Cagliero 11 – “Per le persone con disabilità” – Dicembre 2023

Si allega di seguito il  Cagliero 11 n°180 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Dicembre 2023.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

Preghiamo perché le persone con disabilità siano al centro dell’attenzione della società, e le istituzioni promuovano programmi di inclusione che valorizzino la loro partecipazione attiva.

Per le FMA e i SDB con disabilità in Ecuador.

Cari amici,

la Congregazione delle Suore della Visitazione di Don Bosco (V.S.D.B.) è una Congregazione diocesana fondata dal defunto Arcivescovo Hubert D’Rosario SDB, allora Arcivescovo di Shillong-Guwahati nel 1983, presso il “Madonna Convent” di Nongkseh, Upper Shillong Meghalaya, in India.

Il motto della Congregazione è “Va, discepolo” (Mt 28,19). Lo scopo principale per cui è stata fondata la Congregazione è quello di raggiungere i poveri e i bisognosi e portare il messaggio d’amore a tutti, in particolare ai giovani delle aree rurali e urbane abbandonate.

Credo che sia abbastanza utile esaminare di tanto in tanto il nostro carisma e la nostra missione e valutarci su come viviamo piuttosto che su cosa facciamo per essere rilevanti nel portare avanti la missione di Dio.

È una grazia per i membri della FS aver ricevuto questa passione per la pastorale. Continuiamo ad essere radicali come il nostro modello, la nostra Madre Maria nel servizio del Signore!

Mabel Dhar, VSDB

Superiora Generale

Primi due incontri del percorso missionario “Nel Cuore del Mondo” 2023/2024

Sono partiti gli incontri del percorso missionarioNel Cuore del Mondo” per l’annualità 2023/2024, organizzato dall’équipe dell’Animazione Missionaria Salesiana.

Un percorso rivolto ai giovani per prepararsi a vivere un’esperienza concreta di servizio che trasformi il proprio modo di vedere e permetta di vivere sempre più da “Buoni cristiani e onesti cittadini” e allo stesso tempo conoscere meglio ciò che conta: Dio, il mondo e sé stessi.

Nel primo incontro, tenutosi domenica 29 ottobre, si è partiti dalla conoscenza del percorso e dalle motivazioni che hanno portato i ragazzi, circa una 30ina, ad iscriversi.

Attraverso attività di gruppo si è prima descritto il percorso missionario tramite le testimonianze dei partiti che hanno vissuto il percorso in prima persona lo scorso anno.

Per farlo, hanno diviso in 3 parti il loro racconto:

  1. Il percorso: cosa si aspettavano prima di iniziare
  2. La missione: come il percorso li ha fatti maturare
  3. La revisione di vita: come l’esperienza di missione ha portato alla svolta di una vita rinnovata

Le testimonianze hanno toccato tre tematiche specifiche: l’esperienza di fede, l’esperienza di gruppo e l’incontro con l’altro.

Dopo un momento di risposta alle domande scaturite dall’attività e di spiegazione della parte più tecnica del percorso (date, modalità di partenza etc…), si è passati prima ad una riflessione personale sulle motivazioni che hanno portato i ragazzi ad iscriversi, e poi al sottolineare l’impegno richiesto a tutti i partenti.

In particolare, già dal primo incontro è stato chiesto di impegnarsi in un servizio presso la propria Casa/realtà di appartenenza, perché l’esperienza estiva in missione sia parte di un cammino di dono di sé.

A concludere una cena conviviale insieme, un momento di preghiera in San Francesco e la buonanotte di suor Lucia Vásquez Figueroa, FMA missionaria che da quest’anno cura il cammino di Animazione Missionaria.

Il secondo incontro, domenica 12 novembre, è partito con un intervento di don Matteo Rupil sulla dottrina sociale della Chiesa che ha messo in luce come il Vangelo sia attuale, come è possibile viverlo nella propria vita e come possa fare la differenza oggi.

Dalle parole di don Marco Cazzato, Incaricato di Animazione Missionaria:

Il Vangelo è come lo zucchero nel tè e il sale nella pasta: è quella cosa che si scioglie, quasi non si vede ma fa la differenza. Un qualcosa che rivoluziona la società e la rende migliore, a condizione che si disperda e si doni ad essa.

A seguire, un’attività di sensibilizzazione attraverso tre laboratori sui macrotemi:

  • sanità
  • formazione al lavoro
  • migrazioni

per dar luce a realtà attuali che a volte si fa finta di non vedere o che non si conosce a fondo.

