Intervista a Titti Postiglione, capo dell’Ufficio per il Servizio civile universale

Si riporta un utile articolo in merito al prossimo bando del Servizio Civile, pubblicato sul magazine Vita il 25 maggio 2019 a cura di Lorenzo Maria Alvaro, con l’intervista a Titti Postiglione, capo dell’Ufficio per il Servizio civile universale.

Servizio civile, a settembre il bando per 41mila volontari
di Lorenzo Maria Alvaro – 25 maggio 2019

Intervista a Titti Postiglione, capo dell’Ufficio per il Servizio civile universale:

«12mila posti in meno rispetto al 2018? Per ora non arriveremo ai 300 milioni dello scorso anno ma siamo impegnati costantemente a ricercare nuove risorse».

La programmazione triennale?

«Abbiamo aperto un tavolo con gli enti e i rappresentanti dei giovani che da febbraio si è già riunito sette volte»

La programmazione triennale, la dotazione finanziaria e l’adeguamento del Dipartimento. Queste sono le tre questioni principali che stanno togliendo il sonno agli enti di Servizio Civile. Ne parliamo con Titti Postiglione, capo dell’Ufficio per il Servizio civile universale del Dipartimento per le politiche giovanili.

Ci dà la fotografia del servizio civile oggi?

In questo momento abbiamo 50mila ragazzi che sono impegnati in quasi 6mila progetti di servizio civile in tutta Italia e all’estero. Operano in settori che vanno da quello ambientale alla protezione civile, dai beni culturali all’assistenza, dall’educazione alla promozione della pace. Più di 700 di loro stanno realizzando progetti in 68 diversi Paesi del mondo. La fotografia di oggi è di un servizio civile vivo, operativo ed efficiente. È una macchina, intesa non certo solo come Dipartimento ma come “sistema”, composto da Stato, Regioni e Province Autonome, enti e ragazzi, che funziona bene.

Per l’ultimo bando, quello del 20 agosto 2018 erano arrivate quasi 124mila domande, per 53.363 posti disponibili. Quali sono i tempi e numeri del prossimo bando?

Contiamo di mantenere la tempistica dello scorso anno, quindi bando per la selezione dei volontari in uscita il prossimo settembre. Stiamo infatti ultimando, con le Regioni e le Province Autonome, il lavoro di valutazione dei progetti 2018 presentati dagli enti di servizio civile. Usciranno le graduatorie e sulla base delle risorse disponibili per il 2019 si stabilirà quanti progetti verranno finanziati e per quanti volontari totali.

A quanto ammontano le risorse disponibili e per quanti volontari?

Ad oggi il Fondo ha a disposizone quasi 232 milioni di euro, per circa 41mila posti

Sono circa 12mila ragazzi in meno dell’anno precedente. Come mai?

Nella programmazione triennale di bilancio del precedente Governo erano stati previsti per il 2019, circa 152 milioni di euro che sono diventati, grazie ad un primo intervento di recupero di risorse da parte del Sottosegretario Spadafora, circa 188 milioni nella legge di bilancio 2019. A tale cifra avremmo dovuto sottrarre circa 12 milioni per un accantonamento preventivo in risposta agli ordinari tagli di bilancio operati anche sulle strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questo il punto di partenza. Oggi, proprio grazie all’impegno promesso, il Fondo ha a disposizione questi 232 milioni di euro. Sono state individuate, infatti, risorse finanziarie aggiuntive, inizialmente destinate ad altre finalità, e si è riusciti, novità dell’ultima ora, anche ad evitare il taglio previsto. Un risultato importante dunque, 80 milioni in più. E poi ricordiamo che ai 300 milioni del 2018 si è arrivati con variazioni di bilancio in corso d’opera e con avanzi di esercizio degli anni precedenti. In ogni caso l’impegno del Sottosegretario prosegue ed eventuali nuove risorse saranno tutte destinate a sostenere l’avvio in servizio di giovani volontari.

Il sottosegretario Spadafora però aveva promesso che avrebbe pareggiato la capienza dell’anno precedente…

Si è impegnato a trovare altri fondi con quell’obiettivo ed è quello che ha fatto e sta continuando a fare. La volontà è quella di raggiungere quella quota. Chiaramente tendiamo all’universalità del Servizio Civile. Ma il Paese è quello che è e la situazione è complessa. Quindi speriamo che avvenga, ma non è detto che ci riusciremo. Ma quello delle risorse non è l’unico tema sul tavolo quando si parla di servizio civile universale.

Cosa intende?

