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Seconda tappa del percorso BCOC: economia circolare e finanza etica

Il 23 novembre 2025, presso la Casa Ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, si è svolta la seconda tappa del percorso “Buoni Cristiani Onesti Cittadini, dedicato all’approfondimento dell’“Economia e comunità” come spazio di responsabilità, cura e trasformazione sociale.

Dopo il primo incontro incentrato sul “ri-animare l’economia”, questa giornata ha sviluppato due focus principali: l’economia circolare come paradigma rigenerativo e la finanza etica come strumento al servizio del bene comune, permettendoci di comprendere meglio il sistema bancario e la coerenza che desideriamo avere nelle nostre scelte.

L’incontro si è aperto con il saluto di Don Alberto Goia, che -attraverso le parole del Papa- ha richiamato la necessità di un’educazione integrale: la persona non può essere ridotta a competenze tecniche o algoritmi, ma è volto, storia, vocazione.

L’economia è stata dunque presentata come cura dell’uomo in tutte le sue dimensioni, e la formazione offerta dal percorso come un dono che diventa missione. L’equipe ha presentato la sintesi dei passi fatti insieme, ricordando il desiderio emerso di essere “changemakers” e mettendo i giovani su un piano concreto attraverso una breve attività di scelta economica e responsabilità.

Primo step: Cos’è l’economia circolare? Nadia Lambiase, socia fondatrice di Mercato Circolare Società Benefit

Nadia Lambiase socia fondatrice di “Mercato Circolare”, una società benefit nata nel 2018 a Torino con lo scopo di generare un impatto sociale e ambientale e rendere applicabile e accessibile il paradigma dell’economia circolare affinché tutte e tutti possano essere protagonisti del cambiamento. I loro servizi sono consulenza, formazione, divulgazione e connessione.

Nadia Lambiase ha sollecitato i giovani presenti con alcune domande:

  • Quando è la fine del mondo?
  • Che cosa ci rende felici?
  • Quali 3 parole useremmo per descrivere l’economia?
  • Qual è il rapporto tra economia e felicità?

Ha fatto emergere da subito come la narrazione dominante sia quella del capitalismo ma non l’unica possibile: altre narrazioni, come l’economia civile e circolare, aprono spazi di senso diversi.

Etimologia di economia

Attraverso un percorso storico-filosofico, Nadia ha mostrato l’evoluzione del concetto di economia, partendo da Aristotele (oikos–nomos: buona gestione della casa) fino a Smith e alla nascita della scienza economica moderna.

Sono emerse le distinzioni tra economia (produzione per l’uso e la sussistenza) e crematistica (produzione orientata al guadagno).

L’economia moderna ha poi assunto il ruolo di scienza e pian piano ha visto la centralità dell’homo oeconomicus (da Stuart Mill), ovvero con l’individuo razionale orientato alla massimizzazione dell’utilità personale, perdendo la dimensione del fine e del bene comune.

È stato messo in luce come l’attuale sistema economico superi i limiti del pianeta, consumando risorse come se esistessero tre Terre. È stata richiamata anche la sesta estinzione di massa, dovuta alla pressione umana sulla biodiversità e il cosiddetto “overshoot day” che ci mette di fronte concretamente all’utilizzo che facciamo delle nostre risorse.

Il nuovo paradigma: Economia Civile e Circolare

L’economia civile è stata presentata come spazio in cui assumono centralità la consapevolezza, la responsabilità sociale e il benessere della comunità, la responsabilità economica e ambientale. L’economia circolare è stata proposta come strategia operativa di tale paradigma.

L’economia civile si basa su un bene comune (moltiplicatorio) e non un bene totale (sommatorio). Nella moltiplicatoria, se c’è un valore nullo, il risultato finale diventa nullo, di conseguenza, diventa interesse comune far sì che nemmeno un singolo abbia una felicità pari a zero.

Secondo step: gioco di carte “eRRRando”

L’incontro è proseguito attraverso l’individuazione delle “R” dell’economia circolare. Attraverso il gioco di carte “errrando”, sono state esplorate le principali strategie circolari.