Per ogni realtà sono stati presentati dei casi specifici ed è stato lasciato ai ragazzi del materiale di approfondimento perché il cammino possa continuare anche nella sfera personale.

Dopo la pausa, un momento di silenzio e riflessione personale, seguito da un momento di condivisione.

Prima di cena, insieme al gruppo dei ragazzi del percorso Buoni Cristiani e Onesti Cittadini, la testimonianza di don Alejandro León dell’Ispettoria del Medio Oriente, in collegamento dalla Terra Santa.

Le sue parole sulla necessità di pace e perdono hanno consegnato ai giovani l’impegno di pregare, affidare e testimoniare con scelte credibili e autentiche nel proprio quotidiano, perché anche queste possono influire sulla sofferenza e sulla rinascita di tante bambine, bambini, donne e uomini che oggi non hanno la libertà di scegliere.

Dopo la cena insieme, la conclusione con il rosario nel cortile di Valdocco, per pregare per il cammino iniziato insieme e per tutte le persone ai margini delle nostre vite, spesso non notate.

Prossimo incontro il weekend del 16-17 dicembre.

Buonanotte Missionaria Novembre 2023 – Michał Cebulski, missionario

La Buonanotte Missionaria: un’esperienza concreta in terra di missione per riflettere!

Questo mese di novembre ci dona la sua testimonianza Michał Cebulski, Salesiano da 9 anni e prete da 5 mesi, proveniente dalla Polonia e da circa un mese insediato nell’Ispettoria ICP come missionario destinato alla Lituania.

 

Carissimi confratelli e giovani in don Bosco,

mi chiamo Michał Cebulski, sono Salesiano da 9 anni e prete da 5 mesi. Vengo dalla Polonia e da circa un mese sono insediato nell’Ispettoria ICP come missionario destinato alla Lituania.

In queste brevi righe vorrei condividere con voi un po’ della mia vita e alcune delle motivazioni che mi hanno sostenuto nella scelta missionaria.

Fin dai primi tempi della mia formazione salesiana è nato in me il desiderio di essere missionario. Ciò che più mi ha provocato è il bisogno di evangelizzazione impellente in molti luoghi del mondo. Ho così iniziato a nutrire sempre più il desiderio di offrire concretamente il mio aiuto.

In risposta a questo desiderio, il mio ispettore mi ha inviato in Irlanda per un anno di tirocinio. Qui ho potuto far esperienza di una società in cui emerge forte l’urgenza di annunziare il Vangelo. Si è rinforzata in me la convinzione che solo Dio può riempire la vita e che solo con Lui la vita ha senso.

Infatti, nonostante l’aver visto una società in cui molti manifestano un dichiarato disinteresse religioso, ho incontrato molti giovani che veramente cercano Dio e si lasciano coinvolgere in proposte di livello, capaci di aiutare a trovare la strada per rispondere alle domande più profonde che si portano nel cuore.

Queste domande sono presenti nell’intimo di ciascuno, ma credo che, in generale, noi Europei, avendo tutto in quanto a cose materiali, rischiamo di tacitamente queste domande finendo per ritrovarci estremamente poveri dal punto di vista spirituale. La pienezza di vita è solo in Dio.

Penso che oggi più che mai è necessario offrire la possibilità di un confronto con testimoni che propongano con coraggio la bellezza di una vita vissuta con Gesù. Noi cristiani possiamo e dobbiamo essere quei testimoni, forse partendo dal ridare vigore e slancio alla nostra fede: crediamo veramente che in Gesù possiamo trovare la risposta più vera ai nostri desideri più profondi?

Penso che la testimonianza, così come la fede, sia un cammino. Ciò che amo di più del carisma salesiano è la capacità di accompagnare questo cammino in ogni sua fase: dal primo passo in cortile fino alle mete più alte della santità vissuta e condivisa; dalla breve preghiera fino alla vita sacramentale; dalle semplici conversazioni fino all’accompagnamento spirituale.

Il mio sogno è quello di continuare a camminare nella fede nella realtà in cui il Signore mi manda, condividendo la strada con i giovani in tutte le tappe che il cammino richiede, senza dimenticare indietro nessuno perché tutti siamo figli di Dio. Credo sia questa consapevolezza la motivazione più profonda che spinge ogni missionario (e ogni cristiano) nella sua azione: vedere in ciascuno un figlio di Dio, prezioso ed amato.

