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Le principali attività dell’Animazione Vocazionale 2022-2023 suddivise per fasce d’età.

Le principali attività dell’Animazione Vocazionale 2022-2023 suddivise per fasce d’età.
L’avvio dell’Anno Pastorale ICP per il 2022-2023
Torino-Valdocco, 18 luglio 2026 – Questa mattina, nella Basilica di Maria Ausiliatrice, la Famiglia Salesiana del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania si è riunita per accogliere l’inizio del mandato di don Giorgio Degiorgi, nuovo Ispettore dell’Ispettoria ICP. La celebrazione eucaristica, animata dalla Corale della Basilica e presieduta dal Consigliere Regionale don Juan Carlos Pérez Godoy, si è svolta in un clima di profonda gratitudine e di sincera comunione, nella casa di Don Bosco che continua a essere sorgente di carisma e missione.
Il Vangelo proclamato, la celebre parabola della vite e dei tralci (Giovanni 15,1-8), ha guidato l’omelia del Consigliere Regionale e il suo augurio a don Giorgio. Un invito a rimanere nel Signore per portare frutto:
“Io sono la vite, voi i tralci… Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla… Rimanete nel mio amore.”
Parole che hanno accompagnato l’intera celebrazione e che tracceranno il cammino spirituale del nuovo Ispettore.
Con questo momento, don Leonardo Mancini ha concluso il suo servizio come Ispettore, salutando l’Ispettoria e affidando il testimone a don Giorgio. La sua lettera di saluto, pubblicata nei giorni scorsi, è disponibile di seguito:
Nel suo messaggio di ringraziamento, don Giorgio ha espresso l’impegno che caratterizzerà il nuovo incarico:
“Mi metto sotto la protezione di San Carlo Borromeo, santo delle mie origini e modello del Buon Pastore. Da solo non sarò in grado di svolgere l’incarico che il Rettor Maggiore mi ha affidato. Ma so di non essere solo: per questo vi dico che ho bisogno di voi, di ciascuno di voi. Da parte mia vi prometto che tutte le mie forze, tutto il mio tempo, tutto me stesso, nei prossimi sei anni saranno per ognuno di voi.”
Al termine della celebrazione, dopo le foto di gruppo davanti l’altare di Don Bosco in Basilica, la comunità si è ritrovata nel cortile di Valdocco per un buffet fraterno preparato dagli studenti del CNOS-FAP, occasione per salutare don Giorgio, ringraziare don Leonardo e condividere la gioia di questo nuovo inizio.
Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di luglio 2026.
Torino-Valdocco, 15 luglio 2026
Memoria di San Bonaventura
A Confratelli salesiani,
Componenti della Famiglia Salesiana,
Laici corresponsabili
e Giovani di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania
Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi.
Questa mia lettera vuol essere principalmente un rendimento di grazie a Dio per i sei anni trascorsi insieme con voi (otto in Piemonte, se si considera anche il tempo da me vissuto in Noviziato); ma sento il bisogno di introdurmi con una richiesta di perdono per tutto quello che in questi anni avrei dovuto o potuto fare e non ho fatto, per quanto ho fatto di sbagliato; per quanto ho fatto ma avrei potuto svolgere con più cura e impegno; chiedo perdono specialmente se i miei comportamenti hanno causato sofferenza ingiustamente. Avrei certamente potuto curare con più energia e determinazione preghiera, relazioni, scelte pastorali di animazione e governo, accompagnamento di persone, comunità e opere, riflessioni e progettazioni a lungo termine… Vi chiedo scusa per quando questi comportamenti maldestri sono stati causati, oltre che da limiti personali invincibili, anche da mie scelte deliberate.