Immaginiamo di avere miracolosamente risorse per coprire tutte le 124 mila domande dello scorso anno. Che vuol dire avere oltre 700 milioni di euro, cosa evidentemente inimmaginabile. Ma anche qualora fosse possibile, il punto è avere progetti in grado di ospitare tutti questi ragazzi. È molto difficile soprattutto dal momento che vogliamo progetti in cui i ragazzi vengano seguiti nel modo giusto. Cioè progetti di qualità come quelli cui ci hanno abituato gli enti in questi anni, al netto di qualche esperienza non particolarmente riuscita. Il sistema non è evidentemente pronto oggi per questo tipo di dimensioni. Solo per fare un esempio, lo scorso anno i progetti valutati positivamente e non finanziati riguardavano poco meno di 2.000 ragazzi. Torno comunque a dire: i numeri sono importantissimi ma lo è anche, e direi soprattutto, la qualità. Se ci fosse anche qualche numero in meno, ma riuscissimo a lavorare di più su una qualità che è già eccellente, ma che può essere incrementata, sarebbe comunque un ottimo risultato.

Come incrementerete la qualità?

Ad esempio finalmente abbiamo introdotto una prima forma di riconoscimento e valorizzazione delle competenze acquisite dai ragazzi con il Servizio Civile. È una novità prevista dal decreto legislativo 40 del 2017 cui non si era ancora data attuazione. Fino a ieri i volontari ricevevano solo un documento che testimoniava come avessero prestato servizio in un determinato ente, su un generico progetto. Andiamo invece verso un attestato che enumera le competenze che il ragazzo ha avuto la possibilità di acquisire nel corso del suo servizio, che tra le altre cose prevede anche una fase intensa di formazione generale e specifica. Non è ancora una certificazione delle competenze vera e propria, per cui non solo il sistema di servizio civile ma tutti quelli che si occupano di apprendimento non formale non sono ancora pronti. Noi lavoriamo sulle cosiddette soft skills, che non solo rappresentano l’esito di una esperienza personale straordinaria, ma che tutte le ricerche ci dicono essere le competenze cui anche le aziende guardano oggi maggiormente.

Gli enti hanno espresso più volte l’idea che il Dipartimento oggi debba essere potenziato visto che si è visto accentrare tante mansioni che prima erano delegate ad altri organi. State immaginando di riorganizzarvi?

Non posso non dare loro ragione. Ma se andiamo a vedere il decreto legislativo 40 scopriamo che si dice che la Riforma del Servizio Civile si attua non solo senza nuovi oneri per la finanza pubblica ma anche senza variazione di dotazione organica alle struttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. È evidente che sia un problema. È un’esigenza quella dell’adeguamento che sentiamo noi prima ancora degli Enti.

Come si risolve questo rebus?

Stiamo cercando delle modalità. Intanto il Dipartimento da qualche settima ha una nuova organizzazione interna per rispondere strutturalmente meglio ai nuovi impegni anche sul tema più ampio delle politiche giovanili. Quello che posso poi dire è che, ad esempio, la legge apre in realtà molti spazi in termini di funzioni e competenze. Ad esempio è vero che il Dipartimento ha in capo la valutazione di tutti i progetti e non solo quelli di competenza nazionale. Ma la legge dice anche che lo fa con il coinvolgimento delle Regioni. E così su diversi punti. Per noi il ruolo delle Regioni e le Province Autonome continua ad essere essenziale su tanti punti – ispezioni, formazione, valutazione ad esempio – e ne stiamo discutendo proprio con loro, perché la collaborazione e il sostegno siano pieni e sostenibili.

L’ultimo tema sul tavolo è la programmazione…

In questo momento sono partiti alcuni “pezzi” previsti dalla riforma, come ad esempio il nuovo Albo di Servizio Civile Universale, senza però che si fosse prima costruito il “pilastro” della Riforma stessa, cioè il piano triennale, la programmazione appunto. Proprio su questo è attivo da febbraio un tavolo di lavoro con la Consulta nazionale del Servizio civile, che si è già riunito sette volte e che presiedo, dove siedono i principali enti e le loro rappresentanze ma anche i rappresentanti dei volontari. Stiamo ragionando per immaginare insieme le basi del piano triennale. E lo stesso stiamo facendo con le Regioni e Province Autonome e abbiamo iniziato a fare con le Amministrazioni competenti per i diversi settori in cui opera il servizio civile. Sarebbe stato più semplice per noi scrivere il piano in autonomia e poi sottoporlo a pareri e intese formali. Ma siamo convinti che vada invece costruito insieme, perché solo così potrà essere davvero efficace, soprattutto in una fase così delicata di passaggio dove bisogna tener conto anche della sostenibilità delle scelte. L’idea di fondo della programmazione è che ci siano meno interventi “spot” e più interventi coerenti con un disegno generale, all’interno di una cornice unica che risponda ai bisogni e alle priorità del Paese e dei territori.

Questo per dire che gli enti saranno già al corrente dei cambiamenti e dai documenti da poi da presentare?

È chiaro che ci sia la preoccupazione degli enti rispetto ad un sistema in cambiamento, soprattutto in relazione all’accelerazione che abbiamo voluto dare per far decollare la riforma nel suo nucleo principale. Ma in effetti costruendolo insieme questo percorso non ci saranno sorprese. Certo bisognerà fare tutti uno sforzo in più, a partire da noi.

E con che tempi pensate di arrivare a un avviso presentazione progetti con le nuove regole?