Con questo sogno nel cuore ho intrapreso il cammino missionario ad gentes che ha visto il suo momento più toccante nell’invio missionario vissuto a Valdocco lo scorso 24 settembre.

Durante il percorso di preparazione ho apprezzato molto i momenti di condivisione in cui ciascun partecipante ha potuto offrire esempi concreti di come il carisma salesiano riesca a incarnarsi nelle diverse culture un po’ in tutto il mondo. Il sogno missionario di don Bosco è ancora vivo e attuale e trasforma le vite di migliaia di giovani grazie alla presenza di testimoni autorevoli, saldi in Dio e nel carisma salesiano.

A ciascuno un grazie per l’ascolto e l’accoglienza in Ispettoria, insieme all’augurio di poter trovare in Dio il nostro più grande tesoro.

don Michał Cebulski

Cagliero 11 – “Per il Papa” – Novembre 2023

Si allega di seguito il  Cagliero 11 n°179 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Novembre 2023.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

Preghiamo per il Papa, perché nell’esercizio della sua missione continui ad accompagnare nella fede il gregge a lui affidato, con l’aiuto dello Spirito Santo.

Perché i salesiani e tutta la Chiesa di Panama siano sempre fedeli al Papa.

Cari amici,

saluti da Malta. Nella storia d’Europa, Malta è stata crocevia di numerose potenze, che hanno occupato l’isola, fino al 1964 quando abbiamo ottenuto la nostra indipendenza. La nostra lingua e i nostri cognomi sono testimoni della lunga serie di occupanti. Questa storia ha fatto sì che l’incontro e il fascino per la diversità fossero nel DNA del popolo maltese.

In passato Malta ha donato molti missionari in tanti paesi: oggi, invece, è diventata anche meta di missionari. Sono convinto che il lavoro missionario sia, innanzitutto, una questione di incontro tra compagni di viaggio nel cammino della vita. L’azione è un secondo passo.

Spero e prego che sempre più persone nella Chiesa siano incuriosite dalla bellezza dell’incontro tra storie diverse, poiché tali differenze vogliono essere un arricchimento. Spero che riusciremo a coltivare questo incontro e farlo crescere.

Don Roberto Falzon, SDB

Coordinatore Regionale per l’Animazione Missionaria per la Regione Europa Centro – Nord e DIAM di Malta

 

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Savio Club al Colle Don Bosco: 4 o 5 novembre 2023

Il 4 o il 5 novembre 2023 torna per i ragazzi dalla prima alla terza media la possibilità di partecipare ai Savio Club al Colle Don Bosco.

Due giorni, uno a scelta in base all’esigenza del gruppo, rivolti ai ragazzi e le ragazze che desiderano mettere in gioco la “propria stoffa” e crescere nella scelta di Dio come fedele compagno della propria vita, seguendo i preziosi consigli di Domenico Savio verso la santità.

Domenico Savio viveva così, e noi?

Per l’occasione è stata creata una landing page dedicata e lanciata una sfida: il DS Mood – Una vita a Colori, lo stile di Domenico Savio. La vita da soli perde il sapore, è insieme a qualcuno che acquista colore e diventa una splendida avventura: il vero segreto del DS Mood è l’allegria!

Programma

  • 9.30 – arrivi
  • 10.00 – inizio
  • 16.00 – S. Messa
  • 17.00 – termine

Il costo per la giornata è di 5 euro, comprensivo di utilizzo ambienti e merenda. Da portare il pranzo al sacco, una penna per scrivere e abbigliamento adatto al gioco.

I referenti dei gruppi interessati a partecipare possono iscriversi compilando l’apposito form disponibile CLICCANDO QUI.

Per info:

Il percorso “Buoni cristiani e onesti cittadini” raccontato dai partecipanti

Riparte “Buoni cristiani e onesti cittadini”, il percorso triennale di formazione di cittadinanza attiva e cristiana nato per rispondere ai giovani universitari e lavoratori che nell’ambito dei percorsi formativi proposti in questi anni hanno espresso il desiderio di continuare a essere accompagnati nel loro cammino di discernimento per vivere la propria identità Cristiana nel “cuore del mondo”.

La proposta del secondo anno, che si svilupperà a partire dal 29 ottobre, affronterà il tema dell’ecologia e dalla cura della “casa comune”.

Quattro ragazzi che hanno iniziato il percorso hanno risposto con dei brevi video alle domande più comuni:

  • Che cos’è?
  • Perché è stato creato?
  • Qual è il progetto?
  • Perché è stato scelto l’ambiente come tema di quest’anno?

