156° Mandato missionario nel 150° anniversario della Prima Spedizione Missionaria Salesiana

Da infoANS.

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Nel pomeriggio di martedì 11 novembre 2025, nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco, cuore pulsante del carisma di Don Bosco, si è svolta la celebrazione del mandato missionario dei Salesiani di Don Bosco (SDB) e delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), in occasione del 150° anniversario della Prima Spedizione Missionaria Salesiana.

La celebrazione eucaristica, presieduta dal Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, e concelebrata da vari consiglieri generali, numerosi missionari, Ispettori e Delegati Ispettoriali per l’Animazione Missionaria (DIAM), ha visto anche la presenza della Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre  Chiara Cazzuola, accompagnata da alcune delle sue Consigliere e una rapppresentanza di suore FMA, segno di una comunione viva e missionaria tra le due famiglie religiose.

Un ricordo che diventa missione

Nella sua introduzione alla celebrazione, don Michele Viviano, Rettore della Basilica, ha rievocato con emozione la sera dell’11 novembre 1875, quando Don Bosco salutò i primi dieci missionari in partenza per l’Argentina: “Chi sa che questa partenza e questo poco non siano come un seme da cui abbia a sorgere una grande pianta?”, diceva Don Bosco tra le lacrime e la speranza.

Oggi, dopo 150 anni – ha proseguito don Viviano – vogliamo ringraziare, ripensare e rilanciare”:

  • Ringraziare per i 10.700 missionari che, in questo secolo e mezzo, hanno portato il carisma salesiano in 137 Paesi del mondo;
  • Ripensare la missione in contesti multireligiosi e secolarizzati;
  • Rilanciare uno zelo missionario rinnovato, vicino ai giovani poveri e a chi ha perso il senso della vita.

“E come allora — ha concluso — anche oggi risuona l’‘inde gloria mea’: da qui la mia gloria! — la gloria di Maria Ausiliatrice, la gloria di Dio, la gloria di Don Bosco e delle sue Congregazioni”.

“Siamo servi inutili”: l’invito del Vangelo a radicarsi in Cristo

Nell’omelia, ispirata al Vangelo di Luca 17, 7‑10 (“Siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fare”), Don Attard ha collegato quel momento di 150 anni fa al mandato di oggi, offrendo tre chiavi di lettura spirituale:

  1. La centralità di Cristo – “Don Bosco non inviava funzionari o amministratori, ma apostoli. Tutto nasce e trova senso solo in Cristo: senza di Lui non possiamo fare nulla, ma con Lui possiamo tutto”
  2. La Fedeltà al carisma – “Conoscere Don Bosco e viverne lo spirito significa lasciarsi plasmare dall’amore educativo, dalla fraternità e dall’allegria evangelica che rendono credibile la missione”.
  3. Servizio ai poveri – “Servire i poveri significa scegliere la povertà evangelica come via di libertà e autenticità; solo una comunità povera e sobria diventa Vangelo vivo”

Ha poi concluso: “Il Signore ci doni la forza del suo Spirito perché, come Don Bosco, viviamo e trasmettiamo la bellezza del Vangelo, radicati in Cristo, fedeli al carisma e servi dei poveri”.

Consegne delle croci missionarie

Dopo l’omelia, il Consigliere Generale per le Missioni, don Jorge Crisafulli, si è avvicinato all’ambone per proclamare i nomi dei nuovi missionari SDB della 156ª spedizione SDB. Uno dopo l’altro, ciascun missionario si è alzato, ha pronunciato con emozione il suo “Eccomi!”, e si è avvicinato all’altare.

Subito dopo, la Consigliera Generale per le Missioni delle FMA, suor Ruth del Pilar Mora Velazco, ha letto i nomi delle nuove missionarie FMA della 148ª spedizione SDB, anch’esse salutate da un corale “Eccomi!” di fiducia e disponibilità.

Il momento più toccante è stato quello della consegna delle croci missionarie: il Rettor Maggiore ha posto al collo dei Salesiani partenti la croce missionaria, mentre la Madre Generale, Madre Chiara Cazzuola, ha posto al collo delle Figlie di Maria Ausiliatrice la croce missionaria, segno di unità nella stessa chiamata missionaria e nella consacrazione ad vitam.

I missionari SDB della 156ª spedizione

Tra le nuove destinazioni figurano Bangladesh, Mozambico, Brasile, Mongolia, Grecia, Turchia, Romania, Thailandia e altri Paesi. Accanto a loro, hanno rinnovato il mandato alcuni missionari di precedenti spedizioni, già operanti in diverse regioni del mondo.