Fatta tale doverosa premessa, non posso che rendere grazie a Dio per questi sei anni di vita durante i quali il Signore mi ha messo alla prova (non ero profeta, né figlio di profeta…). Il Signore cercava uno che dimostrasse concretamente che la potenza di Dio si rivela nella debolezza dell’uomo, nella mia debolezza; e mi ha chiamato. Nei sei anni si sono alternati momenti di gioia e di fatica, di sicurezza e di incertezza, di energia e di stanchezza, di entusiasmo e di abbattimento; mai di noia! Ringrazio Dio perché è stato paziente con me e ha preso tante volte per mano la mia fragilità. Ritengo che questo tempo sia stato per me una forte esperienza di Dio; un tempo in cui Lui mi ha chiesto di affidarmi e fidarmi di più… Come ho risposto? Mi sembra di averci messo impegno, di aver dato tutto quel che potevo: ho cercato di pormi al servizio di Dio, dei confratelli, dei giovani, dei laici corresponsabili, della Famiglia Salesiana, della missione insomma; questo naturalmente non vuol dire che io abbia fatto bene, ma che almeno ci ho sinceramente provato.
Ringrazio quelli che hanno pregato per me, in particolare i confratelli della Comunità Andrea Beltrami e Beato Filippo Rinaldi; sono certo che senza la loro preghiera e quella di tanti e tante di voi sarei venuto meno lungo il cammino. Badate bene, conviene sempre pregare per l’ispettore (presente o futuro che sia), anche perché se l’ispettore combina guai le conseguenze ricadono su tutti… dunque se avete pregato per il sottoscritto avete fatto bene a me, ma anche a voi stessi! Vi assicuro che pure il sottoscritto ha pregato spesso per voi; e che continuerà a pregare anche dopo per voi, per il legame fraterno e spirituale che si è instaurato. Vi chiedo perciò – in una logica di reciprocità evangelica – di ricordarmi ogni tanto nella vostra preghiera, perché io possa svolgere secondo la volontà di Dio il nuovo compito che mi è stato affidato.
Ringrazio i miei confratelli uno per uno, e non perché con tutti io sia riuscito ad avere un rapporto buono; ci sono state tensioni più esplicite con alcuni (mi sembra poche) e tensioni rimaste più nascoste, implicite, con altri. Vi ringrazio comunque però, perché nella stragrande maggioranza delle relazioni ho trovato disponibilità al dialogo onesto e franco; e apertura a venire incontro alle esigenze della missione in Ispettoria.
Tra i confratelli desidero ringraziare innanzitutto il Rettor Maggiore precedente e attuale, il loro Vicario e il Consigliere Regionale della Mediterranea, che in questi anni non hanno mancato di far sentire la loro vicinanza.
Un ringraziamento tutto particolare poi è per me doveroso – ma ancor più è un’esigenza dell’anima – rivolgerlo a quei confratelli con i quali in questi anni ho vissuto a contatto più stretto e collaborato in modo più intenso nel Consiglio ispettoriale: a loro va la mia riconoscenza sentita e fraterna. Don Michele Molinar, che ha svolto l’incarico di Vicario ispettoriale con grande passione, sacrificio, creatività e spirito di fraternità. Don Giorgio Degiorgi, col quale abbiamo affrontato il nodo degli aspetti economici, amministrativi e gestionali: Don Giorgio ha svolto un lavoro molto grande per mole, qualità ed efficacia. Don Alberto Goia, per il servizio intelligente, progettuale e comunionale nella PG; con lui sono stati avviati e realizzati alcuni progetti pastorali importanti per la vita dell’ICP. Don Claudio Belfiore, che in questi anni ha offerto al Consiglio ispettoriale l’apporto prezioso della sua esperienza di vita salesiana, a partire dalla prospettiva della Formazione Professionale. Don Alessandro Borsello, Don Alberto Martelli, il Sig. Alessandro Parolini (e prima ancora Don Mauro Balma, Don Stefano Mondin, il Sig. Lucio Reghellin e don Claudio Durando). Sono molto riconoscente a tutti per lo stile collaborativo e comunionale che abbiamo vissuto nel Consiglio in questi anni. Un augurio fraterno rivolgo ai consiglieri recentemente nominati: Don Riccardo Frigerio e Don Fabio Mamino: vi auguro di poter supportare con grande impegno e senso di responsabilità il servizio di Don Giorgio. Non posso infine non ringraziare Don Paolo Camussi, che ha vissuto il compito di Segretario Ispettoriale con tutta la sua competenza e saggezza. Grazie anche a Don Fabiano Gheller e Don Matteo Vignola, che, pur non essendo consiglieri, hanno però lavorato intensamente nel Centro ispettoriale per la CP e l’Animazione Vocazionale. Un grazie infine altrettanto doveroso e sentito va al “Senato” dell’Ispettoria, e cioè al gruppo dei Direttori; in questi anni so di aver chiesto ad alcuni di loro compiti particolarmente onerosi: il Signore ve ne renda merito. Ho trovato in voi disponibilità e generosità, e vi ringrazio di cuore; come pure ringrazio per i consigli che alcuni di voi hanno saputo offrire nei nostri incontri ispettoriali o a livello personale, a beneficio mio e di tutta l’ispettoria.