Il nostro proposito è che entro l’anno possa essere pubblicato l’ avviso agli enti per la presentazione di programmi di intervento e progetti sulla base del Piano triennale. Che quindi dovremmo poter aver definito nelle sue linee principali entro la fine dell’estate.

Servizio civile con Salesiani per il Sociale: l’esperienza dei primi 4 mesi

Si pubblica il resoconto di Rosanna Todisco dell’Ufficio per il Servizio Civile di Salesiani per il Sociale, in merito ai  primi 4 mesi di Servizio Civile.

SERVIZIO CIVILE CON SALESIANI PER IL SOCIALE IN PIEMONTE E VALLE D’AOSTA
Facciamo il Punto dei primi 4 mesi di Servizio – progetti, sedi, operatori volontari

Sono 53.363 i posti di Servizio Civile resi disponibili con il Bando del 23 agosto 2018 e per il quale sono state presentate oltre 121.000 domande. Salesiani per il Sociale aps, ente nazionale accreditato di primo livello, ha partecipato al bando ordinario di Servizio Civile Nazionale con 104 progetti, di cui 6 sperimentali e 6 per l’estero. I posti disponibili erano 1214, di cui 40 per i progetti all’estero e 24 per quelli sperimentali. Sono 269 gli enti legati da accordi di partenariato e da vincoli associativi a Salesiani per il Sociale per il Servizio Civile.

In Piemonte e Valle d’Aosta, abbiamo offerto ai volontari 124 posti di Servizio Civile per i quali sono state presentate 143 domande (66 maschi/77 femmine) di cui 15 candidati stranieri (13 extra
UE / 2 UE)
I giovani hanno avviato la loro esperienza il 15 gennaio 2019.
Gli operatori volontari del Servizio Civile con i Salesiani sono presenti in 25 Comuni del Piemonte e 1 Comune della Valle d’Aosta per un totale complessivo di 53 sedi di attuazione progetto.
La nostra proposta si rivolge principalmente a minori e giovani e privilegia in particolare il settore dell’Educazione e Promozione – centri di aggregazione giovanile, oratori, centri di formazione professionale, scuole, servizi culturali – e quello dell’Assistenza – Comunità educativa residenziale per minori e Centri di accoglienza per minori stranieri non accompagnati.

Sono 7 i progetti attivi per questo Bando di cui 2 sperimentali
Crescere bene insieme: progetto nei CAM, Centri Aggregativi per Minori, della città di Torino per supportare i processi di crescita dei minori e sostenere la genitorialità dei loro nuclei familiari. Ready pronti via: progetto negli oratori che intende rispondere agli specifici fenomeno di esclusione giovani della fascia di età 11-25 anni.

Qui ci sono anch’io: progetto per migliorare il rendimento formativo e il successo scolastico dei giovani che frequentano i Centri di Formazione Professionale Salesiani e per aumentare la loro capacità di instaurare relazioni positive.

Tu sì che vali 2.0: progetto che intende intervenire sul disagio adolescenziale e sulle problematiche connesse allo sviluppo identitario, relazionale e cognitivo delle ragazze e dei ragazzi che frequentano le Scuole Superiori di I e II grado, con particolare riferimento all’utilizzo inconsapevole dei Nuovi Media.

Cer Crescere Educare Condividere: progetto che intende incrementare le occasioni di relazione, formale e informale, degli ospiti della Comunità Harambee di Casale Monferrato, per sostenerli in un percorso di autonomia e sviluppo relazione/affettivo.

Abitare il futuro. Percorsi di tutela per minori stranieri non accompagnati: progetto che intende intervenire sul problema del Trauma migratorio connesso al mandato migratorio familiare dei minori stranieri non accompagnati favorendo percorsi di crescita. Ridefinire e ricontestualizzare le conseguenze del trauma migratorio al fine di concorrere al benessere integrale del minore straniero non accompagnato.

Uni.te – Università e Territorio si incontrano in biblioteca: progetto che intende promuovere e sostenere iniziative culturali sul territorio della Circoscrizione 6 di Torino, valorizzando la Biblioteca Universitaria Mario Viglietti e potenziare iniziative volte ad un pubblico giovanile e universitario.

Nei progetti del bando 2018 sono impegnati 53 OLP, adulti preparati a livello educativo e professionale che accompagnano l’esperienza e supportano i giovani volontari nel raggiungimento
degli obiettivi del progetto. Tra l’Olp e il ragazzo in servizio civile, si crea un rapporto da “apprendista” a “maestro”.

Sono state erogate 140 ore di formazione generale, un percorso didattico ed educativo che offre agli operatori volontari gli strumenti e le chiavi di lettura necessari per affrontare l’esperienza del servizio e costituisce una valida occasione di trasmissione e promozione ai giovani dei valori e dei diritti universali dell’uomo.
Ogni operatore volontario ha frequentato 50 ore di formazione generale.

Un servizio importante, di transizione all’età adulta, che si pone obiettivi che vanno nella direzione di acquisire autonomia personale, assumersi responsabilità, conseguire abilità tecnico-professionali, affermare un proprio ruolo di cittadini attivi e responsabili.