Le missionarie FMA della 148ª spedizione

Provenienti da Vietnam, India, Corea del Sud e Italia, le nuove missionarie FMA partono per le comunità che le attendono in vari continenti, per essere segno di consolazione, fiducia e speranza evangelica tra i giovani.

Un mandato nel segno della gratitudine

La celebrazione si è conclusa con un sentito ringraziamento pronunciato da uno dei missionari a nome di tutti i partenti, che ha espresso gratitudine al Signore, alla Famiglia Salesiana e a coloro che accompagnano e sostengono la missione con la preghiera.

Al termine della Messa, i nuovi missionari SDB e FMA, insieme ai superiori, si sono recati in silenzio e preghiera adavanti alla tomba di Don Bosco, per affidargli la loro missione e chiedere la sua paterna benedizione. Lì, tra raccoglimento e canti, hanno elevato una breve preghiera per i giovani che li attendono in ogni parte del mondo e per tutti i missionari salesiani che li hanno preceduti. Il gesto si è concluso con una foto di gruppo, segno di comunione e continuità nella storia missionaria iniziata 150 anni fa proprio da quella stessa casa.

Davanti all’altare  di Maria Ausiliatrice e alla tomba di Don Bosco, Valdocco ha rinnovato ancora una volta il suo “sì” alla missione: un mandato che, da 150 anni, continua a far fiorire nel mondo la speranza evangelica e il sogno salesiano di essere “segni e portatori dell’amore di Dio ai giovani”.

Tornarono pieni di gioia: il cammino inizia dal Battesimo

La sera del 13 novembre, la Chiesa di Gesù Adolescente di Torino si è riempita di volti giovani e di attese. È iniziato così il nuovo itinerario spirituale Tornarono pieni di gioia, un percorso di collaborazione tra gli Uffici di Pastorale Giovanile della Diocesi di Torino, i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice che vuole accompagnare i ragazzi lungo le tappe della vita di Gesù narrate da Luca.

Il primo incontro, guidato da don Giorgio Garrone, ha avuto come tema il Battesimo – Pregare da figli. Non una lezione, ma un invito: riscoprire la bellezza di sentirsi figli amati, chiamati a un dialogo semplice e confidente con il Padre.

Un cammino che continua

Questo è stato solo il primo passo di un percorso che ci accompagnerà fino alla primavera, prossima tappa il 18 dicembre con Gesù nella sinagoga di Nazareth – La Parola che si compie con suor Sara Perini.

Esercizi Spirituali per universitari e giovani lavoratori: doppio appuntamento al Colle Don Bosco e a Pianezza

Il weekend del 29 e 30 novembre tornano gli Esercizi Spirituali dedicati ai giovani universitari e lavoratori: appuntamento doppio quest’anno, con i giovani nati dal 2004 al 2006 al Colle Don Bosco nella casa Zatti, e i nati dal 1997 al 2003 (compreso) a Pianezza, presso Villa Lascaris (Via Lascaris 4, 10044 Pianezza).

Un’esperienza che per entrambi i gruppi andrà dalle 9.30 di sabato alle 17.00 di domenica e vedrà la predica di don Giorgio Degiorgi SDB al Colle Don Bosco e don Cristian Besso SDB a Pianezza.

Da portare

  • Lenzuola e asciugamani
  • Bibbia o Nuovo Testamento (sarà possibile acquistarne una copia agli esercizi)

Di seguito i dettagli dei due appuntamenti:

EESS MGS – Giovani

nati nel 2006, 2005, 2004

EESS MGS plus – Giovani

nati dal 1997 al 2003 (compreso)

Cambia le parole, cambia il mondo: 850 giovani del Servizio Civile riflettono sul potere del linguaggio

Venerdì 7 novembre 2025, al Teatro Grande Valdocco di Torino, oltre 850 giovani del Servizio Civile Universale del Piemonte hanno partecipato all’incontro regionale “Cambia le parole, cambia il mondo. Linguaggi, propaganda e pace: voci per cambiare la narrazione”, promosso dal TESC – Tavolo Enti Servizio Civile in collaborazione con il Centro Studi Sereno Regis.

Una mattinata intensa di teatro, dialogo e partecipazione per riflettere sul potere delle parole e sulla responsabilità che ciascuno ha nel costruire – o nel decostruire – le narrazioni che abitano il nostro tempo.