Ecco le loro risposte:

Che cos’è?

Perché?

Qual è il progetto?

E… ambiente?

 

Tutte le informazioni sugli appuntamenti del percorso e su come partecipare sono disponibili alla landing page dedicata:

Giornata Missionaria Salesiana 2023: gli esempi dei martiri salesiani Rodolfo Lunkenbein e Simão Bororo per la difesa della terra

Dal sito infoANS.

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Per la Giornata Missionaria Salesiana (GMS) 2023, dedicata al tema “Cura del creato, la nostra missione”, e in prossimità della ricorrenza mensile delle missioni salesiane, ricordiamo la testimonianza di due martiri che hanno dato la propria vita per difendere la terra: don Rodolfo Lunkenbein, SDB, e l’indigeno Simão Bororo.

A metà del XX secolo cominciarono ad emergere grandi progetti per esplorare le risorse dell’interno del Brasile e, per realizzarle, tutto ciò che era di ostacolo doveva essere eliminato. Così i gruppi indigeni più fragili iniziarono a chiedere aiuto per la natura minacciata dall’agrobusiness: i Bororo del Mato Grosso perdevano le loro terre, vedevano il loro territorio ridursi e gli splendidi paesaggi del Brasile centrale sostituiti da estesi campi di monocoltura di soia…

È in questo contesto che il giovane Rodolfo Lunkenbein inizia il suo percorso missionario a Meruri, villaggio indigeno bororo nel Mato Grosso.

Trovò un gruppo già ridotto e stanco di combattere, senza prospettive per il futuro, scoraggiato. Assumendo i nuovi orientamenti della Chiesa postconciliare, Rodolfo combatté perché si realizzasse il programma voluto dal CIMI (Conselho Indigenista Missionário): Chiesa rinnovata nella sua opera missionaria, opzione per i più svantaggiati, nel loro caso, gli indigeni, e lotta per la terra.

Fino all’ultimo momento della sua vita lavorò con i Bororo, preparando i terreni per le piantagioni; morì con abiti sporchi di terra, sudore e macchiati di sangue… la terra che cercò di recuperare affinché i Bororo potessero vivere in pace e armonia.

Nel momento supremo il suo amico Simão non ebbe paura di rischiare la vita andando a difenderlo; morì ore dopo perdonando i suoi assassini.

Simão, missionario indigeno tra la sua gente, muratore e costruttore di case, che conosceva il segreto delle erbe della campagna, che sapeva trattarle e con esse curare e lenire disturbi e malattie. Simão amico dei bambini; Simão che sognava terre fertili piene di uccelli, animali, frutti e fiumi puliti… Simão scelto da Dio per il suo momento supremo insieme a Padre Rodolfo: il martirio.

La loro memoria sopravvive e stimola ad essere custodi del creato, vivendo in armonia con la natura e in pace con tutti.

L’articolo integrale è disponibile sul libretto della GMS 2023, in italianoinglesespagnolofrancese e portoghese.

RMG – Giornata Missionaria Salesiana 2023: gli esempi dei martiri salesiani Rodolfo Lunkenbein e Simão Bororo per la difesa della terra

“Missione è…” – Vocabolario Missionario 2023

I giovani della nostra Ispettoria partiti lo scorso agosto per un’esperienza missionaria a Makuyu (Kenya) e Palabek (Uganda), hanno realizzato una serie di mini-video dal tema “Missione è…” per raccontare attraverso una parola o una breve frase l’esperienza vissuta.

“Amore” | Irene Ponzo – Missione Makuyu, Kenya

 

“Condividere” | Don Marco Cazzato – Missione Makuyu, Kenya

 

“Donarsi” | Michela Ponzo – Missione Makuyu, Kenya

 

“Don Bosco” | Don Matteo Rupil – Missione Makuyu, Kenya

 

“Dono” | Luisa Fissore – Missione Makuyu, Kenya

 

“Dono” | Luca Scavino – Missione Palabek, Uganda

 

“Essenzialità” | Don Giò Bianco – Missione Palabek, Uganda

 

“Esserci” | Giorgio Conte SDB – Missione Makuyu, Kenya

 

“Fare Spazio” | Marianna Califano – Missione Palabek, Uganda

 

“Grazia” | Giulia Meucci – Missione Makuyu, Kenya

 

“Messa a fuoco” | Alessandro Cutrupi – Missione Palabek, Uganda

 