Bello e intenso ritengo sia stato anche il rapporto con alcuni/e componenti della Famiglia Salesiana (grazie Suor Emma!) e con i numerosi laici corresponsabili, in particolare con coloro che guidano opere ad affidamento laicale. Vi ringrazio sia per l’impegno di custodia e trasmissione del carisma, sia per le relazioni schiette e durature che nel tempo abbiamo instaurato.
Ringrazio infine (the last but not the least!) i giovani, quelli impegnati più direttamente nel MGS e tutti i ragazzi e giovani incontrati in questi anni nella Comunità Proposta, a Valdocco, nelle opere, nei campi estivi, nei pellegrinaggi e nelle altre manifestazioni ispettoriali: so che i miei incontri con loro sono stati oggettivamente pochi; tuttavia dico con forza: carissimi giovani, vi ho portato, vi porto e vi porterò sempre nel cuore: siete la speranza della Chiesa e del mondo, e sorgente di grande gioia per me e per tutti i salesiani. Ci sono tanti, tantissimi giovani, che hanno raccolto o che sono pronti a raccogliere il testimone del carisma di Don Bosco nelle diverse vocazioni in cui esso si esprime. Rendo lode a Dio per tutti loro e li ringrazio per la loro testimonianza cristiana e salesiana, oltre che per la loro presenza amichevole e gioiosa nella mia vita.
Carissimi, in questi sei anni mi sono sentito serenamente accolto e ho potuto conoscere in modo approfondito il territorio di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. Ho imparato ad amare profondamente questa terra e naturalmente le persone che la abitano. Qui mi sento a casa mia e credo che continuerò a sentirmi a casa mia anche quando vi tornerò in seguito, partendo dal luogo dove l’obbedienza a breve mi condurrà. L’ICP è una bellissima ispettoria, di cui essere umilmente e convintamente orgogliosi! A cominciare dalla significatività carismatica unica al mondo derivante dalla presenza dei luoghi delle origini e del primo sviluppo del carisma (è un dono grande per me poter abitare dove Don Bosco è vissuto e ha operato!); a seguire con l’abbondanza dei tanti esempi di santità offertici dai santi sociali vicini a Don Bosco (il chilometro quadrato della carità, come ha definito il Cardinal Repole la zona in cui è inclusa Valdocco); a proseguire con le tante bellezze naturali e storico-artistiche, con le realizzazioni industriali…
Bellissime poi sono le nostre opere: alcune belle anche artisticamente; ma belle soprattutto per le persone che le compongono, a cominciare dai ragazzi; e belle per la progettualità e l’azione educativo-pastorale che portano avanti. Questo non significa che il lavoro sia semplice e che non ci sia bisogno di migliorare: grandi sono le sfide che le CEP devono quotidianamente affrontare; quanto lavoro da parte dei confratelli e dei laici corresponsabili, quanto lavoro da parte dei componenti della Famiglia Salesiana e dei giovani più impegnati! Esistono tante attività educativo-pastorali sul territorio, a testimonianza del grande impegno profuso da tutti per il bene dei ragazzi e della gente. Bisogna rendere merito al sacrificio di numerose persone che hanno donato la vita e continuano a donarla perché si realizzi sempre più concretamente il regno di Dio in mezzo alla gente di questa porzione di mondo.