L’evento, ideato e curato da Rosanna Todisco, ha invitato i giovani a interrogarsi sul linguaggio come strumento di pace, giustizia e inclusione, in un tempo segnato da guerre e disinformazione. L’incontro si è aperto con l’azione collettiva “Cambia le parole, cambia il mondo”: tre grandi pannelli hanno raccolto centinaia di parole riscritte dai partecipanti, trasformando termini di paura e divisione in parole di dialogo e speranza.

A seguire, lo spettacoloLe parole per (non) dirlo” della compagnia L’interezza non è il mio forte ha raccontato con ironia e profondità le trappole del linguaggio mediatico e politico. Il talkLe parole della pace”, condotto da Lavinia Bianchi (Università Roma Tre), con Abderrahmane Amajou (ActionAid Italia) e Fatima El Maliani (Prime CasArcobaleno), ha poi aperto un confronto intenso sul ruolo delle parole nella costruzione di una cultura di pace.

Nella parte finale, i giovani partecipanti hanno ideato slogan di contropropaganda, dando vita a una restituzione scenica collettiva che ha trasformato le loro voci in un unico messaggio corale: la pace comincia da come scegliamo di parlare.

beAMission 2025: vivere la missione

Torino – Valdocco, 8-9 novembre 2025.

Nel cuore delle celebrazioni per i 150 anni della Prima Spedizione Missionaria Salesiana, Valdocco ha accolto giovani, Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice da tutta Italia per il beAMission, una convocazione nazionale nata dal desiderio di ritrovarsi, raccontarsi e rilanciare insieme il cammino missionario.

L’evento ha rappresentato la vigilia della 156ª Spedizione Missionaria, che sarà celebrata sempre a Valdocco l’11 novembre e presieduta dal Rettor Maggiore don Fabio Attard.

Il beAMission è stata un’esperienza viva: due giorni in cui i giovani hanno riscoperto la bellezza di essere missione prima ancora di fare missione. È proprio questo vissuto condiviso, fatto di ascolto, testimonianze e preghiera, che ha generato fraternità tra tutti i partecipanti.

Un’esperienza di Chiesa in cammino

L’incontro è stato pensato e costruito valorizzando il protagonismo giovanile, a partire dai rappresentanti delle Équipe missionarie regionali. L’obiettivo: trasformare la memoria dei 150 anni in uno slancio verso il futuro, restituendo alla missione salesiana la sua dimensione originaria di slancio apostolico, gioia e servizio.

Dopo l’accoglienza a Valdocco, la visita al Museo Casa Don Bosco ha introdotto i partecipanti nel clima delle origini, permettendo di “toccare” le radici della passione missionaria di Don Bosco e dei primi partenti per l’Argentina. Subito dopo si è svolto il momento formativo con l’intervento di don Jorge Crisafulli, Consigliere generale per le Missioni, che ha offerto una riflessione incisiva su cosa significhi essere missionari oggi: non partire per un altrove, ma abitare la missione dove si vive.

Le sue parole hanno aiutato tutti a comprendere che la missione non è un’azione ma un’identità, un modo di essere che trasforma ogni relazione e ogni luogo.

Mostra, festa e preghiera: la missione si fa racconto

Nel tardo pomeriggio i partecipanti hanno potuto vivere l’inaugurazione della mostra “Splendete come astri nel mondo”, allestita negli spazi del Museo.

L’esposizione — curata con la collaborazione dei vari territori salesiani italiani — racconta storie, volti e progetti missionari dei cinque continenti. Durante l’apertura ufficiale è intervenuto anche don Fabio Attard, che ha richiamato il valore profetico dell’educazione e della presenza giovanile nella missione salesiana: «Ogni giovane che incontra Don Bosco diventa, a suo modo, un missionario».

La serata è poi proseguita in clima di festa, con la Festa Missionaria nel cortile e negli stand preparati dalle diverse realtà regionali. Canti, testimonianze, giochi, piatti tipici: la missione si è fatta racconto e fraternità vissuta. La “buonanotte” in Basilica donata dalla Madre Generale delle FMA, Chiara Cazzuola, ha chiuso la giornata con semplicità e profondità salesiana.

La domenica: dal racconto alla chiamata

Il mattino successivo, i giovani si sono ritrovati per un’esperienza di Living Library, in cui i ragazzi che hanno vissuto un’esperienza di missione  hanno raccontato, come “libri viventi”, le loro storie di servizio e di fede.

A seguire, anche i salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice  che si preparano a ricevere il mandato missionario in questi giorni  hanno condiviso con i giovani la loro chiamata al dono totale di sè in terra di missione.