Le motivazioni che guidano un giovane a fare la domanda per il Bando di Selezione al Servizio Civile sono le più disparate. Alcuni vedono nel Servizio Civile una connessione tra il percorso di studi e il mondo del lavoro. Altre volte viene considerato come un’occasione di crescita professionale per ampliare il proprio bagaglio culturale e maturare diverse abilità. Altri presentano la domanda come per un qualsiasi altro posto di lavoro, trovano il bando, magari anche per caso, e ci provano, senza avere alcuna consapevolezza. Altri ancora, non hanno ancora le idee ben chiare su cosa “fare da grande”, terminati gli studi universitari o superiori, si concedono un anno sabbatico di riflessione. Ma tra le varie motivazioni che portano a presentare la domanda, c’è anche la volontà di avvicinarsi al mondo del sociale, o avere la possibilità di dare il proprio contributo allo sviluppo dell’empowerment di una comunità. Invece, giovani che conoscono il mondo salesiano, perché ex allievi o perché hanno esperienza dell’Oratorio, motivano la scelta con la possibilità di offrire un supporto alla propria realtà conoscendone le problematiche e i bisogni delle persone. Una delle motivazioni che incentivano quest’ultima categoria di giovani è il senso di gratitudine verso la “famiglia salesiana”: sentono di aver ricevuto tanto da quell’ambiente e desiderano “restituire” sotto forma di un servizio strutturato. Entusiasmo e voglia di mettersi in gioco sono gli elementi trainanti di questi primi 4 mesi di Servizio Civile. I giovani operatori sono testimoni di come il Servizio Civile sia un tempo generoso della loro vita donato all’altro, un tempo prodigo dedicato ad un progetto per il bene della comunità, un’esperienza che lega valori ad azioni concrete che hanno più direzioni. La prima, di formazione culturale, sociale e civica delle nuove generazioni, la seconda verso gli Enti che accolgono il giovane e lo accompagnano, la terza verso i destinatari dei progetti di Servizio Civile nelle loro varie situazioni di precarietà. In tal senso il Servizio Civile è un percorso necessario per creare legami di solidarietà, recuperare il senso della coesione del tessuto sociale, laceratosi in questi ultimi anni, attraverso la riscoperta del senso di appartenenza. Un processo che concorre alla formazione di nuovi cittadini consapevoli che lo spirito di servizio verso gli altri resta la più alta attività umana che si traduce in un vero e proprio stile di vita aperto ai problemi della realtà.

Salesiani per il Sociale aps  è un’organizzazione non profit voluta e guidata dai Salesiani d’Italia come strumento civilistico a sostegno della dimensione pastorale del disagio  e della povertà educativa; si ispira a San Giovanni Bosco, sacerdote torinese che dedicò la sua vita ai giovani poveri ed emarginati. Si occupa di coordinare anche il Servizio Civile delle organizzazioni associate su base Nazionale -enti ecclesiastici, organizzazioni di volontariato, associazioni e cooperative sociali.

 

Alcune testimonianze degli operatori in Servizio civile:

Con il Servizio Civile sto imparando che vale davvero la pena mettersi in gioco: dedicandomi ai ragazzi che seguo giorno dopo giorno, ho scoperto in me qualità che non pensavo di avere, e mettendomi a servizio ho capito che l’aiuto che ciascuno di noi può dare a chi ha più bisogno, per piccolo che sia, è sempre prezioso.

Federico, progetto Abitare il futuro, sede Oratorio Salesiano San Paolo – Torino

Dopo alcuni anni di animazione in Oratorio, il Servizio Civile mi permette di mettermi alla prova con un ruolo diverso. Essere a contatto con i bambini in un periodo continuativo, mi permette di conoscere diversi punti di vista anche distanti dalla mia realtà. Tutto ciò mi sta aiutando, sia per una mia crescita personale sia per una scelta futura in questo ambito educativo.

Sara, progetto Ready pronti via, sede Opere Salesiane don Bosco, Vercelli

Questa esperienza è per me fondamentale. Non solo per l’occasione di entrare in un contesto lavorativo dinamico e ricco di stimoli, ma soprattutto per il contatto con il contesto educativo, facendomi soffermare su quanto importante sia per una crescita e uno sviluppo integrale del ragazzo, la figura degli insegnanti e quella degli educatori in un’istituzione come la scuola.  Grazie al Servizio Civile!

Gabriele, progetto Tu sì che vali 2.0, Scuola Secondaria di primo grado “don Bosco”, Torino

Per me il Servizio Civile è la possibilità di sperimentare e sperimentarmi mettendomi a disposizione degli altri. È crescere insieme agli
altri, giorno dopo giorno.

Eleonora Boda, progetto Cer Crescere Educare Condividere, Comunità Educativa Residenziale per minori “Harambee”, Casale Monferrato

Il Servizio civile è un percorso che mi sta permettendo di crescere professionalmente e umanamente. Per me si sta rivelando come un vero e proprio cammino verso la riscoperta della Fede. Scopro ogni giorno il valore della frase “Divieni ciò che sei!”.