“Mettersi in discussione” | Elena Inversi – Missione Makuyu, Kenya

 

“Sfida” | Gabriele Lupino – Missione Makuyu, Kenya

 

“Sguardo” | Erica Rao – Missione Palabek, Uganda

 

“Stare” | Alessandro Ponzo – Missione Makuyu, Kenya

 

“Terra” | Elena Riberi – Missione Palabek, Uganda

 

“Toccare con mano” | Mira Garelli – Missione Makuyu, Kenya

 

“Una Mano tesa” | Silvia Mandina – Missione Palabek, Uganda

 

“Unione” | Chiara Galli – Missione Palabek, Uganda

 

“Volto” | Alessio Moretto SDB – Missione Palabek, Uganda

 

Il progetto si inserisce all’interno del Vocabolario Missionario, iniziativa che raccoglie le testimonianze dei partiti in missione che, a partire da una parola, cercano di spiegare come l’esperienza lascia il segno e va in profondità nel cuore delle persone, tanto da arrivare a modificare il valore ed il significato di termini che prima sembravano comuni.

Quando Dio si fa vicino lontano da casa: incontro diocesano per chi è tornato da terre di missione

Brasile, Uganda, Guatemala, Kenya, Madagascar, Mozambico, Burundi, Romania.

Giovani, adulti, famiglie con bambini, consacrati.

In solitaria, con gruppi molto piccoli, in gruppi numerosissimi.

Esperienze di poche settimane, mesi, un anno.

Diverse congregazioni alle spalle, semplici parrocchie diocesane, associazioni presenti sul territorio e attive in Italia.

Le combinazioni per poter fare un’esperienza missionaria paiono essere infinite, eppure il risultato sembra essere lo stesso: cuori rianimati dall’incontro con l’altro e mossi dal desiderio di condividere quanto vissuto in terra straniera.

Questo è quanto emerso dall’incontro organizzato dalla diocesi di Torino mercoledì 27 settembre nell’affascinante museo Cultures and Mission (via Cialdini 4), in mano ai Missionari della Consolata.

Chiunque fosse partito era ben accetto e invitato a condividere oggetti, foto e testimonianze legate alla terra di missione che li ha ospitati per qualche tempo.

Presenti, accompagnati da don Marco Cazzato – responsabile dell’Animazione Missionaria – anche i nostri giovani che quest’estate hanno visitato le terre di Makuyu (Kenya) e Palabek (Uganda).

Palloni realizzati con sacchetti di plastica, tazza e caffè, collane di perline tipiche Masai, croci di legno tradizionali, sono alcuni degli oggetti mostrati; i racconti hanno parlato di volti, di legami e di culture altre, dei punti di contatto e delle divergenze, delle epifanie esistenziali e delle criticità e sofferenze osservate; della vita che, nella condivisione fraterna, è esplosa in chi è partito ed ora non desidera altro che riversarsi lì dove siamo.

Perché la missione vuole essere questo: farci incontro con l’altro, affinché trasformi il nostro cuore e, rinnovati, possiamo scoprire nuove prospettive sulle missioni che ci aspettano qui, a casa.

La missione non è finita: calpestiamo un’altra terra, consci di stare sotto lo stesso cielo che ci muove e a cui aneliamo.

Il cuore da modellare è nuovo ma sempre lo stesso; i fratelli e le sorelle che si faranno prossimi non mancano e gli occhi e le mani ora sono più pronti a riconoscerli.

Una cosa è chiara a tutti: ci vorrà del tempo, per poter digerire quanto vissuto… Il ricordo emotivo è ancora vivo, accompagnato dalle scelte concrete che ciascuno sta compiendo per rendere fattuale quanto scoperto e deciso di accogliere.

Non resta che continuare a camminare – “solvitur ambulando”, si risolve camminando, dicevano – e farlo come ci augurerebbe Sant’Agostino: cantando, di quella allegria che si prova quando ci si scopre amati e si scopre che la famiglia, ora, è più numerosa.

Una preghiera, per chiudere le condivisioni, in ricordo di qualche fratello che è maggiormente nella tribolazione e che oggi non ci è più indifferente.

Un arrivederci, inviati, casa per casa, a testimoniare come Dio ci si è fatto vicino proprio quando eravamo più lontani da casa.

Buonanotte Missionaria Ottobre 2023 – Piero Ramello, salesiano coadiutore missionario

La Buonanotte Missionaria: un’esperienza concreta in terra di missione per riflettere!