Nel primo pomeriggio, la celebrazione della Messa, presieduta da don Attard, ha rappresentato un nuovo invio missionario per i giovani e ha espresso il senso più profondo dell’incontro: non solo ricordare una partenza avvenuta 150 anni fa, ma rinnovare oggi la stessa passione missionaria nel quotidiano.

Le parole del Rettor Maggiore hanno invitato tutti a guardare avanti con speranza: “Essere missione significa non trattenere nulla per sé: è condividere la vita, il tempo e il Vangelo, con lo stile della gioia salesiana.”  

Una fraternità nata dall’essere missione

beAMission non è stato solo un evento celebrativo, ma un’esperienza di comunione che ha mostrato come l’essere missione generi fraternità.

In questi giorni, i giovani hanno toccato con mano che la missione è un modo di vivere insieme, di mettersi in ascolto, di costruire ponti.

Da Valdocco ripartono ora verso le proprie comunità, più consapevoli che la missione salesiana continua, ogni volta che qualcuno sceglie di donare il proprio tempo, la propria passione e la propria fede per far crescere la vita degli altri.

150 anni di speranza: la missione continua

Notizia a cura di Missioni Don Bosco.

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L’11 novembre 2025 a Valdocco, il cuore vivo della spiritualità salesiana, si rinnoverà un gesto che ha cambiato la storia. Esattamente 150 anni fa, l’11 novembre 1875, Don Bosco annunciava la prima partenza missionaria verso l’Argentina dalla Basilica di Maria Ausiliatrice. Quell’abbraccio, carico di fede e commozione, segnava l’inizio di un’avventura che avrebbe portato la speranza salesiana fino agli angoli più remoti del mondo.

Quella partenza non fu solo un viaggio oltre l’oceano: fu l’espressione concreta del sogno di Don Bosco, che voleva portare ai giovani di ogni continente la possibilità di una vita piena, fondata sull’amore, sull’educazione e sulla fede. I dieci salesiani che lasciarono Torino diretti in Argentina erano giovani, pieni di entusiasmo, portavano con sé il metodo educativo del loro fondatore.

Da quel giorno, la missione salesiana si è diffusa fino a raggiungere 137 Paesi, diventando un’unica grande famiglia di educatori e missionari, impegnati a trasformare le periferie del mondo in luoghi di crescita e speranza.

Questo anniversario non è solo un traguardo da ricordare, ma un punto di partenza per guardare al futuro. In un secolo e mezzo di storia, le missioni salesiane hanno attraversato crisi, guerre, carestie e profondi mutamenti sociali. Eppure, non hanno mai smesso di incarnare l’intuizione del loro fondatore: garantire istruzione ed educazione ai giovani più vulnerabili, ma anche una comunità che li accompagni nella vita. Scuole, centri di formazione, oratori e parrocchie: ogni opera salesiana, in ogni parte del mondo, continua a scrivere questa straordinaria storia d’amore per i giovani.

11 novembre 2025: una nuova chiamata

Quest’anno, nello stesso giorno e nello stesso luogo dove tutto ebbe inizio, Valdocco tornerà a essere teatro di una nuova partenza missionaria salesiana, segno vivo di una storia che continua a generare speranza. Là dove Don Bosco sognava con i suoi ragazzi, riecheggeranno ancora parole di fede, di dono e di invio. Sarà un momento di intensa commozione, in cui la Famiglia Salesiana di tutto il mondo si unirà simbolicamente attorno a quei giovani che oggi, come ieri, scelgono di rispondere “Sì” a Dio e ai giovani più poveri.

Durante la celebrazione della nuova spedizione missionaria (in diretta su YouTube), diciannove missionari riceveranno la croce di cuoio, segno del loro mandato e simbolo della consegna che Don Bosco fece ai suoi primi partenti. Le loro destinazioni — Mongolia, Thailandia, Cambogia, Mozambico, Sud Sudan, Brasile e Cile — raccontano la vitalità e l’attualità del carisma salesiano, che continua a spingersi là dove ci sono giovani da amare, da educare, da far crescere nella fede. Ogni Paese rappresenta una sfida e una promessa: nuove terre di missione dove la presenza salesiana semina fraternità, educazione e speranza, costruendo ponti di pace e comunità vive.

Un video racconto per rivivere la prima missione in Argentina

Per celebrare questo grande anniversario, Missioni Don Bosco ha realizzato un video racconto dedicato alla prima partenza missionaria in Argentina e all’opera salesiana attuale nella prima terra di missione.

