Savio Club: il video diario del weekend di Valdocco

Il 9 e il 10 marzo 2024 a Valdocco si è svolto alla presenza di circa 300 ragazzi a giornata, più l’equipe, il secondo appuntamento dei Savio Club.

È disponibile il video diario dell’evento dove don Alberto Goia, delegato di Pastorale Giovanile, don Fabiano Gheller, incaricato dell’Animazione Vocazionale, e suor Paola Casalis, FMA, spiegano insieme ad alcuni membri della equipe i temi affrontati e cosa significa vivere i Savio Club:

 

REBA DROP: un progetto di Solidarietà e Innovazione al Maker Lab Rebaudengo

Venerdì 9 febbraio 2024, presso la scuola media Bernardo Chiara, i giovani partecipanti del progetto Labs To Learn hanno presentato alla scuola il frutto del loro impegno: il progetto “REBA DROP” realizzato al Maker Lab.

Questo evento segna il culmine di un percorso iniziato il 27 ottobre 2023, quando i dieci ragazzi delle scuole secondarie di primo grado Bernardo Chiara e Da Vinci, si sono incontrati per la prima volta presso l’oratorio.

Fin dall’inizio, il gruppo si è distinto per il suo entusiasmo e la sua determinazione. Nonostante provenissero da contesti diversi e molti di loro non si conoscessero, hanno dimostrato un forte spirito di squadra e una buona capacità di lavorare insieme verso un obiettivo comune.

Durante il percorso, i ragazzi hanno affrontato diverse attività, dalla creazione dei loro loghi e volantini alla riflessione su temi importanti come l’importanza dell’utilizzo sano di internet e dei social, il cambiamento climatico e temi come bullismo e cyberbullismo.

Hanno imparato a comunicare in modo efficace, a prendere decisioni di gruppo e a trasformare le loro idee in azioni concrete.

Il culmine del loro lavoro è stato il progetto di avvio di una start up simulata dal nome: “REBA DROP”: un’azienda sociale che si propone di produrre e vendere bottigliette d’acqua, reinvestendo i profitti per la costruzione di pozzi e acquedotti in Kenya.

Questo progetto non solo affronta il problema della scarsità d’acqua in alcune comunità africane, ma promuove anche la consapevolezza ambientale e l’impegno sociale tra i giovani.

Cliccando QUA si può visitare il sito della start-up.

La presentazione del progetto alla scuola è stata un momento emozionante per tutti i partecipanti. I ragazzi hanno mostrato con orgoglio il loro lavoro, spiegando il processo di creazione dell’azienda e il suo impatto positivo sulla comunità globale.

Il successo di “REBA DROP” è una testimonianza del potenziale dei giovani quando vengono forniti gli strumenti e l’opportunità di esprimere le loro idee.

Grazie al loro impegno e alla loro creatività, i ragazzi hanno dimostrato che anche le piccole azioni possono avere un grande impatto e che insieme possiamo costruire un futuro migliore per tutti.

I Savio Club a Valdocco

Il 9 e il 10 marzo 2024 si è svolto il secondo appuntamento dei Savio Club per i ragazzi dalla prima alla terza media, stavolta in via eccezionale a Valdocco.

I circa 300 ragazzi presenti ad ognuna delle due giornate, una a scelta in base alle esigenze dei gruppi, hanno cercato di scoprire con la guida degli animatori il segreto della Santità di Domenico Savio attraverso una miscela di ingredienti che Don Bosco già sognava:

  • Il gioco
  • L’incontro
  • La formazione.

I ragazzi sono messi in gioco e hanno dimostrato di essere disponibili ad adattarsi malgrado il meteo non favorevole, grazie anche al grande lavoro svolto dalle equipe nel riadattare più volte durante la giornata il programma, le iniziative e i giochi che erano stati pensati.

E se la fede avesse Ragione? – Quinto incontro dedicato al tema “Credo nello Spirito Santo”

Giovedì 7 marzo si è tenuto il quinto incontro di E se la fede avesse Ragione? nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco. Tema di questo incontro “Credo nello Spirito Santo“.

Nell’affrontare il tema lo speaker del giorno, Don Paolo Paolucci, ha toccato i seguenti argomenti:

  • Chi è lo Spirito Santo?
  • Alcune immagini dello Spirito, per entrare nell’abbondanza del dono di Dio
  • E noi?

Per rivivere i vari incontri, oltre al video, è disponibile un podcast dedicato dove vengono caricati tutti gli appuntamenti.

Offerta di lavoro: progetto A.U.D.E. (Atelier Urbani Digitali Educativi)

La ricerca è conclusa – l’offerta di lavoro non è più attiva.