Andrea Marzia Casagrande, progetto Crescere bene insieme, Pastorale giovanile Salesiana, Torino

Il servizio civile, mi sta veramente spronando ad andare avanti nel mio cammino, non solo per la nuova esperienza vissuta ma soprattutto perché sto scoprendo nuove cose su di me, sto crescendo come uomo e come cristiano nella mia quotidianità.Ogni giorno mi rendo conto che la sfida più difficile è lo stare, l’esserci veramente.

Davide Delogu, progetto Ready Pronti Via, Venaria

Incontro delle segreterie del Servizio Civile Universale

Si riporta qui di seguito il Comunicato Stampa proveniente da Salesiani per il Sociale relativo all’incontro che, lunedì 20 maggio, si è svolto a all’istituto Sacro Cuore di Roma tra le segreterie del Servizio Civile Universale del mondo salesiano, coordinate dal centro nazionale di Salesiani per il sociale APS.

(Roma, 24 maggio 2019) – Il 20 maggio, all’istituto Sacro Cuore di Roma, si sono riunite le segreterie del Servizio Civile Universale del mondo salesiano, coordinate dal centro nazionale di Salesiani per il sociale APS.

La giornata è stata un’occasione di confronto per la gestione del Servizio civile, di formazione e aggiornamento per le novità introdotte dalla Riforma del Terzo Settore per il SCU. Hanno partecipato cinque segreterie ispettoriali, il Movimento per la Vita, Consorzio Zenit, Emmaus Foggia.

Il presidente di Salesiani per il Sociale APS, don Roberto Dal Molin ha introdotto i lavori con un focus sull’accompagnamento educativo dei ragazzi in servizio civile, nell’ottica della Pastorale Giovanile. La formazione è proseguita con gli interventi dell’ufficio nazionale di Servizio Civile.

Si è anche discusso degli interventi urgenti proposti dalla Conferenza nazionale Enti per il Servizio civile al governo. Pur valutando positivamente la volontà del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con la delega al Servizio Civile, l’onorevole Vincenzo Spadafora di dare attuazione alla riforma che si pone come orizzonte il garantire a tutti i giovani l’opportunità di fare l’esperienza del SCU e che si basa sulla loro volontarietà, ripropone la necessità di alcuni interventi urgenti, condivisi da tutti i soci:

– Accreditamento all’albo unico del SCU

– Programmazione triennale

– Ruolo del Dipartimento politiche giovanili e Servizio Civile Universale

– Contingente 2019

– Misure innovative

– Riordino normativo

 

Incontro di Formazione generale per gli operatori di Servizio Civile

Lunedì 3 giugno, presso il Teatro Crocetta di Torino, via Piazzi 25, si terrà l’ ultimo incontro di Formazione generale per gli operatori di Servizio Civile, con orario 9 – 17.
Sarà un incontro plenario con tutti gli OPERATORI dei progetti con i Salesiani organizzato dal TESC, Tavolo enti Servizio Civile, al quale parteciperanno anche operatori di altri Enti del Piemonte.

Programma della giornata:

 – Mattina –
Proiezione del film “Dove bisogna stare” di Daniele Gaglianone| trailer
a seguire, l’incontro dibattito con il regista;

–  Pomeriggio –
Incontro con la Delegazione dei Rappresentanti;

Sal Day Angelli – 21 maggio 2019

Si segnala l’appuntamento in occasione della Giornata Nazionale dedicata ai Servizi al Lavoro, i Sal Day, che si svolgerà presso il Centro di Formazione Professionale Cnos-Fap Agnelli (Corso Unione Sovietica 312, Torino) martedì 21 maggio 2019 alle ore 18.30.

L’incontro sarà un’occasione per ringraziarvi per la vostra disponibilità e collaborazione e per presentare alcune attività dello Sportello Servizi al Lavoro in vista del nuovo anno formativo 2019-2020, e in particolare:

– I Corsi di Formazione Continua Individuale per lavoratori occupate

– L’apprendistato Duale

– Nuovi bandi, opportunità e incentivi per le aziende.

Dopo l’incontro ci sarà un breve rinfresco.

Se siete interessati, Vi informiamo inoltre della possibilità di partecipare alle ore 16,30 al nostro Speed Date, finalizzato a conoscere potenziali candidati per l’inserimento lavorativo o in tirocinio presso le vostre realtà aziendali.
Se siete alla ricerca di personale avete la possibilità di incontrare e fare un breve colloquio con gli Allievi che a fine anno si qualificheranno in Meccanica Industriale, Meccanica Auto e Saldatura.

Vi prego di dare conferma di adesione entro e non oltre il 14 maggio, specificando anche se desiderate aderire allo Speed Date.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Grazie per la collaborazione che ci prestate, buon lavoro e cordiali saluti

La Direzione del CFP e lo Staff Servizi al Lavoro

 

 

“Salesiani per il Sociale” approva il nuovo Statuto, cambia nome ed elegge il nuovo Presidente

Si riporta l’articolo pubblicato dall’Agenzia di informazione Salesiana ANS relativo all’elezione del nuovo Presidente di “Salesiani per il Sociale APS“, don Roberto Dal Molin, a cui vanno i migliori auguri da parte della nostra Ispettoria.

(ANS – Roma) – Presso l’Istituto Salesiano Sacro Cuore di via Marsala 42, il 16 aprile 2019 si è svolta l’Assemblea ordinaria e straordinaria dei soci di Salesiani per il Sociale. Una giornata importante per l’associazione che ha approvato il suo nuovo Statuto (recependo le indicazioni della riforma del Terzo Settore) ed eletto il nuovo presidente, don Roberto Dal Molin, a seguito delle dimissioni di don Giovanni D’Andrea.

Il nuovo Statuto, approvato all’unanimità dai soci presenti, è stato adeguato alle indicazioni della “Riforma del Terzo Settore, dell’Impresa Sociale e del Servizio Civile Universale” (legge 106/2016) ed in particolare al “Codice del Terzo Settore” (Decreto Legislativo 117/2017 e conseguenti modifiche). Tra le novità del documento il cambio della denominazione dell’ente in “Salesiani per il Sociale APS”.

“È un avvenimento che ci farà ulteriormente crescere consentendoci di saper stare nel mondo ampio del Terzo Settore in maniera qualificata ed efficace rappresentando con orgoglio e responsabilità il carisma di Don Bosco – ha ribadito il presidente uscente Don Giovanni D’Andrea – negli ultimi due anni come Assemblea Nazionale abbiamo riflettuto e studiato cosa la Riforma del Terzo Settore ed i conseguenti decreti attuativi proponevano. L’adeguamento statutario e la veste giuridica che assumeremo è anche frutto dell’apporto dell’Assemblea che ha messo in atto il sano principio della partecipazione dal basso”.

Eccezionalmente l’Assemblea ha espresso il suo voto per il rinnovo della carica presidenziale a seguito delle dimissioni anticipate di Don Giovanni D’Andrea, presentate per un nuovo incarico affidatogli dalla Congregazione Salesiana presso l’Ispettoria Sicula.

Il nuovo Presidente di “Salesiani per il Sociale APS” è don Roberto Dal Molin, 51 anni di origini venete. Dal 2012 al 2018, ha ricoperto la carica di Superiore dei Salesiani dell’Ispettoria Italia Nord-Est San Marco a Venezia, precedentemente è stato Delegato per la pastorale giovanile ispettoriale e Direttore del post-noviziato salesiano di Nave (BS). Attualmente è presidente del Centro Nazionale Opere Salesiane (CNOS) e Coordinatore Nazionale di Pastorale Giovanile.

“Quella di ‘Salesiani per il Sociale APS’ è una realtà associativa molto varia e articolata sul territorio nazionale – ha affermato il neo presidente. – Come associazione è importante camminare insieme, arricchendosi degli apporti di ciascuno; nello spirito di Don Bosco abbiamo il comune obiettivo di sostenere i ragazzi che si trovano nelle situazioni più disagiate”.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito: https://www.salesianiperilsociale.it/

 

SCS – Elezione del presidente ed approvazione del nuovo statuto

Si riporta il Comunicato Stampa di SCS – Salesiani per il Sociale riguardo all’assemblea dei soci per l’elezione del presidente e l’approvazione del nuovo statuto che si terrà venerdì 12 aprile 2019 presso l’istituto “Sacro Cuore” di via Marsala 42, Roma.

Comunicato Stampa

IL 12 APRILE ASSEMBLEA DEI SOCI PER L’ELEZIONE
DEL PRESIDENTE E APPROVAZIONE DEL NUOVO STATUTO

(Roma, 04 aprile 2019) – È convocata per il 12 aprile all’istituto “Sacro Cuore”, in via Marsala 42, a Roma l’assemblea straordinaria dei soci di Salesiani per il Sociale – Federazione SCS/CNOS. Il saluto iniziale quest’anno è affidato a don Roberto Dal Molin, presidente del Centro Nazionale delle Opere Salesiane e a don Stefano Aspettati, Ispettore delegato per l’Emarginazione e il disagio.

Dopo la relazione del presidente uscente, don Giovanni D’Andrea, sulle attività svolte nel 2018 e la presentazione del piano di lavoro 2019, verrà presentato per l’approvazione del nuovo statuto nazionale, rispetto alla Riforma del Terzo Settore. Nel pomeriggio, ci sarà l’elezione del nuovo presidente.

Ufficio Stampa “Salesiani per il Sociale”

Sede Nazionale, Via Marsala 42 – 00185 Roma
Tel: 06.4940522 – Fax 06.44701712
Email: comunicazione@salesianiperilsociale.it
Web: www.salesianiperilsociale.it

3 giorni al Colle don Bosco per i volontari del Servizio Civile

Nelle giornate del 15-16-17 marzo 2019, si è svolta la Formazione Generale dei volontari del Servizio Civile dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta presso il Colle don Bosco. Obiettivo della tre giorni, quello di una crescita personale e culturale per ogni giovane prestante servizio nei vari ambienti educativi.

La formazione generale è un percorso didattico ed educativo che ogni operatore volontario impiegato in un progetto di Servizio Civile è tenuto a frequentare, in quanto offre gli strumenti e le chiavi di lettura necessari per affrontare l’esperienza del servizio e costituisce una valida occasione di trasmissione e promozione ai giovani dei valori e dei diritti universali dell’uomo.

Ecco le parole di Rosanna Todisco,  Responsabile del Servizio Civile dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta, con un riassunto delle giornate vissute al Colle:

Per il secondo anno abbiamo proposto agli Operatori Volontari impiegati nei progetti di Servizio civile dell’Ispettoria Salesiana di Piemonte e Valle d’Aosta la possibilità di una formazione generale “residenziale” al Colle don Bosco. Sono 108 i giovani operatori che nelle giornate del 13-14-15 marzo scorso, si sono ritrovati insieme per la formazione: uno spazio di riflessione e di confronto che ha aiutato i giovani a prendere maggiore consapevolezza della loro scelta e del loro ruolo all’interno del progetto nel quale sono coinvolti, sottolineando l’importanza che assume un’esperienza di cittadinanza attiva e responsabile di questo tipo.

Nella macroarea tematica “Mission e Valori dei Salesiani” gli operatori volontari hanno compiuto un percorso di formazione sulla storia di don Bosco con don Stefano Mondin e don Fabiano Gheller, anche attraverso la visita dei luoghi del Colle; hanno ascoltato diverse testimonianze di impegno concreto e di incontro con l’esperienza salesiana nelle diverse Opere attraverso la voce di don Luca Barone e Agostino Albo.

Hanno poi ricevuto importanti nozioni riguardanti le modalità di intervento del VIS, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo con Alessandro Brescia. Nella prima giornata hanno lavorato su “Animazione: tecniche, strumenti e atteggiamento” con Egidio Carlomagno.

Nella giornata centrale del residenziale il setting della formazione è stato quello del laboratorio di Teatro Sociale di Comunità, condotto da 4 operatori professionisti del Social Community Theatre Centre dell’Università degli Studi di Torino, dove attraverso attività che hanno coinvolto mente e corpo gli operatori volontari hanno vissuto un’esperienza di apprendimento che ha coniugato il gioco, la comunicazione verbale e non verbale e l’espressione di sé.

Ha introdotto la giornata la lectio magistralis di Alessandro Pontremoli, professore ordinario dell’Università degli Studi di Torino, parlando di corporeità, alterità e relazione.

I principali temi affrontati sono stati la presenza e la consapevolezza corporea ed emotiva in una relazione educativa. Si tratta di strumenti funzionali a vivere consapevolmente il cambiamento, sono molto utili al lavoro di team, ad una relazione positiva con i destinatari dei progetti e aiutano a leggere e reagire positivamente alle situazioni, anche inaspettate, che si possono presentare in un anno di Servizio civile.

Entusiasmo, ascolto e voglia di mettersi in gioco sono stati gli elementi trainanti dei tre giorni al termine dei quali gli operatori volontari hanno potuto proiettare nel futuro e quindi nel proprio contesto reale di riferimento e valenze formative, le opportunità di apprendimento, le acquisizioni interiori esperite.

Rosanna Todisco,

Responsabile del Servizio Civile dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta

Scopri qui sotto tutte le foto della tre giorni!

 

Don Carmine Ciavarella – Lettera agli OLP

Si rende pubblica la lettera indirizzata agli OLP  – Operatori Locali di Progetto – da parte di don Carmine Ciavarella, che tra qualche settimana diventerà ufficialmente il Responsabile Nazionale del Servizio Civile per la Federazione SCS CNOS. Buona lettura!

 

Gentilissimo OLP,

nella imminenza della festa di San Massimiliano (12 Marzo), patrono degli Operatori Volontari del Servizio Civile, ti raggiungo per un mio personale saluto e per alcune importanti comunicazioni.

Nelle prossime settimane inizieranno le ispezioni da parte del Dipartimento. Al fine di garantire ai volontari una efficiente espletazione del servizio e una corretta gestione conforme alle indicazioni espresse dal nel nuovo Prontuario pubblicato in data 14/01/2019, approfitto di questa email per ricordarti l’importanza di impiegare questi Giovani esclusivamente per le attività indicate nel progetto, negli orari di servizio e secondo l’articolazione settimanale lì previsti: anche la più piccola attività al di fuori da quelle indicate dal progetto potrebbe essere letta come una mancanza di rispetto della dignità del Giovane Volontario e dunque contro i valori dello stile salesiano di rispetto e paterno affetto per ogni giovane.

Non solo: qualora non venissero rispettate le indicazioni progettuali è prevista dal Dipartimento l’applicazione di quattro sanzioni amministrative che ti riporto per ricordare a quali conseguenze si potrebbe giungere:

  1. Diffida per iscritto;
  2. Revoca dell’approvazione del progetto;
  3. Interdizione temporanea a presentare altri progetti della durata di un anno;
  4. Cancellazione dall’Albo che ai sensi dell’art. 3 bis, comma 3, della legge 64/2001 impedisce la reiscrizione negli albi per cinque anni.

Ti ricordo, infine, che è necessario comunicare tempestivamente alla nostra segreteria rinunce e interruzioni dei volontari. In caso contrario sarà la segreteria di competenza a rispondere di somme erogate indebitamente.

Ultima richiesta: ricordati di comunicare al nostro ufficio eventuali distacchi almeno venti (20) giorni prima, per permettere di avviare per tempo le procedure con il Dipartimento e garantire la necessaria copertura assicurativa ai tuoi Operatori Volontari.

Al termine di questa email, volevo darti il mio personale Grazie per quanto stai facendo per i Giovani che dedicano un anno della loro vita per la realizzazione di un progetto nella tua sede. È per loro l’opportunità di mettersi alla prova ed avviarsi verso l’età adulta; per il tuo ambiente, è la possibilità di realizzare un progetto per il bene di altri ragazzi e Giovani. Davvero un anno che cambia la vita a tante persone, non solo ai Giovani Volontari. 

In attesa di incontrarci di persona ti saluto

Cordialmente
d. Carmine Ciavarella
(Responsabile Nazionale del Servizio Civile con i Salesiani)

Scarica qui la lettera
Salesiani per il Sociale

 

Condominio Solidale – Via Romolo Gessi, Torino

Si pubblica una notizia proveniente da “La Voce e il Tempo” riguardo al Condominio Solidale di via Gessi di Torino. Buona lettura!

Cos’è il Condominio Solidale di via Gessi?

Il Condominio Solidale di via Romolo Gessi 4/6, nel quartiere Santa Rita di Torino, è nato da un bando del Comune di Torino del 2008 per la gestione di un housing sociale in una struttura di alloggi popolari dell’Atc, con il finanziamento e il supporto della Compagnia di San Paolo. L’Associazione Giovanile Salesiana (Ags) per il Territorio, ha ottenuto per 12 anni la gestione della struttura attuata attraverso le cooperative sociali “Un sogno per tutti” e la Cooperativa E.T.

Il condominio è composto da 30 alloggi, 6 per piano, di cui i 18 dei piani alti sono assegnati dall’Atc in modo permanente ad anziani over 65, mentre i due piani bassi sono per persone in fragilità sociale, prevalentemente donne con figli, in maggioranza straniere, che vi abitano per un massimo di 18 mesi entro i quali devono raggiungere un’autonomia lavorativa e abitativa.

Questo avviene in 8 alloggi, i restanti sono abitati da volontari che vivono nel condominio come affidatari delle persone in fragilità fornendo loro supporto quotidiano. Esistono poi alcuni spazi comuni, oltre a una sala giochi e un giardinetto esterno attrezzato per i bambini.

In dieci anni hanno abitato il condominio nella parte dedicata alla fragilità sociale 47 nuclei per un totale di 108 persone, con problematiche di vario genere.

Articolo a cura di Marco Mascia

 

Housing Sociale

a cura di Enrico Panero

«È possibile vivere oggi a Torino, in un condominio, fondando tutto sulla relazione e la solidarietà?».

A questa domanda ha provato a rispondere il progetto di Condominio Solidale, un’esperienza di housing sociale avviata dieci anni fa nel quartiere di Santa Rita su iniziativa del Comune, con il supporto di Compagnia di San Paolo e la gestione dell’Associazione Giovanile Salesiana (Ags) per il Territorio attraverso due cooperative sociali. Da allora l’housing sociale, cioè la pratica che intende rispondere all’emergenza abitativa anche con l’accompagnamento sociale delle persone temporaneamente accolte, si è diffuso in varie esperienze e forme, con in comune l’idea che mettendo insieme le forze (anche se poche) si possono trovare migliori soluzioni ai problemi.

La particolarità di questo condominio sta nelle trasversalità intergenerazionale e interculturale, cioè la convivenza tra anziani e giovani che spesso sono stranieri, prevalentemente donne con figli. Un progetto che riporta al passato, spiegano i promotori:

«Al cascinale, con la sua famiglia allargata in cui le diverse generazioni crescevano insieme, dove c’era una forte partecipazione alla vita sociale, gli spazi erano comuni ma anche privati, i bambini erano accuditi dai genitori, ma anche dai nonni e dai fratelli maggiori».

Inoltre, il continuo confronto e scambio tra culture diverse rappresenta un indubbio valore aggiunto. In estrema sintesi, dice il coordinatore del Condominio Solidale,

«la multigenerazionalità, la territorialità, la collettività e l’assunzione di responsabilità lo rendono uno spazio particolare, l’umanità e la fragilità delle persone che lo abitano gli danno invece un aspetto di normalità».