Il racconto, arricchito da immagini storiche, luoghi sacri della salesianità, paesaggi meravigliosi della Terra del Fuoco e testimonianze di salesiani, educatori, formatori e animatori, restituisce tutta la forza di quella partenza che ha dato origine a una missione mondiale. È un viaggio nel tempo e nello spirito, alla scoperta delle origini di un sogno che, da Torino, ha saputo attraversare culture e generazioni.

Un racconto che vuole accompagnare lo spettatore nel cuore del carisma salesiano. Un ponte tra passato e futuro: un modo per dire che il sogno di Don Bosco non si è mai fermato, ma continua a viaggiare, a parlare, a generare vita!

Spedizione Missionaria Salesiana 2025: il sogno di Don Bosco continua da Valdocco

L’11 novembre 2025, nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, si terrà la 156ª Spedizione Missionaria Salesiana, uno degli appuntamenti più significativi per tutta la Famiglia Salesiana nel mondo. A centocinquant’anni dalla prima spedizione, avvenuta l’11 novembre 1875 e guidata da Don Bosco verso la Patagonia, la Chiesa di Valdocco tornerà ad essere il cuore pulsante della missione, là dove tutto ebbe inizio.

L’evento avrà come filo conduttore il tema Ringraziare, Ripensare, Rilanciare, espressione di una triplice chiamata che invita a fare memoria grata del passato, a discernere le sfide del presente e a rinnovare l’impegno missionario con lo sguardo rivolto al futuro. Nella Basilica, durante la celebrazione eucaristica, i nuovi missionari provenienti da diversi continenti riceveranno la Croce missionaria, segno del loro invio nel mondo per annunciare il Vangelo secondo lo spirito di Don Bosco.

La data scelta non è casuale: l’11 novembre rappresenta per i Salesiani un giorno di memoria e di rinascita, un’occasione per ravvivare la passione apostolica che ha condotto generazioni di educatori e religiosi a dedicarsi ai giovani, ai poveri e alle periferie del mondo. La Basilica di Maria Ausiliatrice, centro spirituale e simbolico del carisma salesiano, diventa così il punto di partenza per nuove presenze missionarie e, al tempo stesso, il luogo in cui ogni credente è invitato a riscoprire la propria missione quotidiana.

L’appuntamento, previsto per le ore 17:00, vedrà la partecipazione del Rettor Maggiore, dei membri della Famiglia Salesiana, di comunità educative e di giovani provenienti da varie regioni italiane e straniere. Sarà un momento di comunione universale, in cui la gratitudine per la storia si unirà alla responsabilità verso il futuro.

La Spedizione Missionaria non è soltanto un evento religioso, ma anche un messaggio educativo e culturale: ricorda che la missione non è solo partire per terre lontane, ma vivere con spirito missionario ogni incontro, ogni relazione, ogni gesto di servizio. È un invito rivolto anche ai giovani, chiamati a “essere missionari” nei propri ambienti di vita, con coraggio, generosità e passione per il bene.

In un tempo in cui il mondo sembra frammentato e chiuso, la giornata dell’11 novembre sarà un segno di speranza e apertura universale: Don Bosco continua a inviare i suoi figli e le sue figlie là dove i giovani hanno bisogno di essere amati, accompagnati e sostenuti. La Basilica di Maria Ausiliatrice si farà ancora una volta punto di partenza di un sogno che, da Torino, abbraccia il mondo intero.

Sarà possibile seguire l’evento in diretta sul canale YouTube di ANS – Agenzia Info Salesiana:

Savio Club al Colle Don Bosco: 15 o 16 novembre 2025

Tornano i Savio Club al Colle Don Bosco: l’appuntamento dedicato al segreto della santità di Domenico Savio è pronto ad accogliere al Colle Don Bosco i ragazzi dalla prima alla terza media il 15 o il 16 novembre 2025.

Due giorni, uno a scelta in base all’esigenza del gruppo, rivolti ai ragazzi e le ragazze che desiderano mettersi in gioco e crescere nella scelta di Dio come compagno della propria vita, seguendo i preziosi consigli di Domenico Savio verso la santità.

Domenico Savio viveva così, e noi?

Programma

  • 9.30 – arrivi
  • 10.00 – inizio
  • 16.00 – S. Messa
  • 17.00 – termine

Il costo per la giornata è di 8 euro, comprensivo di utilizzo ambienti e merenda. Da portare il pranzo al sacco, una penna per scrivere e abbigliamento adatto al gioco.

