“Scelte politiche sbagliate, uso scellerato delle risorse naturali”: La crisi umanitaria del Venezuela
Un intenso programma a Valdocco (Torino) dei vescovi salesiani Jonny Eduardo Reyes e Pablo Gonzalez, invitati da Missioni Don Bosco il 18 e 19 settembreĀ per dare testimonianza sulla drammatica situazione del Venezuela. Dopo il loro incontro con il Papa nellaĀ visita ad limina apostolorum, insieme con i confratelli della Conferenza episcopale venezuelana, hanno partecipato a due momenti pubblici: il primo, martedì a Maria Ausiliatrice per una celebrazione eucaristica, il secondo, mercoledì in Sala Sangalli per il convegno āRINVOLUZIONEVENEZUELAā.
La loro presenza ha dato unāoccasione non trascurabile di visibilitĆ anche alla piccola ma crescenteĀ comunitĆ di Venezuelani emigrati negli ultimi anniĀ in Piemonte a seguito dellāesodo, del quale peraltro si registrano solo pochi riscontri nei nostri media nazionali.
LaĀ crisi umanitariaĀ delĀ VenezuelaĀ Ā«non ĆØ il frutto del caso o del destino avversoĀ». Eā piuttosto il risultato di scelte politiche sbagliate e di unĀ uso scelleratoĀ delle risorse naturali: Ā«era una nazioneĀ ricca con prospettive di grande futuro, maĀ ĆØ stata impoverita fino allāestremo e adesso vive una situazione diĀ miseria che peggiora diĀ giornoĀ in giorno eĀ questo governo continua a negare tuttoĀ».
Queste le parole di monsignorĀ Jonny Eduardo Reyes, vescovo di Puerto Ayacucho (Amazzonia), durente il suo intervento alla conferenza dal titolo “Rinvoluzione Venezuela, dal sogno bolivariano allāincubo della crisi”,Ā organizzata daĀ Missioni don BoscoĀ Valdocco onlus, a Torino.
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Rinvoluzione Venezuela: dal sogno bolivariano allāincubo della crisi
MercoledƬ 19 settembre a #Valdoccohttps://news.missionidonbosco.org/rinvoluzione-venezuela-dal-sogno-bolivariano-allincubo-della-crisi
PubliƩe par Missioni Don Bosco ONLUS sur Mercredi 19 septembre 2018
La denuncia viene da monsignorĀ Jonny Eduardo Reyes, vescovo di Puerto Ayacucho (Amazzonia), intervenuto ieri alla conferenza dal titoloĀ Rinvoluzione Venezuela, dal sogno bolivariano allāincubo della crisi,Ā organizzata daĀ Missioni don BoscoĀ Valdocco onlus, a Torino.Ā Con monsignor Reyes, di ritorno da una visita apostolicaĀ dal Papa, anche mons.Ā Pablo Gonzalez, vescovo di Guasdalito, che ha parlato della ferita profonda inflitta allaĀ societĆ venezuelana,Ā costretta aĀ vivere una quotidianitĆ fatta di stenti, economia informaleĀ e laddove ĆØ possibile diĀ emigrazione.
La popolazione venezuelana ĆØ letteralmente alla fame. Fa eccezione quel 15% cheĀ gode dei privilegi economici e delle protezioni politiche, e che sostiene senza riserve il governo in caricaĀ avendo anche il dominio degli organi di informazione.Ā Due Venezuela, uno dei quali completamente al di fuori della realtĆ e insensibile alla sofferenza di milioni di persone. La manipolazione dellāopinione pubblica arriva al punto di negare lāesodo di massa (un decimo del 30 milioni di abitanti del Venezuela) verso i Paesi confinanti e da lƬ – chi può – verso nord America ed Europa.
Ā«IlĀ mercato neroĀ ā ha dettoĀ Gonzalez āĀ la speculazione e ilĀ proliferare di attivitĆ economicheĀ illegali sono diventate oggi la principale attivitĆ Ā di chi ĆØ rimasto inĀ Venezuela eĀ per sopravvivereĀ non può fare altroĀ».