Particolarmente belle sono quelle opere dove si lavora per i giovani più poveri, che riservano loro una progettualità particolare, che sanno indirizzare per loro energie rinnovate. Don Bosco diceva “basta che siate giovani perché io vi ami assai”, e quindi tutti i giovani si trovano nell’orizzonte della spiritualità e dell’azione pastorale salesiana; ma diceva anche che la gioventù pericolante era quella che doveva essere privilegiata dalla nostra attenzione educativa: dunque ben vengano opere attente a tutti i giovani, ma che custodiscano comunque e sempre al proprio interno un’attenzione preferenziale progettuale per quelli più poveri.
Come personale augurio e incoraggiamento per ciascuno di voi (lo dico per tutti, ma specialmente per i confratelli) mi sento di dire questo: vi auguro di vivere con sempre rinnovata passione il carisma di Don Bosco, il Da mini animas cetera tolle. Vi auguro di non lasciar spegnere mai dentro di voi il fuoco che il Signore vuole continuare a tenere acceso – o vuole accendere ex novo – nel nostro territorio, tra le tante persone, specialmente giovani, che Lui ha voluto e vuole continuare ad affidarci. Vi auguro di rimanere sanamente inquieti se non riuscite a raggiungere, ad avvicinare, a dialogare con i giovani! Siamo chiamati a questo, non dimentichiamoci di rimanere in ascolto degli appelli che il Signore – attraverso i giovani – ci indirizza. La vitalità del carisma di conseguenza comporta – per il Centro ispettoriale, le comunità religiose e le CEP – anche una costante attenzione al ridisegno delle nostre presenze, e cioè al ripensamento continuo sia dell’efficacia pastorale delle opere o dei settori posti all’interno di esse, sia della qualità di vita fraterna che riusciamo a generare.
Ai corresponsabili della missione (consacrate/i o laici che siano) auguro – perché ce lo chiede la storia, in cui abita il Signore – di lavorare sempre più insieme (sdb, consacrate/i, laici, giovani), e di prepararci alla missione attraverso una formazione condotta anch’essa insieme e messa gradualmente a sistema. Ciò comporta sia un accompagnamento sempre più calibrato alle opere e ai settori guidati direttamente da laici corresponsabili; sia un modo diverso di intendere il “potere”, la responsabilità, il governo. Siamo chiamati a sperimentare una sorta di “contaminazione dell’idea di governo” così come la abbiamo intesa fino ad ora; parlo di una modalità di governo che non è attualmente codificata, ma che è da ricercare con saggio discernimento (per esempio nel rapporto tra Consiglio locale e Consiglio della CEP). Per rinnovare la missione non mi pare ci sia altra strada – se vogliamo essere veramente efficaci – di quella di mettere insieme le forze delle diverse vocazioni nella CEP!
Circa i destinatari, vi auguro di poter conservare e rafforzare il desiderio e la scelta di lavorare per i ragazzi più poveri, quelli che nessuno è interessato a rubarci… ma che sono invece particolarmente cari agli occhi e al cuore di Dio. Oso rivolgervi (ai consacrati in particolare) ancora un altro augurio: che possiate accogliere sempre più giovani in casa nostra, scegliendo di condividere con loro diversi momenti della nostra vita; alcune comunità già lo facevano, altre hanno ripreso a farlo con modalità innovative, altre ancora stanno provando a progettarlo; credo sinceramente che la nostra efficacia pastorale e il rinnovamento del nostro carisma passi anche attraverso questa scelta di “contaminazione fraterna” fortemente desiderata da Don Bosco.
Permettetemi un penultimo saluto e augurio affettuoso a Pierluigi Livani che incomincerà il cammino di Noviziato l’8 settembre; al futuro professo perpetuo Antonio Squillace; ai diaconi Don Tomas Kivita e Don Alessio Moretto che si preparano a ricevere l’ordinazione sacerdotale.
