Lettera dell’Ispettore – Luglio 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di luglio 2026.

Torino-Valdocco, 15 luglio 2026
Memoria di San Bonaventura

A Confratelli salesiani,
Componenti della Famiglia Salesiana,
Laici corresponsabili
e Giovani di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Questa mia lettera vuol essere principalmente un rendimento di grazie a Dio per i sei anni trascorsi insieme  con voi (otto in Piemonte, se si considera anche il tempo da me vissuto in Noviziato); ma sento il bisogno  di introdurmi con una richiesta di perdono per tutto quello che in questi anni avrei dovuto o potuto fare  e non ho fatto, per quanto ho fatto di sbagliato; per quanto ho fatto ma avrei potuto svolgere con più cura  e impegno; chiedo perdono specialmente se i miei comportamenti hanno causato sofferenza ingiustamente.  Avrei certamente potuto curare con più energia e determinazione preghiera, relazioni, scelte pastorali di  animazione e governo, accompagnamento di persone, comunità e opere, riflessioni e progettazioni a lungo  termine… Vi chiedo scusa per quando questi comportamenti maldestri sono stati causati, oltre che da limiti personali invincibili, anche da mie scelte deliberate. 

Fatta tale doverosa premessa, non posso che rendere grazie a Dio per questi sei anni di vita durante i  quali il Signore mi ha messo alla prova (non ero profeta, né figlio di profeta…). Il Signore cercava uno che  dimostrasse concretamente che la potenza di Dio si rivela nella debolezza dell’uomo, nella mia debolezza;  e mi ha chiamato. Nei sei anni si sono alternati momenti di gioia e di fatica, di sicurezza e di incertezza, di  energia e di stanchezza, di entusiasmo e di abbattimento; mai di noia! Ringrazio Dio perché è stato paziente  con me e ha preso tante volte per mano la mia fragilità. Ritengo che questo tempo sia stato per me una  forte esperienza di Dio; un tempo in cui Lui mi ha chiesto di affidarmi e fidarmi di più… Come ho  risposto? Mi sembra di averci messo impegno, di aver dato tutto quel che potevo: ho cercato di pormi al servizio di Dio, dei confratelli, dei giovani, dei laici corresponsabili, della Famiglia Salesiana, della missione  insomma; questo naturalmente non vuol dire che io abbia fatto bene, ma che almeno ci ho sinceramente  provato. 

Ringrazio quelli che hanno pregato per me, in particolare i confratelli della Comunità Andrea Beltrami  e Beato Filippo Rinaldi; sono certo che senza la loro preghiera e quella di tanti e tante di voi sarei venuto  meno lungo il cammino. Badate bene, conviene sempre pregare per l’ispettore (presente o futuro che sia),  anche perché se l’ispettore combina guai le conseguenze ricadono su tutti… dunque se avete pregato per il  sottoscritto avete fatto bene a me, ma anche a voi stessi! Vi assicuro che pure il sottoscritto ha pregato  spesso per voi; e che continuerà a pregare anche dopo per voi, per il legame fraterno e spirituale che si è  instaurato. Vi chiedo perciò – in una logica di reciprocità evangelica – di ricordarmi ogni tanto nella vostra  preghiera, perché io possa svolgere secondo la volontà di Dio il nuovo compito che mi è stato affidato.

Ringrazio i miei confratelli uno per uno, e non perché con tutti io sia riuscito ad avere un rapporto  buono; ci sono state tensioni più esplicite con alcuni (mi sembra poche) e tensioni rimaste più nascoste,  implicite, con altri. Vi ringrazio comunque però, perché nella stragrande maggioranza delle relazioni ho  trovato disponibilità al dialogo onesto e franco; e apertura a venire incontro alle esigenze della missione in Ispettoria.

Tra i confratelli desidero ringraziare innanzitutto il Rettor Maggiore precedente e attuale, il loro Vicario e il Consigliere Regionale della Mediterranea, che in questi anni non hanno mancato di far sentire la loro  vicinanza. 