Il Comune di Torino, in collaborazione con AGS per il Territorio e Fondazione per la Scuola realizza, in risposta all’Avviso pubblico “Educare in Comune”, il progetto A.U.D.E. (Atelier Urbani Digitali Educativi), approvato e finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri. Cup C11J22000230005.

Il progetto persegue i seguenti obiettivi:

  • allestire 3 atelier educativi innovativi, con un’infrastruttura digitale d’avanguardia, presenti in aree urbane;
  • offrire, attraverso gli atelier e la presenza di operatori educativi specializzati, occasioni di apprendimento laboratoriale e creativo, favorendo approcci partecipativi alla didattica ed in particolare al pensiero computazionale, alla robotica educativa e alle discipline STEAM;
  • offrire alla comunità educante percorsi di formazione per innovare la metodologia educativa sfruttando il potenziale collaborativo delle nuove tecnologie;
  • garantire l’accesso programmato agli atelier digitali alle classi (ultimi tre anni delle primarie e classi della scuola secondaria di primo grado) e libero, ogni pomeriggio, per i bambini e gli adolescenti dei territori, con particolare riferimento alla fascia 11-18 e dei MSNA (Minori Stranieri non Accompagnati) che studiano presso i CPIA e accolti nella rete delle comunità di accoglienza, per un approccio spontaneo agli strumenti digitali;
  • garantire il libero accesso agli spazi e all’infrastruttura digitale, il pomeriggio, alle famiglie dei territori, come luoghi per l’accoglienza dei bisogni, ma anche per la scoperta di inedite opportunità di relazione e accesso alle risorse;
  • promuovere, con una logica interculturale e di mediazione sociale, l’empowerment digitale delle famiglie a maggior rischio di esclusione.

Durata: 29/04/2024 – 28/04/2025

Orario: mattutino e/o pomeridiano, 5/6 giorni a settimana, dal lunedì al sabato Full Time, Part Time

Rapporto Lavorativo: Contratto di collaborazione coordinata e continuativa

Luoghi di lavoro:

  • Oratorio salesiano Don Bosco Agnelli, Via Paolo Sarpi, 117, 10135 Torino TO
  • Oratorio salesiano Michele Rua, Via Giovanni Paisiello, 37, 10154 Torino TO
  • Istituzioni Scolastiche del I° ciclo aderenti al progetto

Scadenza di presentazione della candidatura: 31/03/2024.

Le figure professionali ricercate sono:

Educatore dell’Atelier Digitale

L’Educatore dell’Atelier Digitale è una figura poliedrica, cruciale e dinamica che ha già maturato conoscenze ed esperienze nell’ambito educativo formale ed informale; è un professionista che si mette al servizio dei giovani, delle famiglie, dei docenti e delle scuole promuovendo un processo di sviluppo e crescita per ciascun ragazzo e ciascuna ragazza.

Facilitatore dell’Atelier Digitale

Il Facilitatore dell’Atelier Digitale è una figura ha maturato esperienze e conoscenze di un’ampia gamma di strumenti e risorse digitali; è un professionista “pioniere” dell’innovazione didattico digitale, che conosce e padroneggia un’ampia gamma di tecnologie digitali in modo creativo e critico, mettendosi  al servizio della comunità. È un punto di riferimento per Educatori e docenti per l’uso di tecnologie digitali e per lo sviluppo di nuovi approcci digitali efficaci. Promuove un processo di sviluppo e crescita di ciascun ragazzo e ciascuna ragazza, aiuta a sviluppare competenze tecniche e creative, incoraggia la collaborazione e l’innovazione educativa.

Scopri di più sulle posizioni ricercate e candidati nella pagina dedicata:

Labs To Future: l’evento finale del progetto Labs To Learn a Valdocco

Martedì 5 marzo 2024 si è tenuto l’evento conclusivo del progetto Labs to Learn: “Labs To Future: Il percorso – I risultati – Le sfide“.

Il progetto è stato selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile ed è nato con l’intento di contrastare la dispersione scolastica e prevenire la povertà educativa, incrementando il numero dei giovani con difficoltà che assolvono l’obbligo scolastico, accedono alla formazione superiore e/o all’inserimento lavorativo, avviando un percorso di crescita personale secondo le proprie inclinazioni e aspirazioni.

L’appuntamento, che ha occupato gli ambienti di Torino-Valdocco per tutta la mattinata, ha visto alternarsi oltre 30 relatori alla presenza di più di 300 ragazzi delle scuole aderenti al progetto.