L’ultimo pensiero va a Don Giorgio Degiorgi: il Rettor Maggiore lo ha scelto per l’ICP nella certezza che farà molto bene all’Ispettoria: sapete certamente che Don Giorgio è una persona ricca di qualità umane e spirituali, è stimato da tutti, ha il cuore rivolto ai ragazzi più poveri come Don Bosco e desidera seguire
il Signore con grande passione e fedeltà. Però – dirò un’ovvietà, ma la dico lo stesso – all’ICP non sarà sufficiente il solo suo impegno (che ci sarà, e sarà certamente tanto, anzi, sarà totale!), se accanto a lui non si vedrà contemporaneamente la collaborazione e l’impegno di tutti; la forza della comunione, del vivere e lavorare insieme, sarà la carta vincente per far continuare a crescere questa particolare porzione di Chiesa, che ha il mandato di trasmettere il carisma salesiano nel territorio della ICP. Buon lavoro allora, carissimo Don Giorgio, e buon lavoro a tutti voi nella vigna del Signore; un Lavoro che certamente si si abbinerà al Pane e al Paradiso (cfr il Campo PLP…).
Per l’insediamento di don Giorgio come sapete ci diamo appuntamento sabato 18 alle 11, nella basilica di Maria Ausiliatrice. Seguirà un pranzo a buffet per tutti. È un momento molto importante di comunione per l’Ispettoria: spero dunque che riusciremo a essere presenti in massa, sia come SDB che come CEP.
Un grande abbraccio a tutti, unito all’augurio di poterci incontrare in occasione di qualche vostra visita a Roma, magari nel Comprensorio Callistiano.
Il Signore vi benedica e vi protegga, Maria Ausiliatrice sia per voi Madre e Maestra; Don Bosco rimanga il modello da seguire e colui che ci insegna la passione per la salvezza terrena ed eterna dei giovani, nel cercare la quale troviamo la nostra personale salvezza. Buon cammino nell’infinito mistero di Dio!
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Con tanto affetto e riconoscenza in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP
La seconda edizione del Premio Letterario “Meco” entra nella sua fase decisiva: mancano pochi giorni alla chiusura delle candidature, fissata per il 31 luglio 2026. Un’occasione preziosa per chi desidera raccontare, attraverso la scrittura o la musica, come la legalità possa nascere da gesti quotidiani di cura, responsabilità e attenzione verso sé stessi, gli altri e la comunità.
Il concorso, promosso dal Forum del Terzo Settore Piemonte ETS, dall’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio (AGS) e sostenuto dai Salesiani Don Bosco Piemonte e Valle d’Aosta, invita giovani e adulti dai 14 anni in su a partecipare con un racconto breve, un saggio breve o una canzone originale. Le opere devono essere inedite e capaci di interpretare il tema dell’anno: “Atti di cura, scelte di legalità”.
Tre le fasce d’età previste (14–20, 21–30, 31+), con premi in denaro, borse di studio presso la Scuola Holden e menzioni speciali dedicate ai giovani del Ferrante Aporti, alle persone private della libertà personale e alle migliori opere per ciascuna categoria. I contributi più significativi saranno raccolti in una pubblicazione destinata alla beneficenza, proseguendo l’eredità educativa di don Domenico “Meco” Ricca.
La giuria, presieduta da don Alberto Martelli e accompagnata dall’Ambasciatore del Premio, il rapper e attivista Francesco “Kento” Carlo, riunisce professionisti del mondo editoriale, sociale e accademico.
Le candidature devono essere inviate entro il 31 luglio 2026 tramite il form online disponibile di seguito. La selezione dei finalisti è prevista per il 5 ottobre 2026, mentre la cerimonia di premiazione si svolgerà durante le Giornate della Legalità nel mese di ottobre.
Sono disponibili le graduatorie provvisorie relative alle selezioni del Bando di Servizio Civile Universale 2026-2027. Le graduatorie possono essere consultate su www.salesianiperilsociale.it.
Per garantire la tutela della privacy, i nominativi dei candidati che hanno partecipato alla sezione “posti riservato giovani minori opportunità” non sono riportati negli elenchi.
Per individuare la propria posizione è necessario cercare il Riferimento Domanda, il codice riportato nella parte superiore della domanda di candidatura ricevuta via e-mail al momento della presentazione.