Un ringraziamento tutto particolare poi è per me doveroso – ma ancor più è un’esigenza dell’anima – rivolgerlo a quei confratelli con i quali in questi anni ho vissuto a contatto più stretto e collaborato in  modo più intenso nel Consiglio ispettoriale: a loro va la mia riconoscenza sentita e fraterna. Don Michele Molinar, che ha svolto l’incarico di Vicario ispettoriale con grande passione, sacrificio, creatività e spirito  di fraternità. Don Giorgio Degiorgi, col quale abbiamo affrontato il nodo degli aspetti economici,   amministrativi e gestionali: Don Giorgio ha svolto un lavoro molto grande per mole, qualità ed efficacia. Don Alberto Goia, per il servizio intelligente, progettuale e comunionale nella PG; con lui sono stati avviati  e realizzati alcuni progetti pastorali importanti per la vita dell’ICP. Don Claudio Belfiore, che in questi  anni ha offerto al Consiglio ispettoriale l’apporto prezioso della sua esperienza di vita salesiana, a partire  dalla prospettiva della Formazione Professionale. Don Alessandro Borsello, Don Alberto Martelli, il Sig.  Alessandro Parolini (e prima ancora Don Mauro Balma, Don Stefano Mondin, il Sig. Lucio Reghellin e  don Claudio Durando). Sono molto riconoscente a tutti per lo stile collaborativo e comunionale che abbiamo vissuto nel Consiglio in questi anni. Un augurio fraterno rivolgo ai consiglieri recentemente  nominati: Don Riccardo Frigerio e Don Fabio Mamino: vi auguro di poter supportare con grande impegno  e senso di responsabilità il servizio di Don Giorgio. Non posso infine non ringraziare Don Paolo Camussi, che ha vissuto il compito di Segretario Ispettoriale con tutta la sua competenza e saggezza. Grazie anche a Don Fabiano Gheller e Don Matteo Vignola, che, pur non essendo consiglieri, hanno  però lavorato intensamente nel Centro ispettoriale per la CP e l’Animazione Vocazionale. Un grazie infine altrettanto doveroso e sentito va al “Senato” dell’Ispettoria, e cioè al gruppo dei  Direttori; in questi anni so di aver chiesto ad alcuni di loro compiti particolarmente onerosi: il Signore ve  ne renda merito. Ho trovato in voi disponibilità e generosità, e vi ringrazio di cuore; come pure ringrazio  per i consigli che alcuni di voi hanno saputo offrire nei nostri incontri ispettoriali o a livello personale, a  beneficio mio e di tutta l’ispettoria. 

Bello e intenso ritengo sia stato anche il rapporto con alcuni/e componenti della Famiglia Salesiana (grazie Suor Emma!) e con i numerosi laici corresponsabili, in particolare con coloro che guidano opere  ad affidamento laicale. Vi ringrazio sia per l’impegno di custodia e trasmissione del carisma, sia per le  relazioni schiette e durature che nel tempo abbiamo instaurato. 

Ringrazio infine (the last but not the least!) i giovani, quelli impegnati più direttamente nel MGS e tutti i  ragazzi e giovani incontrati in questi anni nella Comunità Proposta, a Valdocco, nelle opere, nei campi  estivi, nei pellegrinaggi e nelle altre manifestazioni ispettoriali: so che i miei incontri con loro sono stati  oggettivamente pochi; tuttavia dico con forza: carissimi giovani, vi ho portato, vi porto e vi porterò sempre nel  cuore: siete la speranza della Chiesa e del mondo, e sorgente di grande gioia per me e per tutti i salesiani. Ci sono  tanti, tantissimi giovani, che hanno raccolto o che sono pronti a raccogliere il testimone del carisma di Don  Bosco nelle diverse vocazioni in cui esso si esprime. Rendo lode a Dio per tutti loro e li ringrazio per la loro  testimonianza cristiana e salesiana, oltre che per la loro presenza amichevole e gioiosa nella mia vita. 