Per info:

Primo incontro GxG: riscoprire la Chiesa come corpo ecclesiale composto di tante membra

Nel weekend del 25 e del 26 ottobre oltre 100 ragazzi si sono ritrovati presso la sede FMA di Valdocco per il primo incontro dei Gruppi Ricerca GxG, un cammino di crescita aperto a chi vuole approfondire il proprio percorso di discernimento in stile salesiano.

Per rompere il ghiaccio, il tema del primo appuntamento “Che cosa è la Chiesa? Corpo ecclesiale composto di tante membra” è stato affrontato a partire da un grande gioco di gruppo in Piazza Maria Ausiliatrice. Subito dopo, i ragazzi si sono divisi in gruppi per un momento di conoscenza: ognuno ha condiviso il proprio nome e le aspettative per il cammino dei Gruppi Ricerca, tracciando insieme le prime linee di un percorso che sarà sia personale che comunitario.

Il cuore della giornata è stato l’incontro con i testimoni: sei volti per una sola Chiesa, ciascuno esempio di una vocazione diversa:

  • una coppia di sposi
  • una catechista
  • un giovane SDB
  • una giovane FMA
  • un educatore
  • una volontaria Caritas

Attraverso le loro parole, i ragazzi hanno potuto scoprire come la Chiesa si incarni nella vita quotidiana, nelle relazioni, nel servizio e nella fede vissuta con autenticità.

A concludere la giornata un momento di gioco e l’Adorazione.

La domenica mattina ha offerto spazio alla Lectio Divina e ad un momento di tempo personale in cui riflettere per interiorizzare quanto vissuto.

A concludere il weekend, la celebrazione della S. Messa, per salutarci con la certezza che il cammino non finisce qui: prossima tappa il 22-23 novembre!

Nel cuore del mondo 2025-26: giovani in cammino verso la missione

Hanno risposto in tanti, con lo zaino pieno di entusiasmo e il cuore pronto a partire.
Sono stati una quarantina i ragazzi provenienti dalle case salesiane del Piemonte e della Valle d’Aosta che, domenica 26 ottobre, si sono ritrovati per dare il via al “Percorso nel cuore del mondo” 2025-26. Un nuovo inizio, nel segno del 150° anniversario della prima spedizione missionaria salesiana, che quest’anno profuma di storia e di futuro insieme.

Accogliendo l’appello dell’Ispettore, questi giovani hanno scelto di mettersi in cammino e a servizio, per scoprire cosa significa oggi essere missionari nel quotidiano, là dove vivono, studiano e lavorano.

Fin dal pomeriggio, Valdocco si è riempito di voci e sorrisi in un primo gioco di conoscenza che ha aiutato a sciogliere subito il ghiaccio. Divisi nei “continenti del mondo”, i ragazzi hanno condiviso chi sono, come sono arrivati al percorso e cosa si aspettano da questa avventura. Le risposte, semplici ma autentiche, parlavano di desiderio di fare del bene, di incontro con Dio, di voglia di donarsi.

Dopo la presentazione dell’équipe di animazione – formata da una FMA, un SDB e da alcuni giovani che in passato hanno vissuto l’esperienza missionaria e oggi si mettono al servizio dei nuovi partecipanti – il pomeriggio è proseguito con un percorso a stand tematici: chiamati e inviati, a servizio dei più poveri, in stile salesiano, in terra di missione, come comunità.
Una piccola anticipazione delle tappe del percorso attraverso le testimonianze dei giovani che hanno vissuto il percorso lo scorso anno per scoprire i tanti volti della missione salesiana e comprendere che partire non è solo questione di destinazione, ma una scelta di cuore.

La serata è continuata in stile tipicamente salesiano: giochi, risate e convivialità, seguiti da un momento di preghiera nella chiesa di san Francesco di Sales, semplice e profondo. Le candele accese deposte sull’altare, donate poi a ciascuno dei partecipanti, hanno ricordato a ciascuno che la luce della missione nasce da una chiamata personale, ma si alimenta nella scelta di vivere questa chiamata ogni giorno.

Il “Percorso nel cuore del mondo” non è solo un insieme di incontri: è un cammino di fede e di servizio, dove si cresce insieme, si riflette, si condivide e si impara a “partire” ogni giorno – verso gli altri, verso Dio, verso la vita.

Prossimo appuntamento? Domenica 23 novembre.
Stessa passione, stesso sogno: essere giovani nel cuore del mondo, con il cuore di Don Bosco.