Padre Ugo de Censi – il Don Bosco delle Ande

Con la morte di padre Ugo de Censi, avvenuta domenica notte a Lima (da mesi le sue condizioni di salute si erano aggravate), se n’è andato, all’età di quasi 95 anni, il “Don Bosco delle Ande”. Un prete di strada che di strada, per servire i poveri, ne ha fatta molta: dalla natia Valtellina alle vette delle Ande.

Sacerdote salesiano, nato in Valtellina, il suo nome è legato all’Operazione Mato Grosso che fondò nel 1967. Un’esperienza di solidarietà missionaria mai interrotta.

È padre Ugo, infatti, ad aver fondato nel 1967 l’Operazione Mato Grosso, raccogliendo l’invito di un confratello e amico attivo a Poxoreo, nello Stato brasiliano del Mato Grosso. L’estate del 1966 padre Ugo aveva proposto ai suoi ragazzi di andare in missione, ricevendone come risposta un entusiasta battimani: «Fu come gettare un fiammifero sulla benzina: una fiammata. Così è nato l’Omg», ricordava il carismatico sacerdote. Quel movimento ancora oggi incarna il miglior spirito del Sessantotto cattolico: un impasto di radicalismo evangelico, voglia di andare controcorrente, desiderio di concretezza.

Col tempo l’Omg ha dato origine a un fiume di solidarietà che ha portato in missione (in vari paesi dell’America Latina) centinaia di persone e di famiglie che dedicano mesi, ma spesso lunghi anni di servizio, ai diseredati e, insieme a loro, operano per uno sviluppo integrale delle popolazioni. Impresa riuscita, tant’è che la Repubblica peruviana aveva conferito al prete valtellinese la cittadinanza onoraria e Mario Vargas Llosa riferendosi al contributo dell’Omg, l’ha definito «una rivoluzione economica e sociale». Salesiano profondamente fiero di esserlo, uomo libero e anti- convenzionale, padre Ugo è stato, per tanti ragazzi un formidabile educatore. Aveva i giovani nel cuore e fino all’ultimo si è consumato per appassionarli a Dio, come aveva confidato a papa Francesco, durante il breve incontro con lui nel corso del viaggio in Perù del gennaio scorso.

Ordinato nel 1952, per lunghi anni aveva operato ad Arese, alle porte di Milano con i “ragazzi difficili” del riformatorio, facendo sue le profonde domande esistenziali dei ragazzi, i dubbi su Dio, l’allergia alle frasi fatte sulla fede. Proprio grazie a questa esperienza il salesiano De Censi capisce che non rimane che una strada per dare forma credibile al Vangelo: mettersi dalla parte dei poveri, fino in fondo, donando tutto se stessi.

L’empatia profonda che padre Ugo ha saputo creare con i giovani gli ha permesso di far breccia – con parole che andavano dritte al cuore – nel cuore di tanti. Come nel caso di Giulio Rocca, uno dei due martiri dell’Omg, ucciso nel 1992 all’età di 30 anni da militanti di Sendero Luminoso: partito ateo dall’Italia, dopo un intenso cammino umano e spirituale era arrivato a chiedere al vescovo di Huaraz di entrare in Seminario. Padre Ugo decise di stabilirsi in Perù nel 1976: scelse Chacas, un paesotto appollaiato ai piedi dei giganti andini.

Negli anni successivi lì sono sorti laboratori di falegnameria artistica dove sono state formate generazioni di intagliatori e un ospedale che è un riferimento insostituibile per tutta la zona. Lì, nella chiesa di Chacas, a 3.300 metri di quota e quasi 700 chilometri di distanza da Lima, verrà tumulata la salma di padre Ugo che aveva dovuto abbandonare le Ande alcuni anni fa per ragioni di salute. Su quelle vette padre Ugo aveva portato la sua inseparabile fisarmonica, la passione per le montagne (che ritraeva in quadri a olio nei pochi momenti di relax) e l’allegria salesiana. La stessa che, nel 2011, al cardinale Carlo Maria Martini in visita all’Omg, fece dire: «Ho sempre desiderato vedere con i miei occhi come fosse l’oratorio di Valdocco quando c’era don Bosco. Il mio desiderio è stato esaudito qui, ai piedi delle Ande».

Cnos-Fap Vigliano Biellese – Io Centro! A Vigliano porte aperte agli amici della Domus Laetitiae!

4 dicembre 2018, Vigliano Biellese.

Cosa capita quando la vita incontra altre vite? Capita che si cresce, che si condivide, che ci si apre alla relazione e che si diventi uomini e donne migliori.
Per il secondo anno,  i nostri allievi e le nostre allieve, hanno accolto alcuni ospiti della Domus Laetitiae di Sagliano Micca, struttura per disabili che opera sul territorio biellese da molti anni. Il progetto nasce in modo semplice e condiviso, alcuni ragazzi della struttura arrivano al centro e si intrattengono per alcune ore, ragazzi e ragazze: i primi per un po’ di gioco insieme e le seconde per un po’ di acconciature.

Nel progetto sono coinvolti Veronica Cisini insieme agli operatori Dora, per le ragazze, insieme a Lucia e Nicoletta. Poi c’è Claudio ancora per l’organizzazione e Massimiliano che accompagna i ragazzi. Insieme a loro i nostri formatori e i nostri ragazzi.
Nell’incontro si copre la bellezza della relazione, di una relazione nuova, si scopre che io C’entro, ci sto dentro! Sto dentro la storia, sto dentro l’esistenza. Ma io riesco anche a fare centro, rispetto al mio dovere di stare davanti alla vita in modo responsabile, aperto, sorridente. Io Centro, io sono anche il mio Centro, io sono anche l’idea di un luogo che costruisce relazioni in cui la professionalità diventa linguaggio e il lavoro diventa dignità vissuta e dignità riconosciuta.
Grazie agli amici di Domus Laetitiae per il percorso che stanno vivendo insieme a noi e che proseguirà nei prossimi mesi! Entro Natale vivremo un secondo momento di incontro e per allora: spazio alle foto dei ragazzi! Oggi vanno in scena le Signore e il settore benessere!

CNOS FAP Vigliano Biellese – “I giovani processano la mafia”. Buona la prima!

Venerdì 30 novembre, Vigliano Biellese.

Teatro comunale strapieno a Bioglio per la vera “prima” de “I giovani processano la mafia” e grande successo per i giovani del CNOS FAP di Vigliano Biellese che venerdì 30 novembre alle 21.00 nel teatro comunale di Via Rimembranze hanno proposto una “serata riflessione” dalla grande intensità.

Presentati dal Sindaco di Bioglio e dal loro insegnante Stefano Ceffa, alla presenza del Maresciallo Capo del Comando Stazione Carabinieri di BioglioRemy Di Ronco ed accompagnati dai loro formatori e dal Direttore dell’Opera Salesiana di Vigliano Biellese Don Genesio Tarasco, con grande disinvoltura e sicurezza gli allievi del Corso Operatori di Impianti Termoidraulici – Energetici hanno raccontato il loro viaggio alla scoperta delle legalità.
Un testo pregno di contenuti, ben scritto, dalle grandi suggestioni accompagnato da immagini di repertorio, dai TG che annunciavano la morte di Falcone e Borsellino agli speciali sulla cattura di Riina, fino ai filmati di Padre Pino Puglisi. Filmati emozionanti accompagnati da dialoghi capaci di provocare, un po’ anche di scorticare le coscienze troppo spesso propense a condannare la mafia accettando però piccoli o grandi deviazioni dal solco della legalità.

I giovani studenti, con maestria e non comune entusiasmo, hanno inchiodato in un silenzio emozionato i presenti che si sono sciolti in un lungo applauso solo a termine del balletto che ha concluso il processo alla mafia, non prima di rinnovarsi lungamente dopo la sentenza di condanna pronunciata dai ragazzi.

Gli attori, lettori, danzatori e studiosi del fenomeno mafioso hanno dato corpo e volto a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Antonino Caponnetto, Emanuela Loi, Salvo Vitale, Peppino Impastato, Pio La Torre, Rocco Chinnici, Carlo alberto Dalla Chiesa, Pino Puglisi, Francesco Fortugno ed insieme a loro alle troppe vittime innocenti di ogni mafia.

La prima tappa del tour si è conclusa ma subito un’altra data aspetta i giovani attori: 18 gennaio 2019 a Muzzano. I ragazzi, invitati dal Sindaco di Muzzano Roberto Favario faranno ritorno nel paese che li ha ospitati negli ultimi anni e l’emozione sarà grande, per loro, per i loro insegnanti e per la comunità di cui si sono sentiti e si sentono ancora parte.

Cnos-Fap Vigliano Biellese – Cerimonia di consegna degli attestati

Sabato 1 Dicembre 2018, Vigliano Biellese.

Mattina ricca di emozioni per 160 allievi che hanno frequentato, durante l’anno formativo 2017-2018, i percorsi formativi presso il CNOS FAP di Vigliano Biellese.
Giovani, adulti, chi da solo, chi accompagnato da genitori orgogliosi, da mariti orgogliosi, da mogli o da figli orgogliosi, tutti in fila, chiamati uno alla volta a ritirare il loro attestato. Un appello lungo, durato due ore circa ma pieno di belle emozioni.

L’appello è un rito che si va perdendo, ma che bello quando si è chiamati! Quando il tuo nome risuona e il tempo ti dice che ci sei!
E sabato mattina quei nomi sono risuonati per fare splendere il sacrificio di un anno, di due anni, di tre anni, di giovani e adulti, di formatori e imprese.

Il Direttore dell’Opera Salesiana Don Genesio Tarasco, insieme al Direttore del Centro Roberto Battistella, hanno fatto gli onori di casa coadiuvati dai formatori e dai collaboratori de Centro.
A premiare gli allievi, presenze autorevoli, che hanno onorato il Centro e i neo qualificati della loro presenza:

  • Sua Eccellenza il Prefetto di Biella Dottoressa Annunziata Gallo che ha reso presente lo Stato in un momento significativo nella vita di tanti giovani e adulti;
  • Il Consigliere Regionale Vittorio Barazzotto che ha portato la presenza della Regione Piemonte e dell’Assessore Pentenero spendendo parole di apprezzamento per il ruolo della formazione e per i risultati occupazionali oltre che “spolverando” il suo presente di insegnante invitando i giovani e gli adulti a non rinunciare ad una formazione ambiziosa;
  • Il vicesindaco di Vigliano Biellese Architetto Valeriano Zucconelli e il rappresentante di Confartigianato Biella Gianfranco Baltera.

Oratorio San Paolo Torino – Da 100 anni il “Cortile” del Borgo

8 dicembre 1918 – 8 dicembre 2018

Come costruire oggi l’oratorio San Paolo del futuro? È la domanda che tutta la comunità salesiana di Borgo San Paolo a Torino pone al centro delle celebrazioni per i 100 anni della presenza dei Salesiani nel quartiere. Parla il direttore don Alberto Lagostina.