Accanto al proprio codice/nome sarà indicato uno dei seguenti esiti:
Chi, pur essendo stato selezionato, decidesse di non intraprendere il Servizio Civile è invitato a comunicarlo inviando una e-mail a: serviziocivile@
Una comunicazione tempestiva permetterà di aggiornare la graduatoria e dare la possibilità ai candidati idonei non selezionati di subentrare.
Le graduatorie diventeranno definitive solo dopo la validazione del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale. Una volta concluse le verifiche, i candidati selezionati riceveranno una comunicazione ufficiale con tutte le indicazioni per l’inizio del progetto.
La mattina di sabato 18 luglio, alle ore 11.00, la Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco accoglierà l’inizio del mandato di don Giorgio Degiorgi come nuovo Ispettore dell’Ispettoria ICP.
Durante l’Eucaristia, presieduta dal Consigliere Regionale, don Juan Carlos Pérez Godoy, don Giorgio inizierà ufficialmente il suo servizio di guida per l’Ispettoria del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. Un passaggio importante, vissuto nella cornice spirituale e familiare di Valdocco, dove tutto parla ancora oggi del carisma di Don Bosco.
Le comunità religiose e le CEP saranno presenti per accompagnare don Giorgio con la preghiera e l’affetto, ringraziandolo per la sua disponibilità e affidando al Signore il suo nuovo compito.
La celebrazione sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube della Basilica e in tv su Rete 7.
I Campi Animatori 2026 hanno dato il via all’estate con giorni intensi di condivisione, gioco e crescita in stile salesiano. Sono disponibili le gallery del Campo Base 1, Campo Base 2 e Campo 1:
Per i giovani che hanno terminato la prima superiore, il Campo Base 1 a Cesana ha offerto cinque giorni di attività, giochi e momenti di riflessione condivisa.
Un’esperienza intensa di gruppo, vissuta con entusiasmo e accompagnata dagli animatori più grandi.
I ragazzi che hanno concluso la seconda superiore hanno vissuto il Campo Base 2 a Pracharbon, immersi nella natura e nel clima di fraternità tipico dei campi MGS.
Le giornate hanno alternato formazione, gioco, preghiera e attività di squadra, creando legami nuovi e significativi.
Per i giovani che hanno terminato la terza superiore, il Campo 1 a Cesana ha rappresentato un passo ulteriore nel cammino di crescita personale e spirituale.
Tra attività formative, momenti di confronto, esperienze di servizio e tempo libero condiviso, i partecipanti hanno vissuto giornate che lasciano il segno.
Ieri un’altra forte scossa di terremoto, ancora molta paura in Venezuela.
Per far fronte alla situazione di grave emergenza i missionari salesiani hanno predisposto un piano di aiuti. Stanno fornendo assistenza umanitaria alle famiglie vulnerabili e al personale delle scuole e dei centri salesiani attraverso la distribuzione di beni di prima necessità, generi alimentari, prodotti per l’igiene, medicine e un sostegno economico di emergenza. Vogliono poter garantire questi aiuti per un periodo di tre mesi, ma hanno bisogno di un nostro aiuto, ora!
Poche ore dopo le prime due potenti scosse, p. Jorge Elías Ghazal Mora, appena nominato Ispettore salesiano a Caracas, ha scritto a Missioni Don Bosco ETS:
“Siamo attenti e solidali con coloro che hanno subìto le conseguenze di questo forte terremoto. Restiamo uniti e preghiamo che Dio ci liberi dalla sventura e ci conceda la grazia e la forza necessarie per dare il nostro contributo”.
“Quando la terra trema bisogna aggrapparsi al cielo e alle mani di chi cammina con noi” ha risposto don Luca Barone, Presidente di Missioni Don Bosco ETS. L’ente salesiano si è mobilitato immediatamente per pregare e per affidare a Dio le persone decedute e quelle rimaste con la sofferenza e la devastazione dei loro beni. Ed ha lanciato l’appello ai benefattori, grazie al quale sono stati raccolti primi 30 mila euro: “vediamo le mani alzate al cielo e quelle di tantissimi che hanno risposto con generosità alla richiesta di aiuto” ha osservato don Barone.
La situazione più difficile è quella di La Guaira, la città vicina al mare, con moltissimi palazzi distrutti. Sono parecchie le case salesiana colpite: Sarri, Altamira, La Dolorita. Le strutture hanno subìto danni ma nessuna è crollata.
Il Rettor Maggiore dei salesiani, don Fabio Attard, ha espresso sua vicinanza, dicendo:
“Seguiamo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Venezuela. Desidero esprimere la mia vicinanza personale e quella di tutta la Congregazione Salesiana ai confratelli, ai giovani e alle famiglie colpite”.
A cinque giorni dall’evento catastrofico, purtroppo scendono le probabilità che i dispersi siano ritrovati ancora vivi, ma la speranza è concreta grazie a salvataggi avvenuti e in corso. Cresce invece il bilancio dei danni e delle necessità delle famiglie che hanno perso tutto.
Don Barone riferisce quanto raccolto nei ripetuti scambi telefonici e via e-mail con i confratelli a Caracas. Osserva “una nazione dove i giovani stanno diventando i primi protagonisti di una catena di solidarietà che si è attivata rapidamente”. In questa dinamica, un ruolo importante è quello degli oratori e delle scuole.
“La rete salesiana del Paese sta garantendo la sicurezza dei nostri invii di aiuti sul campo, e io mi faccio voce per ringraziare chi, anche in questa occasione, è stato pronto a darli”.
La relazione di Missioni Don Bosco ETS con la comunità salesiana del Paese sudamericano si è rinforzata nell’ultimo decennio a seguito dell’acutizzarsi della grave crisi economica e sociale. La stessa attività dei Figli di Don Bosco ha risentito pesantemente dell’impoverimento generale, fra la popolazione che ha patito ripetute crisi alimentari e sanitarie. Alla debolezza dei servizi sociali, la rete dei religiosi ha cercato di garantire accoglienza, cibo e cure alle famiglie delle parrocchie e ai ragazzi degli oratori, nelle città come nelle aree rurali. Anche in questi giorni la gente è andata a trascorrere la notte nelle strutture salesiane disponibili. La situazione già difficile per il popolo venezuelano, con questo evento rischia di diventare disastrosa.
“Dopo aver vissuto questi momenti di tensione e angoscia, ringraziamo Dio che stiamo tutti bene” commenta p. Mora. Il presidente di Missioni Don Bosco ETS rilancia l’appello a chi voglia essere “un pezzo di cielo sicuro, lì dove la terra non lo è stata“.
Il tuo contributo ci permetterà anche di fornire generi alimentari essenziali a 10 comunità salesiane e sostegno economico a 200 membri del personale dei Centri:
Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di giugno 2026.
Torino-Valdocco, 28 giugno 2026
A confratelli e laici corresponsabili
di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,
Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi.
Mentre le nostre case e attività continuano a essere affollate di ragazzi (Estate Ragazzi, esami, campiscuola e quant’altro), prosegue anche il rinnovamento della composizione delle comunità religiose ed educativo-pastorali per il prossimo anno.
I processi di cambiamento sono delicati: cambiare comunità, città, tipologia di servizio educativo-pastorale, è comunque e sempre un piccolo o grande passaggio esodale; si lascia qualcuno e qualcosa a cui si è affezionati, abituati, su cui ci si è modellati; per andare verso un nuovo orizzonte almeno in parte ignoto. La tentazione di voler rimanere su un terreno conosciuto, il timore di perdere le proprie sicurezze, o di non riuscire ad affrontare le nuove sfide, è sempre possibile e in agguato; come è altrettanto possibile – e presente in tanti – il desiderio di rinnovarsi, di ricevere una nuova opportunità, di riformularsi in base a una nuova comunità e missione, di lasciarsi plasmare dallo Spirito che invia e chiede di fidarsi e camminare da pellegrini, indicando una nuova terra, nuovi compagni di viaggio e nuovi destinatari.
