Festa di Don Bosco 2026: il Rettor Maggiore parla ai giovani del Movimento Giovanile Salesiano

Rinnovando una “bella tradizione” propria dei Rettori Maggiori, per la Festa di Don Bosco 2026 l’XI Successore di Don Bosco, Don Fabio Attard, consegna un messaggio di speranza e coinvolgimento ai giovani del Movimento Giovanile Salesiano (MGS).

Tre sono i punti principali sottolineati dal Rettor Maggiore. In primo luogo, Don Attard rimanda al messaggio della Strenna per il 2026, rinnovando l’invito ad essere, come Maria, attenti a ciò che accade attorno a sé e a fare sempre affidamento a Gesù.

In secondo luogo, riprendendo degli spunti di Papa Leone XIV, il Rettor Maggiore invita a “coltivare il dono dell’amicizia autentica” – un tratto veramente salesiano.

E, infine, sempre con riferimento a quanto indicato in questi primi mesi di pontificato da Papa Leone, l’XI Successore di Don Bosco esorta i ragazzi e le ragazze dell’MGS ad avere “il coraggio della verità – un atteggiamento che significa evitare qualsiasi ambiguità e prepotenza, anche verbale, verso il prossimo.

Tutto questo, conclude il Rettor Maggiore, perché i giovani siano “protagonisti di bontà, soprattutto per i giovani più bisognosi”.

Fonte: infoANS

Cagliero 11 – “Malattia” – Febbraio 2026

Si allega di seguito il Cagliero 11 n°206 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Febbraio 2026.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

Preghiamo perché i bambini affetti da malattie incurabili e le loro famiglie possano ricevere l’assistenza medica e il sostegno necessari, senza mai perdere la forza e la speranza.

Per i bambini con malattie incurabili.

Cari amici,

per noi Salesiani sono più importanti i più poveri ed abbandonati, come per Gesù il Buon Pastore, che lascia i 99 per trovare anche l’ultima perduta. Ricordo che, come giovane missionario all’età di 21 anni, ho partecipato ad una nuova presenza tra i più poveri del Ghana, Africa Occidentale, in un quartiere di baracche. Abbiamo raccolto i ragazzi di strada, e come primo passo c’erano giochi e studio, ma ho anche accompagnato all’ospedale quelli che erano malati. Grazie ai benefattori che hanno mandato molti aiuti, anche medicinali e materiale medico, i dottori locali, hanno trattato bene i nostri bambini. Grazie a Don Bosco, che ha mandato i primi missionari 150 anni fa, oggi abbiamo molte presenze in tutto il mondo non solo per educare ed evangelizzare i più poveri ma anche fornendo servizi sanitari, così i più bisognosi, specialmente i bambini più innocenti, ricevono l’assistenza medica che altrimenti non potrebbero permettersi, perché solo i paesi ricchi hanno il sistema sanitario gratuito.

Coad. Géza Nàdurvari SDB,
CORAM (Coordinatore Regionale per l’Animazione Missionaria) della Regione Europa Centro Nord, Economo e Segretario Ispettoriale