Carissimi, in questi sei anni mi sono sentito serenamente accolto e ho potuto conoscere in modo  approfondito il territorio di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. Ho imparato ad amare profondamente  questa terra e naturalmente le persone che la abitano. Qui mi sento a casa mia e credo che continuerò a  sentirmi a casa mia anche quando vi tornerò in seguito, partendo dal luogo dove l’obbedienza a breve mi  condurrà. L’ICP è una bellissima ispettoria, di cui essere umilmente e convintamente orgogliosi! A  cominciare dalla significatività carismatica unica al mondo derivante dalla presenza dei luoghi delle origini  e del primo sviluppo del carisma (è un dono grande per me poter abitare dove Don Bosco è vissuto e ha  operato!); a seguire con l’abbondanza dei tanti esempi di santità offertici dai santi sociali vicini a Don Bosco (il chilometro quadrato della carità, come ha definito il Cardinal Repole la zona in cui è inclusa Valdocco);  a proseguire con le tante bellezze naturali e storico-artistiche, con le realizzazioni industriali…  

Bellissime poi sono le nostre opere: alcune belle anche artisticamente; ma belle soprattutto per le persone  che le compongono, a cominciare dai ragazzi; e belle per la progettualità e l’azione educativo-pastorale che  portano avanti. Questo non significa che il lavoro sia semplice e che non ci sia bisogno di migliorare: grandi  sono le sfide che le CEP devono quotidianamente affrontare; quanto lavoro da parte dei confratelli e dei  laici corresponsabili, quanto lavoro da parte dei componenti della Famiglia Salesiana e dei giovani più  impegnati! Esistono tante attività educativo-pastorali sul territorio, a testimonianza del grande impegno  profuso da tutti per il bene dei ragazzi e della gente. Bisogna rendere merito al sacrificio di numerose  persone che hanno donato la vita e continuano a donarla perché si realizzi sempre più concretamente il  regno di Dio in mezzo alla gente di questa porzione di mondo.  

Particolarmente belle sono quelle opere dove si lavora per i giovani più poveri, che riservano loro una  progettualità particolare, che sanno indirizzare per loro energie rinnovate. Don Bosco diceva “basta che  siate giovani perché io vi ami assai”, e quindi tutti i giovani si trovano nell’orizzonte della spiritualità e  dell’azione pastorale salesiana; ma diceva anche che la gioventù pericolante era quella che doveva essere  privilegiata dalla nostra attenzione educativa: dunque ben vengano opere attente a tutti i giovani, ma che  custodiscano comunque e sempre al proprio interno un’attenzione preferenziale progettuale per quelli più  poveri.

Come personale augurio e incoraggiamento per ciascuno di voi (lo dico per tutti, ma specialmente per  i confratelli) mi sento di dire questo: vi auguro di vivere con sempre rinnovata passione il carisma di Don  Bosco, il Da mini animas cetera tolle. Vi auguro di non lasciar spegnere mai dentro di voi il fuoco che il  Signore vuole continuare a tenere acceso – o vuole accendere ex novo – nel nostro territorio, tra le tante  persone, specialmente giovani, che Lui ha voluto e vuole continuare ad affidarci. Vi auguro di rimanere  sanamente inquieti se non riuscite a raggiungere, ad avvicinare, a dialogare con i giovani! Siamo chiamati a questo, non dimentichiamoci di rimanere in ascolto degli appelli che il Signore – attraverso i giovani – ci  indirizza. La vitalità del carisma di conseguenza comporta – per il Centro ispettoriale, le comunità religiose  e le CEP – anche una costante attenzione al ridisegno delle nostre presenze, e cioè al ripensamento  continuo sia dell’efficacia pastorale delle opere o dei settori posti all’interno di esse, sia della qualità di vita  fraterna che riusciamo a generare. 