La parte iniziale della mattinata ha visto tutti i presenti riuniti nel Teatro Grande Valdocco, dove ad avviare le attività è stato don Leonardo Mancini, Ispettore dei Salesiani del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania, che nel suo intervento ha citato due frasi di don Bosco che rappresentano l’intento del progetto:

“Si otterrà più con una parola di incoraggiamento che dia fiducia ai cuori dei ragazzi che con molti rimproveri i quali non fanno che inquietare.”

“Il lavoro è un’arma potente contro i nemici dell’anima.”

I saluti istituzionali sono continuati con gli interventi dell’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Piemonte Maurizio Marrone, dell’Assessora alle Politiche Educative e Giovanili della Città di Torino Carlotta Salerno, il Dirigente tecnico Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte Céline Micheletti e Gabriele Moroni, Portavoce del Forum Terzo Settore Piemonte.

A seguire il Direttore dell’Oratorio Salesiano Michele Rua don Stefano Mondin ha parlato delle origini del progetto Labs To Learn, ed è stato svolto un focus sulle 4 azioni del progetto:

  • Maker Lab, laboratori attrezzati per “imparare facendo” attraverso processi di apprendimento esperienziale e induttivo ad integrazione della didattica.
  • Metodo di Studio laboratorio didattico di rinforzo delle competenze cognitive, comportamentali ed affettive/motivazionali per lo studio.
  • Work Lab, laboratorio di formazione e accompagnamento al lavoro attraverso un percorso pre-professionalizzante e flessibile.
  • Community Lab, percorsi di attivazione di comunità e generatività sociale: patti educativi, reti di prossimità.

“Il progetto collega Scuola ed Extrascuola in una formazione più orientata sul fare e comprendere, per far scoprire al ragazzo o alla ragazza la propria dignità, un qualcosa che sappia generare a sua volta qualcosa di bello.”

-Don Stefano Mondin

Dopo una breve pausa caffè offerta dagli studenti del CNOS-FAP e la visita agli stand Maker Lab dove i ragazzi hanno coinvolto i presenti nelle loro attività, gli ospiti si sono spostati in Sala Sangalli per il panel di approfondimento “La comunità educante tra apprendimento ed inclusione. Cosa serve, cosa manca.“.

Moderato da don Alberto Goia, Presidente di AGS Per il Territorio e Delegato della Pastorale Giovanile ICP, ha visto gli interventi di don Stefano Aspettati (Superiore dei Salesiani dell’Italia Centrale e Delegato Emarginazione e Disagio), Marzia Sica (Responsabile obiettivo persone della Fondazione Compagnia di San Paolo), Enrica Pejrolo (Dirigente Formazione Professionale Regione Piemonte), e Marco Rossi Doria (Presidente dell’impresa sociale Con i Bambini).

I ragazzi sono stati invece occupati con un Edugame di educazione civica a cura di Egidio Carlomagno, Coop ET.

L’evento si è concluso alle ore 13.00 con il ricordo a don Domenico Ricca, lo storico cappellano del carcere minorile cittadino «Ferrante Aporti» deceduto sabato 2 marzo.

Sono disponibili i quaderni di lavoro e il toolkit del progetto per educatori, docenti, psicologi, formatori e tutti gli operatori che lavorano con i minori in progetti educativi, formativi e didattici di contrasto alla dispersione scolastica e promozione dell’inclusione sociale.

Frutto dell’esperienza maturata e della riflessione formativa che hanno permesso di elaborare i principi e le metodologie della prassi educativa di Labs to Learn, gli strumenti di lavoro sono raggiungibili CLICCANDO QUI.

Buonanotte Missionaria Marzo 2024 – Giacomo Bosco, giovane del Movimento Giovanile Salesiano

La Buonanotte Missionaria: un’esperienza concreta in terra di missione per riflettere!

La buonanotte di questo mese è di Giacomo Bosco. Giacomo non è un missionario con lunghi anni di esperienza alle spalle, ma un giovane dell’MGS della nostra Ispettoria che ha investito la sua passione per la storia e per il carisma salesiano sviluppando la sua tesi universitaria sullo studio dei primi numeri del «Bollettino salesiano», dalla sua fondazione fino alla morte di don Bosco. Ne emerge una straordinaria ricchezza.

In breve, Giacomo ci offre uno stralcio del suo lavoro concentrandosi sui racconti delle prime esperienze missionarie cogliendo l’entusiasmo che accompagnava queste spedizioni e la forza con cui riuscivano a suscitare in molti il desiderio di collaborare, ove possibile, anche con l’offerta della propria vita.

L’inizio delle missioni salesiane attraverso i racconti dei primi bollettini salesiani

A cura di Giacomo Bosco

Nell’agosto del 1877 a Valdocco don Bosco pubblicò il primo numero del «Bollettino salesiano».