  • Rifiutare: rifiutare di acquistare o di produrre nuovi beni è il primo passo per evitare di generare rifiuti, dire no al superfluo e al modello dell’iperproduzione.
  • Ripensare: chiedersi se esistano anche modi differenti di fare ciò che abbiamo sempre fatto in un unico modo, passare dalla proprietà all’uso (noleggio, condivisione).
  • Ridurre: limitare sprechi, imballaggi, emissioni.
  • Riusare / Riutilizzare: allungare la vita dei beni, passarlo a qualcun altro.
  • Ricontenere: imballaggi riutilizzabili.
  • Riparare: progettare beni riparabili.
  • Ricondizionare / Rigenerare: restituire nuova vita agli oggetti aggiornandoli anche dal punto di vista meccanico.
  • Riconvertire: upcycling creativo.
  • Riciclare: dar vita ad una nuova materia prima, a partire da un prodotto esistente
  • Recupero: l’incenerimento dei materiali con recupero energetico. Questo avviene per tutti quei rifiuti che non  è possibile riciclare.

Ecco qui una definizione di economia come la scienza che prova a capire quali siano le leggi, le regole, che aiutano a gestire bene una casa affinché tutte e tutti (anche chi ancora deve venire al mondo) possano essere felici, a partire dalle risorse che sono disponibili.

Economia è responsabilità e cura

L’incontro si è concluso con la suggestione di Kate Raworth (L’economia della ciambella):

“Lo strumento più potente in economia non è né l’algebra né il denaro, ma è una matita, perché con una matita si può ridisegnare il mondo”

L’augurio con cui Nadia Lambiase ha salutato i giovani è che si riparta dalla collettività per ridisegnare il mondo, insieme ad altri ed altre.

Terzo step: Il sistema bancario. Una strada eticamente sostenibile. Emanuele Mollo – Responsabile filiale di Torino – Banca Etica

Banca Etica, spiega Emanuele Mollo, nasce nel 1998 ma che già a partire da inizio secolo iniziava a mettere le sue radici.

Ha inizialmente chiarito cosa sia una banca, qual è il funzionamento di una banca come impresa che raccoglie denaro (conti, depositi) e presta denaro (credito) Ha poi evidenziato la differenza tra società per azioni e cooperative: le prime mirano alla massimizzazione del profitto, le seconde alla sostenibilità economica.

Come guadagna una banca? Attraverso il margine di intermediazione (differenza tra interessi attivi e passivi) e le commissioni. È stata descritta la struttura del bilancio bancario (attivo/passivo) e l’utilizzo della raccolta per attività speculative o per l’economia reale spiegando la distanza crescente tra finanza ed economia reale, con capitali che circolano 24 ore su 24 generando “soldi dai soldi”.

Sono stati analizzati i dati sui rendimenti dei settori azionari, mostrando come aerospazio e difesa siano tra i comparti più redditizi nel comune sistema bancario, con incrementi superiori al 120% in tre anni.

Emanuele ha quindi risposto al frequente dubbio del percorso dei propri soldi in banca e il loro utilizzo. È stato presentato il report sull’esposizione delle banche italiane al settore degli armamenti, mostrando che la finanza tradizionale spesso sostiene attività che molti cittadini non condividono e la necessità di fare scelte coerenti con il nostro pensiero.

I principi della finanza etica

La finanza etica, fondata sul Manifesto del 1998, si basa su sette principi:

  1. Il credito come diritto umano
  2. Fare impresa senza scopo lucrativo primario
  3. L’efficienza è una componente della responsabilità etica
  4. Trasparenza sull’uso del denaro
  5. Partecipazione attiva dei soci
  6. Attenzione agli impatti sociali e ambientali
  7. Coerenza totale dell’attività finanziaria

Inoltre, è stata distinta la finanza etica dalla finanza sostenibile/ESG, spesso limitata agli aspetti ambientali e soggetta a rischio di greenwashing.