Ai corresponsabili della missione (consacrate/i o laici che siano) auguro – perché ce lo chiede la storia, in  cui abita il Signore – di lavorare sempre più insieme (sdb, consacrate/i, laici, giovani), e di prepararci  alla missione attraverso una formazione condotta anch’essa insieme e messa gradualmente a sistema.  Ciò comporta sia un accompagnamento sempre più calibrato alle opere e ai settori guidati direttamente da  laici corresponsabili; sia un modo diverso di intendere il “potere”, la responsabilità, il governo. Siamo  chiamati a sperimentare una sorta di contaminazione dell’idea di governo” così come la abbiamo intesa  fino ad ora; parlo di una modalità di governo che non è attualmente codificata, ma che è da ricercare con  saggio discernimento (per esempio nel rapporto tra Consiglio locale e Consiglio della CEP). Per rinnovare  la missione non mi pare ci sia altra strada – se vogliamo essere veramente efficaci – di quella di mettere  insieme le forze delle diverse vocazioni nella CEP!  

Circa i destinatari, vi auguro di poter conservare e rafforzare il desiderio e la scelta di lavorare per i  ragazzi più poveri, quelli che nessuno è interessato a rubarci… ma che sono invece particolarmente cari  agli occhi e al cuore di Dio. Oso rivolgervi (ai consacrati in particolare) ancora un altro augurio: che possiate  accogliere sempre più giovani in casa nostra, scegliendo di condividere con loro diversi momenti della  nostra vita; alcune comunità già lo facevano, altre hanno ripreso a farlo con modalità innovative, altre  ancora stanno provando a progettarlo; credo sinceramente che la nostra efficacia pastorale e il  rinnovamento del nostro carisma passi anche attraverso questa scelta di “contaminazione fraterna”  fortemente desiderata da Don Bosco. 

Permettetemi un penultimo saluto e augurio affettuoso a Pierluigi Livani che incomincerà il cammino  di Noviziato l’8 settembre; al futuro professo perpetuo Antonio Squillace; ai diaconi Don Tomas Kivita e  Don Alessio Moretto che si preparano a ricevere l’ordinazione sacerdotale.

Lultimo pensiero va a Don Giorgio Degiorgi: il Rettor Maggiore lo ha scelto per l’ICP nella certezza che farà molto bene all’Ispettoria: sapete certamente che Don Giorgio è una persona ricca di qualità umane  e spirituali, è stimato da tutti, ha il cuore rivolto ai ragazzi più poveri come Don Bosco e desidera seguire  

il Signore con grande passione e fedeltà. Però – dirò un’ovvietà, ma la dico lo stesso – all’ICP non sarà sufficiente il solo suo impegno (che ci sarà, e sarà certamente tanto, anzi, sarà totale!), se accanto a lui non  si vedrà contemporaneamente la collaborazione e l’impegno di tutti; la forza della comunione, del vivere e  lavorare insieme, sarà la carta vincente per far continuare a crescere questa particolare porzione di Chiesa,  che ha il mandato di trasmettere il carisma salesiano nel territorio della ICP. Buon lavoro allora, carissimo  Don Giorgio, e buon lavoro a tutti voi nella vigna del Signore; un Lavoro che certamente si si abbinerà al  Pane e al Paradiso (cfr il Campo PLP…). 

Per l’insediamento di don Giorgio come sapete ci diamo appuntamento sabato 18 alle 11, nella  basilica di Maria Ausiliatrice. Seguirà un pranzo a buffet per tutti. È un momento molto importante di  comunione per l’Ispettoria: spero dunque che riusciremo a essere presenti in massa, sia come SDB che  come CEP. 

Un grande abbraccio a tutti, unito all’augurio di poterci incontrare in occasione di qualche vostra visita  a Roma, magari nel Comprensorio Callistiano. 

Il Signore vi benedica e vi protegga, Maria Ausiliatrice sia per voi Madre e Maestra; Don Bosco rimanga  il modello da seguire e colui che ci insegna la passione per la salvezza terrena ed eterna dei giovani, nel  cercare la quale troviamo la nostra personale salvezza. Buon cammino nell’infinito mistero di Dio! 

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 Con tanto affetto e riconoscenza in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP