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Don Bosco Vilnius (Lituania): apertura anno oratoriano

Iniziano le attività in oratorio ai Salesiani di Vilnius. Di seguito l’articolo dedicato gentilmente fornito alla Redazione da parte di don Alessandro Barelli.

Nonostante le limitazioni Covid attive in Lituania anche se con forme più leggere rispetto all’Italia, domenica 4 ottobre si è svolta la tradizionale apertura dell’anno oratoriano nell’Oratorio festivo di Vilnius.

La data è scelta in concomitanza con l’inizio dell’anno catechistico, cercando di coinvolgere nelle attività dell’oratorio anche i bambini che si preparano alla Prima comunione e gli adolescenti che si preparano alla Cresima.

La Messa dei bambini era particolarmente affollata dai piccoli, dai loro genitori, dai giovani. Il coro giovanile ha animato, come tutte le domeniche, i canti della liturgia cercando di coinvolgere l’assemblea.

Dopo la Messa i cresimandi hanno avuto il loro primo incontro. I genitori dei bambini della Prima Comunione sono rimasti in chiesa per il primo incontro ufficiale con l’equipe catechistica, formata dai catechisti col parroco. Nel frattempo i bambini, sia del catechismo che quelli che frequentano abitualmente l’oratorio festivo, si sono radunati nel piazzale fuori della chiesa, dove gli animatori hanno proposto un gioco strutturato a stand. Essendo all’aperto vi erano meno limitazioni per la protezione Covid. Ad ogni stand i bambini, o singolarmente, o a piccoli gruppi, dovevano eseguire una prova di abilità, al cui termine ricevevano un dolce. Lo scopo era quello di partecipare a più giochi possibili, con un aumento esponenziale dei dolci ricevuti. Da sottolineare che i dolciumi sono stati acquistati attreverso un programma municipale di rafforzamento delle attività comunitarie per il nostro quartiere, a cui la parrocchia ha partecipato.

I dati dalla festa? 210 bambini partecipanti, 15 animatori, 150 famiglie interessate per il catechismo…

Un buon inizio (don Alessandro Barelli)

AM – “Ecco il tuo campo, ecco dove dovrai lavorare”: il sogno si coltiva a TELSIAI (Lituania)

L’esperienza missionaria estiva a TELSIAI, in Lituania. Di seguito l’articolo dedicato, a cura di don Fabio SdB, Vytas SdB, Simone A., Simone C., Pietro.

La missione, prima di tutto, ti insegna qualcosa: quello che ha insegnato a noi la Lituania è il valore della Misericordia. Soprattutto se la Misericordia è vissuta in prima persona e viene raccontata da un popolo, quello lituano, che tanto ha da perdonare ai vicini di casa. 

Inoltre, capitare in questi luoghi (dove è iniziata la venerazione della Divina Misericordia a seguito delle vicende della vita di Santa Faustina Kowalska) nei primi di agosto, giorni del grande “Perdono di Assisi”, fa sì che la Misericordia guidi per mano la propria attività, che si compie sotto lo sguardo di Dio, consolatore degli afflitti e misericordioso, e con lo stile di don Bosco, vicino agli ultimi, soprattutto ai più giovani.

Così, dopo i primi due giorni, trascorsi nella capitale (Vilnius) per toccare con mano la storia lituana, avendo osservato coi nostri occhi i luoghi in cui questo popolo baltico ha lottato per la propria libertà (Museo del KGB, Collina delle Croci, la Rivoluzione cantante, …), abbiamo fatto rotta verso la nostra vera destinazione: Telsiai.

Telsiai è un paese sorto sulle rive del lago Mastis, nella regione della Samogizia: qui si è svolta la nostra esperienza di Estate Ragazzi dal nome “Don Bosko Vasara 2020” (Don Bosco Estate 2020), la prima “prova” rinnovata dopo tanti anni, una sorta di “missione pilota”: mista l’equipe dei responsabili, misto il gruppo degli animatori, miste le provenienze dei ragazzi.

Non eravamo soli, anzi, eravamo attesi: a Telsiai è presente una comunità SDB che ha organizzato il nostro arrivo e le nostre attività, composta dal sig. Piercarlo Manzo, coadiutore, che ha coordinato le attività dell’Estate Ragazzi, aiutato da don Onorino Pistellato, don Alexis Danilo Garro e don Oliver Bautista.

Inoltre, la comunità ha anche alimentato le attese di un gruppo di animatori tra i 15 e i 16 anni, con cui, nella prima settimana di permanenza, ci siamo trovati al mattino e abbiamo imparato i primi fondamentali insegnamenti (anche con l’aiuto di qualche giochino allegro e coinvolgente) sull’animazione salesiana. 

I riferimenti sono stati alcuni incontri importanti della vita di don Bosco: il sogno dei 9 anni (1°giorno) ci ha insegnato l’importanza della mansuetudine, del campo e della missione alla quale eravamo chiamati; l’incontro con Bartolomeo Garelli (2°) ci ha insegnato uno stile diverso con cui stare coi bambini e ragazzi a noi affidati; Michele Magone (3°) quanto al bene che possa farci l’ambiente circostante e infine, con Domenico Savio (4°), come noi possiamo migliorare l’ambiente attorno a noi.

Quindi, dopo la prima parte della giornata passata insieme agli animatori (e dopo esserci rifocillati a dovere tutti assieme), ecco partire l’attività di “Don Bosko Vasara 2020”, che si svolgeva presso la scuola “Vincento Borisevicius” (vescovo martire del comunismo), scuola statale ad indirizzo cattolico in cui lavora il sig. Piercarlo e in cui si stanno inserendo i giovani missionari d. Oliver e d. Alexis. 

Ad inizio settimana, i bambini e i ragazzi iscritti, dalla 2 elementare alla 2 media, erano già 45, un numero niente male per una prima esperienza… in tempo di Covid! 

Alla fine della seconda settimana saranno una novantina, suddivisi in 4 squadre in base alla classe terminata. Il programma era così scandito: dopo l’accoglienza, un breve ma intenso e allegro innesco con qualche gioco nel teatro della scuola, la preghiera e il ballo dell’inno dell’Estate Ragazzi, poi  bambini e ragazzi sceglievano uno dei laboratori proposti per la loro fascia d’età. A seguire un break  con merenda e poi tutti a giocare, ognuno nella propria squadra, ai grandi giochi proposti dagli animatori. Quindi, rientro in teatro per chiudere la giornata coi canti e la preghiera.  Davvero il Cielo è stato dalla nostra parte, perchè nella piovosa Lituania abbiamo avuto il sole quasi sempre per tre settimane di fila.  Questo ha permesso di utilizzare gli ampi spazi verdi e sportivi messi a disposizione da varie istituzioni cittadine.    

Con gli animatori ci si fermava per una rapida condivisione sulla giornata e poi…liberi tutti, a ricaricare le batterie per il giorno dopo. O meglio, quasi tutti, perché, dopo la cena e la preghiera del Vespro, ci aspettava la preparazione dettagliata della giornata seguente. 

Nella seconda settimana, invece, accoglievamo i ragazzi già dal mattino. La formula della giornata  rimaneva quella efficace della settimana precedente, aumentando però il tempo per il gioco e inserendo una interessante “pillola formativa” su Don Bosco, con le scenette e un piccolo gioco.

Gli animatori si sono subito messi in gioco, senza alcuna paura, iniziando un bel cammino di crescita con Don Bosco, di cui hanno sentito parlare, in molti casi, per la prima volta. Circa i bambini, invece, dopo i primi giorni, in cui le loro facce e i loro visi facevano trasparire un po’ di timore di fronte a noi, stranieri, e di fronte agli animatori, sconosciuti, ecco aprirsi grandi sorrisi, risate, battute, voglia di giocare, stare insieme, divertirsi come voleva don Bosco. 

Alla fine della terza settimana, conclusasi con la messa di ringraziamento, l’asta dei premi e il video sapientemente realizzato dal nostro Vytas, potevamo davvero dire di aver centrato l’obiettivo proposto ai ragazzi: Per noi la santità consiste nello stare molto allegri!  

Ecco perché siamo ritornati in Italia con una convinzione in particolare: il linguaggio di don Bosco è universale. In ogni luogo, città, provincia, regione, stato, continente in cui don Bosco è presente, basta un gioco, un sorriso, una piccola attenzione per parlare la stessa lingua, la lingua del cuore, la lingua di don Bosco, ed è subito come sentirsi a casa!

Siamo convinti che don Bosco abbia tanto da dire alla Lituania e ai suoi giovani, come siamo altrettanto convinti che la Lituania e i suoi giovani abbiano bisogno di don Bosco, del sentir parlare di lui e di far viva esperienza del suo metodo educativo: in quei giorni un fuoco è stato acceso nel cuore di bambini e animatori, a noi il compito di custodire e alimentare questo fuoco e questi cuori!

Fabio SdB, Vytas SdB, Simone A., Simone C., Pietro

Lituania – Don Bosco ritorna anche a Telšiai

Arriva da Telšiai (Lituania) la notizia della celebrazione della festa di don Bosco insieme ad un breve racconto di quelle che sono le attività in corso nelle case salesiane lituane.

Che ne dite, cari amici, se facciamo sentire anche noi la nostra voce, noi fratelli più lontani, ma non fuori casa?

Vi comunichiamo innanzitutto la nostra gioia per il recente arrivo dei due giovani missionari d. Oliver e d. Alexis, ai quali si aggiungerà a breve d. Hermann. In questo modo la nostra comunità (seppur non ancora canonicamente eretta) rappresenta tutti i continenti: Europa (Piercarlo e d. Rino), Asia (d. Oliver, Filippine), America (d. Alexis, Argentina) e Africa (d. Hermann, Ruanda).

Anche noi abbiamo celebrato la festa di don Bosco e ci pare di aver suscitato interesse tra i giovani ed entusiasmo tra educatori e fedeli. Pensate che l’urna di don Bosco è giunta in questa città e nella scuola in cui ora lavoriamo ben prima del nostro arrivo. Era il 13-15 marzo 2014: una festosa processione di oltre 600 giovani, preceduta dalla banda musicale di 50 giovani suonatori, è sfilata dalla scuola alla cattedrale, dove è entrata al suono di “Giù dai colli”.

Anche in questo mese il nome di don Bosco è risuonato festosamente nella città di Telsiai e in particolare nella scuola Borisevicius e nella parrocchia dell’Assunta, l’unica in tutta la diocesi ad avere un altare dedicato al padre e maestro dei giovani. Tra le iniziative più coinvolgenti e incisive c’è stata la testimonianza di un oratoriano di Volpiano, ormai affermato chef e volto noto della televisione lituana, che ha trasmesso ai giovani del liceo la passione e l’importanza dell’oratorio salesiano nella sua (e per la loro) vita. Il culmine dei festeggiamenti si è raggiunto con la conclusione solenne della novena dedicata a don Bosco proprio nella parrocchia dell’Assunta, in cui ci è stata data ampia possibilità di far appassionare al carisma del santo di giovani.

Crediamo che don Bosco stesso abbia preparato l’ingresso dei suoi figli in questa città, capitale della Samogizia, regione nord-occidentale della Lituania e ultima terra d’Europa a ricevere il battesimo. Per questo speriamo che qui abbia presto inizio una primavera per la nostra missione tra i giovani.

La nostra presenza è attiva principalmente in una scuola statale d’indirizzo cattolico, che comprende l’intero ciclo scolastico, dalle elementari alla maturità, con un totale di 630 allievi e di 56 docenti alla maturità, con un totale di 630 allievi e di 56 docenti. Qui il lavoro di animazione è ampio e promettente. Ad esso si aggiunge quello pastorale in parrocchia e sul territorio e, in prospettiva, quello oratoriano.

Questo breve flash ci faccia sentire vicinanza e solidarietà: condividiamo spirito e ideali e tutto questo per il bene dei giovani.

Dall’altra parte del mondo…ma sempre a casa!

Don Alexis Garro e don Oliver Bautista sono partiti per la Lituania dove presteranno il loro servizio apostolico. Nelle parole di don Fabio Mamino, incaricato dell’Animazione Missionaria ispettoriale, si riporta un loro breve profilo ed il significato più profondo con cui leggere questa storia da vivere insieme.

Sono partiti mercoledì 15 gennaio in direzione Lituania. Don Alexis Garro e don Oliver Bautista hanno “preso il volo” che realizza nella loro vita quella croce missionaria ricevuta a settembre. E’ il loro “Amen” al battesimo, alla vocazione salesiana, all’ordinazione sacerdotale… quanti doni ricevuti dal Cielo, quanta voglia di metterli a disposizione con la propria vita, per sempre, ai popoli del mondo, anche i più lontani.

Davvero non si possono ignorare le distanze, perchè la Lituania è situata in una sorta di metà strada fra i loro paesi di provenienza (Argentina e Filippine): soltanto la voce di don Bosco poteva proporre quelle che noi chiameremmo “cose impossibili”, lui che a sua volta ha saputo intraprenderle sotto la guida di una Maestra..

Dopo qualche giorno a Vilnius, per motivi anche burocratici, sono da qualche giorno arrivati finalmente a Telsiai, ultimo avamposto della nostra ispettoria in territorio baltico.

Riportiamo una loro breve presentazione biografica, li accompagniamo con la preghiera affinchè possano rendersi umili, forti e robusti nel campo in cui sono chiamati a realizzare l’opera educativa salesiana.

Don Olivier Bautista

La casa è dove si trova il cuore! Parañaque è la mia città dove sono cresciuto, ho studiato in una scuola francescana e sono diventato un catechista giovanile nella nostra parrocchia e santuario salesiano dedicato a Maria Ausiliatrice. Parañaque è stato anche il luogo in cui ho studiato teologia e sono stato ordinato il 7 aprile 2018, vigilia della Domenica della Divina Misericordia.

Prima di diventare aspirante, mi sono laureato presso l’Università delle Filippine-Manila con una laurea in biologia. Poi, come salesiano, mi è stato chiesto di intraprendere studi di pedagogia e di conseguire due masters of arts in filosofia con specializzazione in metafisica e cosmologia di Teilhard de Chardin all’Università di Santo Tomas e teologia presso il Centro Studi Don Bosco con specializzazione in Sacro Scritture, in particolare sul dialogo tra filosofia ellenistica e antica teologia cristiana.

Ringrazio la prima ispettoria, Filippine Nord (FIN), per l’opportunità di studiare non solo libri ma anche esperienze di vita.

Il mio tentativo di essere un missionario ora, penso sia dovuto alla figura di don Carlo Braga. Quando ero un aspirante, avevo l’incarico di pulizia del cimitero in cui si trova la sua tomba. L’albero che ho piantato vicino alla sua tomba è ancora lì e ora porta fiori. Non l’ho mai incontrato, perché è morto prima che io nascessi, ma l’eredità che ha lasciato ha sostenuto le opere in Cina e nelle Filippine anche nei momenti più difficili.

Ero presente, da giovane salesiano tirocinante, quando fu aperta l’inchiesta diocesana sulla causa della beatificazione il 30 gennaio 2014, nell’arcidiocesi di San Fernando, Pampanga.

Quanto a me, il discernimento per diventare un missionario salesiano, è stato lungo: non ho mai scritto in nessuna delle mie precedenti lettere il desiderio di andare in missione, l’ho condiviso solo al mio direttore spirituale e ai miei più cari amici salesiani. Durante la mia formazione iniziale, sono convinto che la mia missione sia quella di permettere a Dio di formare in me il salesiano che Lui vuole che io sia.  Sono molto contento dei miei anni di formazione e il lavoro con i giovani nella scuola, nella parrocchia e nella casa di formazione.

Quando ero studente del primo anno di teologia andai in Vietnam, con una breve sosta in Cambogia, per insegnare inglese per due mesi. Fu qui che iniziai a discernere più seriamente la mia vocazione missionaria salesiana. Lavorare con i nostri fratelli vietnamiti ed essere accompagnato dai nostri missionari salesiani e guide spirituali mi ha aiutato a discernere la chiamata ad essere un missionario salesiano ad gentes, ad exteros, ad vitam. Tutte queste esperienze, dopo molta preghiera a Maria Ausilatrice e Don Bosco, e dopo essermi consultato con le mie guide spirituali, confessori, mentori e superiori, mi hanno portato ad esser disponibile per le missioni dopo il mio primo anno di sacerdozio. Sono entrato a far parte della 150ª spedizione missionaria salesiana e sono stato inviato in Lituania.

Credo sempre che ognuno di noi abbia una missione e ognuno di noi sia una missione. La missione è un dono e una responsabilità, ma soprattutto è una relazione tra Colui che invia e colui che è inviato. Il frutto di questa relazione è la santità, una santità quotidiana che dà senso alla propria vita e alla vita degli altri. Chiedo le vostre preghiere e vi assicuro le mie.

Don Alexis Garro

Sono nato in Argentina, il 28 di febbraio del 1989, nella città chiamata “San Luis”. Come quarto di cinque figli, sono cresciuto in una famiglia ricca di diverse personalità, ma soprattutto molto unita nelle difficoltà. Personalmente, la mia “piccola e grande difficoltà” l’ho vissuta a 14 anni, quando ho dovuto lasciare la mia scuola per “comportamento molto cattivo”… fu in quell’occasione, all’apparenza drammatica, che ho incontrato in un colpo solo un nuovo volto di Dio, i salesiani e ho trovato anche la missione.

Con l’opportunità di entrare in una scuola salesiana (l’unica scuola disposta ad accettarmi in quel momento), ho iniziato un bel cammino di nuove amicizie, con una nuova immagine di Dio, un’esperienza nella quale potevo “dare sempre il meglio di me”.

E fu a partire di lì che iniziò il mio cammino per entrare nella Congregazione salesiana, portando nel cuore un proposito di base: essere missionario, cioè condividere tutto quello che ho sperimentato e dare ciò che ho ricevuto senza limiti, proprio come altri hanno fatto con me.

Con quella semplicità, quella radicalità, mi sono offerto alla missione ad gentes, ad exteros ad vitam, perché mi scopro sempre bisognoso di continuare imparando degli altri, di incontrare senza limiti il “Dio delle seconde opportunità”, ma – soprattutto – mi sento bisognoso di continuare a sperimentare Dio così come mi apparve, attraverso tutti, specialmente nella vita e nella storia di ogni giovani, donando pienezza, nella missione per far felice gli altri.

Un successo il Centro Estivo a Vilnius

Anche a Vilnius, in Lituania, è tempo di Estate Ragazzi con la passione di don Bosco, come racconta direttamente don Alessandro Barelli.
“Possiamo essere tutti amici di Gesù qui in terra e in Paradiso. La santità è a portata di tutti!”. Così l’8 di luglio è iniziato il Centro Estivo nell’oratorio della parrocchia di san Giovanni Bosco a Vilnius, in Lituania. Le tre settimane, concluse il 26 luglio con una grande festa, hanno visto l’iscrizione di ben 486 bambini e adolescenti, che nei giorni lavorativi letteralmente “riempivano” tutti gli ambienti della casa salesiana. La frequenza quotidiana era di 280 bambini. Tre salesiani a tempo pieno, 32 animatori, alcuni genitori disponibili ad aiutare: questa la comunità educativa impegnata non solo ad occupare il tempo libero estivo, ma anche a fornire valori di base per molti che altrimenti non metterebbero mai piede in chiesa. La fiducia dei genitori verso la comunità educativa salesiana locale si è notata anche nei vari segni di riconoscenza manifestati al termine delle attività: regalini, bigliettini di ringraziamento, offerte per l’oratorio.
La preghiera quotidiana sul tema della santità

La preghiera quotidiana sul tema della santità

Le attività si svolgevano quattro giorni alla settimana presso la casa salesiana, per poi spostarsi in un parco cittadino di Vilnius per la gita di un giorno. In casa i bambini si dedicavano ai grandi giochi per fasce di età, e ai laboratori sportivi, canori e di attività manuali. Al termine della giornata vi era sempre un momento di preghiera e riflessione legato al tema della Strenna 2019 “La santità è per tutti”: ogni giorno l’incaricato dell’oratorio presentava la vita e l’esempio di una santo diverso. Molto successo hanno riscontrato san Tarcisio, santa Lucia, san Filippo Neri e naturalmente san Giovanni Bosco… Un gelato gratuito per tutti concludeva la giornata.
Per le gite, alla scarsità delle risorse a disposizione si è provveduto con l’inventiva: le tre gite si sono svolte non con autobus noleggiati, ma con i mezzi pubblici di linea (ovviamente dividendo i bambini su linee diverse). Al lago, al fiume, con tanto chiasso, tanta gioia e l’acqua gelata… 
Sono già 17 anni che durante il mese di luglio si svolge il centro estivo presso la casa salesiana di Vilnius, e anche senza tanta pubblicità esteriore, sono moltissime le famiglie che mandano i propri figli, e che poi restano legate all’opera e all’oratorio anche durante l’anno scolastico. (don Alessandro Barelli SDB)
Nel fiume Vilnele, con l'acqua fredda

Nel fiume Vilnele, con l’acqua fredda

Gita al parco. Tutti in fila!

Gita al parco. Tutti in fila!