In questo mese di ottobre condivide con noi la sua esperienza missionaria Piero Ramello, salesiano coadiutore attualmente missionario in Pakistan.

 

Carissimi confratelli e giovani in don Bosco,

mi chiamo Piero Ramello e sono un salesiano coadiutore originario dell’ispettoria ICP e attualmente missionario in Pakistan.  Nella vigna del Signore, sono un operaio dell’ultima ora. Non avevo mai pensato alla vita missionaria fino al 2016 quando, alla tenera età di cinquantadue anni, sono rimasto profondamente toccato dall’appello missionario che ogni anno il Rettor Maggiore diffonde. Dopo due anni di discernimento, e nonostante alcune paure e le dissuasioni di alcuni confratelli dovute all’età e alla mia difficoltà nell’apprendere nuove lingue, ho presentato la domanda al Rettor Maggiore. La mia domanda è stata accettata, e mi è stato assegnato il Pakistan come destinazione. Ho seguito un corso a Roma per i missionari, ho atteso un po’ per ottenere il visto, e tre anni fa sono arrivato a Lahore.

Qui siamo due confratelli: il direttore, Padre Noble (il primo Salesiano pakistano) ed io. Abbiamo una scuola con classi dal 1° al 10° anno secondo il sistema inglese, un Centro Tecnico con corsi per meccanici, saldatori, idraulici, elettricisti, falegnami, tecnici informatici, barbieri, estetiste e sarte. Nel Centro Tecnico offriamo anche corsi triennali per il Diploma in Associate Engineering. Tra qualche mese, finalmente, aprirà anche la scuola “Zatti” per gli infermieri. Al Convitto alloggiano 150 ragazzi, e complessivamente ogni giorno circa un migliaio di giovani varcano il nostro cancello.

Del Pakistan ammiro soprattutto tre cose: la diffusa religiosità, la popolazione estremamente giovane e la sua capacità di offrire un’accoglienza semplice e generosa. Sarà, forse, che l’Asia meridionale ha una lunga tradizione di interiorità e di vita spirituale, ma qui ogni cosa sembra rimandare a Dio. Anche i giovani con cui vivo pregano spesso e volentieri, e quando pregano, sono molto concentrati. Questo mi fa un gran bene. Riguardo ai giovani, è da notare che sono davvero numerosi. Metà della popolazione del Pakistan ha meno di 20 anni, e per strada si vedono bambini, ragazzi e giovani ovunque. Tutti sono molto gentili e accoglienti.

La vita missionaria è un allenamento continuo alla pazienza e all’umiltà. Pazienza, anzitutto per via della barriera linguistica. Pochi parlano inglese. I ragazzi tra di loro parlano in Punjabi, e comunque l’Urdu, lingua ufficiale, è oggettivamente non facile per via dell’alfabeto arabo e del fatto che nella scrittura vengono sistematicamente omesse le vocali brevi. Le vocali lunghe, al contrario, sono regolarmente indicate, ma possono avere suoni diversi. Dopo tre anni il mio livello di Urdu è appena sufficiente per scambiare qualche parola con i ragazzi e per farli sorridere con i miei errori. Inoltre la pazienza è necessaria per via del fatto che nella cultura pakistana l’organizzazione del lavoro e il rispetto delle scadenze sono concetti molto inconsistenti. L’esercizio dell’umiltà è inevitabile sempre a causa della lingua, per via del fatto di aver continuamente bisogno di qualcuno che traduca, e anche perché talvolta vorrei fare le cose a modo mio; invece devo adattarmi alla cultura.

Le inevitabili difficoltà sono comunque ampiamente compensate dallo stare in mezzo ai giovani, in particolare quelli del Convitto. La loro semplicità, la simpatia e gli esempi che ricevo mi portano a ringraziare Dio per il dono della vocazione missionaria salesiana e mi spingono a fare meglio.

Abbiamo dei ragazzi d’oro. Tra gli exallievi, poi, vi è Akash Bashir, un giovane che otto anni fa, mentre era in servizio d’ordine presso la parrocchia del nostro quartiere, non ha esitato a sacrificare la propria vita per impedire ad un attentatore di entrare in chiesa per compiere una strage.

Ricordo con tanto piacere la ICP, mia Ispettoria madre. Quando ogni giorno prego per le vocazioni, prego anche per quelle della ICP. Rimaniamo uniti nella preghiera.

Piero Ramello