Misurare l’impatto di Banca Etica

Banca Etica eroga esclusivamente credito d’impatto, ovvero tutti  i suoi finanziamenti devono erogare un impatto, rendicontato ogni anno attraverso un Report di Impatto che valuta: risultati ambientali, ricadute sociali, benefici per comunità e territori. Esempi 2024: rifiuti riciclati, persone fragili inserite lavorativamente, turismo sostenibile.

La valutazione avviene tramite il contributo di soci valutatori, formati e coinvolti nel processo i quali controllano -recandosi personalmente nel luogo- che il questionario compilato dalle realtà sia concreto.

Banca Etica organizza gruppi di iniziativa territoriale, promuove la cultura e, inoltre, non ha azioni remunerate e quindi l’utile a fine anno viene rimesso nella società per renderla più solida.

Conclusioni

L’incontro ha mostrato come economia e finanza possano diventare luoghi di cura, responsabilità e trasformazione, capaci di generare impatto positivo e di promuovere scelte consapevoli.

La giornata si è conclusa con l’invito a continuare a essere costruttori di speranza e a ridisegnare insieme nuove mappe per il futuro, affidandole in preghiera animata da Don Fabio Mamino e Suor Cristina.

Weekend conclusivo secondo anno Buoni Cristiani e Onesti Cittadini

“Se non state dove si prendono le decisioni la storia vi passerà sopra”.

Il 17 e il 18 febbraio 2024 si è concluso il secondo anno di “Buoni Cristiani Onesti Cittadini”, un percorso formativo triennale rivolto a giovani universitari e lavoratori di età compresa tra i 19 e i 29 anni che nel suo secondo anno ha affrontato il tema dell’ecologia e della cura della “casa comune”, a partire dall’Enciclica “Laudato sì” e dell’Esortazione Apostolica “Laudate Deum” nella quale Papa Francesco ha voluto sollecitare ogni uomo e donna alla necessità di reagire perché “l’impatto climatico è un problema sociale globale intimamente legato alla dignità della vita umana”.

I relatori invitati, esperti, professionisti ma soprattutto testimoni di ricerca, di azione e di vita donata per il bene comune, hanno accolto l’invito a guidare i giovani presenti a riflettere sulla necessità e sull’urgenza di essere protagonisti di un cammino in cui l’impegno di ciascuno ha anche fare con la dignità umana e i grandi valori.

Due interventi e un’esperienza di ascolto sul territorio hanno caratterizzato la prima parte del weekend.

Primo step: “Alcune linee di orientamento nell’azione” 

Grazie alla presenza del professore Leonardo Becchetti, si è dato spazio ad una riflessione sull’urgenza di una transizione ecologica, fondamentale per il clima, la salute e la pace. 

In particolare, queste le domande a lui fatte in preparazione dell’incontro: 

  • come si possono tenere insieme sviluppo economico, sostenibilità ambientale e giustizia sociale? 
  • Come possono essere coinvolti i cittadini ? Che ruolo hanno i cittadini e le comunità locali? Che ruolo abbiamo noi?
  • Cosa ha a che fare la felicità con la nostra vita?

Leonardo Becchetti ha risposto approfondendo i seguenti aspetti:

  1. Anatomia e patologia: il mondo ha una serie di problemi, il corpo sociale è affetto da comorbilitá ovvero una serie di malattie tutte correlate tra loro.
  2. La cura, una visione di salute: guarire il corpo sociale. Decrescita, benessere e felicità.
  3. Le ricette e in che modo ciascuno può essere coinvolto.

Primo aspetto: l’innalzamento della temperatura globale è un dato che nessuno può più negare anche se rimane il rischio dell’iperazionismo. Tutto è correlato: inflazione, mercato del lavoro, disuguaglianza, povertà, individualismo, meno fiducia nelle istituzioni, complottismo, populismo. 

È necessaria una grande rivoluzione, una transizione: creare valore economico ma in modo sostenibile con il riciclo, con il riuso, con la rigenerazione, con materia seconda. 

Secondo aspetto: la cura dipende dalla visione della persona, della cultura, del benessere e dell’azione politica. Interessante, è stato l’approfondimento del benessere inteso come generativitá da cui deriva la felicità. “Abbiamo bisogno di cose che siano generative”, perché “la felicità ha il massimo impatto sociale – ambientale”, “più la vita è generativa più siamo felici”, e siamo generativi se siamo utili.