Se sono delicati i processi legati alle obbedienze, sono ancor più delicati i processi che stanno attraversando le opere di Cumiana e di Vercelli, dove – come già vi scrivevo in maggio – a partire da settembre verrà sospesa la comunità salesiana. Tutti i confratelli e diversi laici sono coinvolti direttamente in questo passaggio di consegne: vorrei però ringraziare in modo particolare per il loro servizio i direttori salesiani di Cumiana e Vercelli, don Pietro Migliasso e don Claudio Giovannini; e contestualmente desidero augurare buon lavoro al Prof. Mauro Pace, per tanti anni docente e preside a Valsalice, a cui è stata affidata la futura direzione dell’opera di Cumiana: grazie per aver accolto questa nuova sfida. Per l’opera di Vercelli al momento abbiamo nominato il nuovo direttore del CFP nella persona del Prof. Roberto Battistella, attualmente direttore del CFP di Vigliano Biellese; non abbiamo però ritenuto al momento opportuno nominare un “direttore di Opera”, analogamente a quanto avviene negli altri nostri CFP di Saluzzo, Savigliano e Serravalle, dove non è presente una comunità salesiana.
Aggiungo ai ringraziamenti anche quello per don Enrico Bergadano: nella lettera in cui indicavo le nuove nomine avevo commesso una dimenticanza e non lo avevo citato tra i direttori che concludono il loro mandato; ma don Enrico per sei anni ha servito i confratelli ammalati di Casa Beltrami con un lavoro infaticabile. Per questo non posso che ringraziarlo di cuore.
Un altro doveroso ringraziamento è il seguente: tra i compiti di animazione che a breve vedranno un avvicendamento, c’è anche quello dell’Animatore Missionario; ringrazio perciò sentitamente don Marco Cazzato, che termina il suo servizio, svolto in questi anni con grande passione e competenza; e ringrazio allo stesso modo don Riccardo Frigerio, che volentieri assume questo nuovo compito.
Passiamo dai ringraziamenti alle richieste di preghiera.
La prima richiesta riguarda naturalmente la preghiera per il carissimo don Giorgio Degiorgi, che nella mattina del 18 luglio, durante l’Eucaristia celebrata nella basilica di S. Maria Ausiliatrice e presieduta dal nostro Regionale don Juan Carlos Perez Godoy, inizierà il suo mandato di Ispettore ICP. Saremo presenti tutti dalle nostre comunità religiose e CEP per ringraziarlo della sua disponibilità e per affidare al Signore lui e l’Ispettoria, in questo nuovo tratto del suo cammino.
Una seconda richiesta di preghiera, di tutt’altro tipo, riguarda un evento doloroso: siamo invitati ad unirci al cordoglio della comunità salesiana di Schio e della Ispettoria del Nord Est per la morte (e immediata nascita al Cielo, speriamo con tutto il cuore) di don Francesco Andreoli – incaricato dell’Oratorio di Schio – e di Alberto Fioretto – giovane animatore sedicenne – coinvolti in un incidente stradale giovedì scorso, durante una gita della Estate Ragazzi. Preghiamo perché il dolore dei loro cari, dei confratelli, dei giovani, possa essere foriero di consolazione e fecondo di nuove vocazioni al dono di sé.
Vi segnalo infine una nuova emergenza, che richiede la nostra preghiera e solidarietà: sapete bene che il Venezuela nei giorni scorsi è stato scosso da un terribile terremoto: tanti sono i morti e tante le necessità di aiuto. Al momento non risultano vittime nelle nostre case, ma ci sono ingenti danni alle strutture e c’è bisogno di aiutare la popolazione provata dalla catastrofe subita. La nostra Procura missionaria – Missioni Don Bosco – si è subito attivata; e potete trovare nel link posto qui sotto alcune informazioni sulla situazione e un modo concreto e immediato per poter inviare aiuti. Vi ringrazio in anticipo per la vostra generosità.
Maria Consolata, Consolatrice e Ausiliatrice possa assistere e confortare quanti in questo momento sono nella prova. A noi l’invito sollecito a dare una mano per quello che è nelle nostre possibilità.
Con grande affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP