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Il Metodo di studio a Casale Monferrato: “Per trovare il proprio posto nella scuola”

Il Metodo di studio secondo l’esperienza della realtà territoriale di Casale Monferrato coinvolta nel progetto Labs to Learn. Di seguito una breve descrizione e il video-intervista.

Le parole della Prof.ssa Valentina Rinaldi, docente di lettere presso l’Istituto Comprensivo Francesco Negri di Casale Monferrato, sottolineano l’importanza del progetto Labs to Learn dedicato al Metodo di studio all’interno della scuola di oggi.

Insegnante di italiano e coordinatrice della classe degli studenti di prima coinvolti nelle attività, in una breve intervista raccolta a pochi giorni dall’evento di presentazione del progetto alle famiglie, ricorda come la formazione continua dei docenti e l’attenzione verso le diverse forme di apprendimento dei ragazzi possano costituire la chiave giusta e necessaria per permettere agli studenti di crescere seguendo le proprie potenzialità e aiutando ognuno a trovare il posto giusto anche a scuola.

Comunità Harambée: 25 anni insieme

Esattamente 25 anni fa nasceva la Comunità Harambée: un alloggio socio assistenziale per minori in situazioni di disagio, un’opera salesiana che prende vita dal progetto di un gruppo di educatori provenienti dall’Oratorio don Bosco di Casale Monferrato. In occasione di tale anniversario, mercoledì 24 marzo alle ore 20.45 sarà possibile celebrare questo traguardo grazie al contributo video che sarà mandato online sul canale Youtube nella serata.

Di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’opera salesiana di Casale Monferrato il 23 marzo 2021:

Una scommessa vinta, nata da un progetto di giovani Salesiani Cooperatori

Una casa per restituire futuro

25 anni di vita per la comunità educativa residenziale “Harambée” e i suoi servizi

CASALE – “Una casa per restituire futuro”: questo il titolo del Convegno che 5 anni fa celebrava il ventennale di Harambée e che continua a sintetizzare efficacemente l’essenza e la “mission” educativa di questa realtà, giunta quest’anno al suo 25° anno di attività.

Precisamente il 24 marzo 1996 gli ambienti della comunità aprivano ufficialmente i battenti, preceduti da un percorso di riflessione e di progettazione risalente al 1992, allorquando cinque giovani con esperienze di lavoro e di volontariato nelle comunità per minori cominciarono a condividere un desiderio con la famiglia salesiana di Casale: offrire un’opportunità educativa ai ragazzi con necessità di casa, con uno stile e un carisma specifico, quello salesiano, in linea col sistema preventivo e riproducendo lo stile di famiglia di Don Bosco.

Il sogno trovò concretezza nell’investimento dell’Ispettoria Salesiana del Piemonte per adeguare gli spazi dell’opera e per destinare risorse a ragazzi e ragazze marcatamente segnati da disagio e difficoltà relazionali. Supportata dall’allora incaricato di Oratorio, il gruppo originario dei cinque giovani, accomunati dalla promessa di Salesiani Cooperatori maturata in seno ai rispettivi vissuti in ambito oratoriano salesiano, mise mano al progetto educativo mentre venivano avviati i lavori di ristrutturazione degli ambienti, per trasformare i locali del vecchio istituto della scuola media che aveva chiuso i battenti da anni. Oltre alla struttura abitativa, rispondente alle caratteristiche necessarie per progettare una comunità residenziale, l’opera salesiana disponeva di una “marcia in più”, rappresentata dagli ampi spazi dell’Oratorio, che da sempre sono elemento importante e imprescindibile del carisma salesiano e del sistema preventivo, e che continuano ad essere una grande risorsa per i ragazzi delle comunità, soprattutto in questo periodo di pandemia.

Con l’inserimento in comunità della prima ragazzina ospite, nel luglio del ’96, l’attività prendeva ufficialmente l’avvio: ad oggi sono 149 i minori che hanno condiviso un tratto più o meno lungo della propria esistenza in seno alla comunità Harambée: “Sono volti, storie, ciascuno con le sue peculiarità – raccontano gli operatori che compongono l’équipe educativa, équipe che si è a sua volta trasformata in questi anni -. Una straordinaria ricchezza di vita, fatta di gioie, di fatiche, di scommesse vinte, ma anche di fallimenti, di delusione… Al centro, però, c’è sempre la relazione tra il ragazzo con il suo vissuto, spesso problematico, sofferto, e l’educatore, che si pone al suo fianco, pronto a mettersi in gioco, mantenendo un atteggiamento di fiducia”.

In questo senso i servizi di Harambée nascono attorno ad un bisogno, letto e rivisitato alla luce dell’esperienza educativa, nella fiducia di poter costruire qualcosa di buono, in un incastro di risorse e di competenze che cercano di prendere forma attraversando le storie e i sogni dei ragazzi.

Il trascorrere del tempo e le mutate condizioni sociali hanno trasformato i bisogni e le richieste dal punto di vista educativo: grazie anche alla preziosa esperienza maturata in questi anni di attività, l’équipe educativa è stata in grado progressivamente di diversificare e ampliare la propria offerta di servizi, rendendo così molto feconda la realtà di Harambée. Grazie anche ad un sapiente lavoro di rete, alla costruzione di solide collaborazioni con istituzioni, famiglie, agenzie educative, volontarie e al supporto costante della famiglia salesiana, locale e ispettoriale, i servizi ad oggi attivati attorno alla tutela e alla promozione del benessere dei minori e dei neomaggiorenni si sono arricchiti e diversificati.

OVER 18

Al raggiungimento della maggiore età, i ragazzi lasciano la comunità e sono accompagnati nella complicata fase di sgancio dall’equipe educativa, che stila un progetto educativo insieme all’ospite e al Servizio Sociale di riferimento, con l’obiettivo di concretizzare l’autonomia, quando non è possibile un ritorno in famiglia. Questo percorso è accompagnato e monitorato da uno o più educatori, a seconda delle esigenze.

GApp

Accanto alla storica comunità nasce nel 2015 un gruppo appartamento per ragazzi dai 16 ai 21 anni: in risposta agli emergenti bisogni di accoglienza del territorio, la comunità ha scelto di spendersi per offrire l’opportunità di avviamento alla vita autonoma e alla costruzione di un futuro possibile a giovani provenienti da terre lontane. Al loro arrivo, soli e spaventati, i giovani immigrati scoprono un paese nuovo e cercano di inserirsi in una nuova realtà: apprendimento della lingua, espletamento delle questioni burocratiche e stesura di un progetto di vita che, grazie a formazione e al lavoro, consenta loro di introdursi in una vita adulta con basi solide.

CEM – CENTRO EDUCATIVO MINORI

Il progetto del centro diurno nasce dalla constatazione di una richiesta, spesso pressante, di dare risposte ad un disagio diffuso e sfuggente, e si configura come preventivo del disagio. In una struttura adiacente la comunità, si accolgono nel tempo diurno (ore pomeridiane) fino a sei preadolescenti in età scolare provenienti dal territorio casalese e territori limitrofi. La relazione educativa che si instaura con loro comprende attività finalizzate allo svolgimento dei compiti scolastici, cura della persona, momenti di formazione umana, attività laboratoriali e ludiche, momenti di socializzazione esterna attraverso attività sportive e culturali. La stesura di un progetto educativo individualizzato e di gruppo detta obiettivi e tempi per il raggiungimento degli obiettivi, in un percorso dinamico e funzionale e attraverso verifiche intermedie. 

LUOGO NEUTRO E SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ

In locali adiacenti alla comunità si offre la possibilità di svolgere incontri tra i minori e i familiari in un luogo protetto, chiaramente sotto la supervisione degli educatori ed avendo sempre come priorità la tutela dei minori.

PROGETTO FAMIGLIE AFFIDATARIE

Nell’ottica di suscitare e potenziare le reti di collaborazione con le comunità, gli educatori ricercano e sperimentano azioni di avvicinamento, con l’obiettivo di creare un gruppo di famiglie a supporto dell’attività educativa e disponibili ad eventuali affidi e adozioni.

PERCORSI EDUCATIVI TERRITORIALI PERSONALIZZATI

Servizi richiesti dal servizio sociale o da privati di supporto a  minori e alle loro famiglie che vivono sul territorio con obiettivi specifici e personalizzati rispetto ad alcune fragilità del percorso evolutivo.

CONSULENZA EDUCATIVA PER ENTI ED ASSOCIAZIONI

Forte dell’esperienza maturata in questo lungo e proficuo percorso educativo, Harambée offre il proprio know-how educativo e organizzativo ad enti e associazioni che operano nel settore dei servizi educativi per minori e famiglie.

PROGETTO BORSE LAVORO

Si tratta di progetti di attività lavorativa per minori ospiti della comunità o in autonomia abitativa. Col tempo si è costruita un’ampia rete di partner sul territorio con i quali Harambée collabora da anni.

Il terzo incontro del Community Lab a Casale Monferrato

Riflettere e condividere per educare – Terzo incontro Community Lab

Prosegue il percorso di riflessione e formazione per l’équipe educativa del don Bosco di Casale

CASALE (13 marzo 2021) – “Un episodio per te significativo in cui ritieni di aver educato qualcuno…”: ci eravamo lasciati con questo “compito a casa” affidato dall’équipe che ci accompagna nel percorso formativo relativo al progetto “Labs to learn”, al quale partecipiamo come comunità animatori del “Don Bosco” di Casale.

Ed è proprio dalla condivisione di questi vissuti che ha preso avvio il terzo appuntamento di questo interessante e proficuo cammino di formazione, gestito e coordinato sapientemente da Valentina, Emanuele e Martina. La modalità on line, seguendo le direttive imposte dalla normativa no-Covid , non ha compromesso la buona riuscita dell’incontro, al quale hanno preso parte il direttore dell’Opera Salesiana don Marco Durando e educatori ed animatori appartenenti a diverse generazioni, circostanza che ha contribuito alla ricchezza dello scambio e della condivisione.

Il confronto è avvenuto principalmente prendendo ispirazione dalle testimonianze che i partecipanti hanno voluto raccontare rispetto alle proprie esperienze educative, dalle quali sono emersi diversi spunti di riflessione che rivelano in buona sostanza quali e quanti significati ciascuno di noi attribuisca al termine educazione e quanto siamo disposti a metterci in gioco nella relazione educativa con gli altri, piccoli o grandi che siano.

In un secondo momento Valentina e Martina hanno suggerito l’utilizzo dello “SWOT”, una tecnica molto efficace per far emergere risorse e fatiche sia interne alla comunità che esterne. Anche in questa seconda fase la diversità di esperienze, dettate dalla molteplicità delle generazioni presenti, ha fatto sì che venissero espressi i più diversi punti di vista, con una molteplicità di “letture” della situazione attuale, sempre considerata alla luce del vissuto, che resta imprescindibile, ma in chiave di proiezione futura. Sullo sfondo resta chiaramente la considerazione del momento storico che si sta vivendo, che chiaramente impone una ridefinizione dell’azione educativa, che spesso non può più essere vissuta con tutte le caratteristiche del pre-pandemia (presenza, vicinanza stretta…), ma che sfida a cercare e trovare nuove modalità di prossimità per continuare a camminare a fianco dei bambini, ragazzi e giovani affidati alla nostra comunità.

Salesiani Casale Monferrato: “C’era un volta un pezzo di legno” – Estate 2020

Oggi, lunedì 15 giugno 2020, l’Oratorio don Bosco del Valentino di Casale Monferrato riparte con le attività estive!

Per i bambini dalla prima elementare (frequentata) fino ai ragazzi di terza media (frequentata) fino al 31 luglio 2020.

Anche quest’anno vogliamo condividere la gioia di stare insieme nel tempo estivo, per rivedere gli amici e giocare rispettando le regole necessarie per trascorrere in sicurezza le giornate di vacanza!
Riapriamo l’oratorio ma ci teniamo all’osservanza scrupolosa della legge: cerchiamo di esser “buoni cristiani” ma anche “onesti cittadini” nel rispetto delle indicazioni che ci arrivano dalle autorità civili e dai comitati degli esperti… però con spirito di iniziativa e con un po’ di coraggio desideriamo organizzare al meglio tutto ciò che ci permette la legge. Sarà una bella occasione anche per capire l’importanza delle regole e del corretto rispetto di esse. In questo ci aiuterà l’avventura di Pinocchio: un pezzo di legno che prende vita ed è chiamato a crescere e a vivere al meglio.
Ci proviamo tutti insieme, perché è importante divertirsi nel modo giusto per difendere la salute di tutti, piccoli e grandi. L’Oratorio si impegna a garantire gli spazi e tutti i requisiti richiesti per svolgere il Centro Estivo: sarà fondamentale che ciascuno faccia la sua parte per rispettare le poche ma importanti regole di comportamento necessarie per stare insieme in sicurezza. Vi aspettiamo!

Salesiani Don Bosco Casale: festa in onore di San Giovanni Bosco

La comunità salesiana di Casale presenta il programma per i preparativi della festa di San Giovanni Bosco che andrà dal 24 gennaio fino al 31 gennaio.

Si riporta di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’opera.

“BUONI CRISTIANI E ONESTI CITTADINI”

Venerdì 31 Santa Messa alle 18 con il Vescovo Gianni

CASALE – Venerdì 31 gennaio alle ore 18 sarà il Vescovo Gianni a presiedere la Santa Messa presso la Basilica del Sacro Cuore di Gesù nella solennità di san Giovanni Bosco.

La comunità del Valentino si sta preparando ad onorare il santo fondatore della congregazione salesiana con un nutrito programma di iniziative, che prenderà il via venerdì 24 gennaio con la recita del Vespro in occasione della solennità di San Francesco di Sales alle ore 19. Proprio a San Francesco di Sales don Bosco si ispirò per dare il nome alla congregazione nascente perché

«… esigendo il nostro ministero grande calma e mansuetudine – spiegherà lo stesso don Bosco nelle Memorie dell’Oratorio – ci eravamo messi sotto alla protezione di questo santo, affinché ci ottenesse da Dio la grazia di poterlo imitare nella sua straordinaria mansuetudine e nel guadagno delle anime».

Domenica 26 gennaio si rinnoverà il consueto appuntamento con la formazione comunitaria su un tema salesiano: alle 16 presso i locali della Parrocchia interverrà come relatore don Guido Errico, rettore della basilica di Maria Ausiliatrice di Valdocco, che presenterà la strenna del Rettor Maggiore dei Salesiani dal titolo “Buoni cristiani e onesti cittadini”. L’incontro è aperto a tutti coloro che vorranno approfondire questo tema.

Il triduo in preparazione della festa, che sarà predicato da don Luigi Testa, ispettore emerito dei salesiani del Piemonte giunto nella comunità del Valentino dallo scorso autunno, si svolgerà martedì 28, mercoledì 29 e giovedì 30 gennaio nel corso della celebrazione delle 18. Martedì 28, dopo la messa, sarà recitato il Rosario dei genitori con particolare intenzione per i figli e i giovani. Mercoledì 29 alle 17, invece, saranno i bambini e i ragazzi del catechismo a pregare per i genitori e per i nonni, mentre giovedì 30 alle 18.45 saranno recitati i primi vespri solenni per san Giovanni Bosco.

Venerdì 31 saranno celebrate le messe di orario feriale: 7.30, 8.45 e 18, quest’ultima presieduta dal Vescovo Gianni Sacchi, con benedizione e distribuzione del pane di don Bosco. I ragazzi e  i giovani condivideranno una serata di festa con animazione e giochi in stile salesiano: alcuni di loro vivranno una settimana di comunità presso i locali dell’Opera salesiana, esperienza che è già stata proposta in diverse occasioni durante l’anno, che “immerge” i ragazzi in un clima di famiglia, offrendo l’occasione di condividere il quotidiano in una dimensione residenziale insieme alla comunità dei salesiani. Per favorire queste iniziative, sono stati ristrutturati dei locali, i cui lavori sono stati ultimati proprio in questi giorni, accogliendo l’invito di Papa Francesco che in più occasioni ha ribadito la necessità di favorire queste iniziative:

“Nel Sinodo si è esortato a costruire una pastorale giovanile capace di creare spazi inclusivi, dove ci sia posto per ogni tipo di giovani e dove si manifesti realmente che siamo una Chiesa con le porte aperte” –  ricorda il Papa.

Domenica 2 febbraio sarà la giornata dedicata alla festa comunitaria: durante la celebrazione delle 10.30, che unifica le messe delle 10 e delle 11.15, animata dai gruppi dell’Oratorio, i Salesiani Cooperatori rinnoveranno la loro promessa di vivere seguendo il carisma del Santo fondatore. Terminata la messa, bambini e ragazzi potranno divertirsi cimentandosi nei giochi tradizionali salesiani organizzati dagli animatori, per ricreare il clima e la festa del cortile di don Bosco. A seguire ci sarà un momento conviviale di ringraziamento per gli amici, i collaboratori e i benefattori dell’Opera, rallegrato dall’Accademia, sempre proposta dagli animatori, che si cimenteranno in scenette, canti e skecht.

CHI SONO I SALESIANI COOPERATORI?

L’Associazione dei Salesiani Cooperatori , voluta e fondata da don Bosco nel 1876, è uno dei 30 gruppi della Famiglia Salesiana, riconosciuta dalla Sede Apostolica, in particolare rapporto di comunione con la Società Salesiana.

I Salesiani Cooperatori sono uomini e donne che si impegnano a vivere le loro promesse battesimali secondo lo stile di Don Bosco, al servizio della Chiesa e della Società, con particolare impegno nella missione giovanile, appassionati collaboratori di Dio nelle ordinarie condizioni di vita a favore degli ultimi, della famiglia, dei giovani, dell’educazione.