracharbon (17-21 giugno)
I ragazzi che hanno concluso la seconda superiore hanno vissuto il Campo Base 2 a Pracharbon, immersi nella natura e nel clima di fraternità tipico dei campi MGS.
Le giornate hanno alternato formazione, gioco, preghiera e attività di squadra, creando legami nuovi e significativi.
Campo 1 – Cesana (11-15 giugno)
Per i giovani che hanno terminato la terza superiore, il Campo 1 a Cesana ha rappresentato un passo ulteriore nel cammino di crescita personale e spirituale.
Tra attività formative, momenti di confronto, esperienze di servizio e tempo libero condiviso, i partecipanti hanno vissuto giornate che lasciano il segno.
Festa di Maria Ausiliatrice 2026: Valdocco abbraccia la sua gente
/in In Evidenza, MGS, Notizia ispettoriale, Parrocchia ed Oratorio/da PG Don BoscoIl cuore della casa di Don Bosco ha battuto ancora una volta all’unisono con quello di migliaia di persone. La Festa di Maria Ausiliatrice, appuntamento centrale per la Famiglia Salesiana e per la città di Torino, ha trasformato nella giornata del 24 maggio 2026 le vie del quartiere in un grande pellegrinaggio di fede, gratitudine e affidamento.
Fin dalle prime ore della giornata, la Basilica si è riempita di volti, passi, preghiere. Famiglie, giovani, anziani, gruppi provenienti da tutta Italia e dall’estero: una moltitudine che, come ogni anno, si ritrova attorno a Maria per dire grazie, chiedere forza, rinnovare una promessa.
Il momento centrale della mattinata è stata la Solenne Messa delle ore 11.00, presieduta da S. Em. Card. Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, accompagnata dalla Corale della Basilica.
Alle 18.30, la Basilica ha accolto invece la Messa dei giovani del Movimento Giovanile Salesiano, presieduta dal Rettor Maggiore don Fabio Attard e animata dal coro dell’Oratorio di Vigliano Biellese. Un momento vibrante, carico dell’entusiasmo tipico dei giovani che seguono Don Bosco: canti, preghiera, testimonianze e un clima di gioia contagiosa che ha preparato il cuore alla grande processione serale.
La Processione dell’Ausiliatrice: un popolo in cammino
Il momento più atteso è stato, come sempre, la grande processione con il Carro dell’Ausiliatrice. Accolto da una folla immensa e con la presenza del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo e delle Autorità, il Carro ha attraversato le vie di Valdocco illuminando il quartiere con la sua presenza maestosa e familiare. Le strade illuminate, i canti, gli sguardi rivolti a Maria: tutto parlava di una devozione che attraversa le generazioni e continua a rinnovarsi.
A conclusione della serata, il cielo sopra Valdocco si è acceso con uno spettacolo di fuochi d’artificio che ha illuminato la Basilica e il quartiere.
Una festa che unisce e rinnova
Anche quest’anno, Valdocco ha mostrato il suo volto più autentico: un luogo dove la fede diventa incontro, dove la tradizione si intreccia con la vita quotidiana, dove ogni persona trova spazio per il proprio grazie.





















