Ultimo aspetto: “l’arte delle relazioni” è ciò su cui soffermarsi. Nelle scuole occorrerebbe insegnare la cooperazione necessaria per cambiare e creare giustizia che passa attraverso il dono. “Questa è l’economia del Vangelo!”.

Il prof. Becchetti ha concluso riprendendo la frase di Don Bosco che dà il nome al cammino dei giovani presenti evidenziando come la qualità della politica dipende dalla qualità dei cittadini. 

I giovani, invitati ad una consapevolezza sulla loro ricerca di senso che li può guidare nei loro desideri di generativitá, hanno potuto comprendere la complessità e l’interconnessione esistente tra l’uomo e la casa da lui abitata, capirne le origini e gli effetti guardando alla felicità individuale che è tale se vissuta nella e per la Comunità.

Secondo step: Il principio del bene comune” 

La presenza del dottor Giancarlo Caselli è stata un’opportunità preziosa di incontro e ascolto di chi ha fatto della propria vita una testimonianza autentica di giustizia.

Ex allievo dei salesiani, ha citato don Bosco evidenziando il grande merito di essere stato capace di abitare il suo tempo senza cedere alle mode, decidendo di cambiare il sistema educativo con coraggio e investendo sul mondo giovanile.

La sintesi “Buoni Cristiani e Onesti cittadini” affianca la fede alla vita sociale:

“Don Bosco parte dall’onestà come senso della giustizia vissuto nell’intimità della propria coscienza per essere più liberi, solidali, buoni, educati”.

Il dottor Caselli ha proseguito delineando il tema della legalità che riguarda tutti, ricordando che la legalità “conviene” perché si vive meglio. L’illegalità al contrario crea povertà: illegalità economica, corruzione e mafia il cui fatturato toglie risorse ai cittadini. 

Questa premessa ha consentito di comprendere da subito il motivo per cui all’interno del percorso di “Buoni Cristiani e Onesti cittadini” fosse un’opportunità approfondire il tema delle mafie e delle agromafie.

In particolare, è stato evidenziato come l’agroalimentare sia un settore portante della nostra economia e che in quanto tale attira opacità, irregolarità, illegalità, mafiosi.

La presenza delle agromafie va dalla terra, allo scaffale, alla tavola e l’illecito ha un impatto ambientale: il traffico illecito dei rifiuti, lo sversamento dei liquami tossici nei terreni e nei corsi d’acqua con conseguenti danni spesso irreparabili. Questi sono i temi che rappresentano una delle emergenze e sfide cruciali dell’attuale sistema giuridico, sociale ed  economico.

L’analisi del settore alimentare, in particolare della sua contraffazione, ha permesso ai giovani di riflettere sulla necessità del non essere miopi, di parlare anche di questi problemi presenti nella nostra quotidianità, di capire, di approfondire tutte le volte in cui è possibile senza cedere all’”indifferentismo”, a non cadere nell’indifferenza alla politica (citando alcuni passaggi del discorso sulla Costituzione di Pietro Calamandrei fatto ai giovani milanesi il 26 gennaio del 1955).

I giovani hanno potuto dialogare con il dott. Caselli il quale ha saputo rispondere con la grinta che lo contraddistingue incoraggiandoli a partecipare alla vita della polis, alla vita della Comunità, in prima persona, stando insieme, l’un l’altro concludendo con una frase di Don Tonino Bello:

“Gli uomini hanno un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati”. 

Esperienza sul territorio

Dopo la cena condivisa con il gruppo dell’Animazione Missionaria, i giovani sono stati stati accolti al Sermig.

Qui hanno potuto ascoltare il racconto circa le attività di rete presenti nell’Arsenale della Pace per lo sviluppo di progetti sostenibili nei paesi in via di sviluppo, finalizzati a produrre auto sviluppo che incoraggia l’avvio di attività produttrici di reddito, valorizzando le risorse e le opportunità locali e offrendo risposte concrete e durevoli al bisogno di lavoro e sviluppo. 