Ā«Lo stipendio di unĀ operaio equivale a circa un euro e 50 al mese, mentre una bottiglia dāacqua costa lāequivalente di 5 centesimi di euro; gli alimenti vengono rivenduti sul mercato nero e gli effetti sono simili a quelli di una guerraĀ».
Ā«La svalutazione della moneta e lāinflazione rendono carta straccia il bolivar, che ad oggi vale 0,014 euroĀ».
Pur rimanendo strettamente sul terreno dellāazione pastorale, i vescovi venezuelani hanno dato conto di quel che vedono e delle iniziative solidali che hanno intrapreso con le loro comunitĆ . Progetti che mirano alĀ soccorso immediato di chi chiede aiuto alimentareĀ (sono nate le āollas solidalesā, le pentole della fraternitĆ : le parrocchie riescono una volta alla settimana a distribuire un pasto caldo) e allāinformazione a chi ĆØ avviato allāemigrazioneĀ dal Paese. Monsignor Gonzalez e monsignor Reyes sono infatti letteralmente āvescovi di frontieraā: Colombia e Brasile sono a un passo dalle loro diocesi. Lāuno, a Guasdalito, ĆØ affacciato verso le alture andine; lāaltro, a Puerto Ayacucho, si trova nellāarea di transito verso il cuore dellāAmazzonia. Le frontiere sono poco controllate dal governo di Caracas e in compenso soggette a un pericoloso miscuglio di corruzione delle guardie, di influenza del narcotraffico, di infiltrazioni della guerriglia e di attivitĆ di mercato nero. E poi cāĆØ lāimpatto devastante sulle piccole comunitĆ di confine, che devono assorbire in poche settimane lāarrivo di un numero esuberante di profughi senza risorse, fra i quali si nascondono profittatori e provocatori. Per questoĀ esiste anche una cooperazione fra diocesi venezuelane e diocesi colombiane e brasiliane.
Durante la celebrazione eucaristica, nellāomelia, monsignor Reyes ha tratto spunto dal vangelo per rimarcare la necessitĆ di ācamminare con gli occhi e con le orecchie aperti, per essere sensibili al bisogno degli altriā. Ā Per questa ragione, laĀ Chiesa venezuelana deve essere āvicina alla gente, noi vescovi dobbiamo essere vicini al popoloā, come ha chiesto anche papa FrancescoĀ nellāincontro in Vaticano. Quel che si può fare oggi, con le risorse limitate e i con i freni imposti allāazione sociale, ĆØ āconsolareā la gente, quella che rimane e quella in fuga.
āIn certi casi non possiamo fare nulla, la situazione scappa dalle nostre mani. Possiamo solo āmetterci nelle scarpe degli altriā e provare a condividere il doloreā.
Reyes ha anche messo in luce leĀ responsabilitĆ internazionali: Ā«va smontata lāipocrisiaĀ internazionale sul Venezuela ā ha denunciato ā perchĆ© il petrolio, lāoro e i minerali nel Paese ci sono, stanno ancora lƬ, non sono spariti.Ā Ma ci sono nazioni disposte a comprarli a bassissimo costo. Bisogna smascherare il gioco politico internazionale che continua aĀ dare sostegno al regime dittatoriale di MaduroĀ».
Le due superpotenze cheĀ sostengono eĀ finanziano Maduro sonoĀ Russia e Cina: con questāultima il presidente pare aver stretto nelle ultime settimane diversiĀ accordi economici.
Ā«Io vedoĀ alcuni possibili scenari per il futuro ā haĀ concluso monsignor Reyes āĀ Oltre allaĀ rassegnazione del popolo, molti dicono che questo governo arriverĆ ad autodistruggersi; altri ancora che sarĆ necessario un intervento militare esterno;Ā il segretario di Stato vaticano Pietro ParolinĀ aveva posto quattro condizioni alĀ governo, ma sono state tutte disattese. Quello che doveva essere un dialogoĀ tra Chiesa cattolica e governoĀ in realtĆ ĆØ saltato, non cāĆØ mai statoĀ».