Il mensile, nato per tenere aggiornati i cooperatori e i confratelli sulle necessità e sulle opere in fieri della Congregazione, nonché sui traguardi raggiunti, divenne un importante strumento per informare sulla situazione delle missioni, invogliando diversi sacerdoti e figlie di Maria Ausiliatrice a partire.

La prima meta delle missioni salesiane raccontate dal Bollettino fu quella dell’America Latina dove si racconta come don Francesco Bodrato e don Giacomo Costamagna furono costantemente impegnati a venire incontro alle numerose richieste che giungevano dalle diverse comunità locali e a garantire conforto, assistenza religiosa e formativo-scolastica non solo agli emigrati italiani ed europei, ma anche ai membri delle comunità autoctone della Patagonia che erano stati assoggettati dal governo argentino. Fu un lavoro non semplice, ma arricchente.

Tra l’estate del 1877 e il gennaio 1888 vennero pubblicate sul Bollettino circa duecento lettere in cui la realtà sudamericana venne descritta come accogliente, caratterizzata da una comunità, autoctona ed emigrata, desiderosa di essere educata e formata nella religione cattolica: il missionario don Giovanni Baccino da Buenos Aires scriveva che ogni giorno era attorniato da una moltitudine di giovani, tra i quindici e vent’anni, che dovevano ancora ricevere la prima comunione e raccontava anche di ragazzi che chiedevano di essere istruiti nel latino per poter diventare anche loro sacerdoti. Il missionario informava anche di come una moltitudine di persone accorresse ogni domenica per la recita del vespro alla chiesa Madre della Misericordia, tanto che molti di coloro che giungevano in ritardo si adattavano ad ascoltare la predica all’esterno.

La popolazione e la politica dimostrarono grande riconoscenza per l’opera salesiana. Alla morte di don Bodrato, superiore dei salesiani in America, furono presenti numerose autorità politiche, ministri e membri del capitolo metropolitano di Buenos Aires, e tutta la comunità religiosa si strinse attorno alla famiglia salesiana per la perdita del superiore: il funerale fu celebrato dall’arcivescovo Federico Aneyros e alla cerimonia parteciparono anche membri di diversi ordini, religiosi di San Francesco, di San Domenico, e della Compagnia di Gesù, segno della riconoscenza per l’opera salesiana.

Chi dunque decideva di partire missionario dall’Italia, trovava in America Latina un ambiente accogliente e “noto”: i primi missionari, infatti, giunti a Buenos Aires nel dicembre del 1875, avevano con coraggio e determinazione riproposto il metodo educativo basato sullo studio, l’allegria e la preghiera, che don Bosco aveva attuato con successo a Valdocco dal 1846: nei centri aperti, come il collegio Pio IX di Almagro a Buenos Aires, i primi laboratori furono quelli di sartoria e calzoleria, falegnameria, legatoria, tipografia ossia gli stessi di Valdocco.

Così come don Bosco si era preoccupato di avere una banda che garantisse un clima sereno e gioioso all’interno dell’oratorio, così aveva fatto anche don Giuseppe Fagnano nella lontana Patagones.

Oltre la volontà di essere testimoni di fede e operatori di bene, la presenza di un ambiente familiare, e la certezza di sapersi confortati e aiutati nei momenti di difficoltà e malattia furono elementi che spinsero molti missionari a partire.

Come il missionario don Paseri, tutti testimoniarono nelle loro lettere, pubblicate sul «Bollettino», la propria serenità: furono felici di aver dato la vita per i giovani e la loro educazione perché, come da desiderio di don Bosco, divenissero buoni cristiani e onesti cittadini.

Quinto incontro di E se la Fede avesse Ragione?: Credo nello Spirito Santo

Ritornano gli appuntamenti di “E se la fede avesse ragione?”, questa volta col quinto incontro: “Credo nello Spirito Santo“. Rivolti ai giovani per un percorso autentico di fede, sono organizzati in collaborazione con la Pastorale Giovanile Diocesana.

L’appuntamento è il 7 marzo sempre presso la Basilica Maria Ausiliatrice di Valdocco dalle ore 20.45 alle 22.30, con possibilità, per chi lo desidera, di una cena condivisa alle ore 19.45.

Lo speaker del giorno sarà don Paolo Paolucci, che toccherà i seguenti punti del tema principale “Credo nello Spirito Santo: Dio agisce in me“:

  • Chi è lo Spirito Santo?
  • Alcune immagini dello Spirito, per entrare nell’abbondanza del dono di Dio
  • E noi?

La diretta sarà trasmessa sul canale Facebook di “E se la Fede”.

Per rivivere gli appuntamenti, inoltre, è stato creato un canale podcast dedicato così da rendere accessibili le catechesi sui diversi canali di distribuzione.