La serata è terminata con un momento di preghiera nella cappella del Sermig, guidato da don Fabio Mamino in cui i giovani hanno affidato quanto ascoltato e le persone incontrate. 

Terzo step: “Ecologia della vita quotidiana” 

Una possibile strada per coniugare sviluppo economico e sostenibilità sociale ed ambientale è quella dell’economia circolare. Tale concetto, già presentato durante il primo anno di “Buoni Cristiani Onesti Cittadini”, è stato ripreso e ampliato con un intervento della dott.ssa Nadia Lambiase, presidente di Mercato Circolare srl, che ne ha evidenziato la stretta correlazione tanto con le tematiche economiche quanto con quelle ecologiche e politico – sociali, sollecitando i presenti a ritornare al punto di vista con il quale scegliamo di guardare il mondo. “Il nostro modo di vivere dipende dalla nostra postura, dal nostro sguardo”. 

114 sono le definizioni di economia circolare, darne una è una scelta politica.

Lo scopo è di mettere in piedi uno sviluppo sostenibile che tiene insieme la sfera ambientale, sociale ed economica ma anche una sfera temporale per un’equità sociale, una prosperità ambientale e un benessere economico per oggi e per domani. 

Dato questo assunto, Nadia Lambiase ha illustrato le 10 R dell’economia circolare affermando come un nuovo paradigma, declinabile su scale diverse, realizzi uno sviluppo sostenibile.

Diverse sono le esperienze e le scelte di azione che ognuno nel proprio quotidiano può mettere in pratica:

  • rifiutare, agire diversamente da come si è abituati a fare mettendo in piedi una pratica di allungamento della vita,
  • ripensare il proprio modo di usare, di rapportarsi con gli oggetti, con i servizi pubblici, 
  • riutilizzare e ricontenere,
  • riparare, riconvertire,
  • riciclare.

Per provare a mettere all’opera il proprio spirito critico come cittadine e cittadini, Nadia Lambiase ha presentato due documenti redatti dal Comune di Torino, “Piani d’azione locale del progetto Respondet (economia circolare e comunità energetiche)” e “Local Green Deal”, progetto Sme4Green (economia circolare e cibo) e ha invitato i giovani a dare il proprio contributo immaginando di essere l’amministrazione Comunale di Torino che deve decidere quali azioni mettere in campo, in particolare, nei seguenti ambiti:

  • incentivo alla raccolta separata per ridurre la produzione dei rifiuti, 
  • incentivo per tutti i servizi che allungano la vita,
  • riduzione dello spreco e approvvigionamento locale ed educazione alimentare sana ed equilibrata,
  • supporto ai mercati rionali e incentivi ai cittadini sull’utilizzo del mercato di prossimità rispetto alla grande distribuzione.

Diverse e interessanti sono state le idee e le proposte, tutte con un denominatore comune: il valore, la dignità, il benessere della persona radicata nella propria comunità, su un territorio. 

 Ultimo step: “La nostra terra, essere changemakers”

A conclusione del percorso, i giovani hanno dedicato tempo e spazio a fare una prima sintesi del cammino attraverso un questionario di verifica e un’ultima domanda sull’amore sociale con cui Papa Francesco conclude la Laudato Sì: Per rendere la società più umana, più degna della persona, occorre rivalutare l’amore nella vita sociale a livello politico economico culturale facendone la norma costante suprema dell’agire“.

La plenaria è terminata con un momento di condivisione da cui è emerso la gratitudine di un percorso in cui équipe e i giovani presenti hanno deciso di far parte di un cambiamento. 

La scelta di un cammino in cui blindare un tempo per l’incontro, l’ascolto, per la formazione che non è solo informazione ma acquisizione di chiavi di lettura critica, di speranza, di generativitá è il frutto e il seme di Buoni Cristiani Onesti Cittadini. 

I giovani hanno sperimentato la presenza di tanti giovani e di tanti uomini e donne che OGGI come changemakers riconoscono nell’invito di Santità di San Giovanni Bosco la strada